Essere come si è...



Caro Paolo, in questi giorni mi sono imbattuta in una serie di discussioni religiose che mi stanno facendo uscire di testa.
Tra i miei amici  c'è un certo Fra' Gianni di Piacenza, che ha un seguito di integralisti cattolici che mi sbandierano incredibili sequele di regole, dogmi, precetti e quant'altro che non riesco più a tollerare.  Sono talmente cattolici da non accettare questo Papa, il che è tutto dire....
Sono disorientata.
I due o tre preti che frequento per vari motivi (il giornale su cui scrivo, la parrocchia e un'amicizia in comune) sono totalmente differenti da questa massa di esaltati e questa loro amicizia mi tiene ancora ancorata a questa fede che fatico a riconoscere per quella di Cristo.
So bene come la pensi e non aspetto una tua risposta a questi miei dubbi, perché immagino quello che mi consiglieresti. Non sono ancora pronta per il salto quantico, questo l'ho capito, ma sto scremando per arrivare a quell'unica Verità che ancora sento che ha valore: il Vangelo e gli insegnamenti di Gesù, che era proprio lui il primo ad accettare tutti.
Ho anche trovato il tuo profilo, non l'avevo ancora letto, forse non mi era ancora capitato a video, seguivo le sensazioni e l'intuito.
Devo dire che potrei definirti l'Jodorowsky nostrano... hai fatto di tutto e di più e in un periodo in cui immagino cosa ti sia sentito dire dietro...
Nel '68 mi chiudevano in casa e non potevo portare le gonne quattro dita sopra il ginocchio, ridicolo...
Tu saresti stato proprio un partito da evitare.... ma ora ti stai riprendendo le tue rivincite e sei diventato un faro luminoso per noi che siamo ancora impastati in queste vecchie credenze. Grazie se sarai riuscito a leggere fin qui e grazie per la tua pazienza con me.
Ti ritengo, ormai, uno dei miei Maestri, perciò sopportami un pochettino...

Franca





Mia rispostina: 


"Cara Franca, l'importante è la trasparenza e la sincerità... 
Non è importante  che il nostro pensiero prevalga. Anche perché il pensiero non è "nostro" come solitamente si intende, pur che noi ce ne facciamo portatori.


La differenza -diceva un grande saggio- fra l'ignorante e l'uomo di conoscenza non sta in qualsivoglia diversità esteriore di comportamento. Il comportamento, le parole, le relazioni, le azioni sono il risultato di una "forza" che ci guida e ci sostiene e si esprime attraverso di noi.  Se noi ne siamo consapevoli oppure no non modifica l'espressione in se stessa. Quindi qual'è la "differenza" fra l'ignorante e l'uomo di conoscenza?

Lasciamo che le energie giochino con le energie e godiamoci il panorama, perché sentirsi "coinvolti" non migliora l'osservazione.

Un affettuoso abbraccio, Paolo"

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