Treia che verrà... dopo le promesse elettorali del "maggio"



Questa breve descrizione di Treia (che segue) la 
scrissi il 12 novembre del  2010. Da poco mi ero trasferito in città... e le sensazioni vissute mi parevano tutte positive. Oggi forse le lodi sulla pulizia delle strade e dei giardini e la bellezza delle mura andrebbero riviste, infatti le strade presentano la solita striatura d'immondizie abbandonate come in molti altri centri urbani soggetti a degrado, e così pure i giardini pubblici, le mura sono in parte crollate e  la vita sociale  e culturale non è che sia molto attiva. A dire il vero in questi giorni in cui scrivo, siamo a metà maggio del 2014, la vitalità è maggiore, forse dovuta alle imminenti elezioni amministrative che spingono il popolo a star fuori, a partecipare ai comizi ed alle numerose riunioni tematiche che le tre liste civiche in lizza organizzano sia qui in centro che nelle borgate. Vedremo se dopo il 25 maggio sarà ancora così, e soprattutto vedremo se le promesse elettorali di rendere migliore la qualità della vita del paese, saranno mantenute....  


Il centro storico di Treia è situato su una lunga collina, in mezzo c’è una grande piazza, congiunta nei due lati da una specie di corso, una Via Monte Napoleone in miniatura. Sì perché questo borgo, non so perché, forse per la sensazione di efficienza e ordine, pulizia delle vie, raccolta differenziata porta a porta, giardinetti pensili ben curati, mura lucide, mi appare come una piccola Milano. La strada che unisce i due estremi della cittadina é costeggiata di botteghe luminose che da una parte all’altra fanno pendent... Da un estremo, verso la porta Vallesacco, domina la maestosa Cattedrale che (in piccolo) ricorda il Duomo, e dall’altro estremo -dove esisteva un vecchio castello longobardo- ci sono due conventi di suore, con belle chiese affiancate e persino un albero di senape ben vivo (questa pianta é nominata da Gesù in una sua famosa parabola), in una di queste chiese, quella di Santa Chiara, viene conservata una statua lignea della Madonna Nera (si dice che codesta e quella di Loreto fossero due statue gemelle ma l’attuale di Loreto é una copia rifatta dopo l’incendio che distrusse la paredra originaria).

Andando da una parte all’altra di Treia si nota la presenza di tante attività parallele, un orefice gioielliere da una parte e uno dall’altra. Un paio di baretti di qua ed un paio di là, una fruttivendola per ogni opposto, due pizzerie, qualche negozio di moda paesana, due tabaccai, etc. Insomma é un paese che fa da specchio a se stesso….

Ma tutta questa minuzia e precisione sembra quasi sprecata… già perché -come scrisse Dolores Prato- “nella piazza non c’è nessuno..”. Radi sono i passanti e radi gli avventori, anche se -lo dico egoisticamente- fa piacere in fondo entrare in un baretto e vedersi servire subito senza attese né dover chiedere, perché le ragazze “ricordano”, avendo a disposizione tavoli e divani, giornali quotidiani e pure la televisione accesa (magari quella se la potrebbero pure risparmiare… però…).



Paolo D'Arpini

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