Impressioni e riflessioni leggendo "Riciclaggio della memoria"

Carissimo Paolo, da qualche giorno ho iniziato a leggere il tuo libro "Riciclaggio della Memoria"(http://www.tracce.org/D'Arpini.htm)


Sono senza parole per descrivere come vorrei questa esperienza straordinaria.


Sono entrato in contatto con te tramite il tuo Giornaletto di Saul (http://saul-arpino.blogspot.ite senza voler togliere niente al tuo merito per l'impegno che gli dedichi, i messaggi che ricevi in confronto appartengono nella maggioranza ad un mondo per me molto banale.

Non sono niente interessato della vita privata di Berlusconi o di altri politici, quello che va facendo il Papa mi lascia abbastanza indifferente, la critica ossessiva contro chiunque sia al governo mi disturba, le beghe politiche italiane sono per me pietose e così via.
Però qua e la scavando in tutto quello che pubblichi  sul Giornaletto trovo degli articoli per me preziosi.


Nel tuo Giornaletto tu appari più che altro per le tue rispostine ma il Paolo del tuo libro non esiste.


Hai la capacità di analizzare ogni argomento considerandolo da ogni lato, come se tu non avessi una tua opinione.


Mi sembri senza condizionamenti e perciò esamini tutto in modo estremamente oggettivo. Affronti argomenti che sono lontanissimi uno dall'altro. Mi dai l'impressione di essere al disopra di tutto come distaccato.

Trovo però che le tue mete per la nostra umanità siano spesso utopiche perché per me sono tutti processi lentissimi come è tutta l'evoluzione degli universi, quindi posso immaginare solo piccoli miglioramenti che possono avvenire solo se ogni popolo capisce che è essenziale scoprire i lati positivi degli altri popoli in modo di poterli fare anche suoi.


Io dopo aver visitato, anche per lunghi periodi, 109 diverse nazioni mi sento cittadino del mondo, amo le mie origini italiane per gli aspetti positivi ma il concetto di patria non esiste più in me anche perché è una forma di divisione. Per me il solo gravissimo problema è la sovrappopolazione del pianeta che aumenta continuamente adesso che epidemie e grandi guerre sembrano essere sotto controllo e non posso immaginare come si potrà trovare una soluzione necessaria per non finire nel disastro totale. Ogni giorno non posso fare a meno di confrontare la vita in Sud Africa con quella italiana, qui c'è ancora moltissimo spazio e abbondanza per tutti e anche quelli di colore, se consideri come vivevano fino a poco tempo fa', oggi stanno quasi tutti molto molto meglio.

Un abbraccio,  Roberto Anastagi



 Roberto Anastagi in Sud Africa


Rispondo: "Ti ringrazio Roberto, per la tua critica "costruttiva" ed azzeccata (per quanto riguarda il mio distacco). 

Il discorso dell'aumento demografico l'ho affrontato in varie occasioni, poi l'ho abbandonato perché non è nelle mie mani poterlo risolvere e non credo nemmeno che sia un reale problema. Dipende solo dallo stile di vita che l'uomo "deciderà" di avere sul Pianeta. Se lo stile di vita si ecologizza al 100%, in ogni ambito, allora la popolazione può ancora crescere senza problemi. Nel processo dell'ecologizzazione deve rientrare anche la crescita spirituale, per questo mi dedico molto alla spiritualità laica. Infatti i miei interessi si sono concentrati sull'ecologia profonda e sulla spiritualità laica. 

Comunque -come detto più volte- il processo  evolutivo non dipende da decisioni prese dall'uomo singolarmente e nemmeno globalmente, è un processo automatico che utilizza il meccanismo di tentativi ed errori e di adattamento alle situazioni ambientali. Se in alcuni strati dell'umanità sorge lo stimolo alla crescita è perché quel progetto è già presente in fieri. Appare al momento opportuno. Nel libro ho toccato spesso questo tema.. vedrai"  

Un affettuoso saluto, Paolo D'Arpini


   Paolo D'Arpini  a casa di Rutilio Sermonti

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