Linguaggio e Logos



"Ogni riflessione sulla tradizione deve cominciare con la constatazione in apparenza triviale, che prima di trasmettersi qualcosa, gli uomini hanno innanzitutto da trasmettersi il linguaggio. Ogni tradizione specifica, ogni patrimonio culturale determinato, presuppone la tradizione di ciò attraverso cui soltanto qualcosa come una tradizione è possibile. Ma, qual'è il significato della trasmissione del linguaggio, indipendentemente da ciò che, nel linguaggio, viene trasmesso? Queste domande, lungi dall'essere per essa irrilevanti, costituiscono fin dall'inizio il tema della filosofia: essa si dà pensiero di ciò che è in questione, non in questo o quel pensiero significante, ma nel fatto stesso che l'uomo parli, che vi siano linguaggio e apertura di senso, al di qua o al di là o, piuttosto, in ogni evento determinato di significazione. Ciò che in questo modo è sempre già trasmesso in ogni tradizione, l' architraditum, e ilprimum di ogni tradizione, è la cosa del pensiero". (Giorgio Agamben)

Ho voluto premettere questo fondamentale pensiero di uno studioso di fama perché ancora oggi non è possibile affrontare un qualsiasi discorso di religione cercando di far capire quanto sia importante vagliare a fondo in quale lingua sono stati scritti i testi sacri di ogni religione e perché certi concetti basilari non possano che essere percepiti da altri che non siano quelli che dalla nascita parlano quella lingua. Ricordo che negli anni cinquanta, ai tempi del Giubileo, circolavano cartoline con madonne ed altri santi con facce chiaramente orientali ( cinesi, indiani e quant'altro). Tutto ciò aveva a che fare con l'ecumene cristiano o, come dicevano loro, col corpo mistico della Chiesa. Ma era un falso. Una falsificazione come quella della Bibbia, dimostrata senza equivoci in questi ultimi tempi da Mauro Biglino. E d'altronde era facilmente comprensibile che il testo biblico, già rimaneggiato dai famosi SETTANTA, negli anni 135 a.C. che ne avevano fatto una TRADUZIONE IN GRECO avrebbe potuto avere ben poco dell'originale ( posto che questo "originale" ci sia mai stato). Infine, abbiamo anche un testo FONDAMENTALE della cultura Alessandrina, Quell'interpretazione "allegorica" della Bibbia redatta da Filone alessandrino che operò proprio in quella Accademia nello stesso periodo della (presunta) venuta di Gesù il Cristo. 

Chiunque può capire che, se l'interpretazione di un TESTO SACRO è determinata dalla decifrazione delle allegorie ivi contenute, IL TESTO SACRO HA BEN POCO DI INDICATIVO IN SE STESSO, quindi, in un ragionamento logico, che contrasta inevitabilmente col fideismo fine a se stesso, il testo NON può essere sacro né tantomeno veritiero. Più esplicitamente: un conto è la illustrazione del significato di una frase, che può essere fatta anche da un grammatico, ed un conto è l'interpretazione allegorica attraverso un'altra lingua e soprattutto un'altra filosofia. 

E da qui giungiamo ad un'altra considerazione: posto che tutti questi testi sacri, quelli che da noi si vuole che siano sacri, provengono dalla scrittura greca, poi anche tradotta in latino, ed infine da rimaneggiamenti durati secoli, ed infine da una specifica SELEZIONE per cui esiste una Bibbia cattolica ed altre protestanti,( c'è anche quella dei Mormoni) c'è da chiedersi per quale ragione una persona ragionevole debba CREDERE ciecamente ad una di esse rinnegando le altre. Quando noi asseriamo essere il cristianesimo il frutto di questa cultura composita, della quale l'elemento prevalente è la base neoplatonica, cioè la tradizione culturale greca integrata dal sinergismo delle altre culture esistenti nell'ecumene imperiale romano, intendiamo dire proprio questo. Fermo restando che è difficile anche la traduzione esatta delle parole greche. Immaginiamoci del resto. Ad esempio, ancora si discute sul vero significato delle parole anima e spirito nelle opere platoniche. IN REALTA' IL LINGUAGGIO è TUTTO come asseriscono gli Evangeli quando assimilano il Cristo al Logos. 

Ci vuol poco a capire che esiste una identità sostanziale fra le parole cristo e logos. 

Se riuscissimo a produrre un'astrazione linguistica, scacciando dalla nostra mente l'identificazione di Cristo con un personaggio umano descritto visivamente negli affreschi e nei quadri della cristianità ( ed anche qui dovremmo chiederci QUALE fra le migliaia di immagini corrisponda all'idea esatta del personaggio trattato nei testi) scopriremmo che ( e questa è la vera VERITA') il divino coincide col linguaggio. A patto che il linguaggio sia comprensibile! ( Sancta simplicitas: la credenza popolare, alimentata anche dal comportamento dei papi, crede che il cosiddetto "dono delle lingue" consista nel fatto che i papi sanno parlare molte lingue).I nuovi concetti veicolati dagli studi di logica e di linguistica, in precedenza non esistenti, rivoluzioneranno tutte le concezioni religiose, almeno quelle basate sulla filosofia-teologia, privilegiando quelle che si basano sulla PRASSI della meditazione, che consiste in qualcosa di squisitamente interiore e personale.      

Giorgio Vitali

2 commenti:

  1. Caro Giorgio, premesso che stimo molto sia te sia chi ti ospita sia i compagni di questo viaggio intellettuale ma anche spirituale, ti (vi) offro la mia personale visione religiosa.

    Intorno alla figura di Gesù Cristo ("l'Unto") sono state fatte tante riflessioni ma io credo che la sua vita, la sua origine, il suo messaggio, le sue opere si possano riassumere in alcuni caposaldi (potremmo chiamarli i 5 PILASTRI).

    1) il MESSAGGIO - Durante l'ultima cena, dopo l'esperienza sacramentale della COMUNIONE, Gesù diede l'UNICO comandamento, "Amatevi l'un l'altro come fratelli , così come io ho fatto con voi"

    2) lo STRUMENTO - per chi vuole capire non serve altro che il discernimento, in scienza e coscienza "Conoscerete la Verità ed essa vi renderà liberi"

    3) la STRADA - quando dice agli "indignati" israeliti ortodossi "Non toccherò una virgola della (vecchia) legge (cioè l'Antico Testamento)" poi indica anche il NUOVO patto "Io sono la Via, la Verità, la Vita" (se stesso)

    4) la CONDIZIONE UMANA - quando indica "è più facile che una GOMENA entri nella cruna dell'ago piuttosto che un ricco passi dalla porta del cielo" è chiaro che la SOFFERENZA (anche semplicemente quella di abbandonare le proprie ricchezze) è il solo modo per acquisire la CONOSCENZA

    5) la TEOLOGIA - quando il centurione romano (chiaramente NON cristiano) gli chiede di spiegargli la sua religione, a Pietro che lo blocca con l'obiezione che è un "pagano", Gesù risponde "La religione è per TUTTI oppure non è".

    Ebbene, non so se sono presuntuoso, ma tutto il resto mi sembra solo un cumulo di SOVRAPPOSIZIONI RIDONDANTI (cioè non servono ad un cavolo...)

    P.S.: dimenticavo di sottolineare l'ASSENZA di pregiudizio anche verso le DONNE. I passi in cui incontra l'universo femminile sono molto toccanti. Ricordo la samaritana al pozzo, la cananea che chiede la guarigione della figlia e la donna emorragica che, strisciando tra la folla, gli tocca la veste. Nessuna di esse viene redarguita per l'atteggiamento NON rispettoso (per quel tempo) verso l'UOMO, L'EBREO, il RABBI ma a tutte concede UDIENZA, PIETA', GUARIGIONE.. non è poco, o no?

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  2. Ringrazio Giorgio e poi anche Alex, soprattutto per l'accenno alle Donne del Vangelo.. e non è poco... spesso ci si dimentica che l'umanità è divisa tra uomini e donne, ed è un errore madornale! Condivido il tutto su FB...

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