Racconto di un giorno in cui son tornato a Calcata, nel 2009



Son tornato a Calcata, siete contenti?

A volte basta poco  per interrompere un flusso e sentire che tutto ricomincia da capo. Soprattutto se intercorre un contatto forte in cui il senso di presenza, dell'essere qui ed ora, tende a cancellare il "corso" del tempo, che solitamente scorre dal passato verso il futuro, ma è così? Secondo alcuni filosofi il tempo scorre dal futuro verso il passato, ovvero la Presenza Cosciente Suprema, che è definita Dio, trascina il mondo creato all'inverso dal futuro verso il passato. Ma queste sono tutte illazioni se si considera che il tempo, come lo spazio, non è altro che il "modo" attraverso il quale si rende possibile il gioco della vita.

Stamattina appena ripresa la routine di Calcata e mi sono ritrovato sulla via di Canossa per andare a Calcata Nuova ho avuto una bella sorpresa... Lungo la strada ho scorto una bella zucchetta abbandonata, l'ho immediatamente spostata adagiandola sull'erba del ciglio e poi mi son guardato attorno per capire se qualcuno l'avesse dimenticata o persa... Ed in effetti lì dappresso c'era uno degli operai filippini di Paolo Portoghesi che armeggiava con un telefonino... Con questi opeai di Portoghesi c'è sempre qualcosa da imparare, vi ricordate la storia del germano reale col ciuffo di qualche mese fa?

Avendo visto che il probabile smarritore stava nei pressi ed avendo notato che in fondo non aveva potuto ignorare il mio gesto di porre al riparo la zucca ho continuato il cammino lasciando la cosa al suo destino.


Al baretto, dove di solito mi sorbetto il cappuccino bollente assieme ai pettegolezzi del paese, la signora aveva notato la mia assenza, evidentemente, ma non mi ha fatto domande specifiche mi ha solo chiesto "come mai oggi sei in ritardo?" ed io "sai, ieri sono stato in pellegrinaggio a Gubbio, sulla via di san Francesco.. mi sono fatto una lunga camminata sotto il sole in mezzo ai monti, visitando chiesette, romitaggi ed abbazie. e stamattina ero talmente stanco che mi sono alzato un po' più tardi del solito..." e lei "anch'io lo scorso anno sono stata ad Assisi, sono andata con il pulmann, ho visto Santa Maria degli Angeli... e tutto il resto, è stata una bella gita...".

Scambiateci così le nostre esperienze francescane ho continuato il giro di Canossa, sono andato alla posta dove mi attendeva il dono inatteso di un santo laico, un po' francescano anche lui, abitante a Rieti che in passato faceva parte dell'Umbria ed era terra di San Francesco (ricordate il primo presepio vivente istituito da Francesco a Greccio?), il mio benefattore si chiama avvocato Gianfranco Paris il quale mi ha inviato un dono di cento euro per la causa della sopravvivenza spicciola.

Poi eccomi dal tabaccaio giornalaio, appena riaperto dopo una settimana di ferie, al bancone l'amico professore Alvaro, con il quale faccio sempre una scambio di vedeute politico-economiche su Calcata, sul Lazio, sull'Italia e sul Mondo. Dopo qualche convenevole scherzoso di benvenuto e qualche solita presa in giro per la mia abitudine di andare a scroccare la recensione dei giornali a gratis... Alvaro mi ha raccontato della sua ultima giornata di ferie, trascorsa a Palermo. "Sono stato nella grotta di Santa Rosalia, che si trova nella montagna del Pellegrino, a strapiombo sul mare sopra Palermo. Un posto bellissimo, nella grotta è stato recentemente trovato un dipinto antico che ritrae Santa Rosalia con San Francesco... dovrebbe essere veritiero poiché in effetti San Francesco passò da quelle parti allorché si recò a convertire gli infedeli dell'impero ottomano...".

Disceso da Canossa, ho ritrovato sul bordo della strada la zucchetta gialla che nessuno aveva raccolto, attorno neanche un'anima viva, e perciò mi sono preso quel regalo della natura fra le braccia e me ne son tornato "ricco" a casa mia.

Paolo D'Arpini

(Calcata, 27 luglio 2009)

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