Circolo vegetariano VV.TT. dai falisci al bioregionalismo


Calcata - Stefano Panzarasa al Circolo Vegetariano VV.TT.

Un giorno ho fatto felice Paolo portandogli il primo numero di Bullettin (di cui non aveva più copie) che lui mi aveva regalato alla fine degli anni ottanta…
A quei tempi lavoravo a Roma Radio Proletaria (ora Radio Città Aperta) dove conducevo una trasmissione sulla natura, Terre Protette, che parlava in particolar modo di delle attività ecocompatibili nei parchi e nelle riserve naturali. Quindi era per me doveroso andare a Calcata nel Parco Regionale della Valle del Treja, a conoscere e intervistare Paolo D’Arpini, visitare il Circolo Vegetariano VV.TT. e avere notizie su tutte le molteplici attività che venivano già allora regolarmente proposte.

Quasi da subito con Paolo nacque una profonda amicizia basata su una reciproca stima  e una visione comune sul come è possibile vivere in un luogo in sintonia con il territorio e la natura. Come lui anch’io, se pur da meno tempo, avevo abbandonato la vita consumista di città per la campagna e, allora come adesso, non era facile trovare persone con cui condividere intelligentemente questa scelta di vita.

Paolo D'Arpini a Calcata

Quindi se pur vivendo un po’ lontano da Calcata, prima a Palombara Sabina e ora a Moricone (ambedue paesi situati alle falde dei Monti Lucretili a Nord Est di Roma), vi sono tornato spesso, tra l’altro, a presentare le mie attività artistiche e culturali come concerti di musica popolare e di musica ecologista (una volta anche uno spettacolo in una grotta!), presentazioni della newsletter Gaia e di libri di poesie e sui parchi e attualmente anche seminari e stage di ceramica sul periodo neolitico definito la Civiltà della Grande Dea, periodo che rappresenta le nostre più profonde radici di popoli europei. 
Insieme a tutto ciò negli anni con Paolo abbiamo condiviso un progetto ambizioso che è poi allo stesso tempo una filosofia e una pratica di vita. Si tratta del Bioregionalismo o semplicemente l’arte di vivere in un luogo in armonia con la natura. 

Pizzone - Incontro Bioregionale

La nostra è stata una evoluzione culturale e spirituale del tutto naturale visto che ciascuno a casa sua queste cose le praticava già. Ma dietro il bioregionalismo si è aperta una rete di contatti con persone che in tutta Italia e addirittura in tutto il pianeta aderiscono a questa visione. 
Questa rete di contatti è in seguito divenuta la Rete Bioregionale Italiana e insieme a Paolo e altre persone della Rete abbiamo tra l’altro pubblicato il libro La Terra Racconta sul bioregionalismo e la realizzazione delle mappe locali come metodo per prendere coscienza del luogo dove ciascuno di noi vive. In quel libro era già presente la mappa della  Tuscia. Ed ecco la riscoperta della Tuscia come area omogenea dal punto di vista naturalistico, storico, culturale, economico, una vera e propria bioregione. 


Ecco allora i tanti incontri organizzati da Paolo condivisi localmente e non solo, da tantissime persone, per dare dignità a questa proposta anche politica in relazione ad un riordino amministrativo della regione Lazio e regioni limitrofe e allo svincolo dalla sudditanza economica e culturale dalla grande città di Roma. 

Antica cerimonia sacrale falisca (ricostruzione)

Le antiche tribù falische che tremila anni fa popolavano questi splendidi luoghi sapevano benissimo integrarsi con il loro territorio, le loro divinità erano benevoli e legate alla terra e alle acque, poi tanti secoli di dominio sugli uomini e sulla natura hanno quasi fatto dimenticare una certa evoluzione culturale e spirituale verso una società paritaria, democratica e ecologica ante litteram che però non è mai del tutto scomparsa e regolarmente riaffiora nel tempo e nei nostri sogni, miti e archetipi. Ma questa è un ancora un’altra riflessione che attualmente stiamo facendo con Paolo e altri amici del Circolo VV.TT.  

Stefano Panzarasa, geologo

Ruderi nell'Agro Falisco

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