"Un colpo di luce in mezzo alla luce fondamentale... La cosiddetta oscurità è solo un concetto della mente." (Saul Arpino)
Il Comitato Civico Tematico, denominato "Treia Comunità Ideale", nacque grazie ad un gruppetto eterogeneo di 12 fondatori con intenti nobili e all'insegna della informalità essi hanno sottoscritto il documento di fondazione.
Questa Carta degli Intenti del Comitato fu consegnata al Comune di Treia il 18 settembre 2015, protocollo 015783. Nel testo è scritto: "Il giorno 17 settembre 2015 a Treia si sono riuniti alcuni cittadini con lo scopo di fondare un Comitato Civico denominato: "Treia: Comunità Ideale", che si prefigge di vivificare i rapporti sociali, la capacità di esprimere opere ed attività in campo culturale, artistico, ecologico e di valenza bioregionale, promuovendo il lavoro creativo, l'identità locale e la solidarietà sociale. Il Comitato vuole stimolare azioni concrete per valorizzare la capacità di produrre e condividere quanto necessario alla qualità della vita, al benessere ed alla prosperità della comunità treiese, in ogni suo aspetto. Il Comitato è aperto alla partecipazione di tutti i cittadini treiesi, od altri che a Treia abbiano interessi condivisi, che intendono collaborare, con semplice e spontanea adesione e nei limiti del loro possibile, a rendere Treia una "Comunità Ideale".
Vorremmo inoltre sottolineare che non è nostra intenzione interferire o competere con altri comitati ed associazioni esistenti, ma piuttosto collaborare e promuovere le loro attività in sintonia.
Fondatori del Comitato sono i seguenti cittadini, riunitisi il 17 settembre 2015, alle ore 21, in Via San Marco Vecchio 17/c, a Passo di Treia: Francesca Salvucci, David Menichelli, Francesco Orazi, Renzo Giuliodori, Lauretta Mattiacci, Barbara Rossetti, Giancarlo Palmucci, Simonetta Borgiani, Enzo Catani, Nunzio Cocco, Adriano Spoletini, Paolo D'Arpini, Caterina Regazzi (quest'ultima aderente, ma non presente all'incontro, per motivi di lavoro)".
Quando fondammo il Comitato "Treia Comunità ideale" non c'era l'intenzione di valorizzare un modello urbanistico ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.
Un saggio disse che noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.
Eppure sovente l'uomo tende a dare maggiore importanza al contesto urbano in cui egli vive. Ma è nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un luogo, molto spesso -purtroppo- dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l'inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Ma per manifestare una vera "idealità" dovremmo riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo gentile di vivere il luogo e nel luogo.
Lo scopo di questo Comitato è perciò quello di vivere nel presente e pienamente nel luogo che ci ospita attuando programmi, storie, partecipazioni nell´ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni... stabilendo un punto di incontro e fusione delle anime. Nell'antico libro di saggezza cinese, I Ching, si afferma che la perfezione è sempre presente in ogni aspetto incarnato, ognuno di noi è una manifestazione del Tao, non serve cambiare sembianze, queste ultime non sono importanti più di un abito che indossiamo. Anche solo parlare di questi argomenti è già una predisposizione utile per centrare l'attenzione sulla presenza consapevole nel luogo ed anche questo è una parte del "gioco della Coscienza".
Paolo D'Arpini
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