Primavera alchemica, nuovo paradigma


“Alchimia del nuovo paradigma” 

Un film, improvvisamente… Capita spesso, nella vita, che una informazione, apparentemente insignificante, ci trasmetta una illuminazione. Mi è accaduto di recente, vedendo in televisione un vecchio film western, di cui è necessario comunicare la trama. Un’ intrepida vedova inglese (Maureen O’Hara) parte dal suo paese per andare nel Texas a sviluppare una nuova razza bovina, portandosi dietro un torello dal nome significativo: Vendicatore. Giunta in America, si affida ad un mandriano (James Stuart) per essere accompagnata, lei, la figlia ed il torello, nel cuore del Texas. Dopo lunghe e svariate peripezie giungono a destinazione. Una sterminato Ranch nel cuore di quel paese ancora selvaggio. Qui, contro il parere di tutti i locali, che ritengono la razza del torello inidonea per quel clima, essi decidono di lasciare l’animale allo stato brado. Questo viene abbandonato nella prateria e lasciato al suo destino. Se non ché, un inverno particolarmente inclemente crea non pochi problemi a tutti le mandrie. Il cow boy, preoccupato per la vita del suo protetto, vaga nella neve alla ricerca dell’animale ma non riesce a trovarlo. Anzi, rischia di morire lui stesso assiderato e viene salvato con difficoltà. Finito l’inverno ed iniziato il disgelo, riprendono le ricerche di Vendicatore, finché questo non viene trovato. Morto. Disperazione e sconforto per tutti, ma non per il cow boy, il quale crede nelle forze della natura, e cerca disperatamente una traccia, un ricordo genetico, un figlio di Vendicatore. Dopo mesi di ricerca, e quando ormai le speranze stanno dissolvendosi, ecco che appare un vitellino, nato da poco, chiaramente figlio di Vendicatore il quale, prima di morire, era riuscito a fecondare una vacca. La fine della pellicola ci mostra un’intera mandria di bovini, tutti nipoti e pronipoti di Vendicatore. Questa storia è una splendida metafora della forza vitale, che muore me si rigenera continuamente.

Il mistero della Primavera… Il simbolismo della rinascita primaverile si identifica nella vita di tutti i grandi iniziatori di religioni. In particolare, l’ antichità riconosceva in alcune divinità proprio questa funzione, che essi esprimevano tangibilmente. In inglese, Pasqua si dice Easter, una chiara derivazione da Eastre, Ostara, Istar, Astarte, divinità della Resurrezione naturale e perpetua. La Pasqua cristiana ne è una chiara derivazione, considerando che la cultura classica ha celebrato la Resurrezione degli Dei il giorno dell’equinozio di primavera. La resurrezione è anche simbolo di fertilità. Infine, la Pasqua cristiana non è la pasqua ebraica. Non ha nulla a che vedere con questa. Il Diavolo, dio degli inferi…. Nel mito cristiano, il Cristo dopo la morte scende agli inferi, similmente agli Eroi della Classicità: Ulisse, Enea, Dante (grande interprete della Classicità). E si dice anche che il Cristo soggiorna tre giorni sotterra prima di risorgere.

“Crediamo che il terzo giorno dopo la sua morte, Gesù Cristo, per virtù propria, riunì di nuovo l’ anima col corpo, risorgendo glorioso ed immortale” (Catechismo del Card. Gasparri ).

La riunione dell’ anima col corpo (del soffio vitale con la struttura terrena) è comune a tutti gli esseri viventi. La raffigurazione del demonio, divinità delle tenebre, è più o meno sempre la stessa. Derivato da una figura di fauno, si è nel tempo leggermente trasformato, mantenendo gli zoccoli alle estremità delle zampe. Con le corna in testa, con un forcone in mano, avvolto nel fumo (che dicono di zolfo). In realtà si tratta di una figurazione campestre. La trasformazione mitica da fauno ad un bue, che maneggia o produce il letame, che posto sopra ai chicchi (di grano o di qualsiasi altra vegetazione) li concima e ne facilità la resurrezione sotto forma di pianta alimentare. Ecco perché si dice che Gesù chicco di cereale soggiace, sotterra, al demonio.

Scrive Deepak Chopra: “E’ sufficiente essere noi stessi per dirigerci verso un destino molto al di là di quel che si possa immaginare. Basta sapere che l’essere che alimento dentro di me è lo stesso dell’ Essere che soffonde ogni atomo del cosmo. Quando i due riusciranno a vedersi come pari, saranno pari, perché allora la stessa forza che controlla le galassie sosterrà la mia esistenza individuale."

Giorgio Vitali

1 commento:

  1. Bellissimo quel film!!! Lo adoro e ogni volta che lo trasmettono lo riguardo! Grazie per quello che hai scritto, rende bene l'idea della rinascita!

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