La radice giudaica di tutte le ideologie totalitarie


Una cosa che mi ha sempre colpito e alla quale mi sembra non si sia prestata sufficiente attenzione, è il fatto che il più sanguinario tiranno di tutti tempi, Josef Stalin (altro che il povero Creonte, con buona pace di Eric Fromm) non abbia rivestito alcuna carica statale ma quella di segretario del PCUS. Quest’uomo non era tanto il secondo usurpatore dopo Lenin dell’impero già appartenuto agli zar, quanto piuttosto il papa del comunismo, un papato con annesso il più gigantesco, ipertrofico, mostruoso, aggressivo “stato della Chiesa”, della Chiesa-partito che si sia mai visto, l’Unione Sovietica.
Altra versione semi-laicizzata di cristianesimo, il liberalismo che, specialmente nella sua corrente maggiormente “religiosa” ed “esoterica”, quella massonica, mostra molto bene quale sia la sua matrice, con la sua adorazione per “Il grande architetto dell’universo”, l’occhio onniveggente iscritto in un triangolo sovrapposto alla piramide che ci fissa – guarda un po’ – dai dollari, la sua aspirazione a “ricostruire il tempio di Gerusalemme”, è in tutto e per tutto una caricatura di cristianesimo che semmai ne evidenzia ancor più l’origine ebraica.

Cristianesimo, marxismo, liberalismo convivono e si fondono in quel coacervo chiamato democrazia, dove i popoli in realtà non solo non hanno alcun potere, ma sono condannati a morte, destinati a sparire nel miscuglio interrazziale.
Peggio del cristianesimo e delle sue moderne propaggini (marxismo, liberalismo, democrazia) in campo “religioso” c’è soltanto il totale assorbimento, la totale vampirizzazione della sfera civile da parte di una dimensione (pseudo)religiosa, in una parola, l’islam. Come è stato fatto notare da studiosi di vaglia del fenomeno religioso – Valli e Lorenzoni – l’islam è davvero “l’ultima religione” nel senso che più in basso di così non è possibile cadere.
Se c’è una religione che si può definire totalitaria, è senz’altro l’islam, essa si impadronisce della vita del credente e tende a escludere qualsiasi cosa la possa mettere sia pure lontanamente in discussione: scienza, filosofia, cultura, ma anche semplicemente la capacità e l’attitudine a pensare in maniera autonoma, è una religione che poteva attecchire solo fra genti ignoranti e culturalmente deprivate, ma a sua volta è causa di ignoranza e di deprivazione culturale.
Cristianesimo, marxismo, liberalismo, democrazia, islam. Si vede bene che tutto questo ha la sua radice remota o prossima in qualcosa di esterno, di estraneo all’Europa, che ha un inconfondibile marchio d’origine mediorientale, e che nel suo insieme ha agito come un veleno o un acido dissolutore, ed è stato la prima causa della crisi, forse della scomparsa che ormai appare non lontanissima, della civiltà europea, una crisi che ormai fa data da qualcosa come cinque secoli, a partire da quella recrudescenza dello spirito dissolutore cristiano che è stata la riforma protestante, e si è man mano aggravata per ondate successive l’una più distruttiva dell’altra, quella crisi che nel suo insieme conosciamo come modernità. (da: Fabio Calabrese, “Antigone e il capitano”, ott. 2013)
Joe Fallisi

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