La donna è "debole" nel buddismo - Nel cristianesimo invece è ancora a livelli sub umani

 "Chi dice donna dice dharma" (Saul Arpino)


Così come il Budda all'inizio della sua predicazione aveva escluso le donne dal Sangha, anche il Cristo aveva chiaramente enunciato il suo rapporto con la donna fin dall'inizio della sua missione: infatti alla Madre che alle nozze di Cana gli chiedeva di intervenire perché mancava il vino, aveva risposto: "Donna che ho a che fare io con te?" - "Non è arrivata ancora la mia ora!" - Sapendo bene che compiere un segno in quel momento equivaleva ad accettare la soddisfazione di una volontà inferiore: quella della donna, che in un prosieguo di tempo lo avrebbe portato anche alla testimonianza suprema: la morte in croce. Perché il Cristo si abbandona a questa volontà inferiore? La risposta non può essere che la stessa data dal Budda all'ingresso della donna nella comunità del Sangha: il male minore. Ecco, il morire in croce è il male minore. Questo significa accettare di dare un segno tangibile della propria missione trascendente proprio nelle condizioni peggiori.

E' vero che la Chiesa ha imposto il celibato per tutti i preti soltanto nel 1530 con il Concilio di Trento, ma questo non ha ancora risolto il problema. Ovvero: o le cose sono state ormai compromesse, dati i 1500 anni di lassismo, oppure è diventato un problema insolubile.
Così il Budda aveva dichiarato che dato l'ingresso delle donne nella comunità del Sangha la religione sarebbe durata 500 anni di meno: vale a dire, il Dharma sarebbe stato accolto nella sua integrale purezza dall'umanità fino a 500 anni, riducendolo in durata di 500 anni. C'è da dire che lo stesso Sangha maschile si è corrotto: infatti nel prosieguo delle speculazioni e manomissioni umane si è arrivati a comunità in cui perfino i monaci avevano una compagna, con la possibilità che falsi monaci facessero il loro mondano comodo.

E' chiaro che non è sul piano mondano che occorre accogliere l'istanza di Karuna, amorevolezza e compassione, per unirla alla Prajna o Saggezza, ma è nella mente dell'uomo. E' chiaro che chi abbraccia la trascendenza deve rinunciare alla donna: ne va della sua realizzazione effettiva e della possibilità stessa della sua missione in questo mondo.
Accenno al problema dei preti pedofili per dire quanto sia difficile mantenersi in un ambito di correttezza e integrità senza cedere alla componente sessuale. Insomma: chi cede al sesso dimostra di non aver ancora capito dove sta il problema umano nella sua interezza. L'apostolo Pietro dopo una conversazione con il Cristo, a proposito della situazione umana, gli diceva: "Se le cose tra uomo e donna stanno così, non conviene ad un uomo prendere moglie".

L'ideale del Tantra è reintegrare nei fatti anche la componente sessuale, cioè utilizzarla come un medicamento pericoloso, o velenoso, pur rimanendone distaccati o immuni: cioè senza cedere ad esso. L'ideale del Graal è cercare l'unione tra l’uomo e la donna per la effettiva ricostituzione sul piano terrestre dell'Archetipo umano. Dove sta la falsità di queste posizioni?

Nel Tantra, la possibilità che si metta in dubbio la serietà del ricercatore dato che inevitabilmente, nella vita di tutti i giorni dovrà scendere a compromessi. Nel caso del Graal c'è da dire che ogni uomo, maschio, rappresenta già nel piano terrestre la realizzazione dell'Archetipo Umano e quindi non c'è un'effettiva necessità di una convivenza con una compagna per realizzarlo.

Questo non significa che, per la componente di compassione, non si possa avere un rapporto con la donna, ma questo deve essere ben inteso però. Occorre sapere che è come dar da mangiare, occasionalmente, a un gatto affamato.

 Gino Taddei 
(http://centronirvana.blogspot.it/2005_07_01_archive.html)

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Mio commentino: "Fortunatamente (per lui, s'intende...) poi il Buddha ci ripensò ed aprì la "Via" anche alle donne, riconoscendo quindi la loro natura di "Buddha" (e la possibilità di partecipare al "Sangha" e al "Dharma). Per quanto riguarda, invece, la posizione femminile nel cristianesimo siamo ancora a mezza strada... appena appena venne accettata come essere umano e "munita" di un'anima (per un solo voto al Concilio di Nicea)..." 
(Paolo D'Arpini)

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