Astrologia ragionata - Inversione dei segni zodiacali nell'emisfero Sud



UTILITA' DEL DIBATTITO SULL'EMISFERO AUSTRALE


Vari sono i motivi per i quali ragionare sull'inversione dei segni nell'emisfero Sud si rivela, a mio parere, estremamente utile per chi si occupi di astrologia (l'utilità maggiore rimane, com'è ovvio, quella degli abitanti australi, perché è della loro identità e del loro destino che si tratta). 

Ne elenco qui di seguito alcuni. 

Innanzi tutto se si afferma, facendo l'esempio della carta del cielo di Maradona, nato il 30 ottobre 1960 alle 7h5m a Buenos Aires, che lì a un oroscopo a 28° di Scorpione (domicilio solare di Marte) dovrebbe corrispondere un Medio Cielo a 9° di Vergine (domicilio solare di Mercurio) e NON a 10° di Leone (domicilio del Sole) e che, viceversa, a un oroscopo a 28° di Toro (domicilio lunare di Venere) CORRISPONDE un Medio Cielo a 10° di Acquario (domicilio lunare di Saturno), questo implica, sia che lo si voglia dimostrare, sia che si intenda contestarlo, un riprendere in mano i fondamenti teorici dell'arte (mi riferisco, tanto per intenderci, a ciò che insegna la scuola online di Cielo e Terra, merito e onore imperituro di Giuseppe Bezza e Marco Fumagalli, in particolare al Corso introduttivo I, http://www.cieloeterra.it/scuola4.html). 

In secondo luogo, tanto più riflettendo su figure corrette anche dal punto di vista grafico, in cui i segni matematici, per l'emisfero Sud, procedano in senso orario, l'astrologo sarà ricondotto a quella elasticità mentale che è indispensabile (non solo) nella materia di cui si occupa. La differenza tra costellazioni e segni immateriali, fondamento stesso dell'astrologia nostra (intendo quella dei Maestri greci e dei loro successori), e la necessità di mescolare nei giudizi ciò che riguarda le une e gli altri tornerà necessariamente in primo piano. 

Così pure si sarà ricondotti all'essenza delle cose, ovvero al fatto che i dodecatemori rappresentano le tappe della carriera luminosa del Sole, del suo progresso-regresso in declinazione. E che le stagioni sono un epifenomeno di questo percorso, non la sua unica espressione. Anzi, considerando ciò che avviene nella fascia tropicale-equatoriale, si vedrà come paradossalmente è proprio a quelle latitudini, dove le stagioni si sfaldano e infine si annullano, che l'astrologia potrebbe rivelare ancora meglio tutte le sue potenzialità. 

Avvicinandoci, dai due Tropici, alla linea mediana del mondo, non solo i segni, i luminari e i pianeti continueranno a "parlarci" e la scansione delle Case sarà perfetta, ma vedremo sempre più il cielo (e ogni tema astrale) inondato di stelle sfavillanti.

Joe Fallisi

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