Il mistero delle piramidi d'Egitto


Malgrado gli oltre duecento anni di studi e di scavi archeologici condotti in Egitto, non è ancora stata fornita una spiegazione razionale al mistero della costruzione delle piramidi. Sono infatti state avanzate svariate ipotesi, che però sono mai riuscite a svelare questo mistero.

Le sconcertanti piramidi di Giza

Sull’altopiano di Giza, a pochi chilometri dalla capitale egiziana (Il Cairo), si ergono le vestigia del Mondo Antico, tra cui le tre piramidi di:
-    Cheope
-    Chefren
-    Micerino

La più grande, Cheope, è nota come una delle sette meraviglie del mondo, ma anche come la straordinaria testimonianza dell’ingegnosità dei costruttori dell’antichità, che non ha nulla da invidiare al genio dei moderni ingegneri.

Gli egittologi, infatti, si interrogano ancora oggi sul mistero della costruzione di questi monumenti, che sono probabilmente tra i più famosi al mondo.

La piramide di Cheope in particolar modo, anche chiamata la Grande Piramide, è forse una delle costruzioni più impressionanti esistenti sulla faccia della Terra, assieme alla Grande Muraglia Cinese. La piramide misura 230 metri in larghezza  e 137 metri in altezza, sebbene originariamente fossero 146. I 9 metri mancanti sono infatti scomparsi a causa dell’erosione. Probabilmente venne eretta tra il 2590 e il 2565 a.C.

Come sono state costruite le piramidi egizie?

In origine l’intera piramide era ricoperta di uno strato calcareo di colore bianco brillante, proveniente dalle colline di Tura, che la faceva risplendere nel raggio di decine di chilometri.

Della piramide esistono dati noti o presunti, che tuttavia non forniscono la chiave dell’enigma. Si sa, ad esempio, che servirono dai 20 ai 25 anni per costruire la piramide di Cheope.

Contrariamente a quanto è stato detto, sembra che alla costruzione abbiano preso parte operai volontari anziché schiavi. Gli operai lavorarono in periodo di piena. Le loro motivazioni rimangono ancora vaghe, ma sembrerebbe che lo facessero volontariamente per rendere omaggio al loro sovrano e quindi ingraziarselo oppure, più prosaicamente, per guadagnarsi da vivere durante la stagione morta.


Venne impiegato un ascensore nella costruzione delle piramidi?

Per quanto riguarda le tecniche costruttive, molti sono gli interrogativi ancora rimasti senza risposta. Ci si interroga, ad esempio, sul modo in cui gli operai issarono sulla cima della piramide i grandi blocchi di pietra del peso di varie tonnellate.

Utilizzarono forse una rampa che si innalzava via via che la piramide veniva costruita? Questa teoria, che rimane ancora la più diffusa, contrasta con il fatto che per posizionare la rampa, si sarebbe dovuto impiegare un volume di materiale più imponente di quello utilizzato per la costruzione della piramide stessa.

Uno dei fondatori della storia moderna, il greco Erodoto, fece visita alle piramidi verso il 450 a.C. e formulò l’ipotesi che fossero stati impiegati apparecchi di sollevamento. Tuttavia, quelli esistenti all’epoca non sarebbero stati in grado di sollevare blocchi di oltre 10 tonnellate, che sono comunque tra i meno pesanti impiegati per la piramide di Cheope.

Secondo altri studiosi, gli antichi Egizi avrebbero forse utilizzato un ascensore obliquo per fare salire blocchi di oltre 40 tonnellate fino alla cima della piramide, servendosi della grande galleria centrale a mo’ di slitta e di blocchi di pietra come contrappesi, ma questa rimane soltanto un’ipotesi.

Il mistero resta dunque ancora irrisolto, visto che non si comprende in che modo gli Egizi dell’epoca avrebbero potuto costruire un tale congegno.

Se sembra ormai appurato che le piramidi fossero tombe o cenotafi (ossia monumenti commemorativi di personalità sepolte altrove), ci si interroga ancora sulla simbologia e sull’esatta funzione della forma piramidale triangolare a quattro facce coincidenti con i quattro punti cardinali, una particolarità pressoché unica al mondo.
 
Tara.

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