Poteri occulti e alimentazione satvica


Già nello Yoga Sutra di Patanjali, il testo più antico sulla pratica yoga  che si fa risalire ad un periodo “mitologico” di migliaia d’anni fa, si faceva riferimento alla dieta satvica (vegetariana) come preliminare per la pratica che avrebbe poi portato a sviluppare gli ottuplici poteri occulti (bilocazione, lettura del pensiero, telecinesi, teleforesi, etc.). L’analisi accurata che segue, ce ne da ulteriore conferma. 
(Paolo D’Arpini)

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Ecco un po’ di vegetarianismo e di parapsicologia.
Facendo finta di niente, molti sono i legami tra vegetarianismo e parapsicologia. Già nel trattato sulla parapsicologia in 12 tomi, capitatomi nelle mani nella Biblioteca di Cayenne, nella Guyana Francese,  il vegetarianismo appariva come” conditio sine qua non”, per avvicinarsi alla parapsicologia, e questo nelle prime pagine.
Però, vi voglio parlare delle mie esperienze personali, come sempre ,da queste pagine dedicate ai fratelli vegetariani. Sto pensando, quando intervenne la parapsicologia nel vegetarianismo. Devo anche dire che la massima parte del mio tempo era dedicata alla meditazione. Chiunque può dire che con essa si aprono particolari canali.
Permettetemi di spiegarvi meglio questo fenomeno,visto che sono una neurochirurga, anzi, la prima neurochirurga italiana. Il nostro cervello è costituito da due lobi: destro e sinistro. Nella parapsicologia, ormai riconosciuta da tutti, il lobo destro è il cervello maschile, razionale, il lobo sinistro è il cervello femminile, intuitivo. Ovviamente l’equilibrio è auspicabile.
Il lobo destro ed il lobo sinistro sono uniti da vie di collegamento, come per esempio, il corpo calloso ed  il trigono. L’interessante di questa formazione è che, in caso di alcoolismo, la dissezione cadaverica metterà in risalto, nel corpo calloso, . una formazione rotondeggiante , di tessuto connettivo, il tessuto più banale, non certo in grado d trasmettere impulsi nervosi. Il trigono ha una forma triangolare, ed in tutta la parapsicologia si esalta la forma triangolare. Le vie tra i due emisferi non sono del tutto pervie. Ampie asportazioni del cervello, in neurochirurgia, permettono una vita normale. Allora gran parte del cervello è inutile, o solo una parte è risvegliato? E, circa le vie tra i due emisferi, come renderle pervie?
La meditazione rende pervie tali vie e l’illuminazione, cioè un flash di luce che appare durante la meditazione, testimonia tale fatto.
Da là, le visioni profetiche che caratterizzano questa strada. Anche le droghe, specie quelle pesanti, aprono la strada tra i due emisferi. E qui, vi è un ragionamento di medicina naturale. Noi vediamo sempre, che, in qualsiasi fenomeno concorre tutto il corpo: nella medicina allopatica questa viene definita:”l’influenza della buona costituzione”. Nell’apertura delle vie intraemisferiche, come ridonderà un corpo distrutto dalle droghe?
Ed inoltre, si è visto che le droghe aprono malamente la connessione intraemisferica, dando luogo ad allucinazioni (deformazioni della realtà), illusioni (l’immagine di una realtà inesistente) senza alcun significato, e che possono apparire all’improvviso, devastando la vita del soggetto.
Quindi, le strade aperte dalla droga, o le connessioni interemisferiche,  sono intossicate, non risultano attendibili, cosiccome i loro prodotti, visioni, ben lontano dalla realtà, presente, passata, futura.
Questa affermazione mi sembra indispensabile, dopo aver visti il film, in DVD; “ Jack lo squartatore”, un film  buono, per il resto, ma che introduceva il concetto che attraverso le droghe, si possono avere visioni, che aiutano a spiegare la realtà.
Cosiccome il recente cantante che dichiarava essere la cocaina, un potente tonico cerebrale. Penso che tutti i medici, che avranno ascoltato quella trasmissione, saranno rimasti, non sorpresi, ma attoniti. La cocaina dà uno speedy  al corpo, compreso a livello sessuale , ed al cervello, in cui una marea di pensieri si affacciano, che il profano scambia per una iperfunzione cerebrale.
Circa il cervello, in tutte le funzioni che esso esplica, notiamo l’inibizione che esso porta. Sugli sfinteri, per esempio, anale, uretrale esso esercita una Inibizione, quindi lo sfintere non segue la sua naturale funzione, o status, e si contrae, da lì il controllo delle feci e delle urine.
Non a caso, nelle vecchiaia, i fenomeni arteriosclerotici possono dare origine a perdita di urine e di feci. Per quanto riguarda il centro della parola, notiamo , anche lì, la funzione inibitoria cerebrale: da lì la logorrea, come piccola disarmonia cerebrale, al parlare ininterrotto di certe malattie psichiatriche.
Inoltre, vi è da considerare la meditazione, e tutta la stima di cui gode, incluso il mondo scientifico, in tutto il mondo. La meditazione viene vista anche come terapia cerebrale. Mi sono capitati casi di epilessia, curati con la meditazione.
La meditazione riesce a creare il silenzio interno: quindi,. potremmo dire che l’assenza di pensiero è sinonimo di salute cerebrale .
Come potremmo considerare la marea di pensieri, suscitati dalla cocaina? Dopo di che vi è da considerare come il corpo si presenta, nei cocainomani. Non è certo un corpo tonico, ed il cervello non brilla per resistenza psichica ed emotiva. Questo per delineare una barriera ben precisa tra il parapsicologico, ed i prodotti di un cervello intossicato da droghe, allucinazioni ed illusioni, che non hanno nulla che fare con la realtà.
La parapsicologia pretende non solo il vegetarianismo, possibilmente il crudismo, ma anche un operare sempre più nel bene; laddove, per bene, si intende non solo non fare male agli altri, ma non disturbarli, ed aiutarli, solo se lo richiedono, e se lo richiedono molte volte. Il bene dilaga in tutta la vita privata, personale, ovviamente, di lavoro, ed anche nei campi economici. Con la parapsicologia, si entra in campo energetico, nelle vibrazioni,e quindi, ottenere un buon risultato significa che devo essere buona.
Come vedete, vi è  un grande muro, tra la parapsicologia ed i prodotti mentali della droga, completamente deteriorati.
La meditazione, che mette in comunicazione i due emisferi, seguendo le leggi ferree del bene, mette in comunicazione con altri mondi. Quindi, io che ho dedicato, per questa meditazione, anni e anni ho avuto delle sensazioni particolari. Una volta, in Perù, stavamo preparando degli spaghetti con delle ostriche, particolarmente giganti, tipiche di quella nazione. Eravamo in una terrazza, ed il mio ragazzo, prese a spaccare le ostriche, colpendole più volte al suolo, ed io, improvvisamente mi ritrovai in una casa, la casa , che credevo sicura, che stava tremando, che si stava rompendo:scoppiai in lacrime:  ero l’ostrica. Più in là, cominciai, durante la meditazione, ad avere la sensazione di respirare, attraverso le costole.
In quel periodo, stavo mangiando a colazione il çevice, un pesce cotto con il limone: non lo mangiai più; la meditazione mi parlava della respirazione dei pesci, attraverso le branche. Anni dopo, ero ormai vegetariana da lungo tempo, venni derubata in Brasile, di ogni mio avere. Nell’attesa del rimborso dei traveller’s cheques, gli amici, pietosi, mi invitarono a cena. Era una cena speciale: avevano portato dei granchi.
Mi sentii in dovere, e forse, chissà, in diritto, di assaggiare un poco, di quello che un tempo era un mio piatto. Misi un boccone in bocca, ed immediatamente, sentii panico, panico, ero braccata, ed a un certo punto non vidi più  nulla. Chiaramente smisi di mangiare. Qualche giorno dopo, vidi, sulla spiaggia, come cacciavano i granchi. Li inseguono, e gettano loro della sabbia, sugli occhi sporgenti, quando essi sono vicino. Quindi, in quella cena ero stata un granchio.
Un’altra volta, ero su di un’isola, molto selvaggia. Mentre meditavo (ero già vegetariana), sentii una voce che mi diceva di non mangiare carne. Nell’isola, i rifornimenti erano molto scarsi, ed era difficile trovare il cibo, talvolta. Qualche giorno dopo la voce sentita durante la meditazione, si sparse una grande gioia in tutta l’isola e carne correva ovunque; tutte le capanne ne erano provviste. Fui l’unica a rifiutare la carne, per via dell’avviso, anche se il cibo era in realtà molto difficile ed introvabile. Il giorno dopo, tutta l’isola si ammalò. La carne veniva da una mucca, trovata morta; e chissà quale malattia, commentavano gli abitanti, dal loro letto.
Milena Auretta Rosso

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