12 dicembre 1969 - Inizio della strategia della tensione in Italia



L'inizio della strategia della tensione in Italia, 12 dicembre 1969, fu costituito da ben tre attentati contro banche di stato: Banca Nazionale dell'Agricoltura (Piazza Fontana, 14 morti), Banca Nazionale del Lavoro (16 feriti), e un ordigno disinnescato quel pomeriggio alla Banca Commerciale Italiana.

Le tre banche partecipavano al progetto di piena ricostruzione della sovranità monetaria nazionale, avendo iniziato a stampare cartamoneta in biglietti del Ministero del Tesoro, senza intermediazione di corrispondenti titoli di debito, come nel caso dei biglietti da 500 lire già fatti emettere da Aldo Moro. Dopo gli attentati le emissioni vennero interrotte.
(Particolare monetario citato da Massimo Mazzucco).


Vale ricordare che nella sua intervista concessa alla stampa russa Josef Akermann, CEO Deutsche Bank, dichiarò che i vertici del potere finanziario internazionale organizzano e pagano attentati politici nel mondo.


Consideriamo poi che il culmine della strategia della tensione fu l'omicidio di Moro, riguardo il quale è accertata (per ammissione di alcuni stessi ex brigatisti) l'intromissione delle pressioni di agenti statunitensi, fatto ammesso, decenni dopo, dall'assistente di segreteria di stato Steven Pieckzenick (del resto è noto che Kissinger aveva minacciato di morte Moro).


D'altronde, i bombaroli di Ordine Nuovo erano finanziati dalla Nato (come da deposizioni di Carlo Digilio in corte d'appello a Venezia, e dichiarazioni dell'ex capo del Sid Gianadelio Maletti).

Vincenzo Zamboni




Post Scriptum - Bisogna ricordare anche che l'avvocato socialista Giannino Guiso, il quale durante il rapimento Moro manteneva contatti segreti tra Psi e brigatisti per arrivare alla liberazione (gran parte delle Br e del movimento era favorevole) subì, poi, anch'egli degli attentati, quando rivelò qualcosa riguardo le trattative, finché rinunciò a dare interviste sull'argomento.

Nessun commento:

Posta un commento