Parigi - La bella vita dei Templari (prima dello scioglimento dell'Ordine)



Nella Parigi medioevale, non lontano dalla Corte dei Miracoli, abitata da miserabili e gente sfortunata, si trovava “il Quartiere del Tempio (l’Enclos du Temple) centro dell’attività finanziaria dell’Ordine con molti e splendidi edifici destinati ai Cavalieri, centro amministrativo di una grande provincia dell’Ordine – per diversi aspetti la più importante d’Europa -, dove non solo abbondava la ricchezza ma anche l’estetica achitettonica. 

Nonostante i Cavalieri si autodefinssero “i Poveri Commilitoni del Tempio di Salomone”, la loro era una povertà di spirito, non certo in denaro; proprietà e potere di cui non si vantavano, ma risultavano essere i più potenti capitalisti del loro tempo.Il quartiere del Tempio era situato tra Place de la Republique, Place de la Bastille (Bastiglia) e l’Hotel de Ville. 

In principio l’area si presentava come una palude, ma nel 1137 tutta la zona fu concessa dal re Luigi VII ai Templari. Questi seppero ben bonificare, tanto che già nel 1143 era funzionale una grande Commanderie con una cinta fortificata. In seguito i Cavalieri la ampliarono costruendoci una torre merlata a tre piani alta cinquanta metri e una cappella a pianta rotonda ad immagine del Santo Sepolcro in Gerusalemme dove, nel 1194, collocarono una chiesa dedicata a Santa Maria nella quale trovarono sepoltura i grandi dignitari dell’Ordine morti a Parigi. Seguirono altre costruzioni: la casa del Maestro Provinciale, una seconda cappella, un chiostro, un ospedale, dormitori, cucine, un refettorio, un ossario, l’edificio Capitolare e prigioni, inoltre la cinta fortificata fu innalzata sino a raggiungere l’altezza di circa otto metri, fiancheggiata da quindici torrette. La costruzione più splendida era la torre di cinquantacinque metri d’altezza, meglio conosciuta come la “Torre del Tempio”, sormontata da un grande tetto piramidale coperto da tegole. Questa fortezza accolse anche il re di Francia Filippo il Bello nel 1306, quando, per proteggersi dai disordini popolari, vi si rifugiò e li attese che tornasse la tranquillità. Tutti gli edifici del quartiere templare erano separati tra loro e circondati da molti spazi coltivati, la Precettoria si estendeva su sei acri e il Tempio di Parigi era considerato il maggior Istituto Finanziario dell’epoca. Il Quartiere del Tempio era una vera e propria cittadella. 

Vi erano depositate immense ricchezze, da quelle dell’Ordine a quelle della Chiesa stessa, dei Sovrani e Nobili di tutta Europa, grazie alla sicurezza che l’intero sistema fortificato garantiva in caso di pericolo. Centro dell’amministrazione finanziaria francese, un vero e proprio ministero in cui: si amministravano le finanze, si riscuotevano le imposte, si trasferivano capitali, si controllavano i debiti e si pagavano i vitalizi; di conseguenza i Nobili e i mercanti erano incoraggiati dalla fiducia mostrata dai monarchi nei confronti del Tempio. Il servizio prestato in egual misura a tutta la clientela era un servizio bancario completo come nessun altra istituzione. 

Il Tempio di Parigi possedeva strade, ma anche vasti terreni la cui superficie equivaleva ad un terzo della capitale e l’abile gestione ad amministrare queste proprietà procurava enormi rendite destinate anche queste alle attività militari in Terrasanta. Pensate che è stato stimato che nell’ampio isolato residenziale del Tempio di Parigi risiedevano circa quattromila uomini segnati dalla croce dell’Ordine, sebbene pochi di loro indossassero l’abito bianco dei Cavalieri. Infatti nel Quartiere del Tempio viveva anche un esercito di Fratelli laici, di servitori, di lavoratori agricoli salariati ed altri che svolgevano varie mansioni necessarie per il buon andamento della vita della comunità. Il cibo non mancava e la qualità era ottima. 

Tutto ciò che si consumava era prodotto nelle proprietà agricole del Tempio: uova e pollame del cortile, montoni, manzo e maiali delle stalle,formaggi, verdure e legumi dell’orto, pesci pescati negli stagni di proprietà, vino dei propri vigneti, pane fatto con il grano coltivato dai Templari e macinato nei loro mulini, la tavola coperta da una tovaglia banca, ogni commensale aveva di fronte a se la coppa, la ciotola, il cucchiaio e il coltello. In conclusione, il rione del Tempio di Parigi era un Quartiere sontuoso di banchieri e finanziatori.

Franco Stobbart

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