Sviluppare le qualità nascoste. Esprimere le capacità psichiche inespresse



Varie persone hanno delle convinzioni interiori che non sviluppano e
non utilizzano, lasciandole così sterili a spegnersi, semplicemente
perché pensano a priori che non possano avere alcun successo.
Credo che questo sia sbagliato sia psicologicamente che concretamente.
Psicologicamente perché sviluppare, seguire e diffondere le proprie
convinzioni (perennemente in fieri, s'intende, non certo statiche,
poiché interattive col reale dell'esperienza) è una forma di sanità
mentale e benessere psichico. Concretamente perché se 100 persone
provano a seminare e coltivare qualcosa, nonostante sappia che una
frazione andrà perduta, tuttavia vedrà crescere almeno una parte del
seminato. Se invece nessuno semina nè coltiva nulla in tal caso andrà
certamente perduto tutto e guadagnato niente.


In campo artistico e scientifico le cose funzionano proprio così,
molti provano ed almeno alcuni riescono ad ottenere qualcosa di nuovo.
Non si vede motivo perché non possa essere lo stesso anche in campo
sociale, laddove le "regole" altro non sono che convenzioni, destinate
oltretutto a decadere fino ad essere dimenticate qualora non
incontrino il consenso sufficiente.


La creatività sviluppata dipendentemente dai bisogni deve essere
coltivata, dunque, anche in questo ambito. E, naturalmente, la
creatività non può certo essere dedotta dai mass media, strumenti
falsi e bugiardi di inganno e menzogna di regime, che conviene
boicottare integralmente, onde diminuirne il potere conferito dall'
acquisto ed uso: "facciamo politica ogni volta che facciamo la spesa";
ricordava Alex Zanotelli, il che vale anche per la nefasta spesa
massmediatica, con tutto il suo negativo effetto distrattivo e
sviante, ad unico profitto delle classi padronali dominanti, non certo
del popolo.


Tanto, comunque, in un modo o nell'altro, di una vita sociale siamo
necessariamente partecipi, non abbiamo modo di eluderla del tutto.
Meglio esservi partecipi quali soggetti coscienti ed elaboranti che
quali autoipnotizzati fruitori passivi di disinformazione dominante,
riducendosi ad "uomini ad una dimensione"; come direbbe Marcuse.
Costruiamo piuttosto noi stessi la nostra informazione, fondata sulle
nostre vite, bisogni e progetti: ciò sarà certamente più utile che
seguire le fanfare propagandistiche padronali.


Lasciamo pure "La voce del padrone" risuonare nel vuoto, nel quale
nulla più potrà comandare, per mancanza di obbedienti.
Chi è soddisfatto dello stato di cose vigente non ha alcun problema:
non deve far altro che accettarlo e fruirne.


Chi per qualche motivo invece non ne è soddisfatto si trova
necessariamente ad avere bisogno di alternative.
Ora, le alternative possibili esistono sempre, in quanto costruzioni
mentali e progetti.


Dobbiamo ben distinguere il materiale naturale da quello artificiale:
se abbiamo bisogno di oro o di rame bisogna vedere se ce ne è, le
materie prime naturali esistono in quantità e tipologia limitata, non
sono un nostro prodotto, sono un prodotto dell'Universo a nostra
disposizione, ma ha deciso l'Universo cosa c'è e quanto ce n'è.
Il materiale artificiale, invece, è ciò che costruiamo, inventandolo,
progettandolo e realizzandolo, il che vale anche per le convenzioni
sociali, che sono scelte di comportamento.


Il comportamento altro non è che ciò che facciamo, dipendentemente dal
nostro esercizio di scelta.


Sarvamangalam

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