Un chiarimento sul concetto di "spiritualità laica"


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Vorrei porre un chiarimento sull'abbinamento da me utilizzato dell'aggettivo "laica"  alla parola "spiritualità". 

La spiritualità di per se stessa non può  avere qualifiche di sorta, in quanto essa rappresenta la capacità percettiva, la coscienza-intelligenza, e quindi è assolutamente soggettiva (il noumeno). Il fatto  poi che  nel corso dei secoli  questa coscienza-intelligenza sia stata  indicata da varie religioni come una espressione delle  rispettive fedi, ha portato a qualificare lo "spirito" e la spiritualità  come  derivazione e componente di una qualsiasi religione. 
Ritengo quindi necessario restituire al termine "spiritualità" la sua totale indipendenza da ogni matrice religiosa. La spiritualità è  totalmente libera e naturale, una semplice e spontanea espressione della consapevole presenza.   In questo senso continuo ad  usare il termine spiritualità… non essendocene altri disponibili..  nel significato più profondo  del nome, quello  usato sin dall’antichità  per individuare la “presenza viva”. 

I pagani, che evidentemente avevano più dimestichezza con questa spiritualità naturale, riconoscevano tale presenza  non solo nell'uomo ma anche  nei luoghi, nei boschi, nei fiumi, negli animali, etc.  Ed anche oggi  non saprei che altro nome dare a quella “presenza”... e siccome il vero nome originario è “spirito” credo sia più che giusto recuperare la parola originaria piuttosto che cercarne una nuova. Il  cattivo uso del termine “spirito” (accreditabile alle religioni patriarcali: giudaismo, cristianesimo, islam), non è ragione sufficiente per rinunciarvi, anzi dobbiamo denunciare l’ipocrisia religiosa che addirittura definisce “laico” un credente che non è “ordinato” nel sacerdozio, mentre tutti sappiamo che il significato originario di “laico” è “al di fuori di ogni contesto e struttura politica e religiosa”. 

Per questo - per un chiarimento concettuale- continuo a definire "spiritualità laica"  quel senso di “presenza”, la stessa definita Es nella psicologia transpersonale. Una sorta di  “sottile essenza” della materia. Per cui come può esserci separazione fra la materia e lo spirito? Come può esserci separazione fra la rosa ed il suo profumo? Fra l’umidità e l’acqua? Tra il fuoco e la sua capacità di emettere luce e calore?

La spiritualità laica supera la distinzione  fra materia e spirito. 

Paolo D'Arpini

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2 commenti:

  1. In effetti, in un Eta' estremamente critica come lo e' quella attuale, ognuno sarebbe "chiamato" a riassumere in se' le limpide qualita' regali e sacerdotali, e aderirvi in una modalita' assolutamente discreta ed estranea da oscuri fervori autocelebrativi. E' auspicabile un riallineamento di molti all'identita' puramente geniale diluita nell'odierna deriva dei tempi. Ravvivare il senso profondo di quel nucleo poetico che fondo' la realta' luminosa e numinosa i cui prodigi sono testimoniati nelle opere dei nostri maggiori antichi, i quali, sebbene dovessero convivere con inevitabili e molteplici quanto spesso atroci contraddizioni, seppero in ogni caso verticizzare l'ideazione umana come forse non sara' piu' possibile fare nell'attuale assetto dimensionale. L'augurio e' che in molti, al momento di varcare ultimo istante, potremo riversarci in un nuovo "prima di prima" costituendo le fondamenta della nuova Eta' aurea. Questo accadra' essendo svincolati da ogni idea di personificazione. In fondo cos'altro aspirare? Un saluto

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  2. In effetti, in un Eta' estremamente critica come lo e' quella attuale, ognuno sarebbe "chiamato" a riassumere in se' le limpide qualita' regali e sacerdotali, e aderirvi in una modalita' assolutamente discreta ed estranea da oscuri fervori autocelebrativi. E' auspicabile un riallineamento di molti all'identita' puramente geniale diluita nell'odierna deriva dei tempi. Ravvivare il senso profondo di quel nucleo poetico che fondo' la realta' luminosa e numinosa i cui prodigi sono testimoniati nelle opere dei nostri maggiori antichi, i quali, sebbene dovessero convivere con inevitabili e molteplici quanto spesso atroci contraddizioni, seppero in ogni caso verticizzare l'ideazione umana come forse non sara' piu' possibile fare nell'attuale assetto dimensionale. L'augurio e' che in molti, al momento di varcare ultimo istante, potremo riversarci in un nuovo "prima di prima" costituendo le fondamenta della nuova Eta' aurea. Questo accadra' essendo svincolati da ogni idea di personificazione. In fondo cos'altro aspirare? Un saluto

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