Sii ciò che sei...



Un amico mi scrive: "...avrei una domanda da porti. Da circa un anno, da quando qualcosa in me si è rotto, sto procedendo ad un'auto indagine costante, diciamo ad una meditazione che prende tutto ciò che avviene durante le mie giornate. Poi mi capita di rileggere qualcosa di U.G. Krishnamurti e tutto quello che sto facendo mi sembra inutile e piombo nello sconforto. E' come se stessi camminando in equilibrio su di una fune e qualcuno con un banale soffio d'alito mi facesse cadere giù. Ma come si può uscire da queste contraddizioni che ti fanno sentire come una foglia al vento? Grazie Maestro.."

Rispondo: 
"....disinteressati di qualsiasi cosa ti venga suggerito dall'esterno. Gli insegnamenti indiretti, appresi di seconda mano, possono anche essere distrazioni.  Le esperienze raccontate dai vari maestri sono le loro esperienze non possono essere riprodotte. Qualsiasi sia la tua pratica -e per pratica intendo il peculiare approccio in cui la tua mente fissa l'attenzione su se stessa- prosegui con costanza e determinazione in quella. 

Non è importante quale sia la pratica  ma la sincerità, costanza e volontà nel perseguimento che conta. E' come quando si è innamorati non può esserci un modo  codificato per dimostrare il proprio amore verso la persona amata, l'amore si mostra  nei modi che gli sono congeniali... 

A che serve quindi leggere come un altro ha amato? Non  vi sono criteri stabiliti in  cui l'amore  debba esprimersi,  quel che conta  è l'intensità in cui  l'amore si manifesta. E' lo spirito di abnegazione che conta, la pazienza, la sincerità,  la fiducia, l'adesione, la fedeltà... 

E poi non chiamarmi "maestro" che così già poni una differenza ed una separazione fra noi. Dal punto di vista umano siamo fratelli, dal punto di vista del Sé siamo la stessa cosa."

Paolo D'Arpini

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