La risposta è la domanda di Alejandro Jodorowsky - Recensione

La risposta è la domanda


Uno Jodorowsky stranamente non sopra le righe ci presenta una raccolta di raccontini, storielle e aneddoti provenient da diverse tradizioni spirituali e culturali: persiane, sufi, indù, zen, ebraiche, cinesi, buddhiste, taoiste.

In toni insolitamente contenuti i suoi sobri commenti e le interpretazioni che ci offre –senza le quali più spesso che no la navicella della nostra mente non condurrebbe in porto il succo dei racconti in questione – ci fanno intravedere un autore ormai arresosi all’evidenza della saggezza, senza però che abbia perso la sua capacità di cogliere in pieno il bersaglio, come suo solito senza inutili giri di parole e cerimoniose circonlocuzioni.

Le innumerevoli lezioni contenute in queste 92 storielle, lungi dal costituire gli ingredienti di un improbabile minestrone di dubbia digeribilità, presentano la costante di sparare a zero sulle abitudini, sulle forme mentali,  sugli atteggiamenti convenzionali e sui condizionamenti autoimposti che impediscono l’apertura degli occhi su di una realtà che affiora omogenea, denudandosi dai paramenti culturali imposti dalle differenti tradizioni, e rivelandosi l’unico cuore pulsante sotto il camuffamento di molti corpi: il riconoscimento della divinità interiore.

“Quando percepiamo in noi un nuovo livello, più elevato, dobbiamo perdere noi stessi per raggiungerlo. Se, mentre cerchiamo di accedervi, rimaniamo legati a quello che siamo, entriamo in una crisi profonda. Allora non si tratta più di rinascita, ma di perdita di conoscenza e crisi.”


Simone Sutra 

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