Riconoscersi in ciò che è... Immagini ed esperienze in chiave di bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità naturale (o laica)



Paolo D'Arpini nella casarsa di Calcata

Nel 2012 mi scrisse Nicholas Bawtree, caporedattore di AAM Terra Nuova, per chiedermi se volessi  aprire un blog sul portale  della rivista. Conoscevo Nicholas personalmente perché venne a trovarmi una volta a Calcata assieme ad un'amica. In quell'occasione parlammo francamente del movimento ecologista  e bioregionale in Italia e degli sviluppi che stava avendo una nuova forma di spiritualità della natura, da me definita "spiritualità laica".  Già negli anni precedenti collaborai con la rivista proprio sui temi descritti, occupandomi anche di una rubrica "zodiacale" perciò non mi meravigliai quando Nicholas infine mi chiese di continuare la collaborazione in forma "semi-autonoma" attraverso il blog (per la cura di Federica Del Guerra), a cui diedi il nome di "Riconoscersi in ciò che è..",  una descrizione fatta da Osho per indicare la realtà assoluta che ci circonda e nella quale noi tutti siamo. 
Questo che segue è  il primo post pubblicato in cui spiego la "chiave di lettura" del blog:



"Riconoscersi in ciò che è..." - Immagini ed esperienze in chiave di bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità naturale (o laica).

Ogni entità, come ogni persona, ha un suo destino ed un suo percorso di vita. La Rete Bioregionale Italiana, in quanto coordinamento di vari soggetti che si riconoscono nel sentire dell'ecologia profonda e della spiritualità naturale ed ovviamente nell'idea bioregionale, nasce 16 anni fa durante un primo incontro aggregativo, tenutosi nella Tuscia.
chiave di lettura
La nascita della Rete avvenne nella primavera inoltrata del 1996 nel  Parco naturale di Monte Rufeno di Acquapendente (Viterbo), ai confini fra Toscana e Lazio. Io ero presente ed ero una componente di quel primo gruppo e quindi potrei raccontarvi come la cosa avvenne e quali furono  i fatti che precedettero quella formazione  ed anche i fatti che seguirono sino ad oggi. Però lo scopo di questo primo post non vuole propriamente essere biografico e quindi non vorrei troppo soffermarmi su particolari atti ed azioni compiute nella "prima infanzia" della struttura. Anche se alcune parole per descriverne la realtà e la sua costituzione sono  però necessarie.
Già all'inizio degli anni '70 del secolo scorso, anche in conseguenza della rivoluzione del '68, si era andata creando una nuova visione del mondo, della cultura umana e della sue espressioni sottili come la spiritualità o la filosofia e soprattutto di un rinnovato impegno a rivedere le attività dell'uomo nella natura, considerando la visione olistica e la comprensione che l'insieme della vita è una realtà inscindibile.

Questa visione in effetti trova la sua origine nel pensiero antico oggi definito "pagano" in cui si considerava l'esistenza come una espressione di identità differenziate solo dalla funzione ma non nella essenza. Divinità e personalità rappresentavano i modi della natura e le forze che la animano. Ogni cosa insomma è viva e riconoscibile dalle sue attività.  Questo sentire antico, allo stesso tempo connaturato nella mente umana e di tutto ciò che vive nella mente universale, trovò nuove definizioni attraverso le esperienze e le ricerche portate avanti in varie parti del mondo.


Ad esempio negli Stati Uniti questa ricerca prese il nome di bioregionalismo, che è un neologismo coniato da Peter Berg con cui egli intendeva descrivere le forme vitali e naturali in chiave omogenea, consentendone in tal modo il riconoscimento. Quasi contemporaneamente in Europa il filosofo Arne Naess  elaborava i concetti relativi all'ecologia profonda che stabilisce il funzionamento organico dell'insieme.


Ovviamente non poteva essere trascurato l'aspetto sottile che sa riconoscere queste descrizioni e che è in grado di poterle osservare   -come è detto nella scienza moderna:  l'esperimento e lo sperimentatore sono componenti inscindibili del processo sperimentale....- e questa prospettiva viene da me  rappresentata dalla cosiddetta "spiritualità naturale (o laica)", la quale non è altro che l'intelligenza-coscienza che tutto pervade ed in se stessa tutto integra.

Spero con ciò di aver chiarito le premesse che questo blog si prefigge di sviluppare, nel corso del tempo, con una serie di interventi di vari autori che compartecipano alla Rete Bioregionale Italiana.

Gli argomenti, come detto nel sottotitolo del blog, vertono su tutte le attività ed i sentimenti espressi dall'uomo in funzione di una esistenza armonica e simbiotica con l'ambiente di cui egli stesso è parte.
di Paolo D'Arpini - Referente Rete Bioregionale Italiana.

7 commenti:

  1. Ciao, Seguo il tuo, anzi i tuoi blog e li condivido in rete, ma devo dire che mi dispiace qui la tua parzialità, sembri voler essere l'unico referente del Bioregionalismo in Italia quando sai benissimo che non è così, forse per correttezza prima o poi, dato che vuoi relazionare deglla nascita del pensiero bioregionale in Italia, dovrai parlare del fatto che personaggi illustri ed importanti e che hanno molto contribuito alla diffusione del pensiero Bioregionalista come Giuseppe Moretti ed Etain Addey ti hanno concesso per amor di pace di mantenere il nome di "Rete Bioregionale", inizialmente patrimonio del gruppo che poi si è diviso in due gruppi differenti dato che nel tuo volevi far prevalere temi come spiritualità e vegetarianesimo che non tutti nel gruppo iniziale condividevano, e continuano a esistere parallelamente come "Sentiero Bioregionale" portando comunque avanti il bellissimo bollettino storico Lato Selvatico sempre distribuito da Giuseppe e pubblicazioni classiche di autori Bioregionalisti Americani e non solo. Confido che tu sinceramente parli anche di loro nel riferire le origini del Bioregionalismo in Italia. Buon Cammino, Manù

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  2. Cara Manù, ti ringrazio di aver scritto un tuo commento. Sappi che non ho mai disconosciuto l'opera ed i meriti di Giuseppe Moretti e di Etain Addey, infatti puoi vedere i miei interventi e le innumerevoli menzioni su loro fatte in vari miei articoli presenti in rete. Ad esempio qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=giuseppe+moretti+
    e qui: https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=etain%20addey%20paolo%20d%27arpini, solo per citarne alcuni...
    Non voglio tornare sul discorso della uscita di Giuseppe ed Etain dalla Rete Bioregionale, quella è stata una loro scelta, per fondare il Sentiero Bioregionale. Il mio non volerne parlare è anche un modo per evitare polemiche, ma sappi che ripetutamente ho tentato un riavvicinamento, anche recentemente ho chiesto a Michele Meomartino -l'organizzatore del prossimo Incontro Collettivo Ecologista che si tiene a Montesilvano il 21 e 22 giugno- di invitarli entrambi allo scopo di riunire tutti i membri vecchi e nuovi in un unica compagine. Puoi chiedere conferma ad Etain che però non ha voluto rispondere alle telefonate ed email di invito. Per quanto riguarda poi il mantenimento del nome e dell'operatività della "Rete Bioregionale" non è una mia esclusiva ma viene condivisa da tutti coloro che vi si identificano e che lavorano per essa, la mia è una semplice azione di coordinamento e di "pubbliche relazioni". Nel blog della Rete sono menzionati tutti i referenti, io non sono il solo. Per quanto riguarda il blog di AAM TN, mi era stato chiesto di aprirlo a titolo personale, ma proprio per una collegialità, ho voluto tenerlo a disposizione di tutti i bioregionalisti ed ecologisti e fautori della spiritualità della natura, infatti potrai leggervi articoli di molti autori. Ed anche tu se vorrai potrai collaborare, purché con temi non antagonistici o di rivalsa. In ogni caso non è certo una "etichetta" che denota un comportamento ed un impegno. E ti faccio presente che di bioregionalismo ed ecologia profonda me ne sono occupato ben prima della fondazione della Rete Bioregionale, alla quale comunque partecipai come co-fondatore, assieme a Moretti, Panzarasa ed altri. Non voglio polemizzare sul chi è stato il maggior fautore del bioregionalismo in Italia, ma sappi che esistono documenti ufficiali da cui risulta il mio impegno bioregionale anche in ambito istituzionale ben prima del 1996. In effetti ben facesti a specificare che Moretti ed Etain si sono interessati essenzialmente al filone bioregionale "americano", che io non disconosco. Allo stesso tempo ritengo che l'azione bioregionale si debba svolgere nel luogo in cui si vive..... Per finire ti segnalo il link del blog della Rete Bioregionale con l'indicazione dell'incontro 2014 (a cui potrai intervenire) e da cui potrai anche vedere chi sono i vari referenti: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2014/05/15/montesilvano_21_e_22_giugno_20.html

    Ti auguro gioia e serenità, ciao, Paolo

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    1. Grazie Paolo per la tua risposta che ho visto solo ora, l'importante è diffondere il pensiero Bioregionale e cerco di fare la mia parte come posso, buon cammino, manù

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  3. Cari Manu e Paolo,
    con tutte le belle idee che avete e che portate avanti, per piacere non fermatevi alle puntigliosità! Procedete entrambi sereni, con l'intenzione di diffondere il più possibile il vostro pensiero, qualunque esso sia. Guardate quello che vi unisce e non quello che vi divide (P.Giovanni XXIII). Siate sereni e procedete a testa alta. Qualcuno opterà per una scelta, altri per l'altra... ma ci sarà un momento in cui altri rami si divideranno e questo meraviglioso pensiero naturalista procederà, nonostante le vostre divergenze. Un abbraccio

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  4. concordo perfettamente con Franca Oberti

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  5. Franca, sei sempre saggia, condivido la tua esortazione e per te, Manu, l'invito all'incontro collettivo a Montesilvano.
    Caterina

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    1. Grazie Franca e grazie Caterina per l'invito ma purtroppo non potrò partecipare fisicamente perchè non mi muovo più per lunghi viaggi, mi terrò informata comunque se vorrete gentilmente fare una relazione dell'incontro e qualche foto ne sarò lieta, un abbraccio manù

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