Epistemologia - Eccesso d'informazione uguale a informazione nulla


La progressiva diffusione di internet ha provocato una crescente
condivisione dell'informazione, che appare destinata a crescere
ulteriormente, fino all'eventuale limite del raggiungimento di
saturazione fisiologica oltre il quale gli esseri umani non possano
procedere.


Frattanto si va diffondendo, anche se finora lentamente, pure
l'impiego di fonti energetiche rinnovabili locali (solare,
eolico....), potenzialmente in quantità sufficienti al fabbisogno
umano (lo confermano le analisi della Banca Mondiale, contrariamente
alle pessimistiche Cassandre che le qualificano erroneamente "fenomeni
di nicchia").


Anche in questo settore diventerà uso sempre crescente la
condivisione, poiché l'intensità momentanea di assorbimento energetico
di ogni impianto non corrisponde alla necessità di consumo
dell'utilizzatore, il quale può rilasciare il surplus inutilizzato in
una rete di scambio da cui attingere invece nel momento in cui
l'assorbimento alla fonte sia insufficiente (questo metodo di scambio
è in genere più conveniente dell'uso di accumulatori individuali).
Con il progredire e diffondersi di queste due tecnologie di
condivisione dell' informazione e dell' energia assisteremo
probabilmente ad un progressivo forte cambiamento nella distribuzione
del potere sociale, destinato a diventare meno concentrato e più
diffuso, secondo una organizzazione logica più reticolare
equipotenziale che gerarchica.

L'abbondanza di disponibilità di cibo pone il problema della scelta:
non si può mangiare tutto, occorre scegliere ciò che serve alla
propria alimentazione.


Idem per l'abbondanza di informazione.

Vincenzo Zamboni

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Integrazione commento di Gabriella De Simon ".... "Unità: verità
assoluta" ....A questo punto, dopo aver detto che molti sono i
risultati veri e che ciascun risultato è relativo a un certo tipo di
sapere, bisogna continuare il discorso e dire che tutti sono fra loro
complemetari, essendo aspetti di un unico oggetto e conoscenze di un
unico soggetto. Dopo aver detto che tutti possono coesistere e
tollerarsi, bisogna dire che tutti debbono abbracciarsi e fare blocco
(che sarà più o meno omogeneo secondo il livello di unificazione
raggiunto) per migliorare la conoscenza dell'unico oggetto e per
soddisfare la fame una e multipla dell'unico soggetto. Continuando a
trarre qualche lezione umana dai nostri pensieri, è facile avvedersi
che chi afferma un tipo di sapere (solitamente il suo sapere
"professionale") ed esclude un altro tipo di sapere, costui defrauda
la realtà misconoscendo la sua ricchezza e defrauda se stesso
misconoscendo la propria polivalenza. La tentazione di assolutizzare
un tipo di sapere, il proprio, e di disprezzare il sapere altrui è
sempre in agguato. Il fisico non lo dirà, ma penserà in segreto che
solo lui è fidanzato alla verità, e tutti gli altri sono ignobile
plebe; il matematico penserà in segreto che solo lui è in vetta, e
tutti gli altri vagolano come ubriachi a fondo valle; il filosofo
penserà in segreto che lui è il figlio del sole, e tutti gli altri
sono impastati di fango carnale; il teologo guarderà con disdegno la
folla impazzita giacente ai piedi del suo celeste maniero. Occorre uno
sforzo per avvertire che tutti siamo fratelli ed alleati anche
nell'impresa scientifica, che ognuno è chiamato a dare ciò che gli
altri non hanno, ed ha bisogno di ricevre ciò che egli non ha. Oggi,
più che mai, col moltiplicarsi ed il perfezionarsi delle
specializzazioni, occorre stringerci per mano come bambini che hanno
paura, lavorare in equipe, come si dice. Oggi il progresso del sapere
è affidato alle grandi comunità di studio, organizzate come
"universitates studiorum", dove impera il collettivismo scientifico e
la simbiosi di tutti i punnti di vista." Queste note di epistemologia,
inserite nelle lezioni "Le vie del sapere" per studenti universitari
di Milano, furono scritte dallo storico Luigi Cortesi, nel 1959.

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