La questione del "Dio" nel buddhismo




         Da più di un secolo, i molti Occidentali a cui è stato insegnato il Buddismo, hanno acriticamente accettato che assolutamente e categoricamente non c'è alcun Dio, nessun Divino nel Buddhismo. Ma è abbastanza vero, questo? Non è forse il momento di riguardare ciò che in realtà questa grande religione sostiene in relazione all'idea di una possibile Divinità? In primo luogo, occorre che noi si definisca "Dio". Un concetto chiave è quello dell'assoluta Realtà eterna. La "Cambridge Encyclopedia" (CUP, 1997 p. 460) dice: "Dio è concepito come 'essere esso stesso'… assoluto, infinito, eterno, immutabile, incomprensibile… totalmente saggio (onnisciente), sempre presente in ogni dove (onnipresente), e totalmente buono (onni-benevolente)". C'è un qualcosa che si avvicina a questo nel Buddismo? Sì! Guardiamo qualche piccolo dato della grande quantità di evidenze.

     Nei suoi primi insegnamenti, il Buddha parlò del reame di Nirvana (eterna pace e felicità) che è "non-nata, non-originata, non-creata" (Udana). Questo significa che il Nirvana non giunse in essere per una qualche causa: esso era là da sempre.     In seguito, nei suoi insegnamenti del Mahayana, il Buddha parla del Buddha come il "Re Santo" di questo reame misterioso di Nirvana. Nel Nirvana Sutra, afferma: "La dimora dell’insuperato Signore del Dharma, il Re Santo, è concordemente chiamata 'Grande Nirvana'." (Mahayana Mahaparinirvana Sutra, tradotta da K. Yamamoto, redatto da T. Page, Nirvana Publications, 2000, Vol. 7, p. 28). Il "Dharma" è il sostenere la cosmica Verità Ultima, ed il Buddha è l'incarnazione di questa Verità – il volto personalizzato dell'impersonale Assoluto.  

     Inoltre, si dice che il Buddha sia presente dappertutto. Di nuovo, nel Nirvana Sutra, il Buddha dichiara di sé: "… il Tathagata [cioè, il Buddha] pervade tutti i luoghi, proprio come lo spazio. La natura dello spazio non può essere vista; così similmente, il Tathagata non può realmente essere visto, eppure fa sì che tutti possano vederlo attraverso la sua sovranità. Tale sovranità è chiamata 'il Grande Sé'. Quel Grande Sé è chiamato 'il Grande Nirvana'. " (ibid, p. 30). Così si afferma che Egli è "onnipresente", invisibile, però in grado di manifestarsi attraverso la sua grande "sovranità". Un ‘Sé’ sovrano, onnipresente, invisibile, increato, cioè il Dio Signore – non vi è familiare, tutto ciò? Non ha un qualche sentore della forma della Divinità?

     Andiamo avanti. Il Buddha, nelle Istruzioni sul sutra ‘Non c’è Diminuzione e Nè Aumento’, rivela come la sua intima ed onnipresente natura - chiamata "Dharma-dhatu" (reame della Verità) - costituisce il Rifugio Eterno per tutte le creature ed il vero cuore di tutti gli esseri. Egli dice: “La Base di questo eterno, immobile, puro ed immutabile Rifugio, che è libero dal sorgere e dal cessare, l’inconcepibile puro Dharmadhatu, io lo chiamo 'puro-essere' [sat-tva]." Notiamo che questa "terra-di-base" dell'essere, del Buddha è "inconcepibile" o "incomprensibile" – che sono un'altra qualità associat con il Divino.

      Ma c'è di più. Nel Lankavatara Sutra, il Buddha dice di come Egli è adorato sotto diversi nomi, come Verità (satyata), Nirvana, e "Dio" ("Isvara"), eppure non è compreso da coloro che lo adorano in queste varie modalità. Loro non riescono a vedere che l’uno-e-stesso increato, imperituro essere, è qui chiamato sotto una gran quantità di nomi. Alcuni pensano perfino che egli sia una non-entità, un non-esistente! I commenti di Buddha: "Essi mi prestano rispetto e mi donano offerte, ma non capiscono bene il significato delle parole, non distinguono le idee, e né il vero dal falso; attaccandosi alle parole degli insegnamenti, essi erroneamente discriminano che il Non-nato e l’Imperituro significhino la non-esistenza. Così loro non sono capaci di comprendere che il Tathagata [cioè, il Buddha] può essere conosciuto in molti diversi nomi e titoli". (‘Studies in the Lankavatara Sutra’, del Dott. D. T. Suzuki, Motilal, 1999 p. 354).

 Forse è questo il motivo percui molte persone hanno frainteso un'importante area del Buddismo: dato che il Buddha parla di qualcosa che era Increato o Non-nato, molti hanno presunto erroneamente che ciò doveva significare che non c'è nulla del tutto, - poiché nulla è mai venuto ad esistere. Ma questo è mancare il punto centrale – e cioè, che la Realtà era, è, e non può mai essere creata: perciò essa È!

Infine, se il lettore ha ancora dubbi riguardo al Dio concepito nel Buddismo, provi ad ascoltare le parole del Buddha Primordiale, il cui nome è Samantabhadra – che guarda caso significa "Tutto-Buono", una delle definizioni di Dio, il quale nel sutra "All Creating King (Il Re che Tutto-crea)", rivela in termini maestosi e che ispirano il più alto timore riverenziale - che tutti gli esseri e i fenomeni sgorgano in nessun altro luogo che da essa - la cosmica Mente Risvegliata: "Io sono il centro di tutto ciò che esiste. Io sono il seme di tutti quelli che esistono. Io sono la causa di tutti gli esseri che esistono. Io sono il tronco di tutto ciò che esiste. Io sono la base di ogni esistenza. Io sono la radice stessa dell’esistenza. Io sono 'il centro',perché contengo tutti i fenomeni. Io sono 'il seme' perché genero tutto. Io sono 'la causa' perché tutti vengono fuori da me. Io sono 'il tronco'perché le ramificazioni di ogni evento germogliano da me. Io sono 'la base' perché tutti dimorano in me. Io sono chiamato 'la radice' perché io sono Tutte-le Cose". (Chogyal Namkhai Norbu, "La Suprema Fonte", trad. di Adriano Clemente, Snow Lion Publications, 1999 p. 157). Questo Buddha è sicuramente come Dio - la fonte, sostenitore ed essenza di Tutte le Cose e Tutti gli Esseri. Perciò, non è forse giunto il momento di smettere di chiamare "ateo" il Buddhismo? 

Tony Page  


(Fonte: http://www.nirvanasutra.org.uk/index.htm)

 (Traduzione di Aliberth)

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