Cabaret mistico di Alejandro Jodorowsky - Recensione


Eccoci di nuovo alle prese con il folleggiante Jodorowsky, che ci propone un lavoro di immensa piacevolezza, di  grande profondità e di integrazione di visione fra Oriente e Occidente, sfruttando il veicolo apparentemente più improbabile per affrontare i temi dell’anima: l’umorismo. 
L’antica saggezza del ridere è infatti il tema conduttore che si snoda tra storielle comiche, aneddoti buffi e barzellette di varia provenienza, ognuna delle quali ci riporta un insegnamento, a volte anche molto profondo, che magari riusciamo a carpire proprio perché ne ridiamo: di qualche situazione, di qualche personaggio, ma infine, e forse molto di più, di noi stessi. E’ infatti ciascuno di noi, con il proprio caleidoscopico essere, a finire per riconoscere facilmente brandelli di sè nelle storielle che mettono a nudo l’anima e ci coinvolgono in un’analisi in seconda battuta tutt’altro che superficiale e tutt’altro che da ridere, se vogliamo. 
Alejandro, da buon regista d’annata, assume magistralmente la direzione di questa ricerca, dandole tempi e cadenze che lasciano poco spazio al vuoto, all’inerte, poichè nella psiche tutto è continuo fermento; e Jodorowsky, che all’occasione sveste i panni del direttore d’orchestra solo per indossare quelli dello psicanalista e del saggio sulla montagna, ne cavalca più che volentieri le complesse circonvoluzioni riportandone ragguardevoli trofei di consapevolezza.
“Dopo un mese di assenza, Mulla Nasrudin ritorna al suo villaggio dalla capitale. Felice, racconta tutto orgoglioso: “Il sultano ha parlato con me, con Mulla Nasrudin!” I compaesani lo acclamano: “Gloria a Mulla Nasrudin, il sultano gli ha parlato!” Organizzano una grande festa in onore dell’illustre compaesano. Nel bel mezzo dei festeggiamenti un bambino si avvicina a Nasrudin e gli domanda: “Che cosa ti ha detto il sultano?” “L’ho visto uscire dal suo palazzo, allora mi son messo a correre e senza dare tempo ai soldati di fermarmi mi sono ritrovato davanti al sultano, proprio a un palmo di naso” “Ed è stato allora che ti ha parlato?” “Sì, e mi ha detto: levati di qua, pezzente!”      
Simone Sutra 

1 commento:

  1. Caro Simone, grazie anche per questa "imbeccata". Ho appena terminato "Il dito e la luna", meraviglioso... ora mi comprerò pure questo...continua così, per piacere!

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