"Le sfide della postmodernità" di Alain de Benoist - Recensione




"(...) non è certamente colpa degli immigrati se i francesi non sono
apparentemente più capaci di produrre un proprio modo di vita, né di
dare al mondo lo spettacolo di una maniera originale di pensare ed
esistere. Nemmeno è colpa degli immigrati se il legame sociale si
disfa ovunque si diffonde l'individualismo liberale, se la dittatura
del privato fa svanire gli spazi pubblici che potrebbero costituire il
crogiolo del rinnovamento di una cittadinanza alternativa, né se gli
individui, che ormai vivono nell'ideologia della merce, diventano
sempre più estranei alla loro natura. Non è colpa degli immigrati se i
francesi formano sempre meno un popolo, se la nazione diventa un
fantasma, se l'economia si mondializza e se gli individui non vogliono
più comportarsi come attori della propria esistenza, ma sempre più
accettano che si decida al loro posto a partire da valori e norme che
essi non contribuiscono più a formare. Non sono gli immigrati, infine,
che colonizzano l'immaginario collettivo e impongono alla radio e alla
televisione suoni, immagini, preoccupazioni e modelli "venuti da
altrove". Se c'è "mondialismo", diciamo allora con onestà che, fino a
prova contraria, è dall'altra parte dell'Atlantico che proviene, e non
dall'altra parte del Mediterraneo. E aggiungiamo che il piccolo
negoziante arabo di generi alimentari contribuisce a conservare, in
modo conviviale, l'identità francese più del parco divertimenti
americanomorfo o del "centro commerciale" con capitali francesi"

Dal saggio "Cos'è l'identità?", estratto dal libro "Le sfide della
postmodernità" di Alain de Benoist, illustre pensatore contemporaneo,
fatto passare dalla propaganda liberista/mondialista come razzista,
xenofobo, ecc... In realtà, de Benoist ci parla dell'importanza della vita comunitaria, della partecipazione alla vita pubblica e del rispetto per la Terra.
Temi non esattamente negativi, direi.

Spero che questo piccolo estratto possa suscitare delle riflessioni
propositive (oltre che l'interesse per l'autore) e soprattutto faccia
riflettere su quanto l'ideologia dominante contemporanea (mediante una
visione distorta del reale, il bombardamento mediatico ed una schiera
di "pensatori" omologati) riesca a manipolare l'informazione,
denigrando tutti quei pensatori/movimenti palesemente scomodi ai
propri progetti....

A cura di Lorenzo Pennacchi


Post Scriptum.  Infatti il problema non è l'immigrato in sé, ma l'immigrazione di massa, ormai non più produttiva e producente ma esasperante e creatrice di schiavitù.

Nessun commento:

Posta un commento