Realizzazione del Sé (La vita e gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi) - di B.V. Narasimha Swami


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Se le persone in generale, e i praticanti spirituali in particolare, sviluppano l’abitudine di vedere e parlare delle cose come realmente esse sono, è meglio. Sono stati immersi in anni di illusione e hanno giudicato solo attraverso le apparenze. Non dovrebbero perdere più tempo assumendo l’abitudine di guardare in faccia la nuda verità.

Maharshi ha incominciato questo tempo fa – trentanove anni prima. Per lui la morte diventa una semplice inezia, una mera parola. Che cosa è la morte, se non un altro cambiamento di forma, che richiede un nuovo nome? Ma nella sostanza, cosa cambia?
Non posso essere tagliato, né bruciato, né bagnato o seccato. Io sono eterno, in tutto, stabile e imperturbabile.
(Bhagavad Gita II, 25)
La questione è: “Morte e vita sono aspetti diversi dello stesso ed unico evento”- un mutamento. Ciò che è al di là di ogni cambiamento è il Reale. Il Reale è l’Assoluto. Maharshi aveva realizzato l’Assoluto molto tempo fa ed era andato oltre le cose reali. Egli non si lamentava e piangeva quando le scimmie e i cani morivano nell’Ashram; Quindi perché doveva mostrare qualche dispiacere quando Alagammal morì?"

Self-Realization (the life and teachings of Bhagavan Sri Ramana Maharshi) by B.V. Narasimha Swami.

(Stralcio della  traduzione in corso a cura   di Giuseppe Moscatello)

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