Filosofia teosofica e l'incontro tra religione e scienza


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L’antropologo-teosofo  prof.  Bernardino del Boca scrisse  a pag. 300 del suo libro “La casa nel tramonto” ed.  1980:

 
“Milano, 8 giugno 1978:  stanotte mi sono trovato davanti all’Hotel Kazakhstan di Alma-Ata, la capitale della  Repubblica Sociale Sovietica del Kazakhstan. Un enorme albergo a grattacielo che domina la città e le colline. Vicino a me c’era un giovane sconosciuto. Non era né un  russo né un asiatico. Mi indicava il cielo dove, diceva, doveva apparire un UFO. I suoi occhi chiari brillavano volti al cielo che scuriva velocemente e stava riempendosi di stelle. E’ il giovane che potrebbe continuare la mia ricerca, il mio lavoro per il nuovo piano di coscienza.”
 
E’   Grigorij  Grabovoij il continuatore delle ricerche di Bernardino  del Boca ?
 
Grabovoij nasce nel 1963 e perciò  nel 1978  aveva 15 anni; è nato e vissuto da giovane in Kazakhstan, nazione che non è né russa né asiatica;  le sue particolari doti telepatico-chiaroveggenti-spirituali sono spesso considerate derivanti da intelligenza extraterrestre e  i suoi occhi di colore marrone sono  chiaro-veggenti.
Bernardino  del Boca ha anch’egli manifestato fin da bambino doti di telepatia-chiaroveggenza-spiritualità;  si è interessato  a intelligenze  da lui definite  “Delle Strade Alte”  che  ha  chiamato Zoit, ovvero   un nome che ricorda un  particolare suono qui http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/categorie/la-vita-e-universo/;  ha scoperto  ed evidenziato  vari  errori scientifici (scienze mediche, genetiche, finanziarie  ecc.) proponendo  possibili soluzioni,    - quali, ad esempio,  nel campo medico  l’ascolto  del vissuto  delle persone  ecc. -     e ha più volte ricordato  la necessità di  unire ricerche spirituali e scientifiche.
 
Scrisse infatti B. del Boca nel suo libro “La  Dimensione Umana” ed. 1971:  “ Finché non sarà fatta una sintesi tra i vari rami della scienza, e non si sarà sottoposta questa sintesi alla luce della spiritualità, il fenomeno umano non potrà essere compreso nella sua finalità e nemmeno nella sua espressione individuale” http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/
 
Grabovoij considera  il  fisico  ed esperto di cabala  Gian Piero Abbate, con il quale ha  tenuto  recentemente un webinar  http://www.artinmovimento.com/grigori-grabovoi-e-il-dott-abbate-domani-una-videoconferenza-alle-13-45/ ,  la persona che meglio può rappresentarlo.
Il  dott. Abbate  http://www.dottabbate.it/,  in un altro suo webinar ha affermato che  considera   Masaru Emoto,  per aver dimostrato  l’influenza del pensiero sull’acqua, e  il medico R.G. Hamer, per le sue scoperte  sugli  effetti  degli shock emozionali,    due “apripista”  utili alle ricerche   sulle  relazioni esistenti  tra spirito-psiche-corpo-materia.
Nel corso della conferenza del dr. Stefano Candela su Grabovoij  il dr. Abbate – a 32’ ca – ha affermato  che che la scienza ha scoperto che sta cambiando la struttura della materia, fatto mai accaduto  prima d’ora – qui https://www.youtube.com/watch?v=zy3GBrhoPks
 

 
Arkadij Petrov, autore di best-seller di fama mondiale, scrive a pag. 222 del suo libro “Salva te stesso”: “ dato che Grigorij  Petrovic Grabovoij ha svolto un ruolo determinante nella mia vita devo presentarlo in modo adeguato.  Lo faranno meglio di tutto degli estratti dal libro di Vladimir Sudakov “Il fenomeno del millennio Grigorij Grabovoij ”, pubblicato nel 1999 “:  
 
“... quando  era un bimbetto  non sapeva ancora parlare ma capiva di che cosa parlavano gli adulti (ancora oggi comprende gli stranieri grazie alla telepatia). Da quando aveva cinque anni vede il futuro. ...all’epoca naturalmente lui non attribuiva alcuna importanza al suo dono, supponeva che fosse indispensabile per vivere e lo avessero tutti... sin dall’infanzia Grabovoij  comprendeva le intenzioni degli animali e poteva controllarli con la sua influenza telepatica.... negli ultimi anni  Grigorij parla sempre più spesso di come salvare dalle catastrofi non singole persone ma il mondo intero....   stupiti, i dirigenti dell’aviazione, si chiedevano    come facesse una persona così giovane, senza particolare conoscenza dell’ingegneria aerea a vedere a distanza l’interno di un aereo e per di più ad individuare la fonte dei problemi: il computer, il carrello, un trasformatore, un tubo del carburante. Per di più quel giovanotto in apparenza ancora molto inesperto individuava i malfunzionamenti senza uscire dal suo studio, gli era sufficiente conoscere il numero dell’aereo.
 
Scrive Petrov a pag. 234: “Quello che fa G.P. Grabovoij è del tutto coerente con le tesi e i dati scientifici già numerosi, ma in più si può dire che in precedenza non si erano mai riscontrate in una sola persona una simile potenza psichica e tali facoltà extrasensoriali. Ma il fenomeno dell’accademico Grabovoij non si conforma al letto di Procuste della scienza ortodossa. Infatti oltre ad affermare che nell’Universo esistono diverse realtà, tra cui alcune spirituali, non manifeste, Grabovoij ha dimostrato in modo del tutto  convincente come influiscono sulla nostra vita. La materializzazione e la dematerializzazione degli oggetti, la telepatia, la guarigione di malati senza speranza, tra cui persone con il cancro o l’AIDS, e per finire la resurrezione dei morti, avvenuta in presenza di esperti, la rigenerazione di  organi mancanti, non sono illazioni di persone con troppa immaginazione, ma il lavoro quotidiano di un uomo straordinario che non ha cercato di apparire sugli schermi televisivi e non si è adoperato per procurarsi una fama  insalubre. Grabovoij ha semplicemente  creato una Nuova Relatà nell’ambito della conoscenza, una realtà in cui scienza e religione non confliggono nello sforzo insensato di monopolizzare la verità, ma si coalizzano per raggiungerla.”
 
e  a  pag. 363 : “ A suo tempo fu proprio Engels ad affermare che a ogni importante scoperta scientifica la filosofia dev’essere rivista. Oggi noi dobbiamo riflettere su moltissime scoperte e costruire una nuova “dialettica della natura”.

Il dilemma fondamentale della filosofia, se venga prima la materia o l’idea, è caduto da solo. Ci sarà qualcosa al suo posto? Ed è proprio necessario che ci sia? Inoltre: che cos’è la vita? E’ soltanto “un modo di esistere di corpi costituiti da proteine” o possiede altre forme?

Per esempio, quando si dice che una certa idea è sopravvissuta al suo tempo, a che cosa ci troviamo di fronte, a una metafora banale o a un’ulteriore testimonianza dell’eterna lotta tra la vita e la morte? E così via.

Negli ultimi secoli la scienza ha liquidato in modo troppo categorico “gli spettrali ambiti ultraterreni”, Il perchè è comprensibile: le questioni di luce e tenebre, bene e male, Dio e diavolo, sono monopolizzate dalle religioni del mondo, le cui gerarchie hanno perseguitato con accanimento chiunque osasse intraprendere ricerche indipendenti su problemi spirituali per affermare qualcosa d’innovativo in questo campo.  Per questo motivo “i dissidenti” che cercavano conoscenze non ortodosse preferivano il segreto, codificavano i loro testi con metafore che nemmeno Dante sarebbe stato capace di decifrare.
Le opere degli alchimisti, degli astrologi, dei rosacrociani e di altri massoni sono molto curiose dal punto di vista storico, ma estrapolare da esse quel granello di verità che darebbe un aiuto fondamentale alle persone nelle loro disgrazie, e non parliamo di consolazione, è lo stesso che cercare una perla nell’oceano. Lo impediscono la segretezza, l’ermeticità, l’oscurità intenzionali di queste correnti, di queste scuole e di queste discipline. Forse qualcuna di queste opere a un qualche livello contiene il segreto dell’Essere. Al momento è presto per parlarne, o forse è già tardi, poiché sta sorgendo una nuova conoscenza.

Una cosa è chiara: nella conoscenza dell’uomo, della natura, del passato e del futuro gli esoterismi a noi noti non sono usciti dall’ambito delle concezioni della scienza a loro contemporanea. Non ci addentreremo nelle tenebre della storia.

Prendiamo un esempio della fine del XIX secolo, la teosofia, che sosteneva di offrire una conoscenza di Dio onnicomprensiva, un’elaborazione della concezione universale per collegare la scienza alla religione. Vantava nomi che risuonano in tutto il mondo, Blavatsky, Steiner, Krishnamurti, e una scelta di discipline da cui avrebbero preso il meglio, induismo, brahmanismo, buddismo... , tramite il meccanismo della chiaroveggenza non è difficile verificare quante cose i teosofi abbiano compreso e intuito nel modo giusto, ma purtroppo la coscienza comune non è preparata a recepire la conoscenza da loro conseguita .... La verità è nota già da tempo, non occorre cercarla, ma bisogna vivere secondo verità”
     
H.P.Blavatsky , sopracitata, co-fondatrice della Società Teosofica scrisse infatti  nel suo libro “Iside Svelata” del 1875 :  “ Scienza e Religione unite sono infallibili poiché l’intuizione spirituale supera le limitazioni dei sensi fisici. Separate, la scienza esatta respinge l’aiuto della voce interiore, mentre la religione diviene una teologia meramente dogmatica. In definitiva ognuna, lasciata a sé, non è che un cadavere senz’anima

 Paola Botta Beltramo

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I Ching annuario - Conoscenza di Sé attraverso il Libro dei Mutamenti - 12 esagrammi correlati agli archetipi zodiacali cinesi


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"Conoscenza di Sé attraverso il Libro dei Mutamenti (I Ching) - 12 esagrammi correlati agli archetipi zodiacali cinesi"  
di Paolo D'Arpini 

Premessa

Confucio andò a trovare Lao Tze e gli chiese: “Cos’è lo Yin e cos’è lo Yang?” “Lo Yin è lo yin e lo Yang è lo yang” – “Allora cos’è il Tao?” domandò ancora Confucio. “Il Tao entrambi li comprende ed entrambi li supera, altro non si può dire”. E rimasero in silenzio.
In questo breve dialogo immaginato si condensa la saggezza cinese. E’ da queste premesse che dobbiamo partire se si vuol tentare di penetrare nel mondo archetipale del Libro dei Mutamenti. Penetrare non vuol dire “capire” ma “orizzontarsi”. In effetti non c’è una direzione da seguire ma solo un intuito legato alla coscienza del continuo mutamento. Senza mutamento non c’è vita. Aggiustamento alle condizioni presenti è naturale e propizio, reagire contro il contesto in cui ci si muove è sfavorevole. Semplice no? Persino banale, anzi è inevitabile. E’ come coprirsi quando fa freddo e spogliarsi quand’è caldo. Ma è sempre così nella vita individualizzata di ognuno? Di fatto, dicono i saggi Cinesi, sì. Ma come viverlo consapevolmente? Aderendo al Tao, seguendo cioè la via del nobile, nel costante fluire dei mutamenti. Nella coscienza tutto è in movimento nulla è fermo. Sono 64 questi modi espressivi della coscienza, definiti esagrammi, e nascono da 8 trigrammi primordiali che indicano le 8 direzioni e le otto tendenze innate del divenire, essi sono: Kien, il Creativo; Kun, il Ricettivo; Chen, l’Eccitante; Sun, il Penetrante; Kan, il Profondo; Li, il Luminoso; Ken, il Riflessivo; Tui, il Sereno. Ecco da questi trigrammi per moltiplicazione spontanea sorgono (8X8) i 64 esagrammi. Esemplificazioni, immagini, di stati di un mutamento ciclico ed allo stesso tempo evolutivo, in senso elicoidale. Ogni forma vivente nasce con alcuni di questi esagrammi, in evidenza congenita. Come fare a sapere quali sono gli esagrammi correlati alla nostra particolare nascita, o incarnazione, è tuttavia molto semplice. Partendo dall’alternarsi dello Yin e dello Yang ognuno nasce con aspetti diversi sulla base dell’anno, ora e mese. Questi aspetti disegnano un trigramma, se poi si considerano gli stessi aspetti in chiave elicoidale ordinata essi possono cambiar posizione e darci quindi un altro trigramma. Questi due trigrammi sovrapposti, in basso il primo ed in alto il secondo, ci dicono quali sono gli esagrammi archetipali di nascita. Poi occorre vedere gli esagrammi energetici, correlati ai 5 elementi. Anche qui è facile basta continuare a considerare gli aspetti Yin e Yang correlati ad ogni elemento che appare nel quadro della nascita. Primo aspetto è quello dell’anno, seguito dal fisso dell’archetipo incarnato, poi l’ora, il mese, il luogo e la condizione dell’ente (se maschile o femminile) otteniamo così un esagramma rovesciabile (diventano cioè due) che indicano le propensioni “elementali” della nascita. Sapersi orizzontare in questo mondo psichico a cosa serve? Semplicemente a riconoscere ciò che si è già. Non è nelle intenzioni del Libro dei Mutamenti promuove alcunché o fissare delle immagini comparative, da tutto nasce un tutto che segue tutto. Il saggio che incarna questa visione non desidera cambiare nulla in funzione di un ipotetico ottenimento “altro”. In pratica significa: libertà espressiva e gioia di vita.

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Introduzione

Due fondamentalmente sono gli indirizzi culturali della Cina, il Confucianesimo ed il Taoismo, la via della correttezza e la via della spontaneità. Ricettacolo di questi due aspetti sociali è il Libro dei Mutamenti, I Ching, uno dei saggi testi più antichi dell’umanità. In esso sono integrati diversi commenti di Confucio e di Lao Tze, nonché considerazioni più tardive di matrice Chan (Meditazione Buddista).
All’I Ching sono riconducibili anche gli archetipi psichici basilari dello zodiaco cinese e i due aspetti dello Yin e dello Yang, il Femminile ed il Maschile, la Tenebra e la Luce, la Terra ed il Cielo. La spontanea e naturale interazione degli opposti, in continuo movimento, descritta nell’I Ching è lo stesso del “Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ)” (tradotto come Tutto scorre come un fiume), il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, vissuto contemporaneamente al saggio Lao Tzi. Ma anche nel Libro dei Proverbi di Salomone si inneggia allo sposalizio del Cielo con la Terra, alla congiunzione degli opposti…il serpente che si morde la coda…miracolo delle polarità che si integrano, dei due che sono uno, della dolcezza di un cuore di donna che acquieta l’aggressività dell’uomo.. E’ questa l’intelligenza che guida la Natura in ciò che chiamiamo oggi evoluzione, che ha fatto dire a Leone Tolstoi: “Se un uomo vuole aiutare il mondo non deve pensare di fuggire dal mondo. Deve imparare a conoscerlo e a vivere in esso, diventando un’oasi, un rifugio per chi è alla ricerca della propria anima”.

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Zodiaco Cinese

Il calendario cinese considera 13 lune nuove in un anno, il capodanno combacia con l’ultimo giorno che precede la successiva lunazione. L’origine del calendario lunare cinese si fa risalire al 2637 a.C. quando l’imperatore Huang Ti iniziò il computo del tempo. Si dice che all’epoca egli avesse sessantun anni, il fatto lascia sospettare che tale sistema fosse già in uso da un periodo molto antecedente… Infatti il ciclo dei 12 archetipi rapportati ai 5 elementi richiede un periodo di 60 anni per compiere un giro completo, ciò significa che al 60° compleanno si ripropongono condizioni del tutto simili a quelle presenti al momento di nascita. Una curiosità: in Cina ed in Giappone le persone che compiono 60 anni vestono di rosso, come simbolo di rinascita.
La collana archetipale del sistema cinese è rappresentata da dodici animali, significativi della psiche universale. Si narra, ma è una leggenda, che questi animali si presentassero in sequenza al Buddha morente ed in riconoscimento del loro omaggio il Risvegliato dedicò ad ognuno, in alternanza Yang e Yin, un anno del ciclo, in una spirale evolutiva continua ed infinita. La serie inizia con il Topo, la capacità di sopravvivenza e di acquisizione; il Bufalo, la stabile quadratura organizzativa; la Tigre, il senso di vivere per un ideale, la Lepre, amore per la bellezza e l’armonia; il Drago, raggiungimento sempre in vista; il Serpente, assorbimento ed anche attaccamento; il Cavallo, vasta libertà espressiva; la Capra, calda sensibilità emotiva; la Scimmia, abilità sperimentativa e speculativa; il Gallo, accuratezza nel particolare; il Cane, riflessione e protezione; il Maiale, vitalità e spontaneità comportamentale.
Diceva Chuang Tzu: … il grasso da sé frigge sul fuoco, la cannella è tagliata perché commestibile, l’albero della vernice viene inciso perché utile. Tutti riconoscono l’utilità dell’utile ma chi riconosce l’utilità dell’inutile?
I 5 elementi cinesi, posti in circolo autogenerante, sono: la Terra, che rappresenta la devozione, il Metallo che significa giustizia, l’Acqua vale per modestia e saggezza, il Legno simboleggia l’etica e l’empatia, il Fuoco la lucidità dell’immagine, i costumi. Questi “5 stati di mutamento” si irradiano nelle forme, in varie sfumature espressive, sino a colorare l’intera gamma vitale delle “10.000 creature” nate dall’incontro fra Cielo e Terra (Yang ed Yin).
E’ proprio cercando di ritrovare la comprensione della nostra vera natura e del corretto agire nel mondo che in questa rubrica esamineremo i significati e le immagini relative ai 12  esagrammi collegati agli archetipi  dello zodiaco cinese ed ai 12 mesi dell'anno:


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“Esagramma Fu – Il Ritorno” – Periodo dal 22 dicembre al 20 gennaio
Archetipo del Bufalo

Il segno è caratterizzato da una linea chiara (intera) che ritorna dal basso e sale verso l’alto spingendo le 5 linee spezzate soprastanti. Esso significa radice e tronco del carattere. Il bene che compare in basso è all’inizio, quasi insignificante, ma è abbastanza forte per affermarsi durevolmente, nella sua peculiarità (come gli è congeniale), di fronte a ogni tentazione dell’ambiente.
La parola “ritorno” suggerisce anche l’idea di una continua inversione di rotta dopo gli errori, nonché l’idea della conoscenza di sé e dell’autocritica occorrente per correggersi.
In riferimento alla formazione del carattere si intende che il principio chiaro si dirige di nuovo verso la luce interiore voltando le spalle alla confusione dell’esteriorità. Nel fondo dell’anima, allora, si scorge il divino (l’Uno).
Questa coscienza è ancora allo stato germinale, appena un inizio, ma come tale chiaramente distinto da tutti gli oggetti esterni. Riconoscere questo Uno significa riconoscere la propria natura nella forza ascendente della vita.
“Nel segno Il Ritorno si vede il senso del Cielo e della Terra”. Qui si esprime l’idea che la forza luminosa è il principio creativo del Cielo e della Terra. E’ un ciclo eterno, dal quale, l’esistenza scaturisce sempre di nuovo, proprio nel momento in cui può sembrare completamente sconfitta.
Questo esagramma è coordinato al mese del solstizio invernale (dicembre – gennaio) e corrisponde all’archetipo del Bufalo (o Bue).
Da questo si traggono le conclusioni che indicano il giusto comportamento in questo tempo.
Nell’antica Cina, in questo periodo, “I mercanti non viaggiavano e il sovrano non visitava le contrade”. Da qui si evince il comportamento del Bufalo che approfitta di questo momento per riposare e ponderare con cautela la situazione, con metodicità, disciplina, senso dell’ordine (anche gerarchico), giusto tempo e giusto luogo, in modo da redigere un quadro di valori in cui le cose procedono al loro posto. Ovvio che queste caratteristiche non tengono conto dell’emozionalità.
“La mia è la forza stabilizzatrice che perpetua il ciclo della vita. Io resto immobile nelle prove delle avversità, risoluto e irreprensibile. Mi sforzo di seguire l’integrità, di portare il fardello della rettitudine. Obbedisco alle leggi della Natura….. spingendo con pazienza la ruota del Fato. Così io intesso il mio destino”.
Alcune caratteristiche del Bufalo: E’ dotato di straordinario autocontrollo e capacità di dedizione; scarseggia in senso dell’humor e immaginazione; impacciato nei sentimenti ma fedele. Si carica di lavoro, a volte è burbero e brontolone. Non ama ricevere consigli, ha un discreto senso degli interessi. Solitamente prende le cose molto sul serio, è diligente e analitico. Severo, tende al pregiudizio ed è conservatore.
Coincidenze: Nell’antica Roma il 9 gennaio corrispondeva al 5° giorno prima delle Idi Agonalia *. Sorge la costellazione del Delfino. Feste agonali (da agonia, nel senso di agire in maniera sacra, giochi dedicati a Giano, in cui il sacerdote sacrificava un capro nella Reggia in onore del Dio)


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Esagramma Lin (l’Avvicinamento) – Dal 21 gennaio al 19 febbraio,  corrispondente alla stagione della Tigre  

Avvicinamento vuol dire diventare grandi.
Sentenza: L’Avvicinamento ha sublime riuscita. Propizia è perseveranza. Quando vi è l’ottavo mese è sciagura.

Commento alla decisione: l’Avvicinamento. Il solido penetra e cresce. Sereno e devoto, il solido sta nel mezzo e trova corrispondenza. “Grande riuscita per conformità” questo è il corso del cielo. “Quando viene l’ottavo mese vi è sciagura”. La caduta non si fa aspettare a lungo.
Immagine: Al di sopra del lago è la terra: l’immagine dell’Avvicinamento. Così il nobile è inesauribile nella sua intenzione di insegnare, e senza limiti nel sostenere e proteggere il popolo.
Dopo il Solstizio invernale, la forza luminosa è nuovamente in fase crescente. Il bene comincia a farsi strada e trova accoglienza in luogo influente. Questo è un tempo pieno di speranza, la primavera si avvicina e la gioia è alla portata di chiunque la voglia afferrare. L’importante è impegnarsi con perseveranza per raggiungere l’obiettivo. Per sfruttare il favore del tempo, è necessario un lavoro deciso e perseverante. La primavera non dura in eterno; se si affronta il male prima che sia del tutto manifesto, lo si potrà combattere e lo si potrà padroneggiare.
Come il lago mostra la sua inesauribile profondità, così il saggio è inesauribile nella sua propensione ad insegnare agli uomini. E come la terra è ampia, e sostiene ed alimenta tutte le creature, così il saggio cura e sostiene tutti gli uomini senza escludere una parte dell’umanità con barriere di qualsiasi natura. Occorre prestare attenzione e non perdersi nelle correnti del tempo ed essere nel giusto. Infatti il destino reca con sé anche il regresso, ma se viene suscitato in tempo un movimento di ascesa, sarà abbastanza forte per contrastare anche il destino nel momento in cui le sue conseguenze, senza le dovute precauzioni, comincerebbero a farsi sentire.
Consiglio dell’esagramma: che abbia inizio un vero e proprio cambiamento! Muoviti, incontra, apri la strada alle novità e sarai così capace di sormontare qualsiasi ostacolo si frapponga sulla via, e di essere un modello d’esempio positivo per gli amici e per tutti coloro che ti seguiranno! Ma solamente individuando da subito gli errori ti sarà possibile correggerli ed evitare il peggio. Basta sapersi guardare dentro con saggezza per trovare la strada giusta per affrontare una decisione importante. E così sarai capace di esprimere sensazioni profonde su ciò che è giusto e vero.
Queste qualità che indicano anche le caratteristiche proprie dell’archetipo psichico della Tigre mi fanno ricordare, per analogia, gli eventi e gli episodi leggendari della vita del grande maestro Taoista Zhuang Zi, vissuto realmente nel III secolo a. C., ed autore del “Libro del fiore del sud”. Un esempio di comportamento nobile che quaglia in modo perfetto con il commento di Richard Wilhelm per la sesta linea superiore dell’esagramma LIN, in cui si descrive l’atteggiamento del saggio, che ha già superato il mondo e che interiormente non ha più alcun legame con l’esistenza mondana, che però talora può trovarsi nella situazione di dover rientrare ancora una volta nella società per avvicinarsi agli altri ed impartire i suoi insegnamenti e fornire il suo aiuto. Ciò è di gran salute per il suo prossimo ma anche per lui questo magnanimo umiliarsi non è una macchia.


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Esagramma T'ai - (La pace) - Dal 20 febbraio al 20 marzo,
corrisponde alla Lepre

Di tutti i segni o esagrammi uno dei più significativi per rappresentare questa armonia è l'esagramma T'ai - La pace. Il segno si riferisce ad una stagione in cui, per così dire, il Cielo è in Terra. Corrisponde all'inizio della Primavera.
Nel mondo degli uomini questo esagramma simboleggia un tempo di concordia sociale. I superiori si chinano verso gli inferiori, i quali sono ben disposti verso i superiori; così che cessa ogni ostilità. Così il Luminoso esercita un'azione vigorosa e l'Oscuro è remissivo. In tal modo ambo le parti hanno ciò che a loro compete, infatti, quando i buoni si trovano in posizione dominante anche i cattivi subiscono il loro influsso e si emendano.
Quando nell'Uomo regna lo spirito che viene dal Cielo, anche la sua natura animale ne è regolata e trova il posto che le compete.
Nel commento al nove al secondo posto nell'esagramma è detto: é importante possedere la grandezza interiore per sopportare anche le persone imperfette. Un vero Maestro non conosce materiale sterile, da tutto riesce a ricavare qualcosa. Questa magnanimità non è affatto trascuratezza o debolezza, occorre però guardarsi dalla costituzione di fazioni e combriccole, infatti anche se coloro che hanno idee affini sono uniti nello Spirito, essi non devono formare un partito, anzi, ognuno deve fare singolarmente il proprio dovere.
A proposito delle giuste regole nella società, nel commento al sei al quinto posto è detto: il sovrano I T'ang aveva stabilito che le principesse imperiali, nonostante fossero di rango superiore a quello dei loro mariti, dovessero segiure il marito come qualsiasi altra moglie. Qui c'è il richiamo all'unione veramente modesta tra alto e basso che reca fortuna e prosperità.
La serie consiglia buona condotta e contentezza, allora regna tranquillità. Pace significa unione e concordia.
Il movimento dell'esagramma nel suo insieme produce una vittoriosa ascesa dei principi del nobile e la ritirata dei principi degli ignobili. Qui si rappresenta un tempo di "primavera" nell'anno e nella storia dell'uomo.
Il sei al quarto posto afferma: "Egli scende volteggiando, senza vantarsi della ricchezza insieme al suo prossimo, schietto e sincero". Ciò significa che il nobile ha rinunciato al vantaggio materiale che gli arriderebbe ove si unisse egoisticamente all'ignobile.



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Esagramma Ta Chuang (La Potenza del Grande) – Dal  19 marzo al 21 aprileLa stagione del Drago

La Sentenza: La Potenza del Grande. Propizia è perseveranza.
Significato: Il segno indica un momento in cui il valore interiore emerge con impeto e giunge al dominio. La forza ha già superato il punto mediano incombe perciò il pericolo che ci si fidi troppo della propria potenza senza chiedersi volta per volta dove sia il giusto, ovvero che si ricerchi il movimento senza curarsi del tempo opportuno. Per questo si consiglia perseveranza poiché vera potenza non degenera in violenza ma resta connessa con i principi del diritto e della giustizia.
L’Immagine: Il Tuono sta in alto nel cielo:l’immagine della Potenza del Grande. Così il nobile non percorre sentieri Che non corrispondano all’ordine.
Significato: Il tuono, la forza elettrica, in primavera sale verso l’alto. Questo movimento è conforme al moto del cielo, è dunque in armonia col cielo e produce grande potenza. Ma vera grandezza si basa però con la concordanza con ciò che è retto. “Grande e retto così si possono osservare le relazioni del cielo e della terra”. Questo vale anche per la lotta contro le imperfezioni della propria natura, anche qui non bisogna stancarsi, nonostante le possibili ricadute, ma continuare finché si giunge al successo.
Il momento: Siamo in  primavera, il sole attraversa l’equatore ed i giorni e le notti sono di eguale lunghezza. Sintonizziamo i nostri ritmi con quelli di madre Terra e padre Sole, il periodo è quello dell’Ariete oppure del Drago.
“Tre cose sono necessarie per vincere un avversario:
rallegrarsi quando ha ragione,
intristirsi quando ha torto,
non comportarsi stoltamente nei suoi confronti” (detto indiano)
Muoversi con la luna.
Favorevole in luna crescente piantagione e semina di quel che cresce velocemente ed è destinato al consumo immediato. In luna calante o piena è favorevole la semina di legumi.




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Esagramma Kuai (lo Straripamento) - Dal 20 aprile al 20 maggio. Stagione del Serpente

Nell'I Ching il simbolo del Serpente viene abbinato all'esagramma Kuai (Lo Straripamento)  e figurativamente indica un tempo in cui gli ignobili stanno gradatamente scomparendo, il loro influsso diminuisce e con un’azione risoluta si fa strada un cambiamento radicale della situazione.
La Sentenza: Lo Straripamento. Con risolutezza bisogna rendere nota la cosa alla corte del re.
Secondo verità si deve proclamarla. Pericolo! Bisogna avvisare la propria città. Non è propizio impugnare le armi. Propizio è imprendere qualche cosa.
Significato: Quando in una città anche un solo ignobile rimane in posizione dominante egli è in grado di opprimere i nobili. Quando nel cuore si annida anche una sola passione, essa è capace di ottenebrare la ragione dell’uomo. Passione e ragione non possono coesistere perciò un’azione risoluta è necessaria se si vuole portare il bene a compimento. Ma attenzione il modo di superare il male non è contrastandolo punto per punto, in tal modo restando ad esso invischiati, bensì procedendo risoluti verso il bene.
Questo ci da la sensazione di cosa rappresenti il Serpente... Questo archetipo magico  che in ogni antichità è sempre stato emblema di profondità e  saggezza. Il simbolo del Caduceo, il  veleno trasformato in medicina,  la conoscenza del bene e del male, la capacità di concentrarsi su un singolo scopo... E da ciò anche la fissità nel pensiero e l'attaccamento ai risultati. Insomma c'è del bene e c'è del male da aspettarsi in quest'anno... Ma lo sforzo deve essere diretto, come indicato dall'I Ching, a disfarsi degli aspetti negativi. Il Serpente lo chiede con convinzione ed è per questa ragione che la sua energia ci sarà in questa opera purificatoria di grande aiuto. Il Serpente ci guiderà verso la meditazione e verso la riflessione discriminante per liberarci delle nostre oscurità interiori. Questo processo avverrà soprattutto nell'ambito della cultura e della informazione, ovvero della trasmissione di idee. Infatti l'Acqua è preposta a questa funzione. Come il gusto consente di riconoscere, facendolo nostro, il cibo ingerito che poi si trasforma nel nostro organismo e contribuisce a renderci ciò che siamo, così l'energia dell'Acqua contribuisce a fa circolare nel giusto modo ogni conoscenza, trasmettendola a chi vibra in sintonia con essa. Ma attenzione l'Acqua porta i messaggi buoni e cattivi, essa puzza se passa nella fogna o profuma se attraversa un campo fiorito.
Perciò l'attenzione costante alla via del nobile è richiesta nelle nostre azioni.... Ricordiamoci che il Serpente per crescere ha bisogno di cambiare pelle il che significa che durante quest'anno saremmo chiamati ad una operazione di svecchiamento che potrebbe costarci il dover rinunciare a parecchi attaccamenti regressi (non dimentichiamo che il Serpente corrisponde in occidente all'archetipo del Toro).... Fortunatamente il Serpente ama la calma e la tranquillità, non ama il movimento frenetico  e non sopporta di essere incitato a fare qualcosa in fretta, questo suo atteggiamento lo vediamo anche -allorché disturbato- egli si rivolta e morde  chi turba la sua quiete.
Il Serpente è dotato di grande determinazione, come anche illustrato nell'esagramma a lui preposto, egli è instancabile nel perseguire e raggiungere la sua meta. Per contro sfuggirà a collaborazioni posticce e non in sintonia con il suo movimento e tendenza operativa. Il Serpente rappresenta l'intelligenza minervina per antonomasia per cui la sua collaborazione andrà a sintonizzarsi con archetipi che manifestano lo stesso tipo di intelligenza e questi sono: il Gallo ed il Bufalo. Altro aspetto accompagnato all'anno del Serpente è il bisogno di riposarsi dopo aver compiuto ogni azione. Noterete infatti che il Serpente dopo il pasto tende a immobilizzarsi ed inoltre essendo un animale a sangue freddo necessita di lunghe ricariche sotto l'energia solare...



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Esagramma Kien  (Il Creativo) – Dal 21 maggio al 21 giugno.
Corrisponde al Cavallo

Kien significa il Creativo, ed ha come simbolo il Cielo. Rappresenta l’energia Yang nel massimo della sua espressione, tutte le linee sono intere. Corrisponde alla forza primordiale luminosa, spirituale, salda, attiva. Applicato al mondo umano l’esagramma designa l’azione creativa del santo e saggio, del sovrano degli uomini, il quale desta in essi, mediante la sua forza, la natura superiore intrinseca.
La Sentenza: Il Creativo opera sublime riuscita, propizio per perseveranza.
Significato: L’inizio di tutte le cose sta, per così dire, in forma di idee che debbono realizzarsi, ma nel Creativo è insito il potere di conferire una forma a questi archetipi delle idee, ciò è espresso con la parola “riuscita”. Questo processo è rappresentato con un’immagine presa dalla natura: “le nubi vanno, e la pioggia opera, ed ogni singolo essere fluisce verso la propria forma”. (Genesi, 2 e 5 agg. dove il rigoglio dei singoli esseri è pure ricondotto al cadere della pioggia).
Nella Sentenza dopo aver espresso con i due termini “sublime” e “riuscita” l’atto di creazione, si ricorre alle due espressioni “propizio” (letteralmente creante ciò che corrisponde alla natura) e “perseverante” (ovvero giusto e solido).
L’Immagine: Il moto del Cielo è vigoroso. Così il nobile rende se stesso forte ed instancabile.
Significato: Nel raddoppiamento del trigramma Kien è insito il concetto del tempo e quindi il movimento che perdura con forza instancabile, come ad un giorno segue un altro giorno. Questa durata nel tempo è l’immagine della forza inerente al Creativo.
Il saggio ne trae modello da seguire per acquisire durevole efficacia nel suo operato. Il saggio si rende forte eliminando da sé tutto ciò che abbassa ed è volgare.
Commento di Confucio alla quinta linea: “Ciò che concorda nel tono vibra assieme. Ciò che è affine nella sua intima essenza si ricerca. L’acqua scorre verso l’umido, il fuoco si volge verso l’asciutto. Le nubi, che sono il respiro del cielo, seguono il drago, il vento, che è il respiro della terra, segue la tigre. Così il saggio si eleva, e tutti gli altri fissano lo sguardo su di lui. Quello che è generato dal cielo si sente affine a ciò che sta in alto. Quello che è generato dalla terra si sente affine a ciò che sta in basso. Ognuno segue ciò che gli è simile”.
Afferma il Cavallo archetipo di questo mese: “… Non sono inceppato da vincoli mondani, né oppresso da mete 
vincolanti…”

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Esagramma Kou (Il farsi incontro)  - Dal 21 giugno al 21 luglio.
Corrisponde alla Capra

Kou significa “Il Farsi Incontro”, riceve il suo significato dalla linea oscura che sale dal basso. Nella serie è detto: “Con la risolutezza ci si imbatte certamente in qualche cosa, per questo viene il segno “il farsi incontro” che vuol dire “imbattersi”. Si allude ad un momento in cui il principio oscuro (femminile) inaspettatamente e segretamente si infiltra dal basso.
La sentenza: Il farsi Incontro. La ragazza è potente. Non bisogna sposare una ragazza simile.
Questo significa, in chiave patriarcale, che non si può vivere durevolmente con lei.
Commento alla decisione, in chiave matriarcale.  Quando cielo e terra si incontrano, tutte le creature acquistano solide forme. Quando il solido incontra il mezzo ed il giusto, ogni cosa sotto il cielo progredisce con splendore. Grande invero è il senso del farsi incontro.
Nota. In Cina il matrimonio è un’istituzione che deve durare. Quando invece una ragazza (in questo caso una nata nel periodo indicato) si avvicina a cinque uomini vuol dire che la sua indole non è pura e non si può vivere durevolmente con lei, perciò non bisogna sposarla. Ma ciò che si deve evitare nella società umana (patriarcale) ha invece un significato nello svolgimento degli eventi naturali… (nel senso che, se la donna non avvicina l’uomo, nulla ne sorge…).
L’Immagine: Sotto il cielo vi è il vento. L’immagine del farsi incontro. Così fa il principe quando emana i suoi ordini e li proclama ai quattro venti.
Commento sulla quinta linea: Qui si considera l’arrivo della prima linea (femminile) che sale dal basso come fosse un melone, che viene riposto a maturare fra le foglie di salice. Perciò non ha luogo alcun intervento violento ed il frutto che ci è dato in custodia, lasciando che pervenga alla sua naturale completezza (insomma si aspetta che spontaneamente il femminile si conceda). Ed ecco che matura da sé. Il frutto ci tocca in sorte, non è una cosa fatta ad arte, bensì un decreto del destino al quale ci si attiene…. (chiaro?).



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Esagramma Tun (La ritirata)  - Dal 22 luglio al 21 agosto.
Corrisponde alla Scimmia

Tun significa La Ritirata. Recede la durata del giorno e l’autunno si avvicina. Questa ritirata non è dovuta ad arbitrio umano, bensì alle leggi degli accadimenti naturali. Perciò in questo caso la ritirata è il giusto modo di agire, è quello che non consuma le forze.   (Matteo: “Ma io vi dico di non opporvi al malvagio… 5, 39).
La sentenza: La Ritirata. Riuscita. Nel piccolo è propizia perseveranza.
Commento alla decisione: Questo significa che la riuscita sta nella ritirata. Il successo sta proprio nel ritirarsi per tempo e nel giusto modo. Questo successo è possibile perché il ritirarsi non è la fuga obbligata di un debole, bensì il cedere volontario di un forte. Il senso del tempo della ritirata è grande, vale a dire che è d’importanza essenziale afferrare il momento giusto, quando la ritirata è nell’ordine delle cose.

L’immagine: Sotto il Cielo vi è il Monte: l’immagine della Ritirata. Così il nobile tiene lontano l’ignobile, non irato ma pacato.
Spiegazione: Di fronte all’avanzata dell’ignobile il nobile si ritira in se stesso. Egli non odia l’ignobile, poiché l’odio è una forma di partecipazione interiore al male. Il nobile mostra la sua forza portando l’ignobile ad arrestarsi, per mezzo del suo riserbo.
Commento alla quinta linea: E’ compito del nobile riconoscere per tempo il momento di ritirarsi. Questa può compiersi in forma amichevole senza che si rendano necessarie incresciose discussioni. Ma pur osservando le forme esteriori è necessario mantenersi assolutamente fermi nella decisione presa, in modo da non lasciarsi fuorviare da considerazioni inopportune.
“Se apriamo i nostri occhi, se apriamo le nostre menti, se apriamo i nostri cuori, scopriremo che questo mondo è un luogo magico. La scoperta di questa magia può avvenire solo quando superiamo il nostro imbarazzo di essere vivi, quando abbiamo il coraggio di proclamare  la dignità e la bontà di essere vivi, senza esitazione o arroganza”. (Choghyam Trungpa)



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Esagramma P’I (il Ristagno)  - dal 22 agosto al 22 settembre.
Stagione del Gallo

La sentenza: Il Ristagno. Mala gente non è propizia alla perseveranza del nobile. Il grande se ne va,
il piccolo viene.
Commento: Cielo e Terra non comunicano più fra loro e tutte le cose ristagnano. Superiori ed inferiori non sono in relazione e sulla terra regnano scompiglio e disordine. All’interno vi è la forza scura, all’esterno quella chiara. All’interno vi è debolezza, all’esterno durezza. Gli ignobili sono all’interno ed i nobili all’esterno.
La via degli ignobili è in ascesa la via dei nobili in declino. Ma i nobili non si lasciano scuotere nei loro principi. Quando non hanno possibilità di influire nella società rimangono lo stesso fedeli alla loro natura e si ritirano in segretezza.
L’immagine: Cielo e Terra non si uniscono:l’immagine del ristagno. Così il nobile si ritira nel suo valore interiore per non corrompersi nelle difficoltà. Egli non si lascia onorare con appannaggi.
Commento: Il significato di non lasciarsi onorare con appannaggi è che il nobile rifiuta compensi materiali provenienti dal governo degli ignobili. Infatti quando nella vita pubblica regna diffidenza in seguito all’influsso esercitato dagli ignobili, ogni operare fecondo è impossibile, perché il fondamento è sbagliato. Perciò in simili casi il nobile non si lascia sedurre da lucrose offerte a prender parte alle attività pubbliche decise dagli ignobili, non dando così il suo assenso alle loro bassezze. Perciò il nobile nasconde i suoi pregi e si ritira in solitudine.
Commento alla terza linea: “Essi provano vergogna”. In seguito al comportamento del nobile che non avvalora le azioni degli ignobili, saliti al governo con artifizio, essi -senza apertamente mostrarlo- cominciano però a vergognarsi delle loro bassezze. Questo è l’inizio del cambiamento.
Poesia aggiunta:
Se talvolta ti ricordassi di me
Se talvolta ti ricordassi di me,
sapresti chi sono?
Brandelli di emozioni pensieri,
nell’eterno presente,
la coscienza appare inaspettata
e se ne va inaspettatamente.
Ma c’è “qualcuno” che osserva l’andirivieni.
Brandelli di emozioni pensieri,
appiccicati assieme fanno il puzzle dell’io,
disintegrati granelli di polvere
se l’io non c’è.
E’ questo il soggetto?
Io, come dove quando perché, chi…




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Esagramma Kuan (La contemplazione) - Dal 23 settembre al 22 ottobre. Corrisponde al Cane

L’esagramma ha un doppio significato: in parte dà, cioè offre una vista sublime, in parte toglie cioè contempla, vuole ottenere qualcosa con la contemplazione.
Da un lato significa essere contemplato, dall’altro l’essere visto ( come modello).
Il segno raffigura un sovrano che contempla verso l’alto la legge del cielo e verso il basso i costumi del popolo.
La sentenza: La Contemplazione. L’oblazione è avvenuta, ma l’offerta non ancora. Fiduciosi innalziamo lo sguardo a lui.
Commento alla decisione: Una grande visione sta in alto. Devoto e mite. Centrale e conforme. Egli è una visione per il mondo intero. Gli inferiori lo guardano e vengono trasformati. Egli lascia che essi mirino la divina via del Cielo, e le quattro stagioni non deviano dalla loro norma. Così il santo adopera la via divina per elargire insegnamento, ed il mondo intero lo asseconda.
Commento: La grande visione in alto sono le due linee intere al quinto ed al sesto posto. Il santo conosce le leggi del Cielo e le espone al popolo e quello che egli predice si avvera. Gli avvenimenti non deviano da ciò che egli ha predetto, così come le stagioni si muovono seguendo leggi divine ed immutabili. Così egli adopera la sua conoscenza delle vie divine per istruire il popolo ed il popolo innalza fiducioso lo sguardo a lui.
L’immagine: Il vento soffia sulla terra: l’immagine della Contemplazione. Così gli antichi re visitavano le regioni del mondo, contemplavano il popolo, e dispensavano insegnamento.
Commento: Il vento giunge ovunque sulla terra e rivela ogni cosa. Così il trigramma Sun, il vento, simboleggia il viaggiare degli antichi re, mentre Kun, la terra, simboleggia le regioni del mondo. Il contemplare è il togliere, l’insegnamento è il dare.
Commento alla quinta linea: “Contemplazione della mia vita. Il nobile è senza macchia”
Qui l’oggetto della contemplazione generale contempla se stesso e precisamente negli influssi che ha esercitato sul popolo.


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Esagramma  Po (La Frantumazione) - Dal 23 ottobre al 21 novembre. Stagione del Cinghiale

Prima di passare alla descrizione dell'esagramma relativo a questo mese un reminder su cosa è   L’I Ching. Questo  libro è un antichissimo testo di psicologia analogica, basata su esempi, segnali, simboli ed immagini. Lo stesso Carl Gustav Jung lo considerò un libro di grande sapienza ed in effetti il suo studio, seguendo l’intuizione immediata che trapela dalle sue “immagini” più che la sua comprensione intellettuale,  è in grado di aprire molte porte sui misteri della mente.
L'esagramma Po  simboleggia il tempo in cui scende la brina ed inizia l’inverno. Più che il freddo è l’umidità a farsi avanti con le sue nebbie… e tutto sembra corrodersi in un lento discioglimento.
Commento alla decisione: “Non è propizio andare in alcun luogo”: gli ignobili crescono. Il nobile considera l’alternarsi di diminuzione ed aumento, pieno e vuoto; poiché questo è il corso del Cielo.
Commento: Il tenero altera il forte con la sua opera graduale ed inavvertibile. Le linee Yin sono in procinto di divenire assolute. Dai trigrammi se ne deduce l’atteggiamento che il nobile deve assumere in tempi simili. Egli è devoto secondo le qualità del trigramma Kun e quieto secondo la qualità del trigramma Ken.  Ciò significa che egli non imprende nulla perché questo non è un momento opportuno.
Questo esagramma è collegato all'archetipo del Cinghiale e siccome ho una particolare simpatia per i nati di questo segno voglio  dare una breve descrizione delle caratteristiche che esso comporta.  Il Cinghiale  è semplice e dotato di una grande forza d’animo. Ha una personalità onesta ma al tempo stesso sa essere premuroso, solido e coraggioso.  In particolare, ama la famiglia e il proprio lavoro, nel quale si impegna con costanza e pazienza. Tra i suoi difetti principali spiccano l’ostinazione e l’eccessiva ingenuità, che lo porta a rasentare l’infantilismo e un forte senso di possesso. Idealista e romantico, si preoccupa anche degli aspetti più materiali dell’esistenza, risultando contraddittorio agli occhi di chi non ne conosce a fondo la personalità. Può essere infatti generoso fino a farsi carico dei fardelli altrui, ma al tempo stesso peccare di egocentrismo. Poco gli si addicono professioni in cui è richiesta diplomazia e arte oratoria, la sua natura non gli consente di perdersi in chiacchiere!


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Esagramma K'un (il Ricettivo) - Dal 22 novembre al 21 dicembre. Corrisponde al Topo

Questo è il periodo dell'anno in cui le notti sono più lunghe ed i giorni di breve durata. Questo periodo è stato spesso definito “la notte dell’anima”. Allo stesso tempo ci si prepara al momento auspicioso del Solstizio d’inverno che sancirà la vittoria della luce…  In Cina questa è la stagione del Topo che, trovando riparo nelle viscere della Terra, afferma: “Io miro ad abbracciare le vette ed a colpire il bersaglio con sicura fermezza..”.  Questo periodo è caratterizzata dal freddo inverno (che è un altro nome per inferno, Dante lo chiamava Averno), dall’oscurità e dalla notte… Questo è perciò il momento dell’accumulo, ed il Topo -si sa- è un grande accumulatore. E’ anche il momento di fare piani a lungo termine poiché solo con adeguati preparativi si potrà uscire dalla situazione contingente.
K'un.  Tutte le linee sono spezzate.
La sentenza: Il ricettivo opera sublime riuscita, propizio per la perseveranza di una cavalla.
Se il nobile ha qualcosa da imprendere e vuole procedere si smarrisce; se invece segue, trova una guida. Propizio è trovare amici nell’Occidente e nel Meridione, rinunciare ad amici nell’Oriente e nel Settentrione. Tranquilla perseveranza reca salute.
Commento alla decisione: Perfetta è invero la sublimità del Ricettivo. Tutti gli esseri gli devono la loro nascita, poiché con dedizione accoglie il Celeste.
Spiegazione: La grandezza del Ricettivo è definita “perfetta”. Perfetto è ciò che raggiunge il modello è quindi implicita la dipendenza dal Creativo.  Il Creativo è ciò che genera perché da lì proviene l’anima. Il Ricettivo è ciò che partorisce, ciò che accoglie in sé il seme Celeste e conferisce agli esseri la loro struttura corporea.
Il Ricettivo è rappresentato dalla cavalla (unione di forza e dedizione) che corre sulla terra. Dolcezza e dedizione non devono escludere la forza , poiché questa è necessaria al Ricettivo per aiutare il Creativo.
Precedere arreca smarrimento perché si perde la strada. Seguire in dedizione, così si ottiene la posizione durevole. Nell’occidente e nel meridione si ottengono amici. Nell’oriente e nel settentrione bisogna rinunciare ad amici, così da ottenere  alla fine salute.
Se il Ricettivo (la Mente) volesse spingersi avanti di sua iniziativa devierebbe dalla sua indole naturale e smarrirebbe la via. Seguendo invece con dedizione il Creativo (lo Spirito), arriva alla durevole posizione che gli compete. In occidente e meridione secondo l’ordinamento del Re Wen stanno le figlie. Mentre in oriente e settentrione stanno i figli. In seguito alla rinuncia di amici Kun  resta da sola (la Terra è femminile).  Ma ciò è bene perché il Femminile deve stare da solo con il Maschile. Infatti la Terra deve stare sola con il Cielo. Il funzionario deve servire solo il sovrano. La moglie dedicarsi solo al marito.
L’immagine: Lo stato della Terra è l’accogliente dedizione. Così il nobile sorregge con l’ampiezza della sua natura il mondo  esterno.
Spiegazione: La Terra compie le cose per mezzo della forma, perciò di essa si dice “stato”. Così anche l’uomo nobile deve possedere ampiezza di vedute, forza interiore, carattere compatto per essere in grado di sopportare il mondo senza subirne gli influssi.
Commento al sei al quinto posto: “Veste inferiore gialla reca sublime salute: la bellezza è interiore” La bellezza è nascosta e non viene esibita. Il giallo è il colore del mezzo e della misura. La misura interiore che agisce verso l’esterno porta equilibrio in ogni manifestazione. La serietà, la sollecitudine e la modestia sono le qualità che si addicono al Ricettivo. Solo la verità crea la serietà, solo la serietà rende possibile la verità.





Compendio a cura di Paolo D'Arpini  - spiritolaico@gmail.com

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L'importanza del risveglio spirituale


Identificarsi con uno specifico nome forma non corrisponde assolutamente al vero ed inoltre se ci si identifica con la “persona” non si può fare a meno di assumerne i pregi ed i difetti, di accogliere le sue sfumature e macchie, ma siamo noi Arlecchino o Pulcinella?
L'esperienza spirituale e la stabile realizzazione del Sé
In verità “io” (in quanto coscienza) osservo il personaggio che solo attraverso la mia osservazione consapevole può manifestarsi. Non lo giudico, gli voglio bene come voglio bene a chiunque entri nella mia sfera cosciente.
L’esperienza dello stato ultimo, della coscienza libera da identificazione, è esposta in varie scuole spirituali come: Satori, Spirito Santo, Samadhi, Shaktipat, etc. Di solito si intende che questa esperienza di "risveglio" alla propria natura sia conseguente ad una particolare condizione di apertura in cui la “grazia” del Sé (la pura Consapevolezza) può manifestarsi ed impartire la conoscenza di quel che sempre siamo stati e sempre saremo. Purtroppo dovuto all’accumulo di tendenze mentali “vasana” non sempre l’esperienza vissuta si stabilizza in permanente realizzazione.
Il risveglio quindi non corrisponde alla realizzazione (oppure solo in rari casi di piena maturità spirituale). E qui ci troviamo di fronte ad un paradosso, da un lato c’è la consapevolezza inequivocabile dello stato ultimo che non può mai più essere cancellata, dall’altro un oscuramento parziale di tale verità in seguito all’attività residua delle vasana che continuano ad operare nella mente del cercatore…
La conoscenza una volta rivelata prende tempo per stabilizzarsi. Il Sé è certamente all’interno dell’esperienza diretta  di ognuno, ma non come uno può immaginare, è semplicemente quello che è. Questa “esperienza” è chiamata samadhi. Ma dovuto alla fluttuazione della mente, la conoscenza richiede pratica per stabilizzarsi.
Quindi il lavoro del cercatore consiste nell’eliminazione delle vasana. Un grande aiuto in questo opera di pulizia - come affermò Ramana Maharshi- risulta nello stare in prossimità di un santo realizzato, così le vasana cessano di essere attive, la mente diventa quieta e sopravviene il samadhi. In questo modo il cercatore ottiene una corretta esperienza alla presenza del maestro.
Una pratica per mantenere fissa la consapevolezza sul Sé (Noumeno o soggetto reale) è l'interrogarsi su "chi sono io?", e se dovessero sorgere pensieri, durante l'auto-indagine, bisognerebbe chiedersi "a chi sorgono questi pensieri?". In tal modo si potrà restare il più a lungo possibile sul senso di presenza, senza dare un'identificazione oggettiva a questa pura identità soggettiva.
Per mantenere stabilmente questa esperienza uno sforzo è necessario ed infine il cercatore conoscerà la sua vera natura anche nel mezzo della vita di tutti i giorni. questo è lo stato che sta oltre il nostro sforzo o la mancanza di sforzo.
Da qui si intuisce l'importanza del "risveglio" per cui, una volta assaggiata la “gioia del Sé”, il cercatore non potrà fare a meno di rivolgersi a questa ripetutamente cercando di riconquistarla.
Una volta sperimentata la gioia della pace nessuno vorrà indirizzarsi verso qualche altra ricerca.
Paolo D'Arpini

Confucio ed il suo insegnamento universale laico


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La morale confuciana, come pure quella taoista e buddista, non richiede  per la sua affermazione la presenza od  il concetto di un dio. La morale secondo Confucio  è un metodo  per stabilire il benessere sociale  delle masse e per mantenere la struttura familiare. L’etica confuciana, in parte somigliante  a quella di Francesco Guicciardini,  è   una esemplificazione ideale basata  su norme atte a  coagulare la società e renderla prospera, nei suoi vari livelli,  mantenendo inoltre una costante sinergia d’intenti fra lo  stato ed i sudditi.
Per questa ragione il Confucianesimo non è mai stato sconfessato dal comunismo maoista, anzi Mao ha forse tentato di porsi come un  simbolo  ininterrotto del buon governo auspicato da Confucio. Che ci sia riuscito  e se il popolo lo abbia riconosciuto come tale è  un altro discorso.. Sta di fatto che nel solco del pensiero confuciano si può intuire e riconoscere tutto il pragmatismo che contraddistingue  anche la Cina moderna.
Se rivolgiamo l’occhio all’insegnamento di Confucio  esso ci si presenta libero da ogni collegamento diretto con la divinità, essendo fondato unicamente sulla ragione e sul buon senso. Ed è per questa ragione che  da oltre 25 secoli la ragione ed il buon senso  sono onorati in Cina come una religione. A questo metodo concreto si son dovute adattare persino altre filosofie più metafisiche come il buddismo, che ha assunto fra le sue regole la pietà filiale ed altre simili norme. E persino le minoranze musulmane e cristiane  si sono  cinesizzate ad eccezione della componente cattolica romana che presume di dovere obbedienza solo ai dettami del papa di Roma… e questa è la vera  causa della cosiddetta “persecuzione” nei suoi confronti, ovvero l’impossibilità da parte del governo cinese  di accettare che tale religione sia estranea al contesto interno (si noti che i vescovi e cardinali  cattolici vengono nominati dallo stato estero del vaticano)… ma lasciamo da parte queste diatribe che non ci interessano e torniamo al buon Confucio.
La vita di Confucio mostra che egli ha sempre parlato da uomo ad altri uomini   e mai come  messaggero di una divinità che l’avesse eletto messia o profeta. Egli nacque nella città di Tsan, in Shantung, nel  551 (a.C.) allorché in occidente era da poco deceduto Solone il moralizzatore di Atene ed a Roma  Servio Tullio sanciva la costituzione “Tulliana”.   Egli fu costretto da necessità pratiche  a guadagnarsi la vita e non esitò a svolgere umili impieghi,  non sentendo in sé la vocazione all’insegnamento come allora veniva praticata in modo formale. La Cina che già vantava  una storia millenaria con tre solide dinastie imperiali stava allora attraversando un periodo di instabilità sociale. Perciò in Confucio predominò,  oltre al  senso di disciplina e di ordinamento sociale,  il culto delle tradizioni familiari e della pietà. Egli si fece conseguentemente conservatore e raccoglitore delle memorie e dei testi sacri che trattavano quei temi. Ma nelle sua opera andò incontro ad avversioni e persecuzioni, come avvenne un secolo e mezzo più tardi in Europa  al filosofo Platone. Solo all’età di cinquant’anni Confucio assunse una carica pubblica di un certo rilievo a Ciung-tu, ove divenne Ministro di Polizia, mentre la fama della sua saggezza e della sua eccellente amministrazione si  diffondeva in altre province.
Confucio fu un riformatore severo ed energico, nel suo animo prevalevano i consigli della giustizia,  perciò gli si formò  contro una congiura di ignobili potenti, che talvolta attentarono anche alla sua vita e poi ottennero che egli venissi congedato dal suo incarico.  I suoi ultimi anni furono tristi… sebbene gli venisse risparmiata la cicuta. Morì a settantre anni nel 479 a.C.
Dai suoi insegnamenti traspare che l’uomo fu creato per vivere secondo ragione, cioè lottando contro le forze avverse e basse dell’istinto, e vivendo in accordo con gli altri uomini, seguendo un codice di principi e doveri conformi alla nobiltà e dignità dell’essere umano. Le cinque virtù cardinali dell’uomo per Confucio sono: la bontà, l’equanimità, la convenienza (cioè il pronto adattamento al tempo ed alle circostanze), la saggezza e la sincerità. Ed è soprattutto alla sincerità che egli dedicò le lodi più alte.  Egli raccomandò energicamente i doveri verso i parenti,  il rispetto e la cura per i più vecchi, la dedizione verso gli amici, la coscienziosità in ogni atto compiuto, l’autocontrollo e la moderazione.  “Il bene supremo dell’uomo non è il piacere, né gli onori, né la ricchezza.. ma è la virtù, sorgente di ogni bontà”.
Del pensiero antimetafisico di Confucio abbiamo sicuri documenti: il Cielo e la Terra sono i genitori di tutte le creature e questa è anche la sostanza dell’I Ching, ove invece delle preghiere viene indicato il retto comportamento come “bene supremo per l’uomo”.  Ed al proposito dell’aldilà egli affermava: “Se non si conosce ancora la vita come si potrà conoscere la morte?”.  Personalmente Confucio preferiva l’attenzione rivolta ai fatti concreti dell’esistenza piuttosto che alle meditazioni trascendentali.   Egli stabilì una dottrina puramente laica, come diremmo oggi,  basata su principi logici,  etici,  estetici ed intellettivi.  Egli a buona ragione può essere definito un precursore e degno rappresentante della Spiritualità Laica.
Confucio ed i suoi seguaci, ovvero la stragrande maggioranza del popolo cinese, disprezzano perciò quel che non è cogente, che non rappresenta un fondamento e non ha radici nella vita comunitaria. Lo “spirito” di Confucio è il risultato dell’analisi comportamentale, psicologica, archetipale dell’uomo. Egli soleva dire: “Io non voglio fare dell’uomo un mistico, quando ne ho fatto un perfetto onest’uomo ciò mi basta”. Assai prima degli stoici greci egli insegnò  l’amore per tutto il genere umano e “precorrendo” il cristianesimo disse “Non fate agli altri ciò che non volete fatto a voi!”.

Paolo D’Arpini


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USA. In memoria dell'ignobile massacro del fiume Sand Creek - Statunitensi massacratori ieri come oggi


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E’ passato oramai un secolo e mezzo dal massacro del fiume Sand Creek ed il suo ricordo, a poco a poco sempre più lontano, permane nella memoria delle generazioni che si succedono.
All’alba del 29 novembre del 1864, un contingente dell’esercito degli Stati Uniti attaccò le tribù Cheyenne ed Arapaho accampate presso un’ansa del fiume Sand Creek, dove si trovavano per svernare.
Seicento tra vecchi, donne e bambini. La quasi totalità dei loro guerrieri era altrove, lontani per cacciare bisonti.
Ad attaccare quegli indifesi,  settecento soldati dell’esercito statunitense, agli ordini di un tutt’altro che prode colonnello Chivington, un altro che non aveva mai nascosto il suo disprezzo ed il suo odio per i nativi americani.
Come risultò dall’indagine successiva, molti tra i soldati americani erano ubriachi e privi di disciplina, perché reclutati alla svelta tra gruppi di volontari che avevano scelto i territori indiani invece che combattere sul fronte della guerra civile, allora in pieno svolgimento.
Non si trattò di uno scontro tra valorosi, come altri nella Storia dei popoli ma di una carneficina in nome dell’odio insensato e dell’espansionismo privo di scrupoli.
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Ai bianchi facevano gola certi territori, certi giacimenti, certe tratte commerciali. Gli indiani erano un impedimento e furono trattati secondo un copione messo in scena ancora molte altre volte, in molte altre parti del mondo.
Perché gli indiani erano accampati proprio lì? Perché avevano ricevuto assicurazioni che non sarebbero stati in pericolo.
Perché si erano fidati? Perché i rapporti con i bianchi, malgrado alcuni alti e bassi, erano stati tutto sommato pacifici ed erano stati firmati dei trattati apparentemente sempre rispettati.
I capi indiani più vecchi probabilmente capivano che i nativi non potevano nulla contro la potenza militare dei bianchi e cercavano di salvare il salvabile, mostrandosi leali, rispettosi, amichevoli. Si sbagliavano.
All’alba del 29 novembre 1864, Cheyenne e Arapaho capirono bene quanto niente valesse la parola dell’Uomo Bianco.
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Lo capì bene per primo Antilope Bianca, capo indiano di 75 anni: corse incontro ai soldati a mani alzate ritrovandosi ammazzato, il corpo mutilato poi dai coltelli. Naso, orecchie, dita, genitali furono usati come trofei.
Lo capirono bene tutti coloro che quel giorno si ritrovarono in pericolo di vita, feriti o morti e, da morti, senza pezzi del loro corpo. Uomini o donne che fossero. Perché anche da morti, i loro corpi vennero profanati e da essi presi dei pezzi che finirono ad ornare cappelli, selle, vestiti.
Capirono bene che la parola dell’America non vale niente e che se viene rispettata è solo perché l’avversario ha trattato da una posizione di forza e può far pagare caro il tradimento.

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Storie degli ultimi papi - La commedia del bergoglio: "Poca religione, molta scena (di massa)..." Ed il mistero delle dimissioni di paparatzy


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Siamo a metà febbraio 2012  - Papa Ratzinger  non aveva ancora ancora  annunciato le sue dimissioni, ma erano nell'aria, c'erano state minacce di attentati  accompagnate  da una campagna mediatica proveniente dagli USA che lo accusava di varie nefandezze.

La mia  prima ipotesi, avanzata allora,  era relativa alla minaccia, fatta dai "fratelli maggiori" di far  scoppiare uno scandalo epocale sul Vaticano a causa della pedofilia dei sacerdoti di cui il Papa ne sarebbe stato in parte complice avendo cercato di coprirla con ogni mezzo o addirittura avendo partecipato attivamente alla partita...

La seconda potesi (per  me la più credibile),  è quella economica, ovvero la lotta all'ultimo sangue per scardinare il potere finanziario vaticano condotta dagli stessi "fratelli maggiori" (quelli che controllano la finanza mondiale e tutte le banche centrali del mondo) contro l'unico potentato bancario autonomo rimasto, quello dello IOR vaticano, che gestisce buona parte di traffici illeciti ed il riciclaggio di denaro sporco. Inoltre il vaticano è il maggior detentore mondiale di ricchezze in immobili e nasconde una quantità abnorme di oro e metalli preziosi sia nei sotterranei vaticani che in tutte le chiese del mondo. Una ricchezza che secondo i "fratelli maggiori" deve cambiar padrone, utilizzando la consolidata tattica del "divide et impera"...

Il che significa che il vaticano sotto ricatto e manovrato da un nuovo papa, "sensibile ai desiderata del nwo" si frantumerà e le sue ricchezze passeranno di mano (nella rapaci mani di chi sappiamo). Una volta effettuata la rapina e screditato il potere di convincimento delle masse della chiesa cattolica, che ancora ha un certo peso, il dominio del mondo sarà cosa fatta,  con tanto di ciliegina sulla torta,  se dovesse attuarsi la così detta "chiesa universale sincretica" con sede centrale a Gerusalemme... (non dimentichiamo la promessa di Trump di fare di Gerusalemme la capitale unica del sionismo).

Però il vecchio proverbio dice: "Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi"... Staremo a vedere.

Paolo D'Arpini
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Ratzinger “deposto” da un complotto gestito dai servizi segreti anglosassoni, con anche la collaborazione di Gianroberto Casaleggio. Obiettivo: insediare in Vaticano l’attuale pontefice “modernista”. Un piano del massimo potere, gestito da personaggi come George Soros e ora messo in pericolo dalla vittoria di Trump. Lo sostiene Federico Dezzani, che evoca “padrini occulti” dietro al pontificato di Bergoglio, di cui profetizza l’imminente declino.
Nonostante il flop del Giubileo e «il sostanziale fallimento dell’Anno Santo», Papa Francesco oggi accelera la svolta modernista: crea nuovi cardinali a lui fedeli e concede a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere l’aborto. «Forse Bergoglio ha fretta, perché sa che il contesto internazionale che lo ha portato sul Soglio Petrino si è dissolto con l’elezione di Donald Trump», scrive Dezzani, secondo cui furono «l’amministrazione Obama e George Soros» a introdurre il gesuita argentino, «in forte odore di massoneria», dentro le Mura Leonine. Bergoglio? Sarebbe «la versione petrina di Barack Hussein Obama», in coerenza col “cesaropapismo”, grazie al quale il potere civile estende la propria competenza al campo religioso, così da plasmare la dottrina «secondo le esigenze del poteretemporale».

Una pratica bizantina, ancora viva nell’Occidente moderno? Senz’altro: «La Chiesa di Roma subisce, dalla notte dei tempi, gli influssi del mondo esterno: re francesi, imperatori tedeschi, generali corsi e dittatori italiani hanno sempre cercato di ritagliarsi una Chiesa su misura». Dopo il 1945, il Vaticano è stato «inglobato come il resto dell’Europa Occidentale nell’impero angloamericano», subendone l’influenza politica, economica e ideologica: «Quanto avviene alla Casa Bianca, presto o tardi, si ripercuote dentro le Mura Leonine». Se poi il potere temporale si sente particolarmente forte e ha fretta di imporre la propria agenda alla Chiesa cattolica, «indebolita da decenni di secolarizzazione della società e in preda ad una profonda crisi d’identità», a quel punto – sostiene Dezzani – spinge più a fondo la “modernizzazione” dello Stato pontificio «cosicché il Papa “si dimetta”, come un amministratore delegato qualsiasi, e gli azionisti di maggioranza possano nominare un nuovo “chief executive officer” della Chiesa cattolica apostolica romana, sensibile ai loro interessi».

Ratzinger “licenziato” dalla Casa Bianca? «Durante la folle amministrazione di Barack Hussein Obama, periodo durante cui l’oligarchia euro-atlantica si è manifestata in tutte le sue forme, dal terrorismo islamico all’immigrazione selvaggia, dagli assalti finanziari alle guerre per procura alla Russia – continua Dezzani nel suo blog – abbiamo assistito a tutto: comprese le dimissioni di Benedetto XVI, le prime da oltre 600 anni (l’ultimo pontefice ad abdicare fu Gregorio XII nel 1415), e alla nascita di un ruolo, quello di “pontefix emeritus”, sinora mai attribuito ad un Vicario di Cristo vivente». L’interruzione del pontificato di Joseph Ratzinger, seguita dal conclave del marzo 2013 che elegge l’argentino Jorge Mario Bergoglio, è una vera e propria “rivoluzione”: «Ad un pontefice “conservatore” come Benedetto XVI ne succede uno “progressista” come Francesco, a un difensore dell’ortodossia cattolica succede un modernista che vuole “rinnovare” la dottrina millenaria della Chiesa». Non solo: «Ad un Papa che aveva ribadito l’inconciliabilità tra Chiesa Cattolica e massoneria ne subentra uno che è in fortissimo odore di libera muratoria».

E ad un pontefice «sicuro che solo nella Chiesa di Cristo c’è la salvezza» segue «un paladino dell’ecumenismo», talmente ardito da dichiarare ad Eugenio Scalfari nel 2013: «Non esiste un Dio cattolico, esiste Dio». Per Dezzani, il fondatore della “Repubblica”, «ben introdotto negli ambienti “illuminati” nostrani ed internazionali», in effetti «è un’ottima cartina di tornasole per afferrare il mutamento in seno alla Chiesa», strettamente sorvegliato dall’élite di potere. Si passa dall’editoriale “Da Pacelli a Ratzinger, la lunga crisi della Chiesa” del maggio 2012, dove Scalfari ragiona a distanza sul pontificato “lezioso” di Ratzinger, rinfacciandogli una scarsa apertura alla modernità, a Lutero ed all’ecumenismo, al dialogo tête-à-tête del novembre 2016, dove Scalfari discetta amabilmente con Bergoglio di “meticciato universale”, «tema tanto caro alla massoneria», interprete del sincretismo culturale che è alla base della modernità stessa, alla cui creazione proprio il network libero-muratorio contribuì, a partire dal ‘700.

Federico Dezzani si concentra su Bergoglio, che considera «la versione petrina di Barack Obama», al punto che «si potrebbe sostenere che sia stato il presidente americano ad installare il gesuita ai vertici della Chiesa»? Sarebbe un’affermazione «soltanto verosimile», precisa, visto che «sono gli stessi ambienti che hanno appoggiato Barack Obama (e che avevano investito tutto su Hillary Clinton nelle ultime elezioni) ad aver preparato il terreno su cui è germogliato il pontificato di Bergoglio». In altre parole, è il milieu «della finanza angloamericana, di George Soros e dell’establishment anglofono liberal». Se si riflette sugli ultimi tre anni di pontificato, continua Dezzani, l’azione del Papa sembra infatti ricalcata sull’amministrazione democratica. Obama si fa il paladino della lotta al surriscaldamento globale, culminata col Trattato di Parigi del dicembre 2015? Bergoglio risponde con l’enciclica ambientalista “Laudato si”. Obama «ed i suoi ascari europei, Merkel e Renzi in testa», incentivano l’immigrazione di massa? Bergoglio «ne fornisce la copertura religiosa, finendo coldedicare la maggior parte del pontificato al tema». Ancora: Obama legalizza i matrimoni omosessuali? «Bergoglio si spende al massimo affinché il Sinodo sulla famiglia del 2014 si spinga in questa direzione».

Gli “automatismi” continuano, estendendosi anche al welfare. La Casa Bianca vara una discussa riforma sanitaria che incentiva l’uso di farmaci abortivi? «Bergoglio allarga all’intera platea di sacerdoti, anziché ai soli vescovi, la facoltà di assolvere dall’aborto». Ma è possibile «insediare in Vaticano» un pontefice «in perfetta sintonia con l’amministrazione democratica di Obama» e, sopratutto, «espressione degli interessi retrostanti», che Dezzani definisce «massonici-finanziari»? E’ il tema della ricostruzione di Dezzani, che parte dalla “resa” di Ratzinger. Se si vuole attuare un “regime change”, il primo passo è «sbarazzarsi della vecchia gerarchia». Dinamica classica, «già vista in Italia con Tangentopoli, che spazzò via la vecchia classe dirigente italiana spianando la strada ai governi “europeisti” di Amato e Prodi». In Germania, la Tangentopoli tedesca «decapitò la Cdu e favorì l’emergere della semi-sconosciuta Angela Merkel». A Firenze, lo scandalo urbanistico sull’area Castello «eliminò l’assessore-sceriffo Graziano Cioni e avviò la scalata al potere di Matteo Renzi». O ancora, in Brasile, dove «lo scandalo Petrobas ha causato la caduta di Dilma Rousseff e la nomina a presidente del massone Michel Temer».

Stesso schema, sempre: «Accuse di corruzione (fondate o non), illazioni infamanti, minacce, sinistre allusioni, carcerazioni preventive, battage della stampa, false testimonianze, omicidi: qualsiasi mezzo è impiegato per “scalzare” i vecchi vertici indesiderati». In Vaticano, nel mirino finirono «Ratzinger e il suo seguito di cardinali conservatori, da defenestrare a qualsiasi costo per l’avvento di un pontefice modernista». Ed ecco, puntale, lo scandalo “Vatileaks”, cioè lo smottamento – lungamente incubato – che ha condotto al ritiro di Ratzinger. L’analisi di Dezzani parte dagli Usa. Aprile 2009: Obama è insediato alla Casa Bianca da appena tre mesi «e con lui quell’oligarchia liberal decisa a sbarazzarsi di Benedetto XVI». In Italia esce “Vaticano SpA”, il libro di Gianluigi Nuzzi che “grazie all’accesso, quasi casuale, a un archivio sterminato di documenti ufficiali, spiega per la prima volta il ruolo dello Ior nella Prima e nella Seconda Repubblica”. Ovvero: «Mafia, massoneria, Vaticano e parti deviate dello Stato sono il mix di questo bestseller che apre la campagna di fango e intimidazione contro Ratzinger».

L’autore, secondo Dezzani, «è uno dei pochi giornalisti italiani ad essere in stretti rapporti con il solitamente schivo Gianroberto Casaleggio: Nuzzi ottiene nel 2013 dal guru del M5S una lunga intervista e, tre anni dopo, partecipa alle sue esequie a Milano». Nuzzi è una prestigiosa “penna” del “Giornale”, di “Libero” e del “Corriere della Sera”: è lecito supporre che «confezioni “Vaticano SpA” e il successivo bestseller “Vatileaks”, avvalendosi delle fonti passategli dagli stessi ambienti che si nascondo dietro Gianroberto Casaleggio ed il M5S»? Ipotetici, veri manovratori: «I servizi atlantici e, in particolare, quelli britannici che storicamente vivono in simbiosi con la massoneria». Il biennio 2010-2011 vede Ratzinger «assalito da ogni lato dalle inchieste sulla pedofilia, il tallone d’Achille della Chiesa cattolica su cui l’oligarchia atlantica può colpire con facilità», infliggendo ingenti danni. “Scandalo pedofilia, il 2010 è stato l’annus horribilis della Chiesa cattolica” scrive nel gennaio 2011 il “Fatto Quotidiano”.

È lo stesso periodo in cui l’argentino Luis Moreno Ocampo, primo procuratore capo della Corte Penale Internazionale ed ex-consulente della Banca Mondiale, valuta se accusare il pontefice Ratzinger di crimini contro l’umanità, imputandogli i “delitti commessi contro milioni di bambini nelle mani di preti e suore ed orchestrati dal Papa”. Poi arriva il 2012, ancora con gli americani in prima linea. Lo rivela Wikileaks, svelando l’esistenza di un documento «indispensabile per capire le trame che portano alla caduta di Ratzinger». È il febbraio 2012 quando John Podesta, futuro capo della campagna di Hillary, scrive a Sandy Newman un’email intitolata: “Opening for a Catholic Spring? just musing…” ossia: “Preparare una Primavera cattolica? Qualche riflessione…”. Già allora, Podesta era «un papavero dell’establishment liberal», capo di gabinetto della Casa Bianca ai tempi di Bill Clinton, nonché fondatore del think-tank “Center for American Progress”, «di cui uno dei principali donatori è lo speculatore George Soros». E Sandy Newman? Creatore di potenti think-tanks progressisti (“Voices for Progress”, “Project Vote!”, “Fight Crime: Invest in Kids”) in cui si fece le ossa, fresco di dottorato, il giovane Obama.

Scrive Newman: «Ci deve essere una Primavera cattolica, in cui i cattolici stessi chiedano la fine di una “dittatura dell’età media” e l’inizio di un po’ di democrazia e di rispetto per la parità di genere». E Podesta: «Abbiamo creato “Cattolici in Alleanza per il Bene Comune” per organizzare per un momento come questo, ma non ha ancora la leadership per farlo. Come la maggior parte dei movimenti di “primavera”, penso che questo dovrà avvenire dal basso verso l’alto». Lo scambio di email hacketrato ora da Wikileaks, aggiunge Dezzani, si inserisce perfettamente nel contesto degli ambienti anglosassoni liberal, «gli stessi dove si discute da anni della necessità di un Concilio Vaticano III che apra a omosessuali, aborto e contraccezione». 

Il mondo ha bisogno di un nuovo Concilio Vaticano, scrive nel 2010 un membro del “Center for American Progress”, che parla apertamente di una “primavera cattolica” «che ponga fine alla dittatura medioevale della Chiesa, sulla falsariga della “primavera araba” che ha appena sconquassato il Medio Oriente».

Di lì a poche settimane, continua Dezzani, «parte infatti la manovra a tenaglia che nell’arco di una decina di mesi porterà alla clamorose dimissioni di Benedetto XVI: è il cosiddetto “Vatileaks”, una furiosa campagna mediatica che attaccando su più fronti (Ior, abusi sessuali, lotte di palazzo, la controversa gestione della Segreteria di Stato da parte del cardinale Bertone) infligge il colpo di grazia al già traballante pontificato del conservatore Ratzinger, dipinto come “troppo debole per guidare la Chiesa”». L’intero scandalo, insiste Dezzani, poggia sulla fuga di notizie, «un’attività che dalla notte dei tempi è svolta dai servizi segreti». Notizie «trafugate» sono quelle che consentono a Nuzzi di confezionare il secondo bestseller, il libro-terremoto che esce nel maggio 2012: “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI”, poi tradotto in inglese dalla CasaleggioAssociati con l’emblematico titolo “Ratzinger was afraid: The secret documents, the money and the scandals that overwhelmed the pope”.

Chi è la fonte di Nuzzi, il cosiddetto “corvo”? «Come nel più banale dei racconti gialli, è il maggiordomo, quel Paolo Gabriele che funge da capro espiatorio per una macchinazione ben più complessa», sostiene Dezzani. Notizie “trafugate” sarebbero anche quelle che compaiono sul “Fatto Quotidiano”, utili a dimostrare che lo Ior, gestito da Ettore Gotti Tedeschi, per il giornale di Travaglio «non ha alcuna intenzione di attuare gli impegni assunti in sede europea per aderire agli standard del Comitato per la valutazione di misure contro il riciclaggio di capitali», né di «permettere alle autorità antiriciclaggio vaticane e italiane di guardare cosa è accaduto nei conti dello Ior prima dell’aprile 2011». Gotti Tedeschi, ricorda Dezzani, verrà brutalmente licenziato dallo Ior il 25 maggio, lo stesso giorno dell’arresto del maggiordomo Gabriele, «così da alimentare il sospetto che i “corvi” siano ovunque, anche ai vertici dello Ior, Gotti Tedeschi compreso».

Notizie “trafugate”, infine, sarebbero anche gli stralci pubblicati da Concita De Gregorio su “La Repubblica” e da Ignazio Ingrao su “Panorama” nel febbraio 2013, «estrapolati da un presunto dossier segreto e concernenti una fantomatica “lobby omosessuale in Vaticano”: sarebbe la gravità di questo documento, secondo le ricostruzione della stampa, ad aver convinto Ratzinger alle dimissioni». Si arriva così all’11 febbraio 2013: durante un concistoro per la canonizzazione di alcuni santi, Benedetto XVI, visibilmente affaticato, comunica in latino la clamorosa rinuncia al Soglio Pontificio. «Fu costretto alle dimissioni sotto ricatto? Era effettivamente spaventato?». Ratzinger smentisce nel modo più netto. Di recente ha ribadito che «non si è trattato di una ritirata sotto la pressione degli eventi o di una fuga per l’incapacità di farvi fronte». E ha aggiunto: «Nessuno ha cercato di ricattarmi».

L’11 febbraio 2013, Ratzinger aveva affermato di «non essere più sicuro delle sue forze nell’esercizio del ministero petrino». Lo si può capire: era «fiaccato da tre anni di attacchi mediatici, piegato dallo scandalo “Vatileaks”». Così, l’anziano teologo – 86 anni – ha scelto le dimissioni. Tutto calcolato? «Le disgrazie del “conservatore” Ratzinger ed il massiccio cannoneggiamento che ha indebolito i settori della Chiesa a lui fedeli, spianano così la strada ad un Papa modernista, che attui quella “Primavera cattolica” tanto agognata dall’establishment angloamericano», scrive Dezzani. «Il Conclave del marzo 2013 (durante cui, secondo il giornalista Antonio Socci, si verificano gravi irregolarità che avrebbero potuto e dovuto invalidarne l’esito), sceglie così come vescovo di Roma l’argentino Jorge Mario Bergoglio: primo gesuita a varcare il soglio pontificio, dai trascorsi un po’ ambigui ai tempi della dittatura argentina». Duro il giudizio di Dezzani: «La ricattabilità è un tratto saliente dei burattini atlantici, da Angela Merkel a Matteo Renzi». Inoltre, il nuovo vescovo di Roma «è salutato con gioia dalla massoneria argentina, da quella italiana e dalla potente loggia ebraica del B’nai B’rith, che presenzia al suo insediamento».

Lo stesso Bergoglio è un libero muratore? «Più di un elemento di carattere dottrinario, dal diniego che “Dio sia cattolico” all’ossessivo accento sull’ecumenismo, fanno supporre di sì», sostiene Dezzani. «Ma è soprattutto l’amministrazione democratica di Barack Obama e quella cricca di banchieri liberal ed anglofoni che la sostengono, a rallegrarsi per il nuovo papa». Bergoglio è il pontefice che «attua nel limite del possibile quella “Primavera Cattolica” tanto agognata (matrimoni omosessuali, aborto e contraccezione)». 

E’ il Papa che «sposa la causa ambientalista», che «fornisce una base ideologica all’immigrazione indiscriminata», che «sdogana Lutero e la riforma protestante». Ancora: è il pontefice che «sostanzialmente tace sulla pulizia etnica in Medio Oriente ai danni dei cristiani per mano di quell’Isis, dietro cui si nascondono quegli stessi poteri (Usa, Gb e Israele) che lo hanno introdotto dentro le Mura Leonine». È anche il primo Papa ad avere l’onore di parlare al Congresso degli Stati Uniti durante la visita del settembre 2015, prodigandosi per «sedare i malumori nel mondo cattolico americano contro la riforma sanitaria Obamacare».

L’ultimo clamoroso intervento di Bergoglio a favore dell’establishment atlantico, continua Dezzani, risale al febbraio 2016, quando il pontefice etichettò come “non cristiana” la politica anti-immigrazione di Donald Trump. Un «incauto intervento», che per Dezzani rivela «il desiderio di sdebitarsi con quel mondo cui il pontefice argentino deve tutto», ma c’era anche «la volontà di mettere al riparo la sua opera di “modernizzazione” della Chiesa». La vittoria di Hillary Clinton, cioè della candidata di George Soros e dell’oligarchia euro-atlantica, «era infatti la conditio sine qua non perché la “Primavera Cattolica” di Bergoglio potesse continuare». Al contrario, «la sua sconfitta ha smantellato quel contesto geopolitico su cui Bergoglio ha edificato la traballante riforma progressista della Chiesa», sostiene sempre Dezzani. «Come François Hollande, come Angela Merkel e come Matteo Renzi, Jorge Mario Bergoglio, benché vescovo di Roma, oggi non è altro che il residuato di un’epoca archiviata». Dezzani lo considera «un figurante senza più copione, fermo sul palco, ammutolito ed estraniato, in attesa che cali il sipario».

«Ultimo sussulto», da parte di Bergoglio, per «blindare la sua opera», il conferimento a tutti i sacerdoti della facoltà di assolvere dal peccato dell’aborto. A ciò si aggiunge «una terza infornata di cardinali (più di un terzo del collegio cardinalizio è ora formato da prelati a lui fedeli), così da imprimere un connotato “liberal” anche al futuro della Chiesa di Roma». Ma, per Dezzani, «è ormai troppo tardi», perché «la ribellione dentro la Chiesa alla sua “Primavera Cattolica” è iniziata». Quattro cardinali hanno di recente sollevato gravi contestazioni al documento “Amoris Laetitiae”, con cui Bergoglio ha chiuso i lavori del Sinodo sulla Famiglia, «contestazioni cui il pontefice non ha ancora risposto». E soprattutto: «Alla Casa Bianca non c’è più nessuno a proteggerlo. Anzi, c’è un presidente in pectore che, forte del voto della maggioranza dei cattolici americani, ne gradirebbe forse le dimissioni sulla falsariga di Benedetto XVI».
Un’analisi buia, estrema e sconcertante. In premessa, Dezzani la definisce “verosimile”. Poi però la sottoscrive senza più incertezze: per Bergoglio, dice, «la fine si avvicina».


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