blaterazioni della mente e suoni a vanvera



...Ognuno di noi incarnati ha il suo percorso e anche se non seguiamo
le parole del maestro esso è consapevole che la vittoria sarà sempre
sua . Maestro dentro , maestro fuori . Colui che osserva in noi è
legato alle apparenti esperienze del io identificato nel corpo e nella
mente . Colui che osserva non siamo comunque noi . Lo spettatore sorge
con il corpo e con esso si identifica , poi facendo una pratica o uno
yoga qualsiasi prende coscienza di se stesso . Già a questo punto il
mondo comincia ad essere meno diviso da lui ma ancora l'illusione del
dentro e fuori , bene e male e degli opposti ancora è forte .
Continuando con un mantra o qualsiasi altro atto di impeccabile e
spietata presenza la linea che ci divide dall'universo apparentemente
diviso sfuma . Tutte le linee che dividono forme e nomi sfumano e
tutto torna ad essere uno . Avere la fortuna di essere stato una
persona semplice con desideri e paure ordinarie ed il fatto di avere
un guru nel quale avevo fede mi hanno permesso col tempo e la pratica
di far crollare le illusioni di separazione tra me ed il guru
dissipare paure e desideri ed essere semplicemente me stesso : la
sorgente immutabile da cui tutto affiora . Chiamalo dio , vuoto
quantico o come preferisci . Il corpo continua a muoversi , la mente
specchia , tutto è come prima eccetto un infinito amore cosciente che
provo per ogni parte di me infinito . Non esiste illuminazione esisto
"io" e non sono diviso da nulla tantomeno da te , e tutto vive l'unico
stato possibile fatto di essereconsapevolezzabeatitudine . In tutta la
letteratura che mi è capitata ho amato profondamente un signore che
arrotolava bidi ( sigarette indiane ) a bombei , si chiamava
nisargadatta maharaji insegnava uno yoga semplice che consiste nel
chiedersi : chi sono io ? A chi sta accadendo questa esperienza ?
Questo lo scrivo ora ispirato dalla sua spontaneità , non è una parte
dei suoi discorsi ma tolte le contraddizione interne al pensiero steso
si avvicina ad un insegnamento : B: faresti una lista di dieci
consigli per indirizzare le persone alla realizzazione ? S: si , ma
per fare ciò dovrò fare finta che esiste un mondo separato da me dove
esistono persone e consigli , dove esiste qualcosa chiamato
realizzazione . 1: domandarsi " chi sono io " 2: osservare ogni cosa
come passeggera 3: amare ogni cosa 4: limitare la sofferenza delle
cose vive e non . 5: essere vigili e attenti in tutti gli stati della
coscienza 6: cercare e trovare ciò che non esiste 7: essere ciò che
esiste 8: smettere di descrivere il mondo 9 : respirare 10 :
alimentare il corpo in maniera cosciente . 11: non ascoltare questi
consigli .trascendi tutto . Comunque ti ripeto che il mondo che vedi
fatto di bene e male è solo una tua proiezione , amore è solo ciò che
un identificato concepisce come contrario di odio . Tolto l'
identificato cessa di esistere un mondo di polarità . Le esperienze e
il movimento sorgono con l'osservatore e in esso cessano . Come può il
tutto fare esperienza, può solo esserla. Così i consigli ad un'azione
poco contano , possono avvicinare al salto nel assoluto ma solo tu
puoi tuffarti . B: Allora esiste secondo te il libero arbitrio ? S:
Negli esseri esiste la volontà ma in realtà è solo quella della
coscienza totale che prende apparentemente una forma divisa in noi . B
: tutto è uno ? S: È la cosa più scontata , ma l'illusione delle cose
divise , di un mondo fuori e uno dentro è forte e per eliminarla va
osservata B: chi è che la osserva e la elimina ? S: come il resto :
avviene da se , spontaneamente . Solo l identificato lo vede nello
spazio e nel tempo . B: chi è il non identificato ? S: nessuno . È
tutte le potenzialità e tutto il manifesto , sono io . B: a volte dici
di abbandonare la mente altre di rafforzarla , sembra contraddittorio
. S : sembra . Come tutto . Per abbandonare la mente deve essere calma
e per essere calma deve essere attenta . Ma d'altronde sono tutte
parole . La è in te , comprendi di esserla ...


Felix D'Arpini


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