"Liberi dalla civiltà" di Enrico Manicardi - Recensione



Sto leggendo il libro di Enrico Manicardi "Liberi dalla civiltà" e debbo ammettere che più vado avanti nella lettura e più mi sta creando dei problemi. Manicardi è un anarchico e perciò uno che va agli estremi ma dice delle cose che mi hanno fatto pensare molto e che mi hanno creato dei problemi a causa della mia età perché vorrei avere molto tempo davanti a me per poter elaborare questi messaggi, per mettere in pratica quelli ai quali credo e poter poi passare i messaggi a chi li vuole recepire. Data la dimensione dl libro, sono 530 pagine che trattano i tanti aspetti dell'evoluzione dell'umanità fino alla vita attuale,  ho deciso di limitarmi a"buttare li" solo delle frasi, che ho prelevato, sulle quali  credo potrete riflettere.
UN PO DI STORIA SULL'UMANITA'
La famiglia umana si sarebbe differenziata dalle scimmie antropomorfe circa 7 milioni di anni fa, 3 milioni di anni dopo avrebbe assunto la stazione eretta e circa 1,5 milioni di anni or sono sarebbe entrata nel cosiddetto Paleolitico acquisendo tutte le abilità  e capacità ( anche mentali ed intellettuali) di cui dispone l'individuo moderno.
La civiltà, invece, comunemente si ritiene coincidere con l'introduzione dell'agricoltura (inizio del Neolitico), quindi è datata soltanto 10 mila anni.
Dieci mila anni fa la popolazione mondiale era di 4 milioni e con l'introduzione dell'agricoltura  7 mila anni dopo (nel 1000 a.c.) sono diventati 50 milioni.
Quel che contava non era più essere ma possedere.
I peggiori killer dell'umanità nella nostra storia recente (vaiolo, influenza, tubercolosi, malaria, peste, morbillo e colera) sono 7 malattie evolutesi a partire da infezioni degli animali e furono trasmesse alle popolazioni umane dai branchi di quadrupedi domestici.


RIFLESSIONI
Le soluzioni ai nostri problemi non sono mai nelle dogmatiche prescrizioni di qualcun altro ma sono dentro di noi.....con questo mio libro cerco di incrinare le false verità sulle quali è fondato il mondo civile.
Ognuno di noi è preso per il collo da questo universo generalizzanto e spesso fà quello che può e non quello che vuole......dobbiamo avere la presa di coscienza di quello che siamo e di quello che potremmo essere.
Nel mondo civilizzato regna la tristezza e il malumore. Ogni 12 mesi, 2 milioni di adolescenti statunitensi tentano il suicidio.

LA DONNA
Con il patriarcato le religioni si imposero e cosi anche le disciminazioni sessuali. Considerata oramai come un "elemento" di secondo piano, la donna venne relegata al ruolo di essere infimo e abietto.
Per Pitagora" C'è un principio buono che ha creato l'ordine, la luce e l'uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna.
Per Aristotale la donna " la femmina è femmina in virtù di una certa  assenza di qualità".
I dottori della santa romana chiesa, cattolica e apostolica, fecero  a gara per esprimere tutto il loro disprezzo verso l'altro sesso.
San Tommaso riteneva che la donna fosse "un uomo mancato, un essere occasionale.

Nell'ecclesiaste: un uomo che ti vuole male è meglio di una donna che ti vuole bene.

Una preghiera quotidiana degli ebrei ortodossi recita ancora oggi: "Ti ringrazio signore di non avermi fatto nascere donna.

Schopenhauer disse: quando le leggi accordarono alle donne gli stessi diritti che agli uomini avrebbero dovuto munirle anche di una intelligenza maschile.
La donna ha imparato a vedersi come l'uomo la vede, la pensa e la rappresenta.
Nell'universo delle pari opportunità la donna , per essere accettata deve imparare ad essere come un uomo perché c'è un progetto di maschilizzazione.    

I piedi bendati delle cinesi le impedivano quasi di camminare, le unghie verniciate delle dive di Hollywood le toglievano l'uso delle mani, i tacchi alti , i busti, le crinoline erano destinate più che per accentuare la grazia del corpo femminile, ad aumentarne l'impotenza.

Il trucco e i gioielli sono anche questi strumenti di questa pietrificazione del corpo e del viso. Ella si dipinge la bocca e le guance per ottenere l'immobile solidità di una maschera e così rende omaggio alla sua assegnata condizione di preda ( è noto al riguardo che il rossetto enfatizza fino al caricaturale, la condizione di eccitamento sessuale della femmina le cui labbra tendono appunto ad arrossarsi nell'imminenza dell'orgasmo)
Elimina quelle pelurie del corpo che le ricordano il maschio e la sua origine animale.

Roberto Anastagi

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