L’antagonismo per la supremazia fra Luni e Narce. Cronache del Villanoviano


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Nei piani della trama primigenia, nel gioco dei meccanismi di potere  all’interno della società umana, pareva destino che Luni, che vuol dire luna, la proto città sul Mignone, divenisse il faro di luce della civiltà  per l’intero vecchio continente. Luni era nata come progetto femminile di una società egualitaria, un primo esperimento sociale di armonia fra i due generi. Di conseguenza questa città, che si fa risalire al tardo neolitico – prima età del bronzo,  era concepita come luogo d’incontro orgiastico e di piena libertà espressiva. La fioritura conseguente fu una società  fluida e scorrevole, come l’acqua. Ed infatti i sacerdoti di Luni adoravano l’acqua ed avevano controlli psichici su questo elemento.  Le cose sembravano andare per il verso giusto e non sussistevano preoccupazioni per la espressione di una grande civiltà  liberale.

Nel frattempo però, al di fuori da ogni convenzione creativa, era sorta un’altra città, a pochi chilometri in linea d’aria, costruita  sulle sponde di un  fiume biondo, che era stato il Tevere,  ed ora era il Treja. Quest’incomodo, questo intruso, che si inseriva nei piani del potere e dei modelli sociali,   si chiamava  Narce, che vuol dire arca.

La proto città di Narce era depositaria del fuoco, il sacro rito del fuoco che si manifesta  attraverso i costumi,  indicazioni  che seguono un ordine di valori.
Gli abitanti  di Narce  erano pastori che innalzavano are per adorare il dio del fuoco. Il continuo ardere dava ai sacerdoti di Narce il controllo psichico sul fuoco.

Ben presto, allorché fu chiaro che gli esempi propugnati erano opposti, iniziò un subdolo contrasto fra le due città. Narce e Luni si combatterono prima sul piano ideologico, cercando di dimostrare  il valore ed il significato del messaggio sociale evocati nel loro modello ma non ebbero successo in ciò giacché  entrambi gli esempi fornivano ragioni sufficienti di esistenza. Ovviamente i sacerdoti sentivano che un compromesso non era possibile, le due posizioni erano troppo distanti ed antagoniste. Fuoco contro Acqua.
I sapienti delle due città decisero allora di utilizzare i poteri acquisiti  sugli elementi in modo da condizionare o distruggere il nucleo opposto.  I maghi di Narce scaricarono il massimo dell’energia  ferale su Luni e quelli di Luni sconvolsero le acque di Narce.  Il risultato fu che ognuna delle due comunità dovette isolarsi completamente per difendersi dalle emissioni psichiche.  Le due comunità si nascosero l’un l’altra divenendo città invisibili. Il risultato insolito di questa lotta portò al cambiamento del piano originario di civiltà.  
Luni  o Narce , nessuna delle due essendo in grado di emergere ed essendo addirittura scomparse alla vista, esse passarono il loro modello all’inconscio collettivo e  si celaroro nelle loro nicchie di terra, lasciando solo criptici segnali nascosti vecchi di migliaia di anni. Nel frattempo la lotta era passata di mano, lo schema per la civiltà futura doveva andare avanti, ed il destino dell’uomo, in questa parte del mondo, continuò a tessere la sua tela. E si   manifestò  -ancora una volta- in due modelli antagonisti: Roma e Veio. Ma stavolta i sacerdoti ed i potenti delle due città, memori della scomparsa di Luni e Narce per colpa dello scatenamento delle onde pensiero, decisero di ricorrere ad altri mezzi e così   s’inventarono la guerra.
Paolo D'Arpini
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Manie religiose, da non considerare... - Della serie: "Non c'è più religione... (magari!)"


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Quanto alla religione l’umanità è sempre stata immersa nel caos. Migliaia di comandamenti, migliaia di precetti, migliaia di riti, migliaia di preghiere, migliaia di promesse, migliaia di minacce provenienti da migliaia di dèi; e soprattutto, migliaia di vittime, sia fisiche che mentali. Il massacro giustificato dalla religione è sempre stato in gran voga, con il beneplacito di un “Dio” che sembrerebbe segnare con una tacca le sue vittime, come facevano i piloti della I guerra mondiale.

Ma chi sono questi dèi? Per la maggior parte degli uomini il dio della propria infanzia, il dio che viene insegnato dai genitori è il dio vero, e pochi sono coloro che riescono a sottrarsi alla pesante àncora di questo dio, proprio perché viene proposto in una fase della vita in cui l’essere umano è non solo altamente vulnerabile, ma anche influenzabile all’estremo, poiché la sua mente è in formazione, una vera spugna.


La mente dell’uomo preferirà credere ciecamente piuttosto che pensare, preferirà seguire piuttosto che farsi largo da sola; preferirà la sicurezza del gregge piuttosto che l’incertezza di doversi addentrare con le proprie forze negli abissi dell’aldilà. Per questo a tutti i leaders religiosi è tanto cara la parola “gregge”, ed è per questo che a coloro che manipolano le coscienze piace tanto chiamare i fedeli con il nome di “pecore”.

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La pecora non si ribella- e ciò va bene al pastore - e non si deve arrischiare a cercare da sola il proprio alimento - e ciò va bene alla pecora - però alla fine della storia la pecora viene macellata da colui al quale il pastore fa capo. 


Costellazioni di “maestri”, di “dèi” e di credenze, tutti che lottano e sono in competizione fra loro per assicurarsi il dominio della coscienza dell’uomo, e tutti, alla lunga, immergendolo sempre più nel caos della mente.


Tutti gli obblighi e i divieti, gli interdetti e le cerimonie, le restrizioni sociali e i particolarismi, i tabù alimentari e sessuali, gli estremismi e gli abiti rituali sono ovviamente forme di follia religiosa, di fervore che si erge a deviazione demenziale, istituzionalizzato dall’osservanza cultuale; regole e pratiche inculcate da maestri che non insegnano niente di buono, a loro volta portavoce di dèi che non sono Dio e non appartengono neppure al livello spirituale, ma ne sono molto al di sotto. Chi è libero lo è da qualsiasi regola o forma di esteriorità; così è il vero “Dio”, quello che per tutti è lo stesso, che non ha un “popolo eletto” o preferenze etniche e non esige assurde pantomime o contorsioni mentali, limitazioni concettuali e macchinose ritualità dai suoi fedeli.

Naturalmente tutto il mondo di oggi è pazzo, e la forma di civiltà predominante oggi è micidiale; ma almeno non si ha la presunzione di sostenere che tutto ciò derivi dal volere di un dio (anche se in fin dei conti è proprio così: il “dio” di questo mondo). E’ una follia, un’alienazione fine a se stessa e non pretende di essere il risultato di un culto divino, di provenire da “istruzioni dal cielo”.


E fra tanti ammaestramenti e tanti riti, gli uomini continuano a venire a questo mondo senza sapere perché, e continuano ad andarsene senza sapere dove andranno.
Ma, ringraziando “Dio” (quello vero) c’è sempre stato anche chi, piuttosto che indirizzare altri verso un’ipotetica e dispotica divinità, ha anche scavato profondamente fino a percepire che la divinità risiede nell’uomo stesso, e nella sua consapevolezza di essere molto più che un essere umano.


Simon Smeraldo

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Sufismo - La visione non-duale dell'Islam


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Il sufismo è la corrente islamica che più si avvicina alle forme trascendenti di spiritualità laica non duale. Si può giungere al Non-dualismo attraverso varie vie, la vetta è uguale per tutti. Dipende dalle simpatie personali e dalle propensioni. Fra gli islamici chi segue questa via ha evidentemente una tendenza all'ascetismo mistico. Pur che anche nel sufismo sono stati espressi concetti "gnostici" e non-dualistici molto avanzati (vedi i detti di  Rabia) e -tra l'altro- la lettura dei poemi di Rumi ce ne fornisce un valido esempio.  

Il fatto che si possa giungere all'Uno seguendo una qualsiasi religione pone però la necessità di abbandonare il credo religioso il momento che si vuole penetrare ed essere compenetrati dall'Uno, sostituendo il "credere" con la diretta esperienza  La strada è utile per giungere al Tempio ma bisogna lasciarla per entrarci.

Dal punto di vista della "spiritualità sociale" (religiosa), al fine di una convivenza pacifica,  -comunque-  il sincretismo è vantaggioso come pure lo è l'abbandono di ogni dogmatismo. Ciò non esclude la continuità di partecipazione alla "forma esteriore" (spirituale) più consona ad ognuno di noi. E ciò vale anche per i seguaci delle religioni monoteiste, che hanno visto sorgere al loro interno "santi" e "saggi"  totalmente liberi da senso separativo. 

Per cui anche l'approccio del sufismo è sicuramente valido, per chi lo sente affine alle proprie tendenze o tradizioni, mantenendosi integri nella fiducia e nella sincerità e nella onestà di "percorso".

In altro contesto qualcuno ha affermato: "ognuno per sé.. e dio per tutti". Ove per Dio si intende il Tutto che in tutti è presente.

Paolo D'Arpini


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Integrazione di Enrico Galoppini:

Se ci si dà la pena - anche da esterni - di leggere i testi dei più famosi maestri del Sufismo ci renderà conto di quanto allo stesso tempo essi fossero e "musulmani" e, per la massa più o meno attaccata alla "lettera", apparentemente "non musulmani". Il Sufismo è ancora una realtà attiva ed operante che  implica  un rispetto ed un amore profondo per la "natura": tant'è vero che anche gli odierni maestri incitano i loro seguaci a... curarsi solo con metodi naturali, a vivere stabilmente nella natura e, addirittura, col minimo possibile di "tecnologia".
Dio, comunque, o come lo volete chiamare, l'Origine del tutto, è uno solo; e su questo punto hanno trovato un punto d'incontro sia tutti gli "illuminati" di ogni tradizione che le popolazioni che, prima dell'irrompere della "modernità", sapevano convivere, rispettarsi e, addirittura, venerare gli stessi "santi" e riunirsi insieme per pregare...

Candelora - Tradizione pagana diventata cristiana


Lupercalia
…il 2 febbraio di ogni anno si festeggia la “Candelora” che trae origine da un’antica festa pagana denominata “Lupercalia”, connessa al culto antico della Madre Terra, tesa a rappresentare i riti della sessualità e della fertilità.
“Candelora candelora dell’inverno semo fora. Ma se piove e tira vento nell’inverno semo dentro” – Così recita il detto popolare, dal che dovremmo dedurne che siamo ancora nel pieno dell’inverno, visto il maltempo che imperversa… Ciò non toglie che dal punto di vista astrologico a partire dai primi di febbraio si avverte, almeno nello spirito, l’inizio della primavera. Certo non è la primavera astronomica… è un’avvisaglia di primavera. Questo è un periodo di freddo intenso ma riprende a crescere la durata del giorno ed anche l’aria a volte si addolcisce ed invita i piccoli germogli, che stentano a uscir dal suolo, ad avventurarsi fuori alla luce del sole. In questi giorni sentiremo un’aggiunta di energia, chiamiamola una scorta psico-energetica, che consente di affrontare condizioni straordinarie e crisi acute -come avviene talvolta alle piantine che si avventurano al sole e ricevono invece la gelata- è una questione di vita o di morte! Il significato recondito della Candelora sta a rappresentare l’incontro-scontro degli opposti: Yang (il caldo), Yin (il freddo).
Un momento questo che presuppone un cambiamento ineluttabile. E la spinta viene da quella ‘terza parte’ (la continua mutazione) che conduce al rinnovamento della vita. L’organismo vivente è in stretta correlazione con tutto ciò che lo circonda. Ad alcune cose è affine ad altre è in antagonismo. Saper far fronte a situazioni estreme mantenendo un equilibrio di mente e di corpo, deriva dalla capacità dell’organismo di integrare e aggiustare al suo funzionamento le diverse energie vitali. L’acqua, il cibo, il freddo, il caldo, il moto, la quiete, il sonno la veglia, la pulizia e l’influenza spirituale…. la somma di tutti questi fattori, vissuti correttamente, è salute. Perciò accettiamo il freddo dei “giorni della merla” e le avvisaglie di primavera della “benedizione delle candele”, simbolo quest’ultimo della luce che avanza...
Paolo D’Arpini
candelora

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La tradizione celtica

Il fuoco con il suo mutamento è perfettamente ascrivibile al simbolismo della Grande Madre . Che viene prima, ma molto prima della divisione "maschile=attivo e femminile=passivo". La Grande Madre prima di esser separata, divisa, sminuita conteneva ogni polarità nel suo ventre gravido. Non è la fertilità la sua caratteristica principale bensì proprio il movimento, il mutamento, il continuo dispiegarsi della creazione.
In questo universo simbolico non c'è spazio al dualismo oppositivo. Il fuoco sacro è appannaggio dell'universo intero. Compreso il femminile. 

Perché ogni creatura partecipa del suo dono di contribuire alla creazione.

Le prove sopravvissute di questo fuoco anche femminile le abbiamo nelle numerose Dee del Fuoco e Dee del Sole presenti in tutti i miti del mondo. Così come esistono Dee uccello e Dee dell'aria. E così come esistono Dei Luna (uno proprio qui nelle leggende dolomitiche), Dei Terra e Dei dell'acqua/del mare.

È tempo di superare le rigide categorizzazioni fondate sull'esclusione, e tornare a sentirci complete e completi. Per allargare le possibilità dell'essere.

(Tratto dal "Lunario della Dea")

Insegnamento spirituale nelle scuole statali - Trasformare l'ora di religione in "storia teorico-pratica delle religioni"


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In seguito alla continua perdita di credibilità delle fedi monolatriche   anche da parte dei movimenti laici è ripresa la discussione  in ambito  scolastico sulla così detta "Ora di religione", ora dedicata all’insegnamento cristiano. 


La nostra proposta come "Movimento per la Spiritualità Laica" è quella di modificare la materia   in forma di "Storia delle Religioni, in chiave teorico-pratica".  La cosa non è sinora riuscita ad approdare in una compiuta proposta legislativa ed è  "naturale" che le istituzioni religiose difendano a spada tratta la loro materia, che assicura una retribuzione sicura a tanti preti. All'uscio dell'Ora di religione, inoltre, bussano oggi anche rabbini e mullah, per  garantirsi una adeguata fetta di mercato e di egemonia ideologico-politica. E’ meno naturale che quest’ora sia difesa dai pretendenti come “spazio di libertà” e di "pari opportunità".

Indubbiamente quando entrano in gioco certi interessi le parole volano, troppo spesso sganciate dal loro significato.

Personalmente sono  favorevole  all’insegnamento scolastico del pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità naturale o laica", o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sul naturalismo, e non su romanzi fantasy (come la bibbia, il vangelo ed il corano).  La spiritualità naturale è la prima ed unica forma di "religiosità" che ha promosso lo sviluppo della società umana nel suo complesso. Vedi ad esempio la funzione evolutiva svolta da filosofie come quella Platonica e Socratica, lo Zen, il Taoismo e l'Advaita Vedanta (non-dualismo), ma vorrei che quest’insegnamento fosse reale, ovvero corroborato da esperienze dirette,  non fittizio o libresco. Infatti troppo spesso l’insegnante religioso sviluppa il suo programma  "teorico" magari impartendo  lezioncine a sfondo etico/moralistico (roba per "innocenti"), con materiale "preso in prestito"

L'insegnante deve essere qualificato nell'esperienza del Sé e non nell'accumolo di nozioni prese dai testi. Così avveniva infatti nelle scuole Zen, ad esempio, in cui non era possibile insegnare se non si era sperimentato il Satori.

Le religioni tradizionali sono ormai  una zavorra inutile, eppure talvolta occorre analizzarle per lo meno allo scopo di ridimensionarle a quel che realmente sono: favole necessarie all'infanzia!


Paolo D'Arpini

Comitato per la Spiritualità Laica
Via Mazzini, 27 - 62010 Treia (Mc)
Tel. 0733/216293

Buddismo... una scienza esatta!


"Spezzato il circolo vizioso, conquistata la libertà dal desiderio, la fiumana, prosciugata, non fluisce più; la ruota, infranta, più non rivolve. Questa, solo questa, è la fine del dolore."  (Buddha Sakyamuni, in Udana, VII, 2)  
Questa è davvero la massima più ostica per gli occidentali. Però, se ci si pensa bene, quanta verità – e sempre più evidente, anche e soprattutto a noi – nel detto lapidario… 
In effetti la società del crepuscolo borghese, dello spettacolo-degli spettri, “produce” gli esseri umani proprio in quanto “macchine desideranti”… 
Un continuo trapassare da un oggetto all’altro, anzi ormai da un sostituto spettrale a uno successivo, senza tregua, all’infinito, “individui” soggetti all’oggetto come a una chimera, consumati e annullati nel mulinello delirante. Il “pieno appagamento” non può esistere, perché niente e nessuno lo può pagare-comprare. E, d’altra parte, è inconcepibile dentro la macchina-vortice, che gira e vive solo in base all’insoddisfazione sempre rinnovata, inesausta. 
A me interessa per gli spunti di liberazione che può dare OGGI, quell’antico sguardo cristallino,  chiamato "buddismo". Anzi, mi sembra che essendo, prima che “religione”, una grandiosa disciplina – atea – di disvelamento degli errori-illusioni della mente, proprio nel regno della menzogna universale e della servitù volontaria compiuta possa rivelarsi particolarmente efficace. Fermandoci per un istante (eterno), almeno con la meditazione, la natura del desiderio e la sua valenza intrinseca in rapporto alla autodeterminazione dell’individuo ci può finalmente apparire sotto una luce diversa. Molte certezze svaniscono, ma si è come sgravati da un incubo. Più leggeri e più liberi”
Ciò che occorrerebbe nel campo della ricerca interiore, secondo me, è una completa e radicale de-”massonizzazione”, id est de-giudaizzazione (la massoneria letteralmente si disfa e svanisce come castello di spettri al sole se le si toglie la cabala, la Torah e tutto il cumulo di illusioni-menzogne chimeriche all’uncino, DOC, che la informano). 
E’ solo a causa del trionfo “ecumenico” del cristianesimo che la lebbra veterotestamentaria si installò stabilmente in ogni ambito della spiritualità, così di quella ufficiale come, ancor più, di quella segreta. Si pensi alle “Chiese gnostiche” dell’Otto-Novecento, agli “Eliphas Levi”, allo stesso Martinez de Pasqually e ai suoi “Eletti Cohen”, a tutti gli ordini e gradi, appunto, della massoneria (del cui albero le varie conventicole “esoteriche” moderne sono state quasi sempre fronde)… Rarissimi i ricercatori spirituali che seppero fuoriuscire da questa radice appestata, respirare aria scevra dai suoi miasmi – non Evola, e neanche Guénon. 
Eppure esisteva, esiste, un bacino enorme e meraviglioso di conoscenze (e di vie d’autorealizzazione) che prescindono completamente dall’ebraismo e dalle sue emanazioni: l’Egitto immenso, il mondo politeista greco-romano, l’oriente donde viene la luce. Questa necessità VITALE l’aveva ben compresa il mio primo Maestro d’astrologia, scomparso prematuramente, Angelo Angelini, che sempre ricordo con grandissima stima…
Joe Fallisi

Divina Commedia "blasfema" - Processo a Dante, antigiudeo ed antislamico…

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Erano partiti prima i giudei con la denuncia che la Divina Commedia contenesse nozioni antiebraiche, poi si sono aggregati anche gli islamici lamentando che il poeta criticò ferocemente il loro profeta Maometto.  A dire il vero  è dal  marzo 2012 che se ne parla, in seguito  ad un articolo apparso sul Corriere della Sera,  e da allora  la cosa  è andata parecchio avanti e le “sparate” contro Dante Alighieri e la Divina Commedia, hanno fatto strada… conquistando le pagine del Web e scomodando fior di commentatori…
Non solo gli ebrei si sentono feriti nell’onore anche i fratelli minori musulmani hanno scoperto nella Divina Commedia una satira anti-Maometto più feroce di quella di Charlie Hebdo. Dante, il padre della Lingua Italiana, mette il profeta musulmano e Alì, suo cugino, genero e successore come Califfo, nientemeno che all’inferno, nel canto XXVIII dedicato ai seminatori di discordia. Maometto viene messo nella bolgia più “sozza” che si possa immaginare, piena di corpi mutilati e orrendamente sfigurati. Questo perché, secondo Dante, i seminatori di discordia nell’aldilà erano condannati a subire il contrappasso adeguato, soffrendo nel loro corpo le stesse mutilazioni di cui sono stati artefici in vita.
Ora c’è solo da spettarsi le reazioni del vaticano per i vari papi messi all’inferno e per le oscure idee panteiste e anticristiane espresse dal poeta.
Ma seguiamo un piccola cronistoria degli eventi:
Divina Commedia all’indice – Scriveva Gherush 92, tra l’altro: “…
l’insegnamento della Divina Commedia rappresenta una violazione dei
diritti umani e la evidenziazione della natura razzista e antisemita
del nostro paese di cui il cristianesimo costituisce l’anima. Le
persecuzioni antiebraiche sono la conseguenza dell’antisemitismo
cristiano che ha il suo fondamento nei Vangeli e nelle opere che ad
esso si ispirano, come la Divina Commedia. Deve essere messo in
evidenza il legame culturale e tecnico-operativo con i vari tentativi
di esclusione e di sterminio, fino alla Shoah. Certamente la Divina
Commedia ha ispirato i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, le leggi
razziali e la soluzione finale. Chiediamo, pertanto, al Ministro della
Pubblica Istruzione, ai Rabbini e ai Presidi delle scuole ebraiche,
islamiche ed altre di espungere la Divina Commedia dai programmi
scolastici ministeriali…” 
Ed  ancora:  “L’organizzazione (giudaica) Gherush92,
consulente dell’ONU, ha dichiarato “Dante antisemita e islamofobo. La
Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici”. Ne ha dato notizia
nei giorni scorsi anche il “Corriere della sera”, riportando le
affermazioni di questa benemerita setta mondialista nell’articolo
seguente: http://www.corriere.it/cultura/12_marzo_12/divina-commedia-eliminare-gherush92_674465d8-6c4e-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml -. Non è il caso di ribattere alle ridicole accuse di soggetti che
vomitano parole sotto l’usbergo dell’ONU per infamare la figura e
l’opera del Sommo Poeta, sommo non soltanto per aver “inventato” la
lingua italiana, ma per aver dato all’umanità l’opera poetica più
“divina” che uomo possa concepire…” (
Roberto Sestito)
Alle accuse di “razzismo” mosse da islamici e giudei contro il padre
della lingua italiana rispose Maurizio Blondet con una recensione di
“insegnamenti” tratti dal “sacro libro” matrice delle tre religioni
semitiche: la bibbia. Un libro profondamente, spaventosamente omofobo,
razzista, anti-animalista, per giunta anti-femminista; un libro che si
rallegra di omicidi ed inganni, che prescrive furti e ordina stragi. E
nonostante ciò, viene letto addirittura nelle chiese, e viene ritenuto
ispirato da Dio.
«Io ti benedirò e moltiplicherò il tuo seme… la tua progenie
possiederà la porta dei tuoi nemici»
«Ed Egli darà i loro re nelle tue mani e tu estirperai i loro nomi…
finchè non li abbia distrutti».
«Oggi comincerò a spargere spavento di te fra i goym, sotto tutto il
cielo, tanto che esse si terrorizzeranno a sentire il tuo nome».
«Divora dunque tutti i popoli che il Signore tuo ti darà; l’occhio tuo
non li risparmi».
«Voi vi ciberete dei beni delle genti, e vi farete magnifici della
loro gloria» (Isaia 61,6). «Tu suggerai il latte delle genti, e
popperai le mammelle dei re». «… E i figli degli stranieri
edificheranno le tue mura».
«Chiedimi, ed io ti darò in eredità le genti e i confini della terra
per tua possessione. Tu le spezzerai con verga di ferro, li
frantumerai come vaso d’argilla» (Salmo 2, 8-9).
Fino allo spietato Salmo 137: «Figlia di Babilonia, votata alla
distruzione: beato chi prenderà i tuoi pargoli e li sbatterà contro la
roccia!».
Questo beatifico desiderio è stato oggi realizzato dalla devastazione
di «Babilonia», ossia l’Iraq, compiuto per conto della razza eletta da
un popolo che ha dato agli eletti le sue mammelle da mungere.
Tralascio i passi dove Dio ordina ai suoi eletti di massacrare 40 mila
amaleciti sconfitti, e promette la totale distruzione di cananei,
filistei, amorrei; tutti passi che significano eliminazione fisica o
culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture».
Insegnato a memoria nelle scuole rabbiniche, questo orribile testo ha
formato un intero popolo all’odio e al disprezzo dei «popoli e
culture» diversi. Lo testimonia la particolarissima pedagogia che si
trova nel Talmud.. Solo alcuni pochi esempi nel gran mare di questo
commento alla Bibbia:
«Che significa Har Sinà, cioè monte Sinai? Vuol dire il monte dal
quale si è irradiato Sina, cioè l’odio contro i popolo del mondo»
(Shabbath 80 , col.1).
«Dovunque gli ebrei arrivano, devono farsi sovrani dei loro signori»
(Sanhedrin 19, 89, 1).
«…Vi farò unici dominatori del mondo» (Chaniga, 3a, 3).
«Il migliore fra i non-ebrei, uccidilo» (Abodag Zarah, 26b, Tosefoth).
«Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo sono
da chiamarsi bestiame» (Baba Mezia, 114, col.2 ).
Mica è teoria, signori. Mica è simbolo. Mica è metafora e licenza
letteraria. Spesso i governanti attuali dello Stato d’Israele di oggi,
se ne escono fuori a dire che i palestinesi sono bestie, e i loro
rabbini di oggigiorno ancora insegnano che tutti i non-ebrei sono
animali: dunque macellabili, e macellati spesso effettivamente là dove
cadono nelle mani ebraiche.
È un insegnamento costante. Il filosofo Abravanel (1437-1508) ha scritto:
«Il profeta (Isaia) annuncia che il Signore lo ha unto per dire agli
israeliti che saranno ad essi soggetti tutti i popoli, e che le genti
straniere dovranno arare e lavorare sì che ai figli d’Israele non
tocchi alcun lavoro pesante, ma possano servire Dio solo pregando. A
che possano però aver tempo per servire Dio benedetto, dovete mangiare
i beni dei popoli» (Meshmia jeshue, 89, col.4).
E quante volte, signori, i popoli hanno visto i loro beni divorati e
mangiati da individui educati a questa scuola!
Rabbi Bar Nachmani: «Al tempo del Messia gli ebrei estirperanno tutti
i popoli della terra» (Bammidbar Rabba, fol. 172, col.4).
Jeshaia Hurtzitz, Scene lukhot habberit, anno 1686: «Il mondo è stato
creato per gli israeliti, essi sono la polpa, gli altri popoli non
sono che la scorza».
Adolphe Crémieux (1796-1880), fondatore degli Archives Israelites: «La
dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sè tutto il mondo
(…). Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra
apparterranno esclusivamente agli ebrei (…) Le nazioni
scompariranno, le religioni tramonteranno».
E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848: «Il
popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo
proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante
l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle
frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e
mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà
dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova
organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno
dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento direttivo (…). I
governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto
del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani
ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza
ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così
la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei,
venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i
popoli della Terra» (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).
Ed infine, come contraltare, e dulcis in fundo, ecco la replica laica antireligiosa di François Cavanna, cofondatore di Charlie Hebdo: “Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte… Tutti voi, che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore. Tutti voi, che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello. Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi. Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI! Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.”
E con ciò il conto è pareggiato.
Paolo D'Arpini
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Secondo Buddha sorridere fa bene alla salute fisica e mentale



Il sorriso apre le porte del cuore ed eleva lo spirito alla consapevolezza della non-dualità.

Sorridere è la più semplice meditazione della gioia, la più elementare manifestazione dell’ipnosi atemporale.

Il sorriso apre tutte le porte perché genera un immediato entanglement con gli altri ed è quindi la più intima e rispettosa forma di socializzazione.

Siddharta, nacque a Kapilavattu nel 563 a.C ed  era figlio del re Suddhodana, della famiglia Gotama (o Gautama), della nobile stirpe dei sakya, onde il nome di Sakyamuni:  il solitario, l'eremita dei Sakya. Improvvisamente abbandonò gli agi della sua reggia e divenne un mendicante anacoreta. Un giorno mentre meditava sotto un albero, raggiunse l’illuminazione e continuò la sua vita predicando alle genti la sua dottrina.


Siddharta realizza una grande rivoluzione interiore che si manifesta con un sorriso non solo esteriore, ma con una perenne gioia del cuore.

Il sorriso del cuore è la frequenza animica che percepirà ogni persona che incontrerà il Buddha lungo la sua peregrinazione.


Siddharta non rinnega l’antica cultura dei Veda, dei Brahmana, delle Upanishad, ma ne fornisce una interpretazione rivoluzionaria. Tutto è dolore, tutto è impermanente e perituro,  ma solo il sorriso nel cuore può consentire all’uomo di attraversare invulnerabile la sofferenza emancipandosi dal ciclo di rinascita(samsara).

Il dolore è generato dalla sete di vivere e dal conseguente attaccamento alla esistenza materiale. La cupidigia e la continua ricerca di appagamento disorientano l’anima dalla meta della consapevolezza.

Il sorriso nel cuore
 acquieta questa brama (raga) di immortalità terrena, dissolve il terrore della morte che è poi la staminale di angoscia che genera la guerra, l’omicidio, la violenza come proiezione del tanatos sul prossimo.


La percorrenza dell’ottuplice sentiero spegne l’angoscia della transitorietà ed apre il cuore al sorriso.

La grande vittoria del Buddha Siddharta è quindi il sorriso nel cuore.


Anche la scienza concorda con le  antiche vie della consapevolezza riconoscendo al sorriso  la facoltà di produrre ormoni, neurotrasmettitori cerebrali quali le endorfine e la serotonina.


E' meraviglioso persare che la gioia venga immediatamente riconosciuta dai recettori spirituali della nostra anima. 
Tramite l’antichissima via della ipnosi evocativa ex ipnosi regressiva, che in tempi vedici veniva chiamata pratiprasavah (nascita a ritroso) ogni giorno libero il cuore dei miei pazienti dal morboso attaccamento alla vita che ha come conseguenza il conflitto, la depressione, il panico, la mancanza di stima.

Nella pratiprasavah/ipnosi evocativa è fondamentale rievocare i propri “other selves” interiori, le proprie vite non precedenti, ma sincroniche in quanto nell’inconscio spirituale non esiste il tempo e quindi nemmeno il passato.

Depurando l’anima dalle impronte karmiche dell’attaccamento, della depressione, delle morti sincroniche si può giungere a chiarificare il cuore fino alla luce del sorriso: questa è l’antica segreta via dell’arcobaleno.

Angelo Bona

"I racconti del lungo silenzio" di Ferdinando Renzetti


Immagine correlata

H2om (accadueom)
ho incontrato nell antica citta di othia oro della rena e blu dal mare
le’n ticchie
lu sciarabba birrozza va a’ zapp’ alla giornata ri-fatti non parole
le indie di quaggiù magico connubio
apulia mundi sentiero dell anima
un isola bagnata da una piena luce meridiana. nell isola tutto e’ illusione:
signore dell isola e’ un mago. uomo di assoluta profonda solitudine. deserto.
come l isola su cui regna. l isola e’ ricca di voci, suoni brezze leggere che
danno gioia e rilassano i sensi. il cerchio sembra chiudersi e non svela
interamente la natura del suo mistero. vi mostrerò tutto, vi prego
avvicinatevi! l invito e’ rivolto ai personaggi dissoltisi ormai nell aria
sottile, essere fantastico attaccato al cielo con un lungo filo d argento,
spinto dall aria. isola stessa simbolo del mondo, immagine dell inesplorato e
margine di incertezza aspra roccia sabbia montagna alberi vegetazione, deserto
e al tempo stesso ricca di acque di animali di suoni. un isola disabitata
abitata sorta di mondo nuovo dove non ci sono strutture sociali. solo il
firmamento della natura e delle cose, e’ il mondo nuovo sognato un paradiso
terrestre dove l’uomo può
tentare se abbastanza saggio di creare una nuova civiltà diversa lontana dalla
storia.
l isola risuona di polvere antica, filo di sabbia mucchi di ceppi incrostati di
conchiglie e alghe portati dal mare e seccati al sole
scroscio eco di fondo essere delle tenebre
nero del nero, nero o blu, nero blu nero rosso, rosso cupo, nudo lucido opaco
incrostato di antico fango madido di sudore e pur essere umano
quanto? uno tre mille anni? solo la verita contiene abbastanza fantasia
otium: tempo libero utilmente impiegato in studio giardinaggio passeggiate. e’
la più sublime delle arti umane. se così non fosse il lavoro quotidiano non si
chiamerebbe negotium degradazione dell ozio.
ogni tanto isola di luce
come un sogno segno zodiacale uno scorpione un granchio
cielo terra o mare
costellazione arcipelago montagna antico alfabeto ingigantito
lineare b per tavolette d argilla proiettato su dimensione stellare
l ombra chiarisce tutto
testa di drago color rosa cenere nella prima luce dell alba
a sud bianco ad ovest il giallo della polvere aromatico dolce amaro sa di
violetta e ciliegia e svela l anima
della terra da cui proviene oro rosso arancio albicocca mentre scende l ora dei
grilli
H2Om
accadueom l arca-balena di ferdinando
spesso il cielo e’ vicino e la terra e’ lontana,
mi lascio trasportare. pizza e birra
la memoria dell acqua attraverso l om
H2om
una sfera perfetta
sono sul treno un mezzo che appartiene alla nostra vita, viaggiare sul treno da
un senso di vertigine, ha qualcosa di unico. e’ allo stesso tempo la casa e il
viaggio, ci allontana e ci avvicina. il treno e’ allo stesso tempo passato
presente e futuro, un po come noi che nello stesso istante siamo quello che
siamo stati, quello che siamo e quello che sognamo di essere o quello che
saremo, così il treno e’ quel che e’ stato, quello che e’ oggi e anche quello
che sarà. il treno non e solo un mezzo di trasporto e’ un idea di società
aperta connessa e capace di comprendere l altro
intanto l arca la costruisco voglio un tuffo
dove l acqua e’ più blu
presto attenzione ad ogni istante
con la capacita di stare interamente nel presente e non lascio che le cose della
vita mi sfuggono caffe’
il cosmopolitano scalzo nell impossibile labirinto connesso globalmente
disconnesso localmente
in una sfera che ha il centro dappertutto
e la circonferenza da nessuna parte
sostiene la necessita di pensare danzando in modo da non separare l uno dall
altro
il tempo e lo spazio. remix
coreuticomania e logoalgia peptica di fine agosto. un paio di supposte di
buscopan e dovrebbe passare
son io, viaggio, panini alla ricotta e pomodoro cipolla rossa, un tramonto e poi
basilico, tanto basilico. dentro rugge
il peperoncino verde. atroce pietanza,
grazie alla vita, siempre.
balene ai bordi sono quelle delle antiche cartografie, poste sul limite remoto
del mondo conosciuto al confine tra il rappresentato e l inimmaginato, soglia
di carta sul quale ridisegnare il mondo che si percepisce e costruire nuovi
collegamenti. una mappa che mira a
costruire un metodo di esplorazione profonda dell esistente
sulla costa la citta di cozzia si affaccia sul mar delle cozze 12 chilometri di
cemento nato in attesa dell avvento il non finito cozziano, solitudini che si
guardano a distanza, le strade non uniscono, separano perché portano lontano le
persone, come vivere in un tempo che sta fuori dal tempo l oggi e’ già un po
domani. con richiami alla dimensione altra, magica, come un alone che sta
attorno alle cose, il passato vive nel presente si mescola e non si lascia
accantonare come non finire il mio discorso
uomo anima corpo infinito centro
le stelle sono ovunque, sembrano in disordine, forse per noi ma non per tutti!
tu vedi il disordine nel cielo stellato mentre per un astronomo e’ tutto molto
chiaro. chi conosce le regole o i principi trova ordine chi non le conosce
trova disordine. il nostro tappeto volante sul quale decolliamo alla conquista
di mondi fantastici, vertigini matematiche nuovi ordini possibili in cui
sistemare la realtà nuove prospettive e inaspettate profondita
viaggio estremo negli spazi infiniti della mente un continuo gioco con
il cervello: un chilo di sale e un chilo di leguo, li metto insieme e sono
tutti e due un chilo. una sigaretta e una matita insieme perché sono cilindri,
due pezzi di carta e quaranta fiammiferi insieme perché sono più di uno:
classificazione fantasiosa
i neuroni magici: ci vuole occhio per cogliere l attimo fuggente di una stella e
il mattino dopo mi passo davanti l attimo fuggente, era
il momento in cui ci si rende conto che niente sarebbe stato più come prima
anche malinconia per la fatica precedente, gli sforzi non riconosciuti e
l insensatezza di essere sempre la stessa persona.
un cavatappi un vaso una poltrona sembrano avvolti da quel aura indefinita che
qualcuno chiama anima e altri più prosaicamente valore aggiunto. persino un
pennello, in ogni pennellata, ha la sua forza individuale e l immagine si
frantuma si spezza
e si scompone in un caleidoscopio di colori e forme
la mistica e’ la condizione del tempo radiale
uomo anima corpo infinito centro
mare anima fievolmente offuscata
da granelli di sabbia che la luce illumina
dove il simbolo e’ il sale euforia piazza della poesia
e cio che si porta lungo la via
spiagge come discariche, plastica tappi di bottiglia cicche di sigarette in
acqua e nella sabbia; questo lo scenario sulle spiagge che sembrano veramente
discariche, la causa l inciviltà delle persone e l inefficienza degli impianti
di degradazione. per 100 metri di sabbia 714 rifiuti: 3 su 4 sono di plastica.
la plastica non ha sapore!
a circa 50 km da foggiopoli all estremo lembo nord occidentale del garganistan
sorge l antica fitta solare di OTHIA incontro di culture, via per l oriente e
sentiero di pellegrinaggio per i numerosi luoghi di culto. nelle vicinanza il
golfo uriano sulle cui coste
sorgeva l antica citta di URIA fondata dai dauni alla fine del VIII sec a. c.
probabilmente molto più antica e per la sua posizione favorevole ai commerci
marittimi divenne presto una delle più floride colonie greche d occidente. le
sue mura fortificate non hanno impedito numerosi saccheggi nel corso della
storia in particolare la flotta saracena di dragut primo e distrutta
definitivamente da un maremoto nel 1627. alla fine del 700 l area e’ stata
acquisita dai principi di gregorio che hanno promosso scavi archeologici
riportando alla luce l antico splendore della citta. discorso diverso per l
antica capitale othia fondata dai lemuriani e poi rioccupata dagli atantidei
che l hanno trasformata in citta solare divisa in sette cerchi concentrici che
rispettano i colori i chakra i pianeti i metalli i giorni della settimana, con
al centro il sole. citta celeste con centro dappertutto e circonferenza da
nessuna parte, spazio metafisico con rimandi alla dimensione spirituale
esoterica. il governo della citta si basa sui principi della sociophoria
efficienza assenso empirismo miglioramento equivalenza trasparenza
responsabilta. i suoi abitanti vivono in pace seguendo una dieta vegana
rispettano l ambiente in cui vivono e che li ospita e fanno spesso docce d
amore. adottano il sistema dell open space form nei loro incontri giocano come
bombi farfalle api cicale grilli ragni. il re U-Gar-Gan e la regina U-e-Gan
governano questo paese che confina a est con il murgistan a sud con la lukanja
e la daunja a ovest con il molisja e si affaccia sul mar delle cozze.
citta orizzontale centro dappertutto circonferenza in nessun luogo. citta
celeste spazio metafisico
magico connubio le indie di quaggiù Apulia Mundi sentiero dell anima
ho incontrato nell antica citta di othia oro della rena e blu dal mare
Qui tra BAGDADA Eusogna e Itaka stiamo accogliendo con questo giorno sacro il
passaggio complesso...alla scoperta del pluriverso..si semi in aria con
Raccolti di sogni e grappoli di baci in versi affini al Divenire linfa pianta
fiore e frutto della ManiFestazione sentisenso dello Spirito Riaprire
Itaka...navigare a Terramo...
il garganistan confina con il murgistan la lucana la daunja la molisja
e il mar di cozzzia, nella capitale l antica citta di othia vivono in pace
il re u-gar-gan e la regina u-e-gan.
scie chimiche ieri, oggi forti temporali H2om
Hoom spighe di grano vite e gravita celeste le gambe istruiscono le teste...
HOme
difatti micorize di empatia solcano i cieli reticolando corinzie scie chimiche
campate di semi sbucciati dal sole e da mani amorose. vi amo!
haiku: frazione celeste gocce di diamante
allineamento divino
H2om
stiamo accogliendo con questo giorno sacro il passaggio complesso...alla
scoperta del pluriverso...si semi in aria con raccolta di sogni e grappoli di
versi affini al divenire linfa pianta fiore frutto
susanna di colonia 1330 circa
da dove vieni? l immagine apparsa a susanna rispose. non vengo da nessun luogo!
dimmi che cosa sei? io non sono! che cosa vuoi? non voglio niente! questo e’ un
miracolo! dimmi qual e’ il tuo nome? mi chiamo selvatichezza senza nome! a cosa
porta il tuo sguardo? alla libertà senza limiti! dimmi che cos e’ questo un
uomo vive secondo i suoi capricci senza distinguere tra dio e se stesso e senza
guardare avanti e dietro
1 2 3 ciuff...liberi tutti. oggi fuori dal tempo! una farfalla secca tra le
pagine
emoddosti?
othia antica citta capitale del garganistan foggia?
tra murgistan lucanja e daunja golfo di lemuria google non riporta!
a proposito di don chisciotte a le paduli, dopo lo scontro con le ranocchie di
munchausen e’ partito da otranto per battaglia di lepanto. la nave ha fatto
naufragio , approdato su isola deserta e incontrato prospero psicomago artista
calibano ariele e migranti siriani e africani
...e mangiato fungo bianconiglio poco prima dell assedio di topolinia
ora sta costruendo arcabalena per riportare tutti a casa
accadueom
quanto? uno, due, tre, mille anni?
solo la verita contiene abbastanza fantasia!
stanco dell infinitamente grande e dell infinitamente piccolo lo scienziato si
dedica all infinitamente medio e ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi
progetti per il passato.
ho incontrato nell antica citta di othia oro della rena e blu dal mare
traccia analogica
memoria dell infinito istante mare sabbia e luce
uomo anima corpo
infinito centro mare del gargano mareanima fievolmente offuscata da granelli di
sabbia
che la luce illumina
noi abbiamo il tempo voi avete gli orologi fai quel che puoi
con quel che trovi
dune: dune di sabbia fine e soffice macchie di arbusti dai profumi inebrianti la
spiaggia e il mare guidano lo sguardo il vento linea di confine
nuova energia
lentus profundius suavis
più lento più profondo più dolce lentezza solitudine silenzio
per scoprire il bello camminiamo lentamente, soffermiamoci ad ascoltare e ad
ammirare
a volte la bellezza si cela nel non fare
la chiave e’ nella tromba d oro l umanità il mio giardino espansione nell
universo
la danza dell anima
luogo rotondo sole architetto isola di luce
il salento tessuto come una antica coperta o un assolato quadro del 700 di sole
di visioni di suoni di danze. regna un silenzio che passa tra le cose come quel
tempo che muto e rumoroso ha lasciato le rughe sul volto della tabacchina che
racconta di ragazzi a meta degli anni 30 e di rivolte andate in fumo, resta la
forza di una donna la tabacchina che lavorava le foglie di tabacco capace di
smontare sotto un sole che sembra voglia incenerire tutto e tutti, il disagio
di una donna che tutto sa purificare.
agli inizi del secolo scorso un appassionato di esoterismo intraprende un
viaggio nel sud italia a studiare le origini di alcuni riti magici. dopo molto
peregrinare viene indirizzato da una vecchia fattucchiera in puglia. qui non
trova esattamente quello che stava cercando ma incontra la pizzicata una donna
morsicata dalla taranta che cambierà per sempre la sua vita. racconto tra miti
e leggende o gli studi legati al fenomeno del tarantismo nel quale
la tradizione si fonde con la storia, sospesa tra realtà e magia.
a sud - il racconto del lungo silenzio rappresentazione dolente e stralunata di
un meridione eternamente uguale a se stesso.
paesaggi stralunati per contrade e paesi come voci di un mercato virtuale.
immagini archetipe dell emotività antiche litanie di un tempo dove passato e
futuro coincidono effimeri confini di spazio e tempo.
lavoriamo sul presente collegandolo al passato dialoghiamo con quello che ce’ e
anche con quello che non ce’
il racconto del lungo silenzio fino al mio respiro come
una bolla di sapone
ce’ una grande festa in riva al mare puglia solo tu mi fai impazzire
un tuffo nel luogo comune
ti amo per davvero
la mistica e’ la condizione del tempo radiale guardando un se fuori dal se
terzo paradiso luogo dell assoluto
mareanima fievolmente offuscata da granelli di sabbia che la luce
illumina
beati voi che avete voi che avete voglia di essere beati voi
uomo anima corpo infinito centro
lucetempospaziomaterialuogo
bianche nuvole trasportate dal vento volate via come essenza d infinito
il cemento ha avuto la meglio!
sto attraversando apulia mundi
il sentiero dell anima garganistan direzione sud. ogni anno la stessa storia mi
divertirò a rendere la stessa storia sempre diversa
il treno un mezzo che
appartiene alla nostra vita. il treno e’ allo stesso tempo presente passato
futuro un po come noi che nello stesso istante siamo quello che siamo stati,
quello che siamo e quello che sognano di essere o quello che saremo cosi
il treno e’ quel che e’ stato quel che e’ oggi
e anche quello che sarà
piove!
traccia analogica memoria
dell infinito istante
l arte pervade lo spazio, linfa vitale che scorre,
lo spirito si espande,
gli occhi vedono l invisibile
come senza la vita io posso stare bella la fija de lu marinare
che vo fa che vo fa che vo fa leva da qua e metti di la
la sfera perfetta
tutta robba inutile, bolle di sapone per tutti qua si campa d aria
u’ pani e’ luntanu
a sud
il racconto del lungo silenzio
accadue om l arca balena di ferdinando sfera toroidale
i libri che avevo non potevano darmi nulla non vi si slegava cil che la musica
realmente era ne come si fossero costituite le sue leggi: si diceva che da noi
l ottava comprende sette note presso gli antichi cinesi ne contava solo cinque
che nel IX sec aveva fatto la sua comparsa la polifonia e aveva avuto effetti
catastrofici traumatizzanti. che nel XI sec un certo uomo guido d arezzo aveva
inventato il solfeggio, quanto all essenza stessa della musica e all influenza
che essa arreca sullo psichico degli uomini niente. un giorno spinto dalla noia
presi dalla biblioteca il mondo delle vibrazioni di un ingegnere e matematico
alludeva alla musica ma semplicemente per spiegare le vibrazioni che i suoni
musicali portano con se, alcune vibrazioni che nell uomo agiscono neuronalmente
su alcune vibrazioni corrispondenti e questo e’ il motivo per cui l uomo ama
questa e quella musica. come consigliavano i frati determina il la assoluto
conformemente alla pressione atmosferica misurata sul luogo degli esperimenti e
accordai il mio pianoforte prendendo conto delle dimensioni della stanza infine
presi in considerazione il carattere del luogo e la specie a cui appartenevano
gli astanti. queste danze adempivano a una funzione analoga a quella dei nostri
libri come noi oggi facciamo sulla carta così una volta certe informazioni
relative ad avvenimenti trascorsi da molto tempo furono riportate in queste
danze e tramandate di secolo in secolo agli uomini delle generazioni future.
queste danze furono chiamate danze sacre (gurdijev)
il laboratorio ambulante universale di passaggio qui, si fermerà per pochissimo
tempo
conciliare l utile per gli altri e il gradevole per se stessi mullah nassr eddin
ma chi e’ quel uomo padrone del suo tempo? già metrica significa anche essere
padroni del tempo aderire perfettamente al qui ed ora, primato assoluto del
ritmo sulla distanza. non sono i km ma il ripartire ciclico del piede a fare il
viandante. egli potrebbe esplorare per anni un isola microscopica senza
annoiarsi e scoprendo sempre cose nuove. egli viaggia anche da fermo, anche nel
sonno. dormendo assume la forma di questa o quella costellazione e ruota con l
universo stellato. e’ un cacciatore celeste che cammina anche di notte perché
il ritmo batte con lui come il tic tac di un metronomo e i suoi sogni sono la
prosecuzione del viaggio. resuscitiamo ombre perdute e riempiamo di presagi
perfettamente leggibili al momento del risveglio, ecco perché chi cammina
subisce metamorfosi di cui egli stesso si stupisce. affrontare la verita dei
luoghi pestando la terra col piede libero. dimmi come cammini e ti diro chi sei
veramente.
vista con granello di sabbia
lo chiamano granello di sabbia
ma lui non chiama se stesso ne granello ne sabbia. fa a meno di un nome
generale, individuale, permanente temporaneo scorretto o corretto
del nostro sguardo e tocco non gli importa. non si sente guardato ne toccato.
e che sia caduto sul davanzale e’ solo
un avventura nostra, non sua.
per lui e’ come cadere su una cosa qualunque, senza la certezza di esser già
caduto o
di cadere ancora
dalla finestra ce’ una bella vista sul lago.
ma quella vista, lei, non si vede.
senza colore e senza forma, senza voce, senza dolore e’ il suo stare in questo
mondo.
senza fondo e’ lo stare del fondo del lago,
e senza sponde, ne bagnato ne asciutto quello della sua acqua. ne al singolare
ne al plurale quello delle onde, che mormorano sorde
al proprio mormorio intorno a pietre
non piccole, non grandi.
e tutto cil sotto un cielo per natura senza cielo, ove il sole tramonta senza
tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara. il vento la scompiglia
senza altri motivi
se non quello di soffiare. amrita
questi erano le mie meditazioni filosofiche mentre procedevo nel mio viaggio,
quando scorsi venire verso di me un uomo rivestito di un armatura con una
terribile picca o lancia, in sella a un destriero. guardai allora col
cannocchiale e scoprii che non poteva essere altri che don chisciotte e mi
ripromisi un gran divertimento da quel incontro. così disse e d un tratto il
buon m venne avanti alla testa di un singolare corteggio di antiche armature
cavalleresche, di vecchi elmi, di una schiera di pennoni di bandiere di
vessilli e di pavesi allegramente variopinti, rossi d oro e di porpora e in
ognuna delle mani brandiva una forma di pan di zucchero, tutta ben indorata. a
una sua parola. 10.000 biscotti di napoli di gallette croccanti di ciambelle
dolci di focacce di cappelli di pan di zenzero si scontrarono a mezzaria in una
esaltazione festosa, proprio come una immensa procella di pietre da mulino o
come quando piove a catinelle da innumerevoli nubi. chi sei tu esclamo dc
dallato del suo potente corsiero. chi sei tu? parla o per l eterna crudeltà del
mio braccio tutto il tuo equipaggio perirà al suono di questa mia tromba! o
tenebroso che tutto rivestito di ferro osi avventurarti sul mio cammino per
fermare il grande muncausen. sappi allora allezzato cavaliere che perirai
allietante sotto i colpi della mia arma possente. sappi che al cospetto di
questo azzurro cielo la buona causa della ferita del valore e della purissima
fede trionferai così detto brandi la spada potente e avrebbe certamente
compiuto prodigi di valore se qualcuno non avesse messo sotto la coda del buon
ronzinante un ramo tutto spinoso di ginestra dopo di che scalciando con tutte
le zampe il corsiero stramazzo a terra dove il cavaliere gemette il credo per
la sua vita. in quello steso momento 10.000 ranocchie balzarono fuori dal casco
di gog e magog e assalirono furiosamente da ogni parte il cavaliere.. invano
egli gemeva invocando la sua gentile dulcinea del torboso perche il selvaggio
gracidio delle rane era più forte più sonoro delle sue invocazioni e così in
quella vergognosa battaglia il cavaliere fu sopraffatto dalle uova delle rane
che brulicavano tutte sul suo elmo scintillante. odiosi miscredenti, si
lamentava il cavaliere, via via solo degli orribili stregoni e ei diavoli
potevano riuscire in una così ardua impresa, sconfiggere il cavaliere della
mancia con una ignobile disfatta con una guerra che non si era vista l eguale.
a quel tocco 10.000 ranocchie cominciarono a gracidare ed ora vengono a quel
cavaliere avvilire, il cavaliere che fu già difensore d illustri vergini da
tutte le dame oltraggiate dei pellegrini canuti. ed ecco di nuovo che il
cavaliere della mancia sale a cavallo e col braccio teso in fuori per
bilanciare l asta si butto a briglia sciolta contro la schiera del campo nemico
da gran tempo muto come fulminato da quello e con un coro di entusiasmo generale
si misero a cantare al
cavaliere che avanzava travolgendo la schiera. allimprovviso dal baule del
cocchio trabocco gran copia di caramello e si sparse irrefrenabile in mezzo
alla folla dei combattenti, come quando la vecchia caterina getta ai polli
pezzettini pane e briciole mentre quelli si ingozzano veloci del cibo offerto
loro con generosa abbondanza e pace fraterna e zitti! essa fa-zitti! zitti!
.lacrime di sirena. sono la materia prima da cui si ricavano gli oggetti di
plastica che tutti noi quotidianamente utilizziamo. piccole e leggere vengono
disperse da venti e correnti che le portano su tutte le spiagge del mondo.
pericolose perché assorbono e rilasciano sostanze inquinanti possono essere
ingerite dalla fauna marina, restano per sempre nell ambiente sulle spiagge tra
la vegetazione sulle dune tra gli altri rifiuti.
oh, anche l anno scorso eri qui! e trovavi modo di venire ogni giorno, in
automobile ci vuole poco! avanti mettiti la giacca e vieni. l automobile
correva per la campagna deserta fra alberi dalla foglie polverose, lui al
volante lei gli sedeva accanto. mi passa il malumore quando sto con te! sono
contento e le prese la faccia tra le mani e si specchio nei suoi occhi,
ridendo. l aiuto ad alzarsi le scrollo la sottana maculata di verde salirono in
automobile ed egli riprese a guidare. abitavano in una casa nuova di un bianco
gesso con un largo cortile rettangolare. sulle scale si vedevano ancora le
macchie di vernice e la segatura asciutta. ceno’ sola: porto’ il tavolo vicino
alla finestra per guardare fuori scambiando cenni d intesa coi ragazzi del
balcone di fronte. lampioncini colorati, mi piacciono tanto, la sera ne abbiamo
appesi alcuni alla finestra due gialli uno rosso e uno azzurro, quello azzurro
si e’ bruciato, purtroppo! ecco prendo le chiavi, mi vesto! ho un vestito
celeste dell anno scorso, non sarà diventato corto? si tasto le chiavi nella
tasca dei pantaloni senza accendere la luce, socchiuse la porta che
dava sul pianerottolo, scivolo’ fuori scese a precipizio le scale, apri il
portone e lo richiuse adagio. sali in automobile e via, prese la corsa verso la
campagna.
terzo paradiso grembo generativo di una nuova umanità nuovo mondo che unisce la
comunità umana passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria, simbolo che
porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella tangente epocale,
riconfigurazione del segno matematico oo formato da una linea che unisce due
volte il disegno, si formano tre cerchi, i due cerchi opposti significano
natura e artificio, quello centrale grembo formativo di una nuova umanità
unendo i primo e il secondo paradiso, naturale e artificiale.
una dozzina di volte ogni secolo mercurio passa davanti al sole, oggi il giorno
del raro evento. il pianeta più piccolo e più vicino alla nostra stella potrà
essere osservato alle 13.12 minuti 18 secondi. minuscolo e nerissimo si muoverà
lento sul disco solare. lun 09 mag
a 15 anni ha scoperto citta maya nello yucatan sulla base di una teoria
incrociando le costellazioni maya e le loro citta i maya veneravano le stelle:
le stelle più brillanti delle loro 22 costellazioni combaciavano
con le più grandi citta maya, battezzata k’àak’ citta del fuoco [k’àak’]
capovolto il motto olimpico citius altius fortius più veloce più in alto più
forte o con maggior forza in lentius profundis suavis, più lentamente più
profondo più dolce. profonda tenerezza serenità altra collaborazione al posto
di competizione dialogo condivisione dolcezza lentezza per avere tempo di
pensare e approfondire,
amare gustare. chi va piano va sano e va lontano. uscite temporali. so che ami
la lentezza la solitudine il silenzio al passo lungo e continuo. azione minima
efficienza massima. per scoprire il bello e’ necessario camminare lentamente
soffermandoci ad ammirare e ascoltare come un giunco che si piega e oscilla al
vento ma non si spezza resistendo grazie alla sua flessibilità. in molti casi
la bellezza si cela nel non fare. cortesia e pazienza. abbiamo su questa terra
a ritmo lento la bellezza assoluta vincendo resistenze che ci tolgono tempo ed
energia. per scoprire il bello camminiamo lentamente soffermandoci ad ascoltare
e ad ammirare, a volte la bellezza si cela nel non fare o almeno nel fare poco.
la nave e’ così antica, così profondamente legata all idea del viaggio che ogni
volta che ci si sale a bordo si spera di provare la stessa emozione dei
navigatori di un tempo quando prendere la nave era un impresa da visionari.
la macchina ci ha promesso la libertà e l indipendenza ma alla fine la libertà
che ci ha offerto si e’ rivelata inquinante deludente e ristretta.
l’aereo e’ un anticipazione del futuro precipitata ai giorni nostri. un mezzo
che l animo dell uomo deve trovare ancora il modo di accettare e interpretare.
l’autobus dal suo canto riesce ad andare dove altri mezzi non sanno andare e
spesso a bordo ci trovi un umanità che pensavi perduta.
per scoprire il bello camminiamo lentamente, soffermiamoci ad ascoltare e ad
ammirare
a volte la bellezza si cela nel non fare
o almeno nel fare il meno possibile
cinquecent so le stell e tu si la cchiu bell
la danza dell anima
in un paese del sud il ritmo si impossessa di te per alleggerire la fatica col
suo morso
nel giardino degli ulivi suoni e poesia dalla terra cala la sera la luna gira il
mondo e voi dormite
...la luna...gira comunque...
...da una visione antropocentrica ad una biocentrica
minuziosi e mirabolanti paesaggi esotici e limacciosi montagne fluttuanti
galeoni volanti
aerei di carta polveri magiche
sirene e coccodrilli
in un atmosfera da circo punk
23 luglio, torre mileto 56 giri attorno al sole: Settecento ventotto lune la
notte dei tamburi.
dal tramonto all alba.
con tippu tappu, waowao, ermete trismenegildo, pupurati band in concert, evening
on the beach
firma qui!
stop al consumo di territorio, fai sentire la tua voce!
sette metri quadrati al secondo, 80 campi di calcio al giorno. in 30 anni
divorati 5 milioni
di ettari di terreno agricolo.
il cemento ha avuto la meglio! rudraksha (abheda)
dialogo immaginario viaggio estivo a più voci:
oro della rena, blu dal mare, rudraska abheda, amrita zobeide
brani tratti da libri giornali quotidiani blog ed ed sms letti
libri: la tempesta di shakespeare, annibale di pietro rumiz, lessico giovanile
di natalia ginzburg, incontri con uomini straordinari di gurdijev, diario
notturno di ennio flaiano, futuro primitivo di john zerzan, il barone di
munchausen, le vie dei canti di bruce chatwin, la cura della natura di gandhi,
geografia di franco farinelli, il piccolo principe, acchiappalagatta di
emmanuela spedalieri, la lentezza di quale vita, un popolo di formiche di
tommaso fiore, la rivoluzione del filo di paglia fukuoka,
articoli: da la repubblica, alighiero boetti, alessandro mendini, pietro rumiz.
dai blog, michelangelo pistoletto, jose arguelles, vandana shiva
dalla gazzetta del mezzoggiorno, federico pace, paolo cossi, filippo arriva
cataloghi depliant locandine incontri feste concerti laboratori
costruzione in canne cocciopesto e terra cruda costruzione stufa pirolitica
capanna sudatoria
sogni lucidi
sagra caciocavallo podolico carpino folk festival spiagge pulite legambiente
seminaria
mandala monaci tibetani om chanting
728 lune
notte verde
art village ashram
torre mileto torre mileto torre mileto torre mileto
carpino carpino
torre mileto cisternino cisternino
cisternino torre mileto cisternino
san severo cisternino
grazie a: mario il poeta, giulietta, francesca renuka, radice, hirina hale, isa,
angelo, emanuele, michele e alessia, sara, maya, fabio, giorgia, silvia di
milano, silvia di verona, serena, svenja, micael, padre matteo, donato, david,
marina, ingrid, li-dia, rosario, matteo, tonino dangelo, angela, fabio di
bologna, maria, marrue’, babarock, baba shiva das, kishani, anamica, michele di
verona, antonio infantino, barbara di apricena, barbara di salerno, marlene,
roberta, ghesce lobsang soepa, diego, olivia, tom, diego dono, daniela,
giuseppe di mauro, francesca di sannicandro, alfredo, mariangela, antonella,
antonio, gigliola, caterina, cristina, elisa, giuseppe, gloria, aurelia,
isabreda, maralis, luciana, marta, orsola, paolo di bari, pippoantonio, enzo,
stefano dettorre, maria e olga di cipro, fabio, bruno. laura di spoltore e i
suoi amici, carlo trombetta, rocco cozzola.
casa kush, giardino della gioia, ashram babagi, ecole trueland, art village.
grazie allo spirito dell aria ariele e allo spirito della terra calibano,
alle mucche podoliche con i loro magici campanacci
alla voce possente di felice il pastore con i suoi lazzi e richiami, alle cicale
(radio cicala) ai grilli (cricket dj)
ai cani l’alita tommy asfodelo (asfo) balu e striscia,
i gatti rouge link e macchia
alle farfalle e ai coloratissimi insetti del gargano
ai bellissimi fiori in particolare la centaurea solstizialis
il pacchetto sale di mothia mi ha ispirato la storia di othia
uomo anima corpo infinito centro
a che ora inizia?
9 9 . 3 0 66 o 69 ? riuscire a guardarsi da un se fuori dal se
94
la mistica e’ la condizione del tempo radiale
9 9 . 30 66 o 69 ?
riuscire a guardare un se fuori dal se
<3 ) - ( 3> non so!
conosco solo il se senza se, fatto di istinto passione graficamente i due 6 del
66 guardano assieme
verso la stessa direzione e il fuori da se sta davanti, il 6 e il 9 sembrano in
rotazione e il fuori da se
sta al centro perno del movimento .wow.
stanno partendo le mucche niente più concerti psicotropi di campanacci
all alba e al tramonto. adesso le mucche semplicemente cedono il passo
alle cicale, infatti, le cicale, mi hanno proposto di cantare con loro. e tu che
scrivi?
la memoria dell acqua attraverso l om
H2om
una sfera perfetta
la musica(s)muove le emozioni


Ferdinando Renzetti

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