Nel libro "Vita senza tempo" si parla della storia d’amore di Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi, e di come in seguito alla maturazione di questo amore karmico avvenne anche il trasferimento a Treia del Circolo Vegetariano VV.TT.
Il libro in realtà è una raccolta epistolare della selezione di un nutrissimo carteggio virtuale che inizia il 24 aprile 2009 a Calcata e si conclude il 7 luglio 2010 a Treia.
Il libro si dispiega in maniera graduale, partendo dall’iniziale fase amichevole della conoscenza reciproca di Paolo e Caterina, nutrendosi di un corposo segmento intermedio di approfondimento e approdando, infine, a una relazione stabile sentimentale. Un ruscello che convoglia le proprie acque in modo equilibrato prima di diventare fiume e sfociare in una conclusione ideale, quella di apertura verso il mare e verso la vita stessa, rivista da Caterina e Paolo in un’ottica di condivisione e comprensione l’una per i punti di forza e i punti di debolezza dell’altro e viceversa, come in un amore maturo e realmente fruibile dovrebbe sempre essere.
Un sentimento forte e corposo ma non scevro da dubbi, piccole incertezze, sussulti dovuti alla frenesia del vivere quotidiano sperimentati da Caterina, veterinaria, accolta in un abbraccio ideale dalla disponibilità “appassionata/spassionata” di Paolo, spirito libero e pensionato, spesso ago della bilancia della quotidianità di entrambi.Il dialogo procede secondo ritmi variabili, trattando moltissimi temi attuali e contemporanei: relazioni umane e loro spendibilità nel reale e nel web (quest’ultimo visto come modalità privilegiata e catalizzante di comunicazione, seguita tuttavia da una indispensabile conoscenza “de visu”); accettazione amorevole e consapevole di se stessi come premessa indispensabile per l’instaurazione di rapporti affettivo-sentimentali-
L’attribuzione, infine, di un peso rilevante al momento presente, da gustare intensamente scevro da ombre passate (o forse, meglio, non appesantito ma arricchito dalla positività di ciò che è stato) e di moderata propedeuticità verso un futuro ancora tutto da costruire con i piedi ben piantati per terra in un hic et nunc concreto e costruttivo.
Lucia Guida
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