Arturo Reghini e Julius Evola ed il gruppo di Ur...


Risultati immagini per Gruppo di Ur

Troppo spesso, quando si tratta dell’esperienza del Gruppo di Ur, si focalizza l’attenzione sui singoli aspetti iniziatici e non si opera la dovuta contestualizzazione di quell’intera, travagliata, vicenda. 

Una vicenda il cui fulcro è sostanziata dal contrasto tra Julius Evola ed Arturo Reghini. Giovane, volitivo ed effervescente l’uno, quanto maturo, vissuto e riflessivo l’altro. Un contrasto che non è solamente espressione di due personalità così forti, bensì di due differenti impostazioni di pensiero. Volontarista, irrazionalista l’uno, studioso, grande iniziato a più e più percorsi misterici l’altro, nel loro rispettivo percorso esperienziale, costituiscono il punto di arrivo di un percorso epocale dai molteplici aspetti. Uno di questi, fondamentale per dare un senso all’intera vicenda del sodalizio di Ur, è costituito dal problema del rapporto della Magia con la Modernità. Se è vero che la Magia nasce praticamente con l’uomo e con la sua riflessione sul senso e sull’ordine delle cose nel loro manifestarsi, sia inizialmente religioso che, in seguito filosofico, di cui può costituire un importante correlato, essa finisce giuocoforza con il dover seguire l’intero percorso dell’umana vicenda. Nata con la pretesa di indicare all’uomo la via per relazionarsi con il sovrannaturale, al fine di contribuire a dare ordine all’intero essere, così come accade nelle primigenie religioni teurgiche (egizia, mesopotamica, precolombiana ed altre ancora…), se essa finisce con il divenire una forma di sapere autonomo, quale risultato di varie influenze religiose e filosofiche, come durante la Rinascenza ed il Barocco, all’alba del 19° secolo, si trova ad affrontare la prova del fuoco del rapporto con la nascente Modernità. A questo punto, però è doveroso operare una necessaria precisazione su quella che è la struttura del pensiero umano ed i suoi sviluppi lungo i secoli. 

A tal proposito, il vero spartiacque epocale è costituito dall’avvento dell’Illuminismo e delle tematiche ad esso correlate. Una di queste, centrale a mio avviso, è quella riguardante proprio la modalità di pensiero degli occidentali. Se, difatti, sino a quel momento la matrice del pensiero occidentale, al pari di quella di altri popoli, era di natura prettamente “analogica”, circolare, ovverosia tendente a riscontrare e rinvenire una infinita catena di corrispondenze per qualunque aspetto della realtà preso in considerazione, con autori come Linneo, Lamarck, ma anche con l’intera “Enciclopedie” francese, da Buffon a D’Alembert ed altri ancora, si passa ad una forma di pensiero “categoriale”, ordinata cioè per vere e proprie “griglie” razionali, consequenziali nella propria “verticalità”, che spiazzano ed invalidano qualunque forma di analogismo, se non razionalmente e sperimentalmente comprovato. A questa vera e propria rivoluzione afferente la sfera della morfologia del pensiero occidentale, seguono due reazioni opposte, ma al contempo, complementari. 

Da una parte l’Illuminismo assiste all’impetuoso sviluppo di sodalizi e congreghe esoteriche organizzate , mai sino a quel momento visto nella storia d’Occidente. E qui parliamo della nascita e dello sviluppo delle varie branche della Massoneria, Illuminati, Martinesisti ed altri ancora. Nel proprio sistematico diffondersi ed irradicarsi in quelli che sono i gangli vitali delle società occidentali, rappresentati sia dal ceto intellettuale che da quello politico che, in ispecial modo, dai detentori del potere economico del momento, i nuovi ordini esoterici si conformano appieno a quelle verticali “griglie” di pensiero, che del nuovo Occidente costituiscono oramai le strutture-pensiero portanti. 

E’ di questa epoca la nascita dell’Ordine Egizio ispirato da Cagliostro, al pari della conclamata appartenenza di personaggi come Isaac Newton, W.Amadeus Mozart, lo stesso Voltaire ed altri ancora, ad ordini massonici. Strano a dirsi, ma proprio coloro che della Modernità scettica e razionalista furono i battistrada, quegli Illuministi che, coi Lumi della ragione intendevano rischiarare un mondo afflitto dalle tenebre del fanatismo religioso e dell’ignoranza, attraverso la frequentazione di circoli esoterici di vario tipo, sembrarono contraddire le proprie confutazioni ufficiali, per aderire ad un ordine di pensiero dalla valenza opposta a quanto essi andavano proclamando ai quattro venti. Ma, a ben vedere, anche qui le cose non stanno proprio così. 

Diciamo, anzitutto, che l’Illuminismo si porta appresso quel correlato ideologico rappresentato dallo “scientia est potentia” di baconiana memoria, accompagnato da quei motivi di Utopismo, imperniati sull’idea di una società ideale fondata ad immagine delle varie dottrine esoteriche dell’epoca ed in cui la Scienza rivestiva un fondamentale ruolo ordinatore. Un motivo questo, che aveva già avuto illustri precedenti sia nelle figure di Tommaso Moro, che di Giordano Bruno e Tommaso Campanella, che di altri Utopisti quali Gott, Hartlib, Harrington e lo stesso Francis Bacon con la sua “Nuova Atlantide”, non senza dimenticare i prodromi rappresentati dai vari movimenti millenaristi del 13° e del 14° secolo, con i vari Thomas Muntzer. 

Così, quel tanto vituperato pensiero esoterico, considerato alla stregua di una volgare e ridicola superstizione, cacciato dalla porta, rientrava dalla finestra, ricuperando un mai ufficialmente riconosciuto, ruolo di primo piano nel pensiero occidentale. Un pensiero che, però, andrà via via autoconfinandosi ed esprimendosi in una ristretta nicchia di cultori e questo, anche a causa della fine della Filosofia quale “mathesis universalis” e la progressiva specializzazione che l’intero pensiero occidentale andrà vivendo, a partire dal 19° secolo in poi, con la nascita del Positivismo. La stessa ideologizzazione e trasformazione in materialistica “scienza esatta” dell’Utopismo da parte di Marx ed Engels starà alla base di questo inedito fenomeno. 

Da un’altra parte si verifica, invece, un fenomeno la cui matrice spalanca la strada a sviluppi altrettanto, se non più, inediti del primo. Verso la metà del 19° secolo, sotto le spire del vento della filosofia irrazionalista e vitalista rappresentata dai vari Schopenauer e Nietzsche, si assiste ad un ritorno ufficiale del pensiero magico. Un pensiero che prende le mosse dagli scritti di Helena Petrovna Blavatskij (e dalla nascita della Società Teosofica), di Eliphas Levi, seguiti da Stanislas De Guaita, Papus e da altri autori, tra cui, non ultimo, il napoletano Giuliano Kremmerz, la cui caratteristica principale sarà quella di fare della magia e della conoscenza esoterica e simbolica un oggetto di generale divulgazione, proprio in virtù di quel fenomeno epocale, caratteristico della Modernità, rappresentato dall’irruzione delle masse sul proscenio della Storia. Masse che anelano ad un sapere visto quale veicolo di conoscenza “orbi e turbi”, ma anche di elevazione spirituale, rispetto ad un mondo che va prefigurandosi quale alienante espressione della predominanza dell’elemento Tecno Economico su tutto il resto. 

Sulla falsariga di quanto detto, si palesa la prima e sostanziale differenza tra la pre-esistente impostazione settaria, rappresentata dai vari ordini massonici e questi nuovi autori. Anche se, molti di costoro debbono molta parte del proprio bagaglio sapienziale alla frequentazione di ambienti massonici, permane nella maggior parte dei loro scritti l’idea di un rifiuto più o meno palese delle precedenti gerarchie iniziatiche, preferendo, in caso, rifarsi a maestri o a forme di conoscenza andati perduti (Maestri Sconosciuti), come nel caso della Blavatskij, ma, anche e specialmente, in quello del partenopeo Giuliano Kremmerz. Nei suoi scritti ed in ispecial modo, nei suoi “dialoghi”, si invita l’ipotetico allievo ad un aperto rifiuto di maestri e gerarchie iniziatiche, corroborati da saperi filosofici, a suo dire, inadatti allo sviluppo di una vera Scienza ermetica, in tal modo spurgata da qualunque incapacitante incrostazione dottrinaria. Contrariamente al sapere massonico, fondato su un’azione meramente simbolica, imperniata sulla meditazione delle forme simboliche, a detta del Kremmerz e di altri, Scienza è Azione su quell’ordine cosmico, di cui però bisogna tener da conto di quei parametri fissati dai moderni saperi scientifici, medicina e fisica in testa. 

L’Ermetismo kremmerziano è, dunque, continua sperimentazione, a riconferma dell’idea di quel nicciano Chaos in cui siamo tutti immersi ed in cui ci si orienta grazie ad un lavoro che tenga, innanzitutto, conto delle capacità del miste-iniziando, nel saper gradualmente penetrare l’essenza del Kosmos. “Magia”, si fa così veicolo di azione di un uomo che sa andare oltre i propri limiti, forzando l’ordine cosmico. 

E così l’Uomo si fa iniziatore di sé stesso, finendo con il far dipendere la prefigurazione dell’intera realtà dalla propria mente, da quell’ “IO” le cui inesplorate profondità erano andate sondando le nuove scienze, a partire dal 18° secolo, da parte dei primi Vitalisti, di Herder e dei Romantici, di Hegel, di Schopenauer, di Nietzsche, ma anche, e specialmente dall’abisso spalancato dalla psicanalisi, freudiana prima, junghiana poi. L’irrazionalismo filosofico ed il suo portato vitalista andranno così fondendosi e prendendosi a braccetto con quel Pensiero Magico, di cui il Gruppo di Ur rappresenterà l’italica espressione. 

In esso andranno a convivere tutte le contraddizioni e le istanze di un’epoca. Non per nulla, tutti o quasi i più importanti esponenti del sodalizio, proverranno da esperienze che si rifaranno a quello spirito di vitalistica avanguardia che caratterizzerà l’Italia nei primi decenni del Secolo Breve ( Futurismo, Rivista Lacerda, contatti con Papini e Prezzolini, etc.). Non per nulla, anche uno dei principali motivi dell’esoterismo e della pratica magica, rappresentato dal momento dell’iniziazione, che costituisce un vero e proprio spartiacque per il praticante una qualsivoglia disciplina esoterica o misterica che dir si voglia è, in questo contesto, oggetto di una particolare contesa, che ha come protagonisti proprio Arturo Reghini e Julius Evola. 

Se il primo, nonostante il suo innovativo tentativo di sconvolgere i fondamenti teorici ed esoterici della massoneria, spostandoli dal tradizionale milieu cabalistico-rosicruciano, ad uno meramente italico-pitagorico, permane, comunque, legato ad una tradizionale modalità di approccio alla forma-pensiero esoterica, per la quale l’iniziazione “ab alio” costituisce il momento-cardine della vita del miste. Evola, invece, in coerenza con il percorso di pensiero poc’anzi tratteggiato, si fa portatore dell’idea di un’auto-iniziazione che, nello sconvolgere e nello sparigliare le acque del mondo esoterico, rappresenta invece appieno quelle istanze che pongono al centro l’Uomo e la sua volontà, in grado di superare la propria medesima limitante individualità, nel nome di un cambiamento di stato ontologico, per il quale la figura del maestro non è più necessaria, non ha più senso. 

E forse in questo senso, si può interpretare la particolare lettura che Evola dà del Papiro di Parigi e dei misteri di Mitra. Evola, uomo della Tradizione, è in verità figlio di quella Modernità, da lui tanto aborrita e di cui egli, invece, sembra portare con sé gli aspetti più dilaceranti e contraddittori. Il confronto tra Evola e Reghini porta alla fine dell’esperienza di Ur, ma non alla fine delle domande che ancor oggi, tutti ci poniamo sulla portata della breve, ma intensa esperienza di questo sodalizio. 

Poteva, Ur, se fosse rimasto compatto, influenzare in senso pagano e politeista il Fascismo? Quali esperienze e tecniche magiche furono sperimentate in quel particolare ambito? Quale il retaggio ed il lascito di questa esperienza? Un nuovo modo di intendere le Arti Magiche in rapporto con la Modernità? 

E poi. Ur fu un caso isolato, oppure fu solo una delle espressioni ufficiali di una realtà occulta che andava, in quel contesto epocale, muovendosi in tutta Europa e, forse, anche in ambito Latino Americano, attraverso le figure del pitagorico Amedeo Armentano in Brasile e di Manlio Magnani in Argentina? Ci troviamo forse di fronte ad una specie di italica Anhenherbe? 

Il sodalizio di Ur, rappresentò il coacervo di un insieme di differenti esperienze e modi di sentire, che andava dai massoni ai teosofi, dai cattolici ai “cani sciolti” ma che, di concerto, trovò unità d’azione con modalità magiche del tutto differenti dalle precedenti, come enunciato da Luca Valentini in “Approfondimenti su Ur-Istruzioni ed esperienze di catena”: “Non si era in presenza di una catena di “Lune” intorno ad un unico “Sole”, quasi a determinare una notevole dipendenza, anche di natura animica e sottile, nei confronti di un designato capo – catena. Si era, altresì, in presenza di un coordinamento di “Soli”, di personalità deste ed attive, che coscientemente armonizzavano la propria potenzialità interiore per la palingenesi interiore e per l’attivazione di un Eggregore di riferimento superiore…” Al di là delle nostre, lecite domande, permane, comunque, il fascino di un’esperienza unica e, forse, irripetibile nell’ambito di un Occidente e di un’Italia, oggi in preda ad una vergognosa ed irrefrenabile banalizzazione della propria vita culturale e spirituale.
 
Umberto  Bianchi

Risultati immagini per Gruppo di Ur

La fantastoria di Saul Arpino e del suo Giornaletto





Risultati immagini per treia

• Bioregionalismo Treia •


Alcuni anni fa non so come ho ricevuto una mail, una specie di articolo di un blog: "Bioregionalismo Treia", in cui si parlava di agricoltura naturale. Interessato e riconoscendo il nome  di  Saul Arpino (alias quel Paolo D'Arpini conosciuto all'incontro bioregionale del 2007 a  Pizzone *) avevo mandato alcuni miei scritti ricevendo questa risposta: “io questa roba non la apro!”. Spaventato mi chiesi: “che cosa gli ho mandato una bomba!?”. Scoprii tempo dopo, non so perché, non apriva i pdf. Comunque iniziammo a relazionarci e ne è nata una amicizia telematica, che ancora dura.

Poi ho scoperto “Il Giornaletto di Saul”,  una sorta di scatola contenitore di 12 cassetti o link, per gli approfondimenti, la pagina principale rappresenta il  13°  elemento che amalgama e mette in relazione tutti gli altri:
Il Giornaletto di Saul: http://saul-arpino.blogspot.it/
Circolo vegetariano VV.TT. Calcata:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/
La rete delle reti: http://retedellereti.blogspot.it/
Altra Calcata… altro mondo: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/
(Ed occasionalmente anche:  Riconoscersi in ciò che è:  http://www.aamterranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e)
Il Giornaletto di Saul  (*) si apre ogni giorno sempre con la stessa didascalia di presentazione e la foto di un ragazzotto con maglia a strisce che racconta di sé. Segue la foto o immagine del giorno e l’editoriale giornaliero, di seguito le notizie del diario di bordo per la navigazione nel quotidiano. Infine si chiude con un saluto che può essere una poesia un aforisma a volte un paradosso.
Saul Arpino
Ma chi questo Saul Arpino, esiste veramente? Nessuno sa da dove è arrivato, come è arrivato, quando è arrivato. Si sa solo che è arrivato a Roma in un caldo pomeriggio d’estate di fine giugno. Caldo decadente nella Roma decadente del pre (o post) materialismo televisivo.
Questa è cosa buona (mentre per fare le correzioni il cavolfiore messo a cuocere si è bruciato, ma non completamente, per fortuna)!
In quella grande biblioteca romana, Saul non ci poteva credere di avere a disposizione tutti quei libri che poteva leggere quando voleva, gli impegni lavorativi erano relativi visto che si trattava solo di controllare i lettori e far rispettare il silenzio nelle varie sale. E da lì aveva iniziato a viaggiare nel mondo attraverso i libri, era andato diverse volte in Africa, poi in India dove si era fermato parecchio tempo a studiare le varie culture, si era appassionato di Confucio il Tao e Lao Tsu. Aveva girato un po l’Europa l’Italia e anche Roma, la cultura classica la religione la storia, l’arte, ecc.
Sora Cesita che legge
Un giorno, nella biblioteca, entrò quella strana signora con gli occhiali spessi un dito, uno strano cappello a fiori fuori moda, aveva chiesto un libro sui funghi. Lui si prodigò e le procurò dei testi scientifici, libri di fiabe e tanti altri libri in cui si parlava dei funghi. Quella signora di nome Cesira era rimasta tutto il giorno a leggere silenziosa in disparte, composta concentrata e indaffarata, alla sera riconsegnò tutti i libri che aveva consultato e uscendo disse: “Da tutti questi libri, non sono riuscita a capire se con i funghi ci va l’aglio o la cipolla”.
Saul tornò a casa ma da quel giorno non fu più tranquillo, la sua vita era cambiata quel paradosso lo aveva sconvolto. E tra l’apprensione generale di amici e parenti aveva lasciato il lavoro e se ne era andato a vivere in un piccolo borgo della Tuscia, scavato nel tufo nella pietra, Calcata. Era rimasto lì parecchi anni cercando di risolvere il paradosso. Mangiava spesso funghi e le erbe che raccoglieva nei dintorni alternando sempre aglio e cipolla. Ancora non riusciva a risolvere il paradosso, diveniva sempre più integralista bioniere e anticonsumista, non usava più l’acqua corrente e non aveva la corrente elettrica viveva in una specie di antro, l’antro di Saul.
Paolo D'Arpini a Calcata
Finalmente,  all’improvviso, sopraggiunse l’illuminazione, aveva scoperto contemporaneamente che con i funghi ci stavano bene sia l’aglio che la cipolla e ancor più assurdo aveva scoperto soprattutto che i funghi non gli piacevano affatto. Aveva poi letto quella stranacosa degli Hare Krishna, che non mangiano i funghi perché secondo loro la terra attraverso i funghi tira fuori energie negative. Felice della scoperta iniziò la nuova vita da illuminato. Dopo un po’ di tempo ricevette anche un dono dal Cielo: Caterina. Si era materializzata davanti ai suoi occhi in un luminoso giorno di mezza estate. Alla fine andarono a vivere felici e contenti a Treia nella bioregione della Marca centrale.
Saul portò con sé tutti i suoi semi telematici che iniziò a spargere nella grande campagna virtuale, per chi volesse coltivarli e condividerli nella grande opera tutt’ora in atto di empatia, social gardening, giardinaggio sociale e di margine, coltivazione di persone e relazioni.
Una delle più grandi opere della telematica contemporanea virtuale e non solo. Come un grande tappeto di "riciclaggio della memoria" che si srotola quotidianamente davanti ai nostri occhi e con che piacere!
Ecco nelle fiabe ci si dice che superate le prove dell’indistinto e del quotidiano si vive felici e contenti.
Saul e Caterina nella loro fiaba ci indicano la via e spiegano realmente come si fa a vivere felici e contenti.
Paolo e Caterina nell'orto di Treia
Ogni tanto i ricordi affiorano dal grande lago della memoria. quando ero piccolo un po’ per le illustrazioni delle fiabe che leggevo un po’ per la mia immaginazione ero molto affascinato dalla vita nei borghi che ambientavo in un medioevo fantastico un po’ lirico un po’ rurale. Crescendo la mia immaginazione si è sedimentata nei borghi antichi delle Marche. Sento che Saul è un uomo fortunato anche se spesso la vita insegna che le cose non sono mai come sembrano. Quest’Omino Bianco con la sua Ava si è barricato, bariccato, abbarbicato in questo piccolo borgo della Marca centrale o nel gotico marchigiano contemporaneo con tutti i suoi semi telematici che sparge e disperde nel vento facendo fiorire il cielo virtuale e virtuoso, con una sapienza costruttiva carica e piena di energia vitale impressa ed espressa con la forza della pazienza e dell’amore.
Come diciamo spesso tiriamo i sogni fuori dal cassetto, Saul ne tiene 12 di cassetti (ed anche qualcun altro) in questo suo enorme dodecaneso, grande contenitore di sogni di ogni dove e di ogni quando, dal profumo suadente di polvere di cioccolato e cannella sul cappuccino caldo del baretto di Treia.
Sebastian (Alias Ferdinando Renzetti)
cappuccino caldo
(*) Presentazione del Giornaletto di Saul sul Gruppo FB:  https://www.facebook.com/groups/171694546355215/permalink/652347364956595/

Cosmopolitismo o nazionalismo? - IL DETERMINISMO E LA “MECCANICA CELESTE”


Risultati immagini per LA “MECCANICA CELESTE”

L’esito violento e rivoluzionario del pensiero settecentesco con la Rivoluzione del 1789 ed il Terrore del 1792-94, ed il carattere ambiguo delle guerre napoleoniche, in cui le armate francesi che invasero l’Europa si presentavano contemporaneamente come liberatrici, ma anche come strumenti di un nuovo imperialismo, gettarono discredito sul pensiero illuminista. Si diffuse un nuovo pensiero che valorizzava la tradizione contro il progresso, i sentimenti e l’individualismo contro la ragione, ed il nazionalismo contro il cosmopolitismo. 

Questo complesso movimento, già preparato dal pensiero di Rousseau (con l’idealizzazione della Natura) e dal movimento letterario tardo-settecentesco dello “Sturm und Drang” (Tempesta ed Azione) in Germania, prese il nome di Romanticismo e presentò sia istanze rivoluzionarie che francamente oscurantiste, soprattutto nell’ambito del nuovo clima culturale della Restaurazione monarchica post-napoleonica dopo il 1815, di cui fu massimo esponente il cattolico conservatore, italiano di lingua francese, Joseph De Maistre (1753-1821). L’influenza del Romanticismo fu - però - molto diversa da paese a paese, risultando molto intensa in Germania, dove prese aspetti fortemente nazionalisti e filosoficamente idealisti. Molto più limitata fu la sua influenza nei paesi di grande tradizione illuminista ed empirista come la Francia e la Gran Bretagna, e di paesi fortemente coinvolti nell’epopea rivoluzionaria e napoleonica, come l’Italia.

Cominciando dalla Francia, la massima esponente della diffusione delle idee romantiche fu –insieme al poeta Chateubriand (1769-1848) - l’influente figlia dell’ex banchiere e primo ministro monarchico Necker, Madame De Stael (1766-1817). Amica di molti intellettuali europei (come il liberale Benjamin Constant, il filosofo idealista Fichte, il grande scrittore Goethe, il teorico del Romanticismo August Schlegel ), fu nemica giurata di Napoleone, per cui fu espulsa nel 1803 dalla Francia.

La tradizione filosofica illuminista fu continuata, ma anche profondamente trasformata, da alcuni pensatori, definiti “ideologi”, termine che poi assunse un significato negativo (di “dottrinari dogmatici”) a causa degli attacchi sprezzanti nei loro confronti di Napoleone, dopo che il grande Corso aveva conquistato il potere e raggiunto un accordo con la Chiesa Cattolica. Partendo dal pensiero sensista di Condillac e di Helvetius, gli ideologi, che inizialmente si radunavano nel salotto di Madame Helvetius, svilupparono però la filosofia sensista spesso in direzioni alquanto differenti dal modello originario, anche a causa del mutato contesto politico e culturale .

L’ex-militare Destutt de Tracy (1754-1836), di idee liberali e democratiche, fu amico del Presidente statunitense Jefferson e indagò sui fenomeni sensoriali e mentali per stabilire il percorso di formazione delle idee e degli elementi strutturali logico-linguistici comuni a tutti i linguaggi. Il medico Jean-Georges Cabanis(1757-1808), organizzatore di ospedali durante il periodo rivoluzionario, e fautore di una medicina che tenesse conto dei sintomi e dell’esperienza nella migliore tradizione risalente ad Ippocrate, studiò i rapporti tra psicologia e fisiologia in un’ottica materialista, salvo poi riaccostarsi ad idee spiritualiste. Ancora più accentuata in questo senso fu la svolta impressa da Maine de Biran (1766-1824), che distinse tra un sensismo “passivo” di registrazione dei fenomeni esterni ed un sensismo “attivo” caratterizzato dall’intervento della volontà che reagisce alle pressioni esterne. Questa svolta lo portò verso posizioni apertamente spiritualiste.

Vicini al movimento degli ideologi furono anche politici come l’abate Seyes (poi divenuto collaboratore di Napoleone), l’economista Jean-Baptiste Say, e scienziati come l’evoluzionista Lamarck, di cui ci interesseremo nel prossimo numero. Anche vari grandi scrittori, come Sthendal e l’italiano Manzoni furono in parte influenzati dall’ideologismo.

Nel frattempo si sviluppava in Francia una generazione di valenti scienziati, che invece trovarono l’appoggio dell’ala più borghese e moderata della Rivoluzione e poi anche di Napoleone, che ben valutava l’influenza della scienza e della tecnologia sul progresso economico. In quegli anni (tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800) erano stati compiuti, specie in Inghilterra, grandi progressi tecnologici nel settore tessile e delle macchine a vapore che avevano dato il via alla grande rivoluzione industriale. Nel 1812 l’ingegnere inglese George Stephenson mise a punto la locomotiva a vapore aprendo la strada all’era delle ferrovie.

In Francia molti scienziati avevano aderito con entusiasmo alla Rivoluzione. Lazare Carnot (1755-1809) fu Ministro della Guerra e curò i rifornimenti continui per le armate rivoluzionarie. Il matematico Monge, (1746-1818), creatore della Geometria Descrittiva, si dedicò ad organizzare la produzione di polvere da sparo e le fonderie di cannoni per l’esercito. Entrambi caddero poi in disgrazia per il loro passato rivoluzionario.

Il Governo Rivoluzionario lanciò l’impresa di riunificare tutte le misure nel Sistema Metrico Decimale (tutt’ora in uso) basato sul metro (la quarantamilionesima parte del meridiano terrestre) il cui campione originario è conservato a Parigi. All’impresa parteciparono illustri scienziati e filosofi come Lavoisier Condorcet (prima del loro arresto e la loro tragica morte durante il Terrore), ed inoltre Monge, il matematico Lagrange ed il fisico Laplace. Fu creata la famosa Ecole Polytechnique (per le opere pubbliche di ingegneria) e tradotte a spese dello stato le opere di Bacone.

Il chimico Joseph-Louis Proust (1754-1826) elaborò l’importante Legge delle Proporzioni Definite secondo cui gli elementi si legano nei composti sempre nelle stesse proporzioni, mentre l’altro chimico Claude-Louis Berthollet (1748-1822) studiò, tra l’altro, le sostanze acide, ed in particolare gli ipocloriti (alla base di moderni prodotti commerciali noti oggi come “candeggina” e “varecchina”).

Figura centrale di questo periodo fu il fisico e matematico Pierre-Simon Laplace (1749-1827), il cui successo fu continuo sia durante il periodo rivoluzionario che napoleonico (fu amico e protetto da Napoleone), sia durante la Restaurazione post-napoleonica. Nato da una famiglia molto modesta, potè entrare all’Accademia di Francia (di cui diventerà Presidente nel 1796) grazie alla protezione di D’Alembert. 

Sulla base delle teorie newtoniane dimostrò la stabilità del sistema solare, come illustrato nella sua opera più famosa: “Trattato di Meccanica Celeste” del 1799. Si interessò anche di termochimica in collaborazione con Lavoisier, partecipando alla messa a punto di un calorimetro ed in matematica si interessò alle “derivate parziali”, molto importanti per i problemi di fisica. Indipendentemente da Kant, sviluppò la ben nota ipotesi sull’origine del Sistema Solare da una nebuloso originaria.

La sua impostazione illuminista, lo portò ad una visione dinamica e sociale della scienza che deve essere sempre basata sull’esperienza, continuamente modificata e potenziata evitando il dogmatismo, e diffusa a livello di massa contro i pericoli di oscurantismo. La sua visione del mondo era ispirata ad un determinismo meccanicistico (simile a quello di Democrito, di Newton e di Cartesio), che lo portò ad affermare, che se conoscessimo in un dato istante tutte le posizioni e le condizioni in cui si trovassero tutte le particelle costituenti l’Universo, potremmo determinare tutto ciò che accadrà in seguito. Questa è considerata la più esatta definizione di determinismo scientifico.

Però, poiché non siamo onniscienti, secondo Laplace dobbiamo affidarci ad un rigoroso calcolo matematico delle probabilità, argomento su cui il grande scienziato scrisse molti interessanti trattati, come la “Teoria Analitica delle Probabilità” del 1814.
Ateo rigoroso, quando gli fu chiesto da Napoleone perché nelle sue opere non parlasse mai della “potenza creatrice di Dio”, Laplace rispose da scienziato: “Perché non è un’ipotesi necessaria!”

Altra figura dominante del periodo rivoluzionario e napoleonico fu il già più volte ricordato matematico italiano, di adozione francese, Joseph-Louis Lagrange, che sviluppò abilmente il “calcolo delle variazioni” a partire dagli studi di Eulero, le equazioni differenziali e la teoria dei gruppi.

Lagrange fu anche astronomo interessandosi ai moti dei satelliti di Giove, alle “librazioni” della Luna, e risolvendo il noto difficile problema astronomico dell’equilibrio dei tre corpi nello spazio, che poi fu ripreso e definitivamente sistemato da Poincaré.
Allievo di Eulero e di Lagrange fu anche un altro brillante matematico francese, che insegnò a lungo in Spagna, Adrien-Marie Legendre (1752-1833), autore del noto trattato “Elementi di Geometria”, e studioso di equazioni differenziali e teoria dei numeri.

Vincenzo Brandi

APPROCCIO ALL’ARTE DELL’OROSCOPO CINESE CON PAOLO D’ARPINI - Prima e seconda puntata


Risultati immagini per approccio all'oroscopo cinese


Prima puntata

Il giorno 7 alle 17 del mese di febbraio 2018 ho incontrato Paolo D'Arpini  e Caterina Regazzi  in un baretto di Spilamberto. Paolo era un po' innervosito dalla musica di sottofondo e dopo la richiesta di abbassare un pochino il volume ci siamo scelti un angolino con tavolo e sedie tranquillo dove poter parlare e condividere.

La proposta mi è giunta gradita e inaspettata la mattina con la telefonata di Caterina e la proposta di Paolo di voler condividere il suo sapere e i suoi documenti frutto di una vita di studio e meditazione quel giorno stesso, pressato dai suoi imminenti impegni.

Nel baretto comincia a parlare e mostrarmi il suo raccoglitore che poi mi lascerà per fare le fotocopie a me necessarie per il lavoro e lo studio da intraprendere… io non so nulla di oroscopo cinese, integrato poi con quello indiano,  e niente del Libro dei Mutamenti, antico libro di divinazione cinese.

E vai… si parte: ”lasciamo da parte le aste di prima elementare e andiamo subito alla quinta classe, voglio insegnarti come fare l’oroscopo cinese attraverso la pratica e lo studio per approfondire poi” mi dice Paolo concitato e preso.

Dopo un discorso di presentazione filosofica e concettuale mi parla degli archetipi primordiali che contraddistinguono i vari aspetti della psiche umana rappresentati da 12 animali le cui caratteristiche vitali sono caratteristiche caratteriali : TOPO-BUFALO-TIGRE-LEPRE-DRAGO-SERPENTE-CAVALLO-CAPRA-SCIMMIA-GALLO-CANE-MAIALE. Importanti sono anche i mesi e le stagioni in cui ogni animale o archetipo ha la sua massima elevazione.

Per approfondire la conoscenza delle peculiarità di ogni animale-archetipo Paolo mi consiglia la lettura del libro “L’ANELLO DI RE SALOMONE” di KONRAD LORENZ ed il libro “PSICOLOGIA ANIMALE “di FRANCOISE GUILLAUME , andrò in biblioteca mentre il LIBRO DEI MUTAMENTI ce l’ho da parecchi regalato da una amica e consultato pochissimo.
Gli animali si associano a degli elementi della natura che sono: TERRA-METALLO-ACQUA-LEGNO-FUOCO che portano a modificazioni negli aspetti dell’animale stesso caratterizzandoli di volta in volta e accentuando qualità o difetti. In tutto questo è da considerare anche l’aspetto ciclico dello Yin e dello Yang-del femminile e del maschile-del ricettivo e dell’espansivo-dello spazio e del tempo-della terra e del cielo.

Naturalmente tutto deve essere compreso in una dinamica continua di mutamento, di nascita, crescita e morte, in cui tutto si evolve seguendo il naturale ciclo della vita e dove gli elementi compenetrano gli aspetti predominanti degli archetipi.

FINO A QUI mi sembra di aver abbastanza compreso il meccanismo, complesso per me che sono neofita, per Paolo semplice perché è parte della sua natura ed interesse da una vita; io poi starei per ore ad ascoltarlo perché quando parla ti sembra tutto chiaro e ti tramanda con semplicità e modestia un sapere lungo di fatiche e studio e introspezione. Anche io però ho avuto qualche piccolo lampo di intuizione e comprensione di questo oroscopo così dinamico, inclusivo e introspettivo, su cui lavorare per capire i propri limiti caratteriali da modificare o da esaltare: conoscendomi posso migliorarmi.

Per mettere tutto sul pratico cominciamo con l’impostare il nostro oroscopo cinese personale io e Caterina e con l’aiuto di Paolo procediamo spedite.

Si parte dal compilare il TRIANGOLO PSICHICO ARCHETIPALE
ANNO……Archetipo predominante
MESE……Memoria e aspetto psico-somatico
ORA……..Intelligenza e volontà

Poi si cercano gli ELEMENTI relativi alle energie
ANNO DI NASCITA
FISSO DELL’ANIMALE ARCHETIPO PREDOMINANTE
ORA DI NASCITA
MESE DI NASCITA
LUOGO DI NASCITA (che per tutti gli italiani nati dopo il 1946 è FUOCO)
ENTE… (YIN O YANG)

Per calcolare tutto questo ci sono delle tabelle e mi dovrò procurare IL CALENDARIO PERPETUO DELLO ZODIACO CINESE e ricordarmi sempre perché importantissimo di verificare l’ora legale, se era in vigore o no.

Per mettermi alla prova Paolo mi dice di fargli l’oroscopo e mi dà i suoi dati di nascita.
Ora vedo se ho eseguito bene il compito ,anche se ho avuto qualche indecisione e vorrei dei chiarimenti sull’impostazione del triangolo archetipale.

PAOLO D’ARPINI NATO A ROMA IL 23 GIUGNO 1944 ALLE ORE 11,20
TRIANGOLO PSICHICO ARCHETIPALE
ANNO 1944……………………………………SCIMMIA (abilità e sperimentazione) …………………
MESE………………………………………………CAPRA (sensibilità emotiva) ……… …………
ORA………………………………………………..CAVALLO (libertà e vitalità espressiva) 


ELEMENTI
ANNO DI NASCITA………………………….LEGNO ……………………
FISSO…………………………………………METALLO …………………..
ORA DI NASCITA……………………………FUOCO …………………..
MESE DI NASCITA…………………………..FUOCO ……… ……….
LUOGO DI NASCITA……………………….TERRA (serpente…Roma) o FUOCO (ITALIA)

ENTE …………………………………………MASCHILE (Yang)


Seconda puntata:

Il mio secondo incontro con Paolo avviene il giorno 9 febbraio 2018, alle ore 17,30 in un contesto ancora più informale nel parcheggio della coop di Spilamberto, comodamente seduti in macchina mia a parlare, tanto è un attimo restituire il raccoglitore e giusto due domandine di chiarimento …che ci vorrà mai ?

Ora lo so: ci vogliono circa due ore in cui Paolo non solo risponde alle mie domande ma parla di lui e delle sue esperienze in India e del suo rapporto con i suoi archetipi animali. Mi dice che per fare l’oroscopo cinese devo considerare e capire le relazioni che ci sono tra i tre archetipi di anno-mese-ora e l’importanza della posizione stagionale, perché ogni stagione è particolarmente ricca di determinati elementi che fissano la qualità spazio-tempo.

Per il momento mi consiglia di calcolare gli esagrammi dell’I Ching personali solo per me e per la mia conoscenza approfondita della persona e dell’oroscopo e di cominciare a familiarizzarmi con gli elementi e le loro qualità yin e yang.

Mi accorgo che Paolo è un vero oratore, qualità non mia per il momento!!! Ogni parola ha un preciso significato e nulla di ciò che dice è banale e influisce su tutto. MI sento come quando mi immergo nella lettura di un testo teosofico, completamente assorta, concentrata e vigile. Ma Paolo è anche molto dispersivo e prolisso e passa da una citazione filosofica alle scimmie in India, dall’aspetto degli elementi al riconoscere negli altri i nostri difetti o pregi , perché la conoscenza che dona è talmente vasta che viene come preso dall’ansia di non trasmettere tutto e perché lui è così e basta.

Ho capito che nel sistema cinese il movimento degli elementi è circolare e costante e che tutto parte dalla TERRA che è matrice universale che tutto nutre e sostiene e che insieme al Cielo produce i cinque elementi infinitamente……TERRA-METALLO-ACQUA-LEGNO-FUOCO-(che riporta tutto alla ……. TERRA.

TERRA = praticità, obiettività, concretezza-senso dell’olfatto - colore giallo
METALLO = etica, decisione, costanza, volontà-senso dell’udito-colore bianco
ACQUA = purificazione, corrosione ,memoria-senso del gusto-colore nero
LEGNO = emozioni, creatività, socialità, avidità, attaccamento-senso del tatto-colore verde
FUOCO = la visione, lo spirito, carisma, distacco, impulsività-senso della vista -colore rosso

Questi cinque stati di mutamento possono essere maschili - yang - o femminili – yin. Noi esseri umani siamo una espressione di questi cinque elementi che ci formano psichicamente dalla nascita e che ciclicamente si ripropongono a noi con l’intento di migliorarci andando a scoprire le nostre mancanze così da poterle colmare attraverso un percorso di autoanalisi e consapevolezza.
Ogni percorso svolto con questo intento è un percorso spirituale perché mette al centro la fatica della consapevolezza del proprio essere e del proprio agire e la graduale realizzazione del proprio sé.

Ci salutiamo perché mi chiama Caterina che vuole Paolo a casa per la pizza… non ci siamo resi conto del tempo che è passato e io ho tante cose in testa che non so come ricordarle tutte… e poi gli appunti di Paolo, un vero casino di fogli, schemi, appunti, relazioni, da sistemare con logica prettamente mia e del mio archetipo, gallo di fuoco (puntiglioso e fiero), e con un unico filo conduttore: che la conoscenza della natura e dei suoi mutamenti porta a conoscere profondamente noi stessi, come da molto tempo attraverso l’oroscopo e il Libro dei Mutamenti gli antichi saggi ci hanno tramandato.

Paola Turrini

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute, scarpe e spazio al chiuso

Lettere dei Mahatma e le verità nascoste sulle origini dell'uomo


Risultati immagini per “Lettere dei Mahatma"  di A.P. Sinnett
Immagine correlata

Le “Lettere dei Mahatma"  di A.P. Sinnett, i cui originali conservati nel British Library di Londra, possono essere visibili previa concessione di un permesso speciale rilasciato dal Dipartimento dei Manoscritti  Rari, furono oggetto di aspre critiche nei confronti di H.P. Blavatsky, la co-fondatrice della Società Teosofica, e di un’accusa di contraffazione mossa nei confronti  della medesima  da parte della  Società per le Ricerche Psichiche di Londra (SPR).

“Soltanto dopo cent’anni la SPR ha ritrattato le accuse. Vernon
Harrison, massimo esperto britannico di calligrafia, dimostrò, con l’aiuto  del  microscopio, che l’inchiostro originale delle lettere dei Mahatma era nel midollo della carta, senza che fosse penetrato dalla superficie o dai bordi: un fatto scientificamente inspiegabile anche ai giorni nostri. Vernon Harrison arrivò alla conclusione che le lettere non sono state impresse  o manoscritte con una penna.

Allo stesso modo la scienza non riesce ancora oggi a spiegare come l’analisi al microscopio possa mostrare che l’inchiostro ha delle microstorie rigorosamente parallele senza che siano state modificate, in qualche maniera, dalle innumerevoli venature delle fibre della carta di riso originale su cui le Lettere dei Mahatma furono scritte. Ciò costituisce un fenomeno paranormale che continua ad essere uno dei maggiori misteri”  (1)..

Le Lettere provenivano da alcuni Maestri Orientali viventi oltre la
catena dell’Himalaya  che educarono ed istruirono H.P.  Blavatsky durante il suo soggiorno di sette anni presso di  loro, che poteva quindi parlare per conoscenza ed esperienza personale. Furono tutte inviate al sig. A.P. Sinnett, direttore del giornale indiano “The Pioneer”, nel corso degli anni 1880-1884. Il sig. Sinnett descrisse chiaramente nel suo libro “Mondo Occulto” il modo nel quale le ricevette.

Dalla lettera n. 1 ricevuta da A.P. Sinnett”  il 15 ottobre 1888

(in risposta alla richiesta di ricevere a Londra una lettera nel modo

imile a quella inviata al Pioneer)

“Stimato Fratello ed Amico, appunto perché la prova di trasmissione

al  giornale  di Londra chiuderebbe la bocca agli scettici non è
possibile. Sotto qualunque aspetto lo vediate il mondo è ancora al suo primo stadio di affrancamento, anzi di sviluppo, e perciò impreparato.
E’ pur vero che noi operiamo con mezzi e leggi naturali, non
soprannaturali. Ma poiché da un lato la scienza (al suo stato attuale)
non sarebbe in grado di spiegare le meraviglie operate in suo nome e
dall’altro le masse ignoranti continuerebbero a vedere il fenomeno
sotto l’aspetto di un miracolo, chiunque si trovasse a testimoniare
l’avvenimento perderebbe il proprio equilibrio con risultati
deplorevoli. Credetemi sarebbe veramente così…

Pazzo è chi, vedendo solo il presente, chiude volontariamente gli occhi al passato quanto per natura stessa è ignaro del futuro!  ….L’ombra inesorabile che segue ogni innovazione umana è sempre in moto, ma pochi sono consci del suo avvicinarsi e dei suoi pericoli……..Dite che buona parte di Londra si convertirebbe se voi poteste consegnar loro una copia del giornale Pioneer il giorno stesso della pubblicazione. Mi prendo la  libertà di dirvi che se la gente credesse alla cosa, vi ucciderebbe prima che possiate attraversare Hyde Park;….  Quanti di coloro che vi circondano, anche dei vostri  migliori amici si interessano di questi problemi astrusi?

La conoscenza sperimentale non data solo dal 1662
quando, per atto regale, Bacone, Roberto Boyle ed il Vescovo di
Rochester trasformarono il loro “Collegio Invisibile “ in una Società
che promuovesse le ricerche sperimentali. Molti secoli prima che la
“Royal Society” diventasse una realtà sul piano del “Disegno
Profetico”, l’innata aspirazione all’occulto, l’appassionato amore e
studio della natura aveva spinto uomini d’ogni generazione ad
investigare ed a penetrare nei suoi segreti più profondamente dei loro
simili. Roma ante Romulum fuit è un assioma che abbiamo appreso nelle vostre scuole inglesi. Gli interrogativi astratti sui problemi più
assillanti non sorsero nella mente di Archimede come materia spontanea e fino a quel momento mai sfiorata, ma come riflessione su ricerche svolte precedentemente nello stesso campo da uomini separati dal suo tempo da un periodo molto più lungo di quanto vi separa dal grande siracusano.

Il vril della “Razza Futura” era proprio di molte razze ora estinte. Come ora si mette in dubbio l’esistenza stessa dei nostri giganteschi antenati –benché  negli Himavat, sul vostro stesso territorio, vi sia una grotta piena degli scheletri di questi giganti – ed i loro corpi enormi sono sempre considerati come capricci isolati della natura, così anche il vril o Akas –come lo chiamiamo noi- è ritenuto una cosa impossibile, un mito. E senza una profonda conoscenza di Akas, delle  sue combinazioni e proprietà, come può una scienza spiegare tali fenomeni?…

Come molte altre persone anche voi ci biasimate per la nostra
segretezza. Ma noi conosciamo la natura umana perché l’esperienza di lunghi secoli –anzi di generazioni- che l’ha rivelata….Come la
veneranda antichità  ebbe più di un Socrate, così il confuso avvenire
creerà più di un martire. Molti anni prima che la Chiesa cercasse di
sacrificare Galileo come olocausto alla Bibbia, la scienza emancipata
voltò sdegnosamente le spalle all’ipotesi Copernicana che ripeteva le
teorie di Aristarco di Samo… Il più grande    matematico della Corte
di Edoardo VI – Roberto Recorde – fu lasciato morire di fame in
prigione dai colleghi che deridevano il suo Castello di Sapienza,
considerando le sue scoperte “vane fantasticherie”.  Guglielmo
Gilberto di Colchester –medico  della Regina Elisabetta-  morì
avvelenato solo perché questo vero fondatore della scienza
sperimentale in Inghilterra ebbe l’audacia di anticipare Galileo,di
dimostrare l’errore di Copernico sul “terzo movimento”, che era
ritenuto causa del parallelismo dell’asse di rotazione della terra!
Si è sempre dubitato dell’immenso sapere di uomini come Paracelso,
Agrippa  e Dee. La scienza mise le proprie mani sacrileghe su grandi
opere come “De Magnete”, “La Bianca Vergine Celeste” (Akas) ed altre. E l’illustre “Cancelliere d’Inghilterra e della Natura” – Lord Verulam Bacone – dopo aver meritato l’appellativo di padre della Filosofia Induttiva, si permise di chiamare gli uomini sopra citati “Alchimisti della filosofia immaginaria”.

Voi penserete che tutto ciò sia storia vecchia: certamente ma le
cronache dei tempi moderni non differiscono molto da quelle antiche….”
(2)

Paola Botta Beltramo


(1) Ricardo Lindemann –  RIT n./2016
(2)”Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”  Vol. I pag.31-