"Pulvis es et in pulverem reverteris" - Sepoltura nella nuda terra e nel proprio terreno e cremazione ecologica (Proposta di legge popolare del Circolo vegetariano VV.TT.)



...anche noi del Circolo vegetariano VV.TT. abbiamo fatto una nostra proposta di legge popolare per la sepoltura ecologica (presentata il 29 luglio 1999 -dopo cinque anni di raccolta firme e di promozione– n. 1190 alla XII Commissione: http://leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed579/pdfs001.pdf), purtroppo non presa in considerazione dalle istituzioni.
Quando consegnammo la petizione alla Camera la notizia corse su tutti i giornali, vedi anche il lancio dell’ADNkronos:
http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1999/07/23/Cronaca/CREMAZIONE-DARPINI-SIA-LIBERA-LA-DISPERSIONE-DELLE-CENERI_173800.php. Già in precedenza anche la Repubblica pubblicò la richiesta, il 5 dicembre 1995 (pag. 21).
La proposta di legge non passò per la solita opposizione vaticana, e dei forti interessi economici che girano sul “capitolo mortuario”, che vuole mantenere il primato e l’esclusiva sullo smaltimento dei cadaveri, nel modo religiosamente consentito.
Oggi la chiesa ha accettato che la cremazione possa effettuarsi ma non accetta la dispersione delle ceneri. Comunque nella nostra proposta, oltre alla libertà di inumazione del defunto nella nuda terra nel proprio terreno o nel luogo prescelto (parchi, riserve, immersione in acque, esibizione su alture, etc.), facevamo specifica menzione alla possibilità di incenerimento con sistemi ecologici, in particolare con l’uso di specchi ustori o di pire funerarie, etc. Questo per evitare sprechi energetici ed inquinamento ambientale.
Questa battaglia rientra nelle libertà espressive della morte. Libertà, che implicando una scelta laica anche per il post.mortem, sono di attualità e di grande valore sociale, soprattutto per sottrarre il cadavere alle “lobbyes mortuarie” sia religiose che civili. 
Purtroppo ancora non si vedono risultati concreti, anzi abbiamo riscontrato una ritrosia permanente a trattare questo tema. Ci rendiamo conto che gli interessi smossi dalla morte sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare una forma di evidente censura. Nella laicità dello Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla gestione mortuaria. Non è giusto che la gerenza del cadavere pesi quanto una esosa tassa di ’successione’ (anche in forma di ricatto sociale): pompe funebri, cerimonie religiose, bare, tombe e loculi a prezzi stratosferici, una vera e propria imposta sul decesso. 
In termini estremamente pratici il Circolo Vegetariano VV.TT. continua a portare avanti la battaglia della libertà d'inumazione, di  cremazione e dispersione delle ceneri e della libertà di utilizzazione del cadavere  a scopi ecologici.
In tal senso, recentemente avevamo anche proposto che le salme potessero venire utilizzate allo scopo di recuperare sostanze utili, sia per la produzione energetica che per il riciclaggio organico (in modo da evitare lo spreco attuale in cui i corpi vengo chiusi in cassette stagne e la natura non può avvantaggiarsi delle sostanze residue…),  come avviene ad esempio nel caso di recupero di carcasse animali per produzione energetica e di fertilizzanti, sapone, etc.
Paolo D'Arpini

La meditazione dinamica di Osho



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La Meditazione Dinamica è un fenomeno energetico. E si deve
comprendere questa legge fondamentale, valida per ogni tipo di
energia: l’energia si muove sempre per polarità, per dualismo. Perché
un’energia possa diventare dinamica, è necessario il polo contrario.
Assomiglia in tutto e per tutto all’elettricità, che si muove grazie
al polo positivo e a quello negativo: senza una delle due polarità,
non può esistere alcuna elettricità. La stessa cosa è vera per tutti i
fenomeni.


Ovunque volgiate lo sguardo, troverete la stessa energia che si muove
in polarità e si equilibra. E questa polarità è importante per la
meditazione, perché la mente è logica, mentre la vita è dialettica.
Quando dico che la mente è logica, voglio dire che si comporta in modo
lineare. Quando dico che la vita è dialettica, voglio dire che balza
sempre all’opposto, che non è lineare: continua a saltare dal positivo
al negativo e dal negativo al positivo, procede a zig-zag, usa
continuamente gli opposti. La mente si muove su una linea retta. Non
include mai l’opposto, lo nega. La mente crede nell’uno, la vita nella
dualità. Quindi, qualsiasi cosa la mente crei, è sempre il risultato
di una scelta univoca. Se la mente sceglie il silenzio, se si è
stancata del fragore della vita e decide di immergersi nel silenzio,
se ne va sull’Himalaya, vuole solo silenzio. Non vuole aver più niente
a che fare con i suoni: perfino il canto degli uccelli la disturba,
perfino la brezza che soffia tra gli alberi, la mente vuole silenzio!
E ha scelto in modo lineare, negando completamente l’opposto. Un uomo
che vive sull’Himalaya, alla ricerca del silenzio, evitando il
prossimo, l’opposto, l’altro, diventerà insensibile, stupido, sarà
come morto. E più sceglierà il silenzio, più diventerà insensibile,
perché la vita ha bisogno della dialettica degli opposti, della sfida
degli opposti! D’altro canto, esiste un silenzio diverso, che si viene
a creare tra due opposti.


Il primo era un silenzio di morte, il silenzio del cimitero. Un morto
è in silenzio, ma non per questo vorresti essere morto. Un morto è
assolutamente in silenzio, nessuno lo può disturbare, la sua
concentrazione è perfetta. Non si può far nulla per distrarre la sua
mente: è perfettamente immobile! Anche se, intorno a lui, il mondo
impazzisce, rimane perfettamente concentrato. Ma, nonostante questo,
non vorresti essere morto. Puoi chiamarlo silenzio, concentrazione, o
come meglio credi, ma non vorresti essere morto, perché quel silenzio
avrebbe ben poco valore.

Il silenzio ti deve accadere quando sei assolutamente vivo, quando
scoppi di vita, di energia. Solo così, è un silenzio ricco di
significato; solo così, ha una qualità totalmente diversa. Questo
silenzio non sarà insensibile, morto. Sarà vivo: è un sottile
equilibrio di due polarità. Ma un uomo come questo, alla ricerca di un
equilibrio e di un silenzio vivi, ama sia l’Himalaya che la piazza del
mercato. Gli piace andare al mercato, per godersi il rumore, così come
gli piace anche andarsene sull’Himalaya, per godersi il silenzio. In
questo modo, crea un equilibrio tra queste due polarità e vivrà in
questo equilibrio. Ma questo equilibrio non può essere raggiunto
tramite uno sforzo lineare. Ecco cos’è la tecnica Zen dello sforzo
senza sforzo.


Lo Zen usa termini contraddittori: lo sforzo senza sforzo, la porta
senza porta, il sentiero senza sentiero. Lo Zen usa sempre il termine
immediatamente contraddittorio a quello appena utilizzato, solo per
suggerire che il processo è dialettico, non-lineare. L’opposto non va
negato, ma assorbito. L’opposto non va escluso, va usato. Se resta
escluso, rimarrà per te un peso opprimente. Se viene escluso, ti
seguirà sempre come un’ombra. Non usare l’opposto è una grande
mancanza.

L’energia va convertita e utilizzata, perché solo usandola sarai più
ricco di vitalità, più vivo: l’opposto dev’essere assorbito, in questo
modo il processo diventa dialettico. Assenza di sforzo significa non
fare nulla, è inattività: akarma. Sforzo significa darsi da fare, è
attività: karma. Ed entrambi sono necessari. Agisci, fai molte cose,
ma come se non stessi facendo nulla; in questo modo raggiungerai
entrambe le dimensioni: karma e akarma. Vivi nel mondo, ma non farne
parte. Vivi nel mondo, ma non lasciare che il mondo viva dentro di te.
In questo modo, la contraddizione viene assorbita e tu non hai
rifiutato nulla, non hai negato nulla: dio è accettato nella sua
totalità. Ed è ciò che faccio io: la Meditazione Dinamica è una
contraddizione. Dinamica presuppone lo sforzo, uno sforzo assoluto,
totale; mentre la meditazione è silenzio, assenza di sforzo, assoluta
assenza di attività. La puoi definire una meditazione dialettica.
Nella Meditazione Dinamica diventi così attivo che tutta la tua
energia entra in movimento e dentro di te non resta nessuna energia
statica. Devi usare tutta la tua energia, non devi risparmiare nulla:
i tuoi blocchi energetici inizieranno a sciogliersi, l’energia
inizierà a scorrere, a fluire. Non sei più gelido, non sei più un
blocco di ghiaccio, sei diventato dinamico. Ora non sei più una forma
solida: sei solo energia. Non sei più “materia”, sei diventato
elettricità. Lascia che tutta la tua mente lavori, sii attivo,
muoviti! E quando tutto è in movimento, quando sarai un ciclone, un
vortice di energia, allora diventa consapevole.


Ricordati: sii presente e dentro quel ciclone, all’improvviso,
scoprirai un centro di assoluto silenzio. È l’occhio del ciclone:
questo sei tu, tu nella tua divinità, tu in quanto dio. Tutto intorno
a te è movimento: il corpo è diventato un ciclone di attività, tutto
si muove sempre più in fretta. I tuoi blocchi si sciolgono, tutto in
te prende a scorrere, è un fluire interiore e sei diventato un
vulcano, un fuoco: elettricità pura!

Ma proprio nel centro, nel cuore di quel movimento, esiste un punto di
non-movimento, un punto immobile. Questo centro immobile non è da
creare: esiste già! Non occorre fare nulla: è sempre esistito! È il
tuo essere, è il fondamento dell’essere. È ciò che gli hindu hanno
chiamato anima, atma. È lì, dentro di te, ma se il corpo, la tua
esistenza materiale, non diventa totalmente attiva, non ne sarai mai
consapevole...


Fonte Uqbar Love 157

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...quando amo, poco conta la mia assoluta ignoranza sulla verità



Se la chiami verità già non lo è più, se la osservi non esiste ma è sempre presente e lo è oltre tempo spazio o altre manifestazioni.

Non inizia, non finisce, è. 

Non ha forma ma si manifesta in tutte le forme . Non ha identità ma è l'unica entità . Non può far sorgere nulla che non esista già in essa. Sei tu . 


"Il linguaggio attraverso il quale osiamo affermare “questa è la verità” è molto lontano dalla pura coscienza. Infatti all’inizio esiste una consapevolezza astratta, una coscienza intelligente e non qualificata, da questa sorge il senso dell’io, l’ego, il quale a sua volta dà origine ai pensieri, ai concetti, ed infine questi diventano parole e scrittura. Quindi il linguaggio è di molto successivo alla conoscenza." 

All'inizio , prima , dopo e poi ancora successivamente ?; La parola è coscienza come il resto e non avviene nel tempo se non per un osservatore "Come è possibile che attraverso la parola si possa esprimere la verità, cos’è questo se non cieca arroganza?" Arroganza tanto quanto tenete un blog sul non dualismo fatto di nomi e forme o come qualcuno che pubblica sullo stesso blog svanverate sottoscrivendole con firma falsa. 

Tutto ciò che è maya è verità della maya e allo stesso tempo compresa nell'assoluto. 

"Se usiamo adesso un po’ di discernimento, non possiamo far a meno di osservare che ognuna di queste verità appartiene all’io, è solo ciò in cui crediamo, ma può esser definita verità una verità che è solo individuale? Una verità che può essere descritta?" La coscienza come la verità non può essere individuale . La verità individuale è come l'identità : provvisoria La verità c'è in ogni individuo , è presente come parte del tutto . Parlare dell'assoluto è inutile come parlare di una strada , ma conoscere la descrizione del sentiero può aiutare. 

Una nuova massima Nez recita: Tutte le verità sono vere , tutto ciò che può essere osservato e non è Nez. Il Nez non ha linee di divisione. Tutto è adatto a descrivere la verità essendo il tutto intriso e composto di verità. Tutto e vero, compresa la mahamaya. 

Finché restiamo nell'osservatore tutto è verità, trasceso l'osservatore è ancora verità. Non si può uscire dalla verità. Le bugie non esistono se non come forme di verità e viceversa. 

Verità, libertà, democrazia, giusto: parole vuote come tutti i nomi. In maniera più o meno conscia l'amore per i figli ti condiziona nello scritto come il vento la vela. 

Non ti manifesti prima o dopo un dato evento o istante , sei pura manifestazione . Spontaneamente la vita ha degli aggiustamenti, segue le contingenze, si adatta. Ma è come l'illusione della reincarnazione che è legata ad un osservatore. 


In VERITÀ nulla si sta adattando o muovendo o mutando . 

Ed in verità di verità, quando amo, poco conta la mia assoluta ignoranza sulla verità.

Felix D'Arpini




...è tempo di spiritualità e di politica laica....

Lo spirito o spiritualità, ossia il modo di essere della materia vivente, rappresentata dall’Anima che è la vita e la Coscienza che ci guida nei comportamenti di socializzazione per fraternizzare, amare, ragionare, e formare una condotta Etica individuale verso il rispetto collettivo nel corso dell’esistenza.
Prendo come riferimento di partenza sull’argomento un commento di Paolo D’arpini, scrittore, filosofo e critico per eccellenza, su un pensiero importante, che condiziona la vita dell’uomo nel bene e nel male, in conseguenza delle diverse visioni del Credere nella confusione esercitata dalle infinite Filosofie Religiose esistenti a livello Planetario, impostate sul surrealismo come risultato psichico del ragionamento dentro e fuori al mondo dell’inconscio, spesso interpretate con gravi danni provocati da estremismi, rispetto a ciò che dovrebbe essere la realtà rappresentativa del vivere abbracciati gli uni agli altri per tanta ricchezza gratuita offerta da Madre Natura.
Paolo D’arpini in un commento sul Giornaletto di Saul fa una precisazione sul concetto di Spiritualità Laica: “Prima delle religioni e delle filosofie, l’uomo ha percepito l’anelito spontaneo della coscienza a scoprire la sua origine. Questa stessa ricerca immessa nel quotidiano dei nostri giorni può essere meglio definita (vivendo in un mondo fortemente ideologizzato) ispirandoci maggiormente sulla “Spiritualità Laica”. Accolgo questo termine come un aggiustamento linguistico per descrivere la ricerca spirituale in termini di libera espressione individuale subordinata al concetto di Giustizia Sociale. Le filosofie sono gabbie schematiche, e l’anelito verso l’autoconoscenza non ha bisogno di alcun concetto od ideologia….”
Prosegue Anthony Ceresa - La “Spiritualità Laica”, intesa come realtà dell’essere e di comportarsi rispetto alle diverse posizioni ideologiche e contrastanti presenti all’interno della società universale, per assicurare una condotta più realistica dell’individuo, rifacendosi con maggiore concretezza sui Diritti e Doveri dell’uomo in modo etico, di fronte al pluralismo delle opinioni filosofiche Religiose che creano disuguaglianze, rivendicazioni e guerre.
Anzi direi che il fine della Spiritualità Laica è proprio quello di liberare l’uomo da tali ideologie, separando la realtà della vita, dalla libertà fantasiosa delle Credenze sopranaturali senza riscontri positivi.
L’insistenza nelle filosofie o ideologie astratte meglio definite come frutto delle proprie visioni e del proprio pensiero, o del pensiero di gruppo, si possono giustamente catalogare come gabbie schematiche per creare confusione nel vivere dell’uomo in tutti i tempi.
Un uomo si ferma in una piazza affollata e guarda con insistenza verso l’alto, verso il cielo. Di li a poco un maggior numero di presenti imitano l’uomo guardando verso l’alto. Ad un certo momento qualcuno fra la folla di curiosi, indica un punto per una visione particolare e da li nasce sempre maggiore interesse della piazza a guardare verso l’alto, suscitando il richiamo dell’immaginazione visionaria.
La scienza riconosce nella filosofia e nelle immaginazioni personali (il brain storming), il gioco creativo di idee promotrici del pensiero rivolto al migliorarci, sottoponendolo allo studio attraverso la ricerca della verità scientifica, tanto ribattuta da Socrate (Atene 469/399 a.C.) che ci invita alla riflessione continua, al fine di esercitare una concreta applicazione per il miglioramento di noi stessi, tramite l’arricchimento del sapere e più in generale al miglioramento della Società per un avanzamento nella qualità della vita.
Insistere su ideologie personali senza una dimostrazione tangibile, ragionata, palpabile o comprovante, ci guida ad un aforisma molto usato da oltre due mila anni “Errare è umano ma insistere e diabolico”, attribuito in origine a Lucio Anneo Seneca, nato a Cordova Spagna nel 55 a.C. e morto a Roma nel 40 d.C. di cui il tempo ha cancellato ogni traccia dell’autore per attribuire ad altri il senso del significato.
In Italia gli umanoidi evoluti o androidi umanizzati da interessi superiori di parte, sono limitatamente a conoscenza della Spiritualità filosofica della Fede Cristiana e dei suoi cambiamenti che si distanziano dagli insegnamenti originali, benché nella realtà dei comportamenti di alcuni Ecclesiastici a differenza di altre Fedi, c’è di mezzo un oceano di fatti e colpe impunite che denigrano totalmente il Credo, ma pochissimi sono a conoscenza dei valori offerti dall’applicazione della “Spiritualità Laica”, per una maggiore consapevolezza delle nostre azioni e quelle di alcuni Governanti parassiti, per un avanzato comportamento individuale e una guida più realistica della Società civile, piuttosto che affondare in filosofie astratte.
La non applicazione della “Spiritualità Laica” come concetto di base nella Pubblica Amministrazione, ha trasformato gli individui verso soluzioni di interessi di parte, deprivandoli della vergogna, con risultati grotteschi verso il declino dei Costumi, del rispetto verso il prossimo, accrescendo l’egoismo, l’inganno e la appropriazione formulata sul Potere ai danni dei più deboli.
Siamo nell’era in cui la reputazione e la mancanza di vergogna, ha ceduto il passo alla notorietà. Vale a dire che tutti vogliono essere visti e conosciuti come individui fuori dalle righe, sfidando i regolamenti etici, considerandosi miti prediletti appartenenti al popolo dei beati.
La crisi di entità e di comportamento, la mancanza di etica da parte di individui preposti al Comando nei piani alti dei Governi e Istituzioni, si traducono in una crisi di Civiltà colpendo la Società dei più deboli, distruggendo l’Economia, soffocando l’Informazione e il Diritto, guidando il mondo verso una crisi ben più grave che si ripercuote nelle coscienze.
Si sono persi di vista i beni della natura e il loro significato. Sgozziamo selvaggiamente esseri appartenenti al regno animale per nutrirci di carne rendendo l’uomo allo stato primitivo, mentre oggi disponiamo abbondantemente di sostanze vegetali che annullerebbero la trasmissione di molte malattie.
In un Isola non distante dal Giappone, gli isolani campano oltre i 100 anni in ottima salute, nutrendosi esclusivamente di frutta e vegetali. E’ anche vero che la mancanza di inquinamento permette una crescita più sana della popolazione.
Si rincorre ciò che mette in mostra lo stare al disopra degli altri pur non avendo titolo.
Si è persa la cognizione nell’uso del tempo, accrescendo i pensieri e il malessere della Società, modificando progressivamente il modo di essere, uomini fuori ma selvaggi dentro.
Andiamo alla ricerca di bisogni secondari, generati prevalentemente da vizi e dall’egoismo ormai fuori controllo.
Tutto diventa indispensabile, collegando al Dio soldo tutte le soddisfazioni e passioni impostate sul consumismo, materialismo e i piaceri eccessivi della vita per apparire e suscitare apprezzamenti illusori.
La mancanza di vergogna è stata cancellata dalle virtù di saggezza con la tendenza ad apparire dove i valori dell’uomo sono stati sostituiti da vizi impropri appartenenti ad alcune specie nel regno animale.
La parola d’ordine per non precipitare del tutto nell’arretramento della Civiltà, rende estremamente necessaria una seria riflessione sulle reali ed attuali condizioni del Paese, per programmare la strada che intendiamo proseguire per il bene delle generazioni presenti e future.
Le Religioni hanno superato il loro tempo senza alcun apporto tangibile alla Società.
Guerre e guerriglie continuano incessanti dove tutti pretendono di combattere in nome di Dio per la pace nel mondo o per la scoperta di formule magiche del buon vivere.
Il Santo Padre Paolo secondo ha avuto il coraggio di chiedere perdono per i gravi errori passati commessi dalla Chiesa, ma dopo la sua morte la situazione é precipitata peggio di prima e tutte quelle riforme correttive auspicate dal Santo Padre sono divenute cosa morta.
Il Potere continua a manovrare gli esseri come greggi di capre senza diritti.
I danni della mala politica vengono riversati senza alcuna vergogna sulla Collettività.
La Politica del minga continua ad emettere Leggi anti umane e a distanza di tempo si rendono conto che tali leggi sono anti Costituzionali.
Un colpo di Stato programmato dall’alto della Repubblica disautorando i voleri del Popolo e del Parlamento, riportando l’Italia ai tempi degli orrori di Josif Stalin e Lavrentiy Beria, con immani sofferenze e suicidi, dando origine alla formazione di un Governo Tecnico formato da Professori descritti come super dotati nel nulla, per riordinare la Politica Nazionale, in seguito ai tanti danni commessi da gruppi di araffoni nel corso dei tempi, ed invece di correggere, si sono bestialmente accaniti contro i cittadini, con gravi ripercussioni sul futuro della Nazione. I Professori verranno ricordati come gli autori dei mali del secolo.
Non si riesce a capire perché il nuovo esecutivo impostato su One Man Decision senza esperienza, ha preferito salvare le Banche già formulate su un sistema speculativo e dispersivo, sopprimendo il Paese, facendo fuggire i capitali, anziché pagare i debiti dello Stato per servizi resi da Imprese Private, aiutare le imprese in difficoltà, ridurre la disoccupazione, mantenere il livello di vivibilità e del movimento Economico nel Paese, punire la corruzione Istituzionalizzata, organizzare concorsi pubblici per lo sviluppo dell’economia, del lavoro, eliminare i Monopoli dello Stato, mettere ordine nelle Istituzioni, rivedere la Costituzione apparentemente formulata di notte, ridurre il peso della Globalizzazione, liberare il Paese dallo strozzinaggio dell’Euro, ridurre i costi della Politica, ridurre l’inquinamento che pesa maledettamente sulla Sanità Nazionale, ecc., tantissime cose da fare, trascurate o impostate alla rovescia per mancanza di buon senso.
Si rende alquanto importante per la salvezza del Paese la necessità di introdurre con adeguata severità lo sviluppo della “Spiritualità Laica” impostandola fermamente sull’Etica della Politica, per salvare la Nazione da un ulteriore decadimento di Civiltà, ridurre il numero dei Partiti Politici ad un tetto del 20%, per eliminare le bucce di banana e relative conseguenze, ridurre gli infiniti eserciti di Consiglieri di parte inutili al Paese, eliminare i finanziamenti ai Partiti e servirsi della collaborazione gratuita dei cittadini, attraverso sistemi referendari, per impostare programmi e necessità con la collaborazione di tutti, rispettando il significato di Democrazia.
Anthony Ceresa

Pane e speculazione - L'eterna lotta fra il necessario ed il superfluo

Speculazione è la capacità di proiettare forme pensiero inseminate da una tendenza in divenire che attraverso vari riflessi e fasi tramuta la forma originaria in quella forma che inizialmente era germinale. Questa capacità della mente di cambiare una sembianza in un’altra viene definita intelligenza speculativa e non opera soltanto al livello di economia e finanza, come di solito si intende, bensì a tutti i livelli del pensiero e dell’azione. Ad esempio il processo filosofico o matematico prende il via dalla funzione speculativa. Come pure da essa sorgono le religioni, i costumi, la scienza e la tecnica, etc. Insomma l’intero scibile e la capacità di cambiamento e progresso ed allo stesso tempo anche la capacità di regresso e di distruzione graduale. Insomma stiamo parlando della possibilità insita nella mente di seguire e dirigere processi finalizzati in qualsiasi direzione essi si manifestino.
L’utilizzo del meccanismo speculativo non si ferma perciò a concetti astratti anzi spesso esso viene adottato proprio per dare una direzione ai processi vitali, a quelli della sopravvivenza e della estinzione, dell’evoluzione e dell’involuzione. Insomma la speculazione è un procedimento e come tutti i procedimenti può essere utilizzata in positivo ed in negativo…. Un esempio concreto di speculazione è quanto sta avvenendo nel campo alimentare.
L’uomo nell’antichità ha basato la sua alimentazione sul riconoscimento di piante commestibili. Questo lento percorso di avvicinamento al mondo botanico ha richiesto migliaia di anni finché attraverso l’osservazione dei cicli naturali e la comprensione di quali fra le piante offrissero maggiori risultati per il suo nutrimento, l’uomo apprese a seminare, coltivare e raccogliere il suo cibo. Questo processo sancì anche l’inizio del processo della civiltà umana come noi la conosciamo. Infatti le comunità umane sorsero attorno alle coltivazioni essendo queste comunità inizialmente i luoghi di raccolta e conservazione degli eccessi alimentari. Di pari passo andò sviluppandosi l’allevamento di animali domestici utili a coadiuvare l’uomo nella sua attività agricola o a soddisfare le sue necessità integrative alimentari.
Ma fermiamoci al processo di coltivazione e conservazione delle derrate alimentari di origine vegetale, per il momento.
Grano è ancora sinonimo di pecunia, denaro. Il grano e gli altri cereali hanno consentito l’espandersi della civiltà umana. Nel lento evolversi del sistema agricolo, l’uomo non ha mai trascurato di operare una selezione più o meno naturale delle sementi in modo da poter ottenere la massima resa; questo processo è culminato verso la prima metà del secolo scorso in una selezione vieppiù scientifica e finalizzata finché si è giunti alla scoperta della possibilità di modificare geneticamente le proprietà di alcuni vegetarli. La selezione si è spinta talmente avanti sino alla trasformazione del patrimonio genetico della pianta stessa in funzione di maggiori rendimenti e alla resistenza all’attacco di parassiti.
Contemporaneamente è andato sviluppandosi un sistema di fertilizzazione chimica e di veleni per impedire la crescita di piante cosiddette infestanti ritenute dannose, oltre al fatto che l’agricoltura subì uno sviluppo mai visto prima grazie all’uso di macchinari sempre più complessi funzionanti con combustibili fossili. Questo processo finì di allontanare quasi completamente la produzione alimentare dal contesto naturale, alienando l’uomo dalla campagna per portarlo a vivere stabilmente in insediamenti urbani e industriali, totalmente estranei all’ambiente di origine.
Tale premessa risulta necessaria per significare come è stato possibile inserire il meccanismo della speculazione all’interno del sistema di produzione del nostro cibo. Infatti, ignorando completamente la legge di convivenza universale tra tutti gli esseri, l’uomo ha inserito dei parametri di convenienza nella produzione del cibo che lo hanno allontanato dalla natura. E’ avvenuto nel campo dell’agricoltura con gli OGM, nell’allevamento attraverso l’allevamento industriale e le mutazioni genetiche utili esclusivamente ai fini economici-produttivi (clonazione). Questo per comprendere come la speculazione economica stia prendendo sempre più possesso della produzione del nostro pane quotidiano, dove ciò avviene in forme magnificate si giunge alla brevettazione delle mutazioni genetiche perseguite ed ottenute. Questo comporta che si è creata una frattura fra l’uomo e la natura con il rischio di un incombente uragano, dalle incontrollabili conseguenze, che sorge dal mondo biologico naturale verso quello indotto dall’uomo.
Ora vediamo come l’interesse economico speculativo stia addirittura prevaricando il vantaggio di una ipotetica accresciuta capacità produttiva. Ad esempio, con l’aumento del tasso di inquinamento dovuto all’uso di pesticidi, diserbanti, concimi chimici, ecc. che, assieme agli altri sistemi industriali e alla alta concentrazione inquinante degli agglomerati urbani stanno letteralmente distruggendo la faccia del pianeta nonché avvelenando le fonti di acqua superficiale e d il mare. Ma torniamo al sistema speculativo introdotto nel mondo dell’alimentazione. Gli OGM sono protetti da copyright ed abbiamo visto in numerosi casi che dove essi sono utilizzati maggiormente (USA) la loro propagazione è funzionale alla conquista definitiva delle fonti di produzione alimentare. 
Ad esempio, tempo addietro ci furono dei processi contro agricoltori che non avendo mai acquistato sementi OGM, ma risultando le loro produzioni di mais contaminate da OGM, coltivate in terreni limitrofi, si videro comminare salate multe per aver abusivamente utilizzato sementi protette da brevetto. Il fatto è che gli agenti riproduttivi e di trasmissione di spore (insetti, vento, ecc.) non conoscono i confini artificiali dell’economia umana e quindi la diffusione dei geni modificati era passata spontaneamente alle piante limitrofe. Ma siccome la società umana funziona in termini di legge, i coltivatori furono condannati per appropriazione di genoma protetto da brevetto. Con queste condanne verso innocenti agricoltori si è sancita la necessità per il contadino di non poter più utilizzare le proprie sementi. Pur non volendo utilizzare le sementi OGM, che vanno rinnovate anno per anno, anche gli agricoltori che non volevano seminare OGM si videro costretti all’acquisto, anno per anno, di sementi del commercio. 
Questo aspetto, dell’esclusione della possibilità di conservare il proprio seme, che in passato ha permesso all’uomo di coltivarsi il proprio cibo, è oggi giunto al suo apice, anche in Europa, con la nuova legge che impone l’uso di sementi certificate provenienti da specifiche ditte registrate. Abbiamo perciò da una parte gli OGM con i loro brevetti, dall’altra le sementi certificate, selezionate a scopi industriali, con l’introduzione degli ibridi sterili (che non danno seme fertile dopo il primo raccolto), ed ecco che (con l’asservimento burocratico) la produzione alimentare sta diventando appannaggio del sistema economico speculativo.
Da qui la necessità da parte delle multinazionali stesse invischiate in questo meccanismo, di accaparrarsi l’intero genoma naturale botanico disponibile, poiché, nel giro di pochi anni, tutte le piante sul pianeta, continuando così le cose, potrebbero essere in qualche modo contaminate e geneticamente contagiate. Ed è quanto sta avvenendo: “..oggi, strano a dirsi, l’onere della conservazione e ricerca delle erbe commestibili ed officinali è passata dai ricercatori erboristici alle multinazionali (fra cui Monsanto e Syngenta, i due colossi del geneticamente modificato), infatti non distante dalla patria di Linneo, nelle fredda isola di Spitzbergen nel mare di Barents, hanno costruito una mastodontica superbanca di tutte le sementi presenti nel mondo”.
Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi

"Liberi dalla civiltà" di Enrico Manicardi - Recensione



Enrico Manicardi "liberi dalla civiltà". Dalla pag. 222 "le forme simboliche della cultura"

Inventata dai Sumeri circa 5000 anni fa, la scrittura compare così tardi nella storia del genere umano proprio perché le finalità utilitaristiche che essa esalta servono soltanto un mondo già perfettamente trasformato in macchina di occupazione: un mondo cioè già costituito da popoli socialmente stratificati, dotati di istituzioni di governo complesse e centralizzate.

Di società gerarchizzate, di società di padroni e di schiavi, di società che utilizzano una certa parte della loro popolazione per lavorare a profitto dell'altra parte.
La scrittura costituisce una semplice evoluzione del linguaggio.
 
La misurazione è una attività che non ha senzo in natura; è una attività puramente culturale che adempie ad uno scopo altrettanto culturale: quello di imprimere la forza dell'omogeinità alla diversità.

Attraverso la misurazione noi non conosciamo ciò che sottoponiamo a misura, lo dominiamo.

I sentimenti, i desideri, le gioie non abbisognano di misurazione; gli affari si.
La vita è oramai diventata un continuo far di conto, nel conteggio definiamo ogni nostra partecipazione al mondo meccanico che abbiamo costruito.
 
I numeri decimali che oggi usiamo provengono dall'India.

Il principio di assegnare un "voto" valore quantitativo ai pensieri umani è stato un passo importante verso la costruzione di un concetto matematico della realtà.

La regolarità del tempo non è una qualità intrinseca della natura; è un concetto elaborato dall'uomo e da noi applicato, per nostri scopi specifici. L'umanità incivilita non si è limitata a inventare il tempo, l'ha adirittura materializzato.

I primitivi non vivono nel tempo: i primitivi vivono nell'adesso, come tutti noi quando ci divertiamo.

Il calendario non fu soltanto il primo strumento che materializzò il concetto di tempo, ma fu anche il primo artefatto simbolico a regolare il comportamento sociale attraverso la registrazione del tempo.

Dalle scadenze del calendario cominciarono a dipendere le principali attività delle società civilizzate che lo adottavano: le attività agricole, prima di tutto; ma anche le ritualità religiose, e poi le attività mercantili fino a quelle militari.

Nell'antichità latina calendarium era il libro dei crediti perché gli interessi sui debiti si pagavano il primo giorno del mese.

Nel 1500 fu prima stampato il calendario e poi la bibbia.

Cernita a cura di Roberto Anastagi, dal libro di Enrico Manicardi "Liberi dalla civiltà".

Il nuovo-vecchio tempio di Gerusalemme, "all'unico vero dio", cerca soci abbienti...



...la sostituzione di paparatzy con papafrancy  effettuata tempestivamente dai vertici vaticani allorché si stavano rendendo conto, malgrado la cecità congenita,  che le loro quote di mercato stavano precipitando nel borsino delle religioni, non ha "salvato" la chiesa cattolica dalla decadenza e dall'estraniazione  popolare. La struttura ecclesiastica è sempre più  un apparato finanziario/politico,  che di religioso ha  ben poco (se mai ne ebbe). 
Ora, l'ultima chance,  ci proveranno con l'accorpamento (impropriamente definito sincretico) delle tre fedi monolatriche di origine semita che -in fondo- sempre da una sola  traggono origine: il giudaismo. E segretamente  rabbini, mullah e cardinali lavorano per fondare la "nuova religione universale",  con la ricostruzione del tempio all'"unico vero dio" di Gerusalemme. 
Unico dio patriarcale e vendicativo ed assetato di potere.  In fondo  la costruzione del nuovo/vecchio tempio  di Gerusalemme trova una ubicazione storica consona. E le diramazioni secondarie saranno Mecca e Roma (fratelli minori).
Papafrancy è d'accordo, l'importante per lui è conservare una  certa autorità.   In fondo la chiesa si occupa solo di “affari”, continuando a mantenere la facciata di un’istituzione (sedicente) religiosa  ma che si è spogliata di ogni spiritualità.
Intanto i media del sistema (in appoggio di convenienza) si sbracciano a dire cose su cose. Sulla buona volontà del pontefice,  sulla bontà del vero islamismo, sulla verità del dio di Abramo, sul pericolo ateista e delle religioni atee (buddismo,  nondualismo, paganesimo, etc)... 
Il vaticano come pure il vertice mondiale sionista e la  cricca sunnita  sono come i membri di una società per azioni i cui soci combattono per mantenere una buona percentuale  nella spartizione e gestione della ricchezza.
Ben inteso si tratta sempre  di una ricchezza “virtuale” in quanto ormai il senso stesso di ricchezza è cambiato. Forse sarebbe meglio usare il termine “capacità di controllo delle masse” attraverso l’economia, la finanza e il "credo".
E  il  vaticano è decisamente  in calo, ha dovuto recedere di fronte ai diritti accampati dai “fratelli maggiori”, di fronte ai potentati economici dei Rothschild, dei Rockefeller, dei Goldman Sachs, dei Mordecai vari e degli emiri del petrolio e della  kaaba…
Il gioco delle "tre carte" procede. Ormai le diatribe, spacciate per risvolti dottrinali, o pensieri di pace, son solo strategie politiche ed i più grandi miscredenti, coloro che professano intimamente l’apostasia, sono quasi tutti lì, con i loro berretti e kippah e turbanti  bianchi, rossi e viola in testa, che spiano le reciproche  mosse in questa partita  a scacchi per  la conquista di una bella fetta di tempio a Gerusalemme.
Paolo D’Arpini


Gandhi non si è fermato a Mumbai

Bombay o Mumbai? – Che stranezza, è proprio vero che ognuno cerca quel che non ha avuto. In occidente, dove il consumismo ha stancato ed il materialismo religioso ha fiaccato gli animi, molte persone si rivolgono a diete salutiste ed etiche, come il vegetarismo, e verso forme di spiritualità laica ed approcci nonviolenti alla vita. Al contrario dove c’è sempre stata una cultura alquanto rispettosa della vita, ad esempio in India, ove la nonviolenza è una antica regola di condotta, e dove l’alimentazione vegetariana è sinonimo di coscienza elevata e buona salute, oggi ci si rivolge verso le mode consumiste, verso la corsa al successo mondano, verso la violenza… 
Gli indiani vogliono mangiare più carne, anche quella di vacca (che è considerata sacra) e magari pure quella di maiale (che è considerata impura). Oltre naturalmente a cercare di munirsi di telefonini, di radioline e televisori, e se possibile di una moto o di una macchina. Magari continuando a vivere in slum od in periferie degradate, ovvero nelle condizioni urbane più disastrose.
Come a Bombay (oggi Mumbai) ove si osservano kilometri e kilometri di baracche munite di antenna televisiva, botteghe di “delicattessen” con carni appese e salsicciotti. Dove fino a trent’anni fa circolavano mucche libere a raccattare torsoli e bucce e si scorgevano le scimmie, quelle belle scimmie gialle dagli occhi furbi, sempre attente a cogliere il momento adatto per rubacchiare qualche banana dalle bancarelle, ora non vi sono più spazi adatti alla vita, tutte le strade sono un ingorgo di mezzi meccanici strombazzanti. Anzi mi sa che oggi girano più biciclette in una qualsiasi città italiana che a Mumbai.
Mi scrive Marinella Correggia: “Ciao! Brutte notizie sul fronte vegetariano: i 300 milioni di indiani della classe media vogliono la carne! Pazzesco. Ed è così ovunque, mentre qui se ne mangia di meno, nel terzo mondo i consumi aumentano. Io ho il polso della situazione perché ricevo un prezioso bollettino dall’India, ma è disperante Ci vorrebbe un video universale che fa un appello a NON diventare carnivori (in genere si fanno appelli a diventare vegetariani)…” – Mia rispostina: “Mi dici queste cose proprio oggi che è l’anniversario della uccisione di Gandhi… che così muore due volte, sia per la partizione fra India e Pakistan che per la fame di carne degli indiani moderni… Che vergogna!”
Paolo D’Arpini


Dal pacifico politeismo naturale al violento dio patriarcale giudaico-cristiano-islamista



All’epoca del Politeismo c’erano meno guerre e più ordine nel mondo, per il fatto che più Dee e Dei, ognuno controllava il proprio settore intervenendo prontamente al sorgere di eventuali dispute terrene, ma col passare del tempo e lo sviluppo dell’innovazione, ci siamo imbattuti con il falso progresso dove grandi filosofi scoprirono che Dio era ed è uno solo, (un unico Dio) il quale non riesce a controllare da solo l’intero universo, favorendo l’astuzia dell’uomo il quale ha scoperto dove e come beneficiare dei propri interessi a danno degli altri, quando il Signore si distrae.

In fondo siamo tutti creati ad immagine e somiglianza di Dio godendo e soffrendo dei medesimi atteggiamenti. Molti hanno avuto il sospetto di una forzatura del proprio pensiero ma non avevano i mezzi per intervenire e correggere una ideologia ormai diffusa.

Passarono molti anni e l’argomento si fece sempre più pressante sino ai nostri giorni, richiamando il pensiero di grandi uomini di azione. Hitler non era il solo a voler eliminare Roma per raggiungere la Pace nel mondo, ma non c’è riuscito a causa del fulmineo intervento Americano, che ha salvato il Vaticano perdendo di vista il Duce che intendevano salvare per gli alti meriti come Statista, in un periodo molto sofferto della Politica Italiana, minacciata dal pericolo Comunista, dallo strapotere della Chiesa e dagli abusi dei Gerarchi fascisti identici ai Politici attuali.

Un popolo immerso in una situazione Politica che rende quasi impossibile amministrare, incapace di eleggere i propri rappresentanti politici, probabilmente per il livello di disinformazione creato dalla moltitudine di Partiti, e la presenza della Chiesa intenta a difendere i personali interessi per costruire l’Impero Universale fondato sul Monoteismo Dottrinale e Amministrativo, generando non poca confusione fra le anime timorate di Dio.

Eventi scottanti duri a morire nella nostra lunga storia di continue sofferenze formulate su racconti Mitologici, Filosofici e Politici che si alternano secondo gli interessi del momento, frenando il vivo desiderio dell’uomo comune di tutti i tempi, di socializzare con l’intera umanità in modo coerente.

Man mano che trascorre il tempo, si fanno sempre più convincenti le accuse verso la pseudo Democrazia impastata con gli interessi personali dei candidati Politici, offuscati da interferenze Religiose, producendo come risultato un regime di Totalitarismo libertario di Gruppo, distruggendo la Nazione Governata da arrampicatori di poltrone, seminando disgusto verso l’Autorità e di conseguenza causando l’avanzare di una nuova Fede molto diversa e forse superiore che concorre per la conquista del mondo, ponendo seri problemi al Cattolicesimo.

“Il Profeta Maometto” i cui insegnamenti di umiltà, fratellanza e povertà al servizio del Signore, sono rimasti immutati nel tempo e progrediscono attraverso la ramificazione Islamica in ogni angolo del Pianeta, decisa a convertire tutti i Cristiani e ad eliminare “il Vaticano” in rappresaglia di un Occidente psicologicamente gravemente malato il quale semina continue sofferenze, con “Roma” Capitale della grande speculazione Mondiale, intenta a manovrare il grande business con scandali, crimini e guerre continue in nome di Dio.

Per questo motivo l’Italia impastata nello sviluppo del male, necessita di armamenti sofisticati, aerei da guerra, navi, missili, bombe atomiche, e tantissimi incoscienti disposti a premere il grilletto, per assecondare il lupo nel libero sbranare di esseri umani.

Partendo dal nostro Paese dove la cuccagna della Politica Italiana si fa sempre più devastante con tendenza ad inginocchiare l’intera Nazione, ricorrendo persino alla filosofia del Credo per convincere, spaventare i cascamorti che per paura vanno in Chiesa a battersi il petto e non appena usciti, proseguono indisturbati con azioni e pensieri nel fare del male ai propri simili, ai propri fratelli.

Il Sig. Monti coadiuvato dalla sua clicca di incoscienti, un evidente esempio di rappresentanza di Satana sulla terra, sorretti persino dal Vaticano per godere dei privilegi oltre misura, adoperandosi con infinite cattiverie per soddisfare i propri interessi contro il genere umano, fra i quali anche i suoi futuri discendenti.

Non intendo addentrarmi in ulteriori penose ricerche, limitandomi a trascrivere fatti già riportati ampiamente in Internet ad opera di illustri Giornalisti, i quali comprovano l’operato della Chiesa Cattolica come abituale responsabile di gravi illeciti, con super scandali che tendono a degenerare il Credo Cristiano.

Un quasi Impero prevalentemente Occidentale costruito in due mila anni di dominio sull’uomo, sorretto da Giornali e mezzi di comunicazione Cattolici, da folte rappresentanze Spirituali nel mondo, paragonabili ai 007 col compito di scrutare la psicologia umana, unitamente allo IOR (la Banca Vaticana nata nel 1887), unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari, speculazioni e investimenti, con profitti più o meno leciti in offesa all’umanità.

Molti scandali passati e recenti abilmente soffocati dall’informazione e dall’estremismo Cattolico, con il peccato originale incarnato nel sistema senza redenzione.

Da oltre vent’anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo IOR è rimasto come un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca Vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l’allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l’avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall’America al portone di casa.

Senza contare il mistero più inquietante, la morte di Papa Luciani, dopo soli 33 giorni di pontificato, alla vigilia della decisione di rimuovere Paul Marcinkus e i vertici dello IOR. Sull’improvvisa fine di Giovanni Paolo I si sono alimentate macabre dicerie, aiutate dalla reticenza vaticana. Non vi sarà autopsia per accertare il presunto e fulminante infarto e non sarà mai trovato il taccuino con gli appunti sullo IOR, che secondo molti testimoni il papa portò a letto l’ultima notte.

Era lo IOR di Paul Marcinkus, il figlio di un lavavetri Lituano, nato a Cicero (Chicago) a due strade dal quartier generale di Al Capone, protagonista di una delle più clamorose quanto inspiegabili carriere nella storia recente della chiesa. Alto e atletico, buon giocatore di baseball e golf, era stato l’uomo che aveva salvato Paolo VI dall’attentato nelle Filippine. Ma forse non basta a spiegare la simpatia di un intellettuale come Montini, autore della più avanzata enciclica della storia, la Populorum Progressio, per questo prete americano perennemente atteggiato da avventuriero di Wall Street, con le mazze da golf nella fuoriserie, il sigaro Avana incollato alle labbra, le stupende segreterie bionde e gli amici di poker della P2.

Con il successore di Papa Luciani, Marcinkus trova subito un’intesa. A Karol Wojtyla piace molto quel figlio di immigrati dell’Est che parla bene il polacco, odia i comunisti e sembra così sensibile alle lotte di Solidarnosc. Quando i magistrati di Milano spiccano mandato d’arresto nei confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiude come una roccaforte per proteggerlo, rifiuta ogni collaborazione con la giustizia italiana, sbandiera i passaporti esteri e l’extraterritorialità. Ci vorranno altri dieci anni a Woytjla per decidersi a rimuovere uno dei principali responsabili del crac Ambrosiano dalla presidenza dello IOR. Ma senza mai spendere una parola di condanna e neppure di velata critica: Marcinkus era e rimane per le gerarchie cattoliche “una vittima”, anzi “un’ingenua vittima”.

Dal 1989, con l’arrivo alla presidenza di Angelo Caloia, un galantuomo della finanza bianca, amico e collaboratore di Gianni Bazoli, molte cose dentro lo IOR cambiano. Altre no. Il ruolo di bonificatore dello IOR affidato al laico Caloia è molto vantato dalle gerarchie Vaticane all’esterno quanto ostacolato all’interno, soprattutto nei primi anni. Come confida lo stesso Caloia al suo diarista, il giornalista cattolico Giancarlo Galli, autore di un libro fondamentale ma introvabile, Finanza bianca (Mondadori, 2003). “Il vero dominus dello IOR – scrive Galli – rimaneva monsignor Donato De Bonis, in rapporti con tutta la Roma che contava, politica e mondana. Francesco Cossiga lo chiamava Donatino, Giulio Andreotti lo teneva in massima considerazione. E poi aristocratici, finanzieri, artisti come Sofia Loren.

Questo spiegherebbe perché fra i conti si trovassero anche quelli di personaggi che poi dovevano confrontarsi con la giustizia. Bastava un cenno del monsignore per aprire un conto segreto”.

A volte monsignor De Bonis accompagnava di persona i correntisti con i contanti o l’oro nel caveau, attraverso una scala, in cima alla torre, “più vicino al cielo”. I contrasti fra il presidente Caloia e De Bonis, in teoria sottoposto, saranno frequenti e duri. Commenta Giancarlo Galli: “Un’aurea legge manageriale vuole che, in caso di conflitto fra un superiore e un inferiore, sia quest’ultimo a soccombere. Ma essendo lo IOR istituzione particolarissima, quando un laico entra in rotta di collisione con una tonaca non è più questione di gradi”.

La glasnost (trasparenza) finanziaria di Caloia procede in ogni caso a ritmi serrati, ma non impedisce che l’ombra dello IOR venga evocata in quasi tutti gli scandali degli ultimi vent’anni. Da Tangentopoli alle stragi del ‘93, alla scalata dei “furbetti” e perfino a Calciopoli. Ma come appare, così l’ombra si dilegua. Nessuno sa o vuole guardare oltre le mura impenetrabili della banca vaticana.

L’autunno del 1993 è la stagione più crudele di Tangentopoli. Subito dopo i suicidi veri o presunti di Gabriele Cagliari e di Raul Gardini, la mattina del 4 ottobre arriva al presidente dello IOR una telefonata del procuratore capo del pool di Mani Pulite, Francesco Saverio Borrelli: “Caro professore, ci sono dei problemi, riguardanti lo IOR, i contatti con Enimont…”. Il fatto è che una parte considerevole della “madre di tutte le tangenti”, per la precisione 108 miliardi di lire in certificati del Tesoro, è transitata dallo IOR. Sul conto di un vecchio cliente, Luigi Bisignani, piduista, giornalista, collaboratore del gruppo Ferruzzi e faccendiere in proprio, in seguito condannato a 3 anni e 4 mesi per lo scandalo Enimont e di recente rispuntato nell’inchiesta “Why Not” di Luigi De Magistris. Dopo la telefonata di Borrelli, il presidente Caloia si precipita a consulto in Vaticano da monsignor Renato Dardozzi, fiduciario del segretario di Stato Agostino Casaroli. “Monsignor Dardozzi – racconterà a Galli lo stesso Caloia – col suo fiorito linguaggio disse che era nella merda e, per farmelo capire, ordinò una brandina da sistemare in Vaticano. Mi opposi, rispondendogli che avrei continuato ad alloggiare all’Hassler. Tuttavia accettai il suggerimento di consultare d’urgenza dei luminari di diritto. Una risposta a Borrelli bisognava pur darla!”. La risposta sarà di poche ma definitive righe: “Ogni eventuale testimonianza è sottoposta a una richiesta di rogatoria internazionale”.

I magistrati del pool valutano l’ipotesi della rogatoria. Lo IOR non ha sportelli in terra italiana, non emette assegni e, in quanto “ente fondante della Città del Vaticano”, è protetto dal Concordato: qualsiasi richiesta deve partire dal ministero degli Esteri. Le probabilità di ottenere la rogatoria in queste condizioni sono lo zero virgola sempre zero. In compenso l’effetto di una richiesta da parte dei giudici milanesi sarebbe devastante sull’opinione pubblica. Il pool si ritira in buon ordine e si accontenta della spiegazione ufficiale: “Lo IOR non poteva conoscere la destinazione del danaro”.

Il secondo episodio, ancora più cupo, risale alla metà degli anni Novanta, durante il processo per mafia a Marcello Dell’Utri. In video conferenza dagli Stati Uniti il pentito Francesco Marino Mannoia rivela che “Licio Gelli investiva i danari dei corleonesi di Totò Riina nella banca del Vaticano”. “Lo IOR garantiva ai corleonesi investimenti e discrezione”. Fin qui Mannoia fornisce informazioni di prima mano. Da capo delle raffinerie di eroina di tutta la Sicilia occidentale, principale fonte di profitto delle cosche. Non può non sapere dove finiscono i capitali mafiosi.

Quindi va oltre, con un’ipotesi. “Quando il Papa (Giovanni Paolo II, ndr) venne in Sicilia e scomunicò i mafiosi, i boss si risentirono soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano.

Da qui nacque la decisione di far esplodere due bombe davanti a due chiese di Roma”. Mannoia non è uno qualsiasi.

E’ secondo Giovanni Falcone “il più attendibile dei collaboratori di giustizia”, per alcuni versi più prezioso dello stesso Buscetta. Ogni sua affermazione ha trovato riscontri oggettivi. Soltanto su una non si è proceduto ad accertare i fatti, quella sullo IOR. I magistrati del caso Dell’Utri non indagano sulla pista IOR perché non riguarda Dell’Utri e il gruppo Berlusconi, ma passano le carte ai colleghi del processo Andreotti. Scarpinato e gli altri sono a conoscenza del precedente di Borrelli e non firmano la richiesta di rogatoria. Al palazzo di giustizia di Palermo qualcuno in alto osserva: “Non ci siamo fatti abbastanza nemici per metterci contro anche il Vaticano?”.

Sulle trame dello IOR cala un altro sipario di dieci anni, fino alla scalata dei “furbetti del quartierino”. Il 10 luglio dell’anno scorso il capo dei “furbetti”, Giampiero Fiorani, racconta in carcere ai magistrati: “Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due o tre miliardi di euro”. Al pm milanese Francesco Greco, Fiorani fa l’elenco dei versamenti in nero fatti alle casse Vaticane: “I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara (presidente dell’Apsa, l’amministrazione del patrimonio immobiliare della chiesa, ndr), quando ho comprato la Cassa Lombarda. M’ha chiesto trenta miliardi di lire, possibilmente su un conto estero”.

Altri seguiranno, a giudicare dalle lamentele dello stesso Fiorani nell’incontro con il cardinale Giovanni Battista Re, potente prefetto della congregazione dei vescovi e braccio destro di Ruini: “Uno che vi ha sempre dato i soldi, come io ve li ho sempre dati in contanti, e andava tutto bene, ma poi quando è in disgrazia non fate neanche una telefonata a sua moglie per sapere se sta bene o male”.
Il Vaticano molla presto Fiorani, ma in compenso difende Antonio Fazio fino al giorno prima delle dimissioni, quando ormai lo hanno abbandonato tutti. Avvenire e Osservatore Romano ripetono fino all’ultimo giorno di Fazio in Bankitalia la teoria del “complotto politico” contro il governatore. Del resto, la carriera di questo strano banchiere che alle riunioni dei governatori centrali non ha mai citato una volta Keynes ma almeno un centinaio di volte le encicliche, si spiega in buona parte con l’appoggio vaticano. In prima persona di Camillo Ruini, presidente della Cei, e poi di Giovanni Battista Re, amico intimo di Fazio, tanto da aver celebrato nel 2003 la messa per il venticinquesimo anniversario di matrimonio dell’ex governatore con Maria Cristina Rosati.

Naturalmente neppure i racconti di Fiorani aprono lo scrigno dei segreti dello IOR e dell’Apsa, i cui rapporti con le banche svizzere e i paradisi fiscali in giro per il mondo sono quantomeno singolari. E’ difficile per esempio spiegare con esigenze pastorali la decisione del Vaticano di scorporare le Isole Cayman dalla naturale diocesi giamaicana di Kingston, per proclamarle “missio sui iuris” alle dirette dipendenze della Santa Sede e affidarle al cardinale Adam Joseph Maida, membro del collegio dello IOR.

Il quarto e non ultimo episodio di coinvolgimento dello IOR negli scandali italiani è quasi comico rispetto ai precedenti e riguarda Calciopoli. Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta dal figlio di Moggi, sarebbero custoditi nella banca vaticana. Attraverso i buoni uffici di un altro dei banchieri di fiducia della Santa Sede dalla fedina penale non immacolata, Cesare Geronzi, padre dell’azionista di maggioranza della Gea. Nel caveau dello IOR sarebbe custodito anche il “tesoretto” personale di Luciano Moggi, stimato in 150 milioni di euro. Al solito, rogatorie e verifiche sono impossibili. Ma è certo che Moggi gode di grande considerazione in Vaticano. Difeso dalla stampa cattolica sempre, accolto nei pellegrinaggi a Lourdes dalla corte di Ruini, Moggi è da poco diventato titolare di una rubrica di “etica e sport” su Petrus, il quotidiano on-line vicino a papa Benedetto XVI, da dove l’ex dirigente juventino rinviato a giudizio ha subito cominciato a scagliare le prime pietre contro la corruzione (altrui).

Con l’immagine di Luciano Moggi maestro di morale cattolica si chiude l’ultima puntata dell’inchiesta sui soldi della Chiesa. I segreti dello IOR rimarranno custoditi forse per sempre nella torre-scrigno. L’epoca Marcinkus è archiviata ma l’opacità che circonda la banca della Santa Sede è ben lontana dallo sciogliersi in acque trasparenti. Si sa soltanto che le casse e il caveau dello IOR non sono mai state tanto pingui e i depositi continuano ad affluire, incoraggiati da interessi del 12 per cento annuo e perfino superiori. Fornire cifre precise è, come detto, impossibile. Le poche accertate sono queste. Con oltre 407 mila dollari di prodotto interno lordo pro capite, la Città del Vaticano è di gran lunga lo “stato più ricco del mondo”, come si leggeva nella bella inchiesta di Marina Marinetti su Panorama Economy. Secondo le stime della Fed del 2002, frutto dell’unica inchiesta di un’autorità internazionale sulla finanza vaticana e riferita soltanto agli interessi su suolo americano, la chiesa cattolica possedeva negli Stati Uniti 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, 102 in obbligazioni a lungo termine, più joint venture con partner Usa per 273 milioni.

Nessuna autorità italiana ha mai avviato un’inchiesta per stabilire il peso economico del Vaticano nel paese che lo ospita. Un potere enorme, diretto e indiretto. Negli ultimi decenni il mondo cattolico ha espugnato la roccaforte tradizionale delle minoranze laiche e liberali italiane, la finanza. Dal tramonto di Enrico Cuccia, il vecchio azionista gran nemico di Sindona, di Calvi e dello IOR, la “finanza bianca” ha conquistato posizioni su posizioni.

La definizione è certo generica e comprende personaggi assai distanti tra loro. Ma tutti in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, con le associazioni cattoliche e con la prelatura dell’Opus Dei. In un’Italia dove la politica conta ormai meno della finanza, la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di quanta ne avesse ai tempi della Democrazia Cristiana.

Dopo gli infiniti casi di pedofilia e perversione nella Chiesa, Suore messe incinte da Preti, Preti assassinati e tanto altro, si possono contare bombardamenti continui di illeciti compiuti dall’ipocrisia, falsità, speculazioni e corruzione come una virtù positiva della scuola politica Italiana con un preciso punto di partenza individuato nella fede Cattolica.

Nessun altro Credo a livello universale soffre di canagliate e ipocrisie come quelle riscontrate nel Cattolicesimo.

Il caso dell’Ospedale San Raffaele fu messo abilmente a tacere, considerando che l’autore del grande crac finanziario fu un prete dai comportamenti fondati sulla bella vita fra l’Italia e l’America Latina.

Un altro fra gli ultimi scandali di cui nessun Partito Politico Italiano intende indagare, per paura di rompersi le ossa, riguarda il più grande e sfacciato imbroglio della storia del nostro Paese e si compie in Lombardia per merito di Comunione e Liberazione, ultimamente destituito del Presidente e della Giunta per comportamenti illeciti e abusi continui di varia natura.

Dal 1972 al 1992 per decreto legge emesso dal Santo Giovanni Leone, considerato l’uomo degli scandali, poi obbligato a dimettersi, allora Presidente della DC (Democrazia Cristiana), dove tutti i lavoratori Italiani furono derubati di una tassa addizionale inizialmente programmata per la creazione di un Fondo GESCAL, che avrebbe permesso allo Stato Padrone di raccogliere miliardi con la scusante di fabbricare case popolari per i bisognosi.

Fu rafforzato l’Ente denominato IACP, nel quale furono incamerati una parte di questi soldi raccolti ed iniziarono a costruire case a costi superiori al valore di mercato per far fronte al supporto della continua corruzione Politica Italiana.

In quanto al resto dei soldi, la parte più consistente della torta, badate che si trattava di migliaia di miliardi, dei quali non si sa che fine abbiano fatto. Nel frattempo sono nati molti Politici ricconi. Pare che la DC o chi per essa disponesse di tanti Palazzi in Svizzera. Pare che il Moro non di Venezia ma quello di Roma, in poco tempo divenne miliardario, ma non riuscì a portarsi dietro la sua fortuna, eliminato ante tempo dalle Brigate Rosse.

Bisognerebbe chiedere alla DC, ai Sindacati e ai Governi ombra di allora, i quali avevano Governato il Paese per tanti anni, sempre protetti da un sipario Politico e Giuridico impenetrabile, dal quale nasce il pentolone senza fondo che diede origine al penoso debito pubblico in modo sempre più crescente.

Terminate le costruzioni nel 1975, lo IACP iniziò ad assegnare le case alle famiglie a condizioni di riscatto, in modo che l’Ente rientrasse nei soldi della costruzione attraverso i mutui Bancari.

Il colpo di scena, i documenti relativi al riscatto non sono mai arrivati, benché le varie proteste e ricorsi alle Autorità superiori. Nessuno risponde. La Legge del silenzio per non cascare nell’inganno. Intanto i Condomini pagavano le bollette mensili gonfiate, deprivati persino dei servizi fatturati e mai goduti, il tutto per mantenere una Piramide di corrotti e corruttori.

Nel 2001 lo IACP venne sostituito in gran segreto dall’ALER, cancellando ogni precedente accordo con gli inquilini e l’ALER subentra come dipendenza della Regione Amministrata da rappresentanti della Chiesa Cristiana, la quale con la forza si impadronisce delle case già pagate oltre dodici volte il valore originale, sottraendo sia i soldi iniziali versati dai lavoratori alla GESCAL, sia il pagamento versato dagli inquilini per oltre trenta sette anni, e le case diventano proprietà del Partito di Comunione e Liberazione.

L’ALER come dipendenza della Regione Lombardia, Amministrata da Comunione e Liberazione con lo zampino della Chiesa, minacciano di sfratto tutte le famiglie che non sottostanno alle pressioni e soprusi imposti dal sistema, con l’appoggio del Comune, dei Sindacati e dei Politici a libro paga.

Il caso non fu mai risolto nonostante i vari cambi di Governo. Uno scandalo di grandi proporzioni di cui non tutti sono informati e fu riportato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale, come uno dei tanti reati impuniti dello Stato Italiano e del Cattolicesimo, il quale logora l’immagine del Paese nel mondo, ed oggi giustamente la Nazione paga le conseguenze con una recessione che rivendica le ingiustizie di diversi anni di Sciacallaggio Politico.

Come finirà, è un interrogativo senza risposta. Chi vivrà vedrà, si dice che i mulini del signore macinano lenti e prima o poi colpiscono pesantemente.

I cittadini Italiani, un tempo professavano il Credo Cattolico come condotta esemplare del vivere in un mondo impostato sulla correttezza della Fede in Cristo, ma dai pochi esempi riportati con riferimento all’Italia, si può notare una Chiesa tendenzialmente diversa, che specula sulle famiglie portate alla disperazione, amministrata da gente profondamente malata di ipocrisie, falsità, speculazioni e corruzione, allontanando sempre più i fedeli, favorendo l’avanzata dell’Islamismo che mira ad abbattere la prepotenza Occidentale nel mondo, ad opera del Cristianesimo fondato sulla ricchezza materiale e non al servizio di Dio.

Anthony Ceresa