La "civiltà" dell'immondizia



Il nostro futuro non può continuare a riempire le città di immondizia, rifiuti industriali, inquinamento... Questo è pacifico, e non dico niente di nuovo, cosi come dire che la “qualità” deve prendere il posto della “quantità”. Tale concetto infatti lo si può annoverare ormai tra il “luoghi comuni”. Siamo tutti annoiati dal sentire parlare per “luoghi comuni” ma di fatto non facciamo niente per smentirli o trasformarli in concetti che valgono il tempo stesso che si “spreca” o “utilizza” per pronunciarli.

Il consumismo sfrenato del popolo (per generare interessi) si traduce direttamente in consumo energetico (petroli che sta per finire) se non si inverte questo processo con la decrescita (e sostituendo la moneta debito con la moneta di proprietà del popolo). Cerchiamo di capire la causa per una volta e non soffermiamoci a combattere solo l’effetto. Non si può avere la botte piena la e la moglie ubriaca. 


Dobbiamo fermare la crescita.

Infatti la crescita indiscriminata (auspicata dal sistema finanziario) non ha un piano strategico volto al benessere dell’uomo presente e futuro e alla “qualità” della sua vita, ma solo di generare mercato per far muovere soldi (non importa come). Ricordiamo che ogni 100,00 euro, tutti gli italiani devono riconoscere una tassa (adesso) del 2% a dei banchieri privati. Quindi è chiaro che la lungimiranza dei banchieri si ferma al verificare la “quantità” di economia che si riesce a fare al fine di farsi riconoscere gli interessi, tutto il resto non sono bazzecole dei poveri idealisti. La qualità significa fermarsi a riflettere, significa cose che durano, significa tempo libero, significa cultura, significa costruire cose che durino nel tempo (contro l’obsolescenza programmata).

Tutto questo significa ridurre la “quantità”....

Giuseppe Turrisi

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