"La Spiritualità del Corpo" di Alexander Lowen... - Segnalazione libraria

 




È solo nella perfetta armonia tra corpo, mente ed emozioni che possiamo raggiungere un senso di integrità morale e personale, di amore per gli altri e di rapporto col divino.

Lowen estende il rapporto mente-corpo ampliandolo fino ad abbracciare la spiritualità, intesa però non nel convenzionale senso religioso bensì come la ricerca di un'armonia tra corpo, mente ed emozioni, cioè di una condizione che Lowen chiama lo 'stato di grazia'.

Alexander Lowen, fondatore della bioenergetica ci spiega come raggiungere l'equilibrio, in cui risiede lo 'stato di grazia' che tutti desideriamo e che è così difficile da raggiungere nella vita odierna.

“Con il loro amore reciproco gli esseri umani possono emulare l'amore che Dio ha per l'uomo. Dio non è soltanto onnisciente, è anche onnipresente, è in tutti noi. I mistici ed i religiosi di ogni fede hanno scritto che Dio è nel cuore dell'uomo. Quando sentiamo l'amore nel nostro cuore, siamo in comunione con Dio”

Alexander Lowen



Urge abbattere la gerarchia maschilista che domina la chiesa... si dia spazio al femminile...


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Si sa che nella Chiesa la donna è sempre stata emarginata.
Già dai primi inizi, nella comunità apostolica, dove Paolo la sottomette all’uomo in termini forti: «come Cristo è capo dell’uomo, così l’uomo è capo della donna». Dove le impone il velo: una tradizione della sinagoga ebraica che è durata poi per millenni e infine è caduta in disuso. Dove le impone rudemente di tacere nell’assemblea. Ma anche Pietro si esprime in termini analoghi.
Il Concilio Vaticano II, almeno di passaggio, riconosce la «perfetta eguaglianza di uomo e donna […] in quanto persone umane», l’«identica dignità a immagine di Dio» (GS 9, 29; ripresa con forza dal nuovo Catechismo, 369-370).
Ma quando nel 1958 la Chiesa luterana di Svezia apre alla donna l’ufficio di pastore; poi le chiese episcopaliane d’America, a partire dal 1974; la Chiesa anglicana, prima in Canada, poi in Inghilterra, nel 1975 (e in seguito anche l’ufficio di vescovo più o meno in tutta la Riforma), allora la cattolica Congregazione per la dottrina della fede pubblica un documento, Inter insigniores, del 15/10/1976, in cui interdice alle donne il sacerdozio: la funzione gerarchica, e tutta la struttura gerarchica è riservata al maschio («Il Regno-Documenti», 22, 1977, n. 348, pp. 98-102)..
E quali argomenti adduce?
che la scelta del Cristo stabilisce un modello, indica una volontà precisa (una mera illazione);
che v’è una tradizione continua e universale (la stessa dell’asservimento della donna);
che essendo la Chiesa sposa di Cristo, lo sposo dev’essere maschio (ridicolo abuso di un linguaggio simbolico);
che l’incarnazione è avvenuta nel sesso maschile, e così deve avvenire la santificazione. Ma il Cristo si è fatto uomo e ha scelto come apostoli solo uomini perché la donna in Israele non era circoncisa, e quindi propriamente non apparteneva al popolo di Dio; non poteva studiare la torah, la sacra legge ebraica, non poteva parlare nella sinagoga, né testimoniare in giudizio; non aveva alcuna prerogativa o diritto nella vita pubblica.
Ma è chiaro che Dio non è né maschio né femmina, e tale è il Figlio che si fa uomo;
che, se si fa maschio, è solo per le ragioni contingenti addotte sopra.
Ragioni che ora l’umanità ha superato, riconoscendo la parità e pari dignità di uomo e donna.
Che attende allora la Chiesa cattolica a riconoscere appieno questa parità, abbattendo una gerarchia fatta tutta di maschi, introducendo la donna nel sacerdozio e nell’episcopato? Che attende a superare infine questa emarginazione.?
Prof. Arrigo Colombo
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Con l’adesione di Paolo D’Arpini