Al di là dell'io sono... Al di là di Turiya... E la devozione dopo la Liberazione.





Questo è ciò che si legge a pagina 310 del ‘Master Key to Self-Realization’:




"Non c'è una Via utile per la libertà, se non quella di essere in compagnia dei Santi. Quando voi vedete una forma, un qualsiasi oggetto, sorgono alcune sensazioni. Quando vedete il vostro guru, se incrociate il suo sguardo o avete il Darshan, il vostro cuore è pieno di quel sentimento di riverenza. In questo modo, la compagnia di un santo è la migliore e la più grande. Riguardo alla compagnia con un santo, lo stare vicini al Sadguru (Maestro di Saggezza) è ciò che purifica di più. Essere in prossimità del Sadguru non permette il sorgere dell’illusione. La maggior parte delle persone vivono la loro vita nel dolore e danno importanza ad inutili benefici mondani, solo per diventare sempre più infelici ed ansiosi. L'individuo ordinario stupidamente dà importanza alle cose oggettive, che non sono affatto importanti, e resta intrappolato dall'illusione. Ma quando uno è in prossimità del suo Sadguru, tali inutili distrazioni automaticamente scompaiono. Uddhava disse al Signore Krishna, "La Liberazione, cioè lo stato di Jivanmukta, non è uno stato felice, anche se potrebbe sembrarlo. Pertanto, dammi la devozione che devo avere per Te. Non voglio la Liberazione, che è arida ed insapore. La Liberazione è possibile con la benedizione del Sadguru, ed è necessario avere la comprensione della Realtà.


Ma, per favore, dammi la devozione a Te. Dammi il potere di esserti devoto, perché esso è superiore alla liberazione. In passato Tu hai elargito a molti solo la Liberazione, ma non hai dato loro questa devozione per Te. Perciò, ti prego, non fare a me questo inganno. Ti prego, benedici con la devozione verso di te tutti coloro che hanno già raggiunto la vera conoscenza. Coloro che avendo trascurato la devozione al guru dichiarano di aver raggiunto la liberazione sono degli illusi. Per favore, dai a tutti noi la devozione al guru. Non dirmi che la devozione al guru non è necessaria.

Tu sei in grado di rendere possibile ciò che è impossibile, e rendere impossibile ciò che è possibile. Tu hai dato la liberazione perfino agli animali della foresta che noi abbiamo lasciato soli, e hai dato la liberazione anche alle mandrie di mucche (Gopi) che sono diventate talmente sacre che perfino il loro creatore, Brahman, le adorava. Insondabile è la grandezza della tua devozione. Colui che diventa tutt'uno con Te, mantiene tutta la tua gloria. La devozione contiene in sé-stessa la Liberazione. Con la devozione, la liberazione diventa santificata. Anche se ottengo la liberazione, io desidero solo essere  tuo devoto…"

“E così parlando, Uddhava si teneva ai piedi del Signore Krishna con riverenza. Non voleva più lasciarlo andare. Ed il Signore allora lo benedisse. "Quando è raggiunto lo stato della totalità del Brahman, uno pensa che la devozione, con la sua intrinseca dualità, non sia più necessaria. Uno non dovrebbe certo soffrire di orgoglio per aver raggiunto un tale stato. Quando uno dice che allorché la liberazione è raggiunta, la devozione non serve più, questo è l'orgoglio della conoscenza.

Per favore, che egli mi dia la devozione verso di Te. Per me, l’essere privato della
devozione al guru è il più grande ostacolo. Quindi, per favore dammi quella devozione che è al di là della Liberazione"

La devozione dopo la liberazione è il potere del Brahman. Il potere del Brahman e la devozione non sono due cose. Quando vi è la realizzazione del proprio ‘sé’ come Brahman, lo stato di essere un individuo, ossia il Jiva, svanisce. 

Paramatman è il solo esistere. Così, questa devozione dopo la liberazione è il rimanere in questo stato di Paramatman. L'individuo, il Jiva, è pieno di paura. E’ spaventato. Tuttavia, Dio, Shiva, non teme nulla. Perciò siate senza paura. E poiché voi stessi siete Dio, allora qual è il motivo di aver paura? Essere senza paura è Liberazione, e godere di questo stato è la devozione. Assenza-di-paura significa non dover temere niente e nessuno. Questo è lo stato reale della divinità, in cui voi avete sempre vissuto. Avete sempre vissuto nello stato di Paramatman. Questo è ciò che è chiamato ‘devozione dopo la liberazione’. Questo significa vivere nella nostra stessa gloria. Coloro che sono le vere e proprie incarnazioni di Dio conoscono questa devozione, e si sono dedicati a Dio, dopo aver raggiunto la libertà.
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Da notare ciò che Siddharameshwar sta dicendo qui, e cioè che la liberazione è il riconoscimento che egli è oltre il Quarto Stato, ovvero il Turiya, o il grande "Io sono". Tuttavia, vi è un ulteriore passo in cui egli è la devozione a quel "Io Sono", e con quella continua devozione all'identità della totalità con l’Io-me, arriva la completa libertà di essere così come voi siete, che nella vita reale significa una costante resa a ciò che è, una pacifica serenità verso lo spiegamento del sentiero. Qui, l'origine della cristallina chiarezza e bravura di Nisargadatta è chiaramente rivelata negli insegnamenti di Siddharameshwar. La fonte dell'amore di Nisargadatta per il suo insegnante Siddharameshwar è resa evidente, in ciò che ha permesso la sua capacità di funzionare in ogni momento. Il Maestro Zen Seung Sahn (Soen-Sa) si è riferito a questo come l’essere al 100% sicuri di se stessi, sempre camminando in avanti con coraggio, senza vacillare, e senza controllare la propria mente per vedere se si sta andando nella direzione giusta o se si ha il giusto atteggiamento. Momento per momento, voi reagite al mondo in un modo totalmente appropriato, ma solamente perché voi amate il mondo allo stesso modo come amate voi stessi.


Fonte: http://paolodarpini.blogspot.it/2012/03/i-am-beyond-i-am-advaita-teaching-of.html

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