Origini del cristianesimo - Riferimenti storici e notizie presunte sulla figura di Gesù



Non desta alcuna difficoltà il fatto che sia vissuta una persona di nome Gesù; il problema nasce quando si vuole identificare questa persona con il Cristo messia dei vangeli, che è una costruzione teologica.


Di Gesù le uniche cose certe sono che era ebreo e circondato da una componente zelota (rivoluzionaria antiromana), come inequivocabilmente si estrapola dall'analisi filologica dei nomi degli stessi apostoli. Ma non è detto che Gesù fosse un rivoluzionario, magari dovette accettare tali personalità all'interno della sua cerchia. E' vero che ci sono degli studi che lo riconducono a un rivoluzionario. Ma non si può essere certi.


Per quanto qualcuno si affanni in teorie, quale fosse il suo reale insegnamento non è dato sapere.

Per argomentare in questo modo bisogna conoscere studi INDIPENDENTI di filologia, di critica testuale e di analisi comparata dei testi. Altrimenti si dicono sciocchezze (affettuoso).


1) i Vangeli sono anonimi (copie di copie di copie di copie), di datazione incerta, opere teologiche DI PARTE, scritti per convertire. Soprattutto: contraddittori, pieni di anacronismi, inesattezze, città inesistenti che vengono spostate in riva ai laghi, scritti da ignoranti in storia e geografia.
All'inizio vi erano decine di vangeli e migliaia di manoscritti (dati poi alle fiamme dai cristiani), finché, nel II secolo, Ireneo di Lione dice che ne vengono scelti 4 perché 4 sono i punti cardinali (renditi conto), e vengono attribuiti ai 4 evangelisti, che NON li hanno mai scritti. Prima di questo momento Non esistevano i vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni.
Le cose stanno così, e se serve produco citazioni ACCADEMICHE INDIPENDENTI di tutti gli studiosi di fama internazionale.

2) Nemmeno la chiesa esibisce più il testimonium flavianum come prova. Tutti gli studiosi INDIPENDENTI confermano che il passo è falso, perché INTERPOLATO per motivi per cui non posso dilungarmi, ma se serve lo faccio.
Le altre testimoniante si dicono "dipendenti", 4 righe senza valore che non parlano di Gesù, ma dei cristiani. Nel I secolo, a Roma, non c'erano i cristiani, ma gli ebrei messianici che aspettavano il messia. "Messia" significa "unto", "christos" in greco. Le testimonianze non parlano di Gesù, non ti confondere, ma di un unto. E come ti ho già detto sono inconsistenti. Non mi posso mettere a parlarti di tutte (ma se serve lo faccio), prendiamo per esempio quella di Tacito.

Tacito (56- 120 d.C) scrisse Annales e Historiae.
- Annales (Libro 15): Nerone si inventò dei colpevoli e perseguitò i cristiani. L'origine di questo nome è cristo (unto), condannato dal PROCURATORE P. Pilato, e la Giudea luogo di origine di quel male.


- Historiae: parla degli ebrei fino alla distruzione del Tempio da parte dei romani del 70 d.C.
Tacito fu consul suffectus, praetor e fece parte del quindecemviri sacris faciundis, un collegio con i compiti, tra l'altro, di CONTROLLO sui culti stranieri. Date queste alte cariche, egli aveva accesso agli Acta senatus (verbali del senato) e agli acta diurni populi romani (verbali giornalieri): avrebbe dovuto sapere che Pilato era PREFETTO, non procuratore. Non lo sapeva invece lo scriba che ha inserito il passo. In Historiae Tacito non dice nulla di cristo, e questo non può essere, dopo che in Annales ha definito la Giudea "luogo di origine di quel male" e soprattutto dal momento che doveva controllare i culti stranieri.


Il padre della chiesa Tertulliano ( II-III secolo) dimostra (Apologeticum) di aver letto il Libro 15 di Tacito perché lo commenta, ma non sa nulla di Nerone, e di cristo, altrimenti avrebbe argomentato e soprattutto utilizzato a suo favore lo scritto.


Tacito non scrisse mai quel passo.

Fabrizio Splendori


Fabrizio Splendori

Post Scriptum:

"Gli Ebrei non consideravano proprio
gli altri popoli. Quando si parla di tutta la terra vuol dire, al
massimo, i popoli a loro conosciuti. Il resto è costruzione successiva
teologica. Infatti, il Vangelo di Matteo VIETA IL PROSELITISMO E IL
RAPPORTARSI CON I PAGANI:

Matteo 10,5-6:
"Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani;
rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele".

Matteo 15,22-26:
"Ed ecco una donna Cananea (non ebrea), che veniva da quelle regioni,
si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia
è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse
neppure una parola (alla faccia del salvatore del mondo).
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi
come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che
alle pecore perdute della casa di Israele (e solo per loro)». Ma
quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli (gli ebrei)
per gettarlo ai cagnolini» (umilia la donna, paragonandola a una
cagna)."

Articolo di riferimento: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/04/luci-anzi-ombre-sulla-figura-del-gesu.html

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