Wu wei, agire senza agire...



Wu wei, letteralmente, in cinese, "non-agire", base della filosofia del
Taoismo ma un po' emblematico della mentalità orientale in genere.
Quanto lontano dal nostro occidentale stressante "fare, fare, fare,
correre di qua e di là, competere, lottare a destra e a sinistra,
sgomitare per arrivare ...."  Dove? Beh, in genere a scavarsi la fossa
coi denti.


Sia ben chiaro che il "non-agire" non implica passività, assolutamente
no, ma colloca l'azione là dove conta veramente, cioè nel mondo delle
cause e non degli effetti,là dove sposta veramente quelle energie che
poi fluiscono nel nostro mondo delle apparenze: e dato che possiedono
un più elevato livello vibratorio guidano l'azione sui nostri "piani
bassi" (se si sa come fare). E' sempre ciò che sta sopra ad influire
su ciò che sta sotto, mai il contrario.


Quindi, niente spaccare le montagne come un novello Rodomonte, ma
spostarle leggermente di lato: basterebbe , come sosteneva il buon
Gesù, "dire a quel monte: spostati di là ed esso obbedirebbe".
Grande mistero della vita, riservato a chi comprende che le chiavi
della nostra realtà risiedono sul piano , se vogliamo,"magico" o per
meglio dire metafisico, trascendente, e non quello razionale e
terreno, che ne è solo il capolinea . Quest'ultimo piano, quello
materiale, indica solo le modalità in cui un dato evento si pone sul
nostro piano di esistenza, entrando così a far parte della realtà
fisica e quindi sottoposto alle sue leggi. Ma i cinesi sapevano che
bisogna agire sulla realtà prima che essa entri a far parte del piano
materiale: nel suo "divenire", nel suo trasformarsi, nel suo
plasmarsi.


Chi ha visto il film Matrix ricorderà che, nella trasposizione da un
piano all'altro dei "ribelli" , quando costoro entravano sul piano
della Matrix, cioè la simulazione virtuale che occupava tutto il
mondo, se venivano uccisi, la morte aveva effetto anche sul loro piano
reale. Secondo me questa è un'ottima parabola di come l'uomo,
immedesimandosi completamente e sintonizzandosi totalmente sulla
realtà materiale, non fa che morire a livello spirituale. Chi
sopravvisse erano quelli che riuscivano ad "andare e venire" senza
problemi,simbolico di chi pure essendo "nel mondo", purtuttavia non è
"del mondo" (per parafrasare di nuovo il Vangelo)cioè non vi
appartiene. La sua vera casa,la sua vera essenza, non è qui.

Simon Smeraldo


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