Lettera a Dio di Ramesh Balsekar




Caro Dio,
questa è la mia testimonianza scritta di eterna gratitudine a Te.
Mi hai dato una nascita in una rispettabile famiglia Hindu, ma non
cosi in alto nella società da rendermi superbo.
Mi hai dato un bel corpo, ammirato per la sua perfezione, ma
abbastanza piccolo affinchè mi mantenessi modesto.
Mi hai dato un’ottima educazione che mi ha reso la vita agevole, ma
non cosi agevole da rendermi presuntuoso.
Mi hai dato molte soddisfazioni nella pratica sportiva, abbastanza per
esserne soddisfatto ma non orgoglioso.
Mi hai dato una carriera importante per la quale sono stato ammirato
ma non così importante da rendermi arrogante.
Mi hai dato una moglie e una famiglia per la quale ti sarò sempre
grato, ma non mi hai risparmiato alcune esperienze dolorose per non
farmi dimenticare ciò che tuttavia la vita e’, ed esserti sempre grato
per ciò (che mi hai dato).
Non ti sei dimenticato di sottopormi a un adeguato numero di
tentazioni nella mia vita in modo che io non potessi essere critico
verso gli altri che avevano a che fare con le loro proprie tentazioni.
Ora ho 84 anni e forse l’unico desiderio che mi è rimasto è che la
lunga vita che mi hai donato giunga al suo termine senza tribolazioni,
ma qualora anche ci fossero so che mi darai la forza per proseguire.
Mi hai dato molto per mostrarmi quanto poco sia necessario per essere
soddisfatti e quanto invece possa essere donato.
E indubbiamente, più importante di tutto, come se tutto ciò che mi hai
donato non fosse abbastanza, hai coronato la tua opera usando questo
apparato corpo-mente per convogliare al mondo il più importante
messaggio dell’Advaita.
Veramente io, sono benedetto.
Oppure, in verità, mio amato, non hai benedetto te stesso?!
Infine, mi viene da pensare, se Tu avessi progettato per Te Stesso una
vita nel fenomenico, avrebbe potuto essere tanto diversa da questa?’
E per questo pensiero, non ci sono abbastanza lacrime per lavare i
tuoi Noumenici piedi.

Ramesh Balsekar

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