Vedere verde - Il discorso di fine anno di Felix D'Arpini



Verde ... vedere . . . Verde vedere 
Praterie in Irlanda mosse dal vento , foreste in Brasile .. Il verde dei più bei occhi nella memoria.
Acque verdi di mari senza un nome .....
Verdura fresca, salata e inasprita da un limone .... anche lui verde.
Inverdito di muschio il muro che pochi anni fa è stato eretto. 
Il verde di un daltonico che nel rosso vede il verde e nel sangue linfa, che osserva aurore in ogni tramonto o alba. 
Il verde immaginato da un bambino eschimese che non lo ha mai veduto.
Il verde che il cieco conosce solo come odore, sapore, sensazione ... rumore.
Sinestesia vestita di verde ....
Un amore che si colora di emozioni nel momento in cui l'amante dona una verde giada a colei che ama. Un pesce attaccato ad un amo si dimena ed il verde argento delle squame resta impresso nei ricordi di un disabile che di rado vede il mare, il sole.
Ossido di rame che protegge la vigna e le dona il colore che crea ripetizione in questo testo.
Seta, raso, tende... tutto verde in una casa con finestre che guardano il verde. In una galassia dietro casa di un mio amico splende un sole verde fatto di cartone, la mattina a volte lo vado a trovare e ci divertiamo a scriverci sopra .... - " sai i soli sono grandi e c'è spazio per scriverci sopra una vita".
Questo amico è fatto di pura consapevolezza e le sue risate sono come bolle di sapone ma di tutte le forme e con tutti i nomi e io mi diverto a fargli il solletico sulla pancia con una piuma di fenice che immancabilmente si incendia e ci fa scoppiare in risate infantili e piene gioia.
Quando le idiosincrasie mi vengono a trovare andiamo insieme a fare la spesa e non manca mai il nostro appuntamento con lo zucchero filato e il giretto al parco dove diamo il pane ai piccioni e alle papere . Qualità particolari di mix emozionali mi inducono a tatuarmi ed essendo io l'unico che conosco che usa la tecnica da me utilizzata mi auto tatuo in compagnia del mio amico fatto di pura consapevolezza e ridiamo per il limitato spazio su cui disegnare e le infinite idee che partorisce la mente.
-"è risaputo che sui soli verdi di cartone si può disegnare un eternità ma sugli esseri umani soli si può disegnare solo il desiderio fatto immagine dal narcisismo un essere che vede se stesso come limite di separazione tra un dentro e un fuori "- 
Allora per rendere infinito il tappeto della mia pelle è sufficiente non sentirmi solo ma un sole . Anche se limiti apparenti si presentano ripenso alle parole del mio maestro e ripongo fiducia in esse . Le sue parole sono come un ponte, mi diceva: " tu sei".
Si presentano limiti sotto forma di spazio e tempo ma ormai vedo la loro inconsistenza e non ne sono più toccato . Lo spazio/tempo si manifestano tra le varie cose come emozioni e ricordi , essi non sono miei perché non ho un esistenza mia ; sono di questo corpo che scrive , un corpo vivo che scrive , eppure sono appartenenti a me in quanto " io sono " e tutto è me.
Con la cenere delle piume di fenice ho riempito un vaso ed è nata una pianta che si chiama universo. La sua natura è estendere se stessa tramite l'immaginazione e la creatività ed ha la virtù di essere instancabile.


Felix D'Arpini

2 commenti:

  1. Ti auguro un buon 2016. Il autore (Gustavo Piccinini) della foto della valle calcatese in apertura del articolo.

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  2. Bellissime riflessioni! Auguri e buon lavoro su questo magnifico blog!

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