Radiestesia e familiarità tra le entità subatomiche, un’introduzione all’opera del Dott. Prof. Giuseppe Calligaris (1876-1944)


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La familiarità tra le entità (più note come particelle) subatomiche, in radiestesia permette il fenomeno cosiddetto della permanenza. Infatti, restringendo il campo all’agire fra gli uomini, tutte le azioni, i pensieri e le vibrazioni corporali producono delle emanazioni che vengono ricevute dalla materia circostante, assorbite da questa, che ne risuonerà eternamente.

In fisica questo fenomeno detto della familiarità, è stato osservato e spiegato attraverso il comportamento correlato (istantaneo e anche a distanza infinita, sempre al netto della ponderabilità) tra le gli elettroni della persona e un suo testimone (oggetto appartenuto, capelli, unghie, ecc).

Questa scoperta del 1997 condotta tra l’INFN di Frascati e il CERN di Ginevra, su gli elettroni di un atomo d’elio, mostra che i due elettroni restano in contatto anche se allontanati, mentre non chiarisce (i fisici parlano di tachioni = particelle veloci), come avviene questo collegamento. La condizione necessaria perché si instauri questa familiarità, è che i due elettroni condividano la sorte dello stesso atomo almeno per un tempo breve.

Personalmente aborrendo la teoria corpuscolare, figuro che il fluido eterico scorra tra i due vortici (elettroni), estendendo il suo percorso mentre vengono allontanati, al pari tra gli oggetti vicini ad una persona (una stanza), o posseduti, insomma più generalmente testimoni, si realizza la familiarità eternamente e a qualsiasi distanza, e questa familiarità si attua tramite la circolazione del fluido eterico tra gli enti sub atomici della materia di cui sono composti rispettivamente i testimoni e la persona.

Premesso ciò, è possibile spiegarsi come negli esperimenti del Dott. Calligaris, i soggetti bendati, in una stanza in penombra, rilassati, ecc., quindi stimolati con martelletto freddo, o corrente faradica su specifiche placche dell’epitelio, vedano in auto scopia (con l’occhio della mente), semplicemente in presenza degli oggetti testimoni, il loro proprietario.

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La sensibilizzazione delle placche permette di individuare tra le infinite emanazioni, quei flussi specifici che legano gli oggetti alla persona, al punto di condurre la psiche a ricevere l’immagine del proprietario. Questi flussi permanenti tra un oggetto e il proprietario, o tra due persone legate da un rapporto anche solo occasionale, costituiscono una traccia che permette all’occhio della mente di ritrovare l’uno partendo dall’altro. Le applicazioni del Dott. Calligaris, neuropatologo, sono sperimentalmente dimostrate e abbracciano, oltre a quello medico, un campo estesissimo, sia chiaro pari alla quantità di informazioni che viaggiano nell’etere, provenienti dall’intero universo fenomenico, nel passato, nel presente e nel possibile futuro.

Ma se questa è la spiegazione che lo scibile umano ci permette di congetturare, restiamo inizialmente senza spiegazione quando sperimentalmente si verifica la correlazione tra un oggetto e un altro, senza che però tra questi si sia potuta innescare la condizione di familiarità di cui sopra. Ad esempio tra una fotografia di un soggetto e il soggetto stesso, tra la calligrafia (ammettiamo che il foglio possa trattenere le emanazioni dello scrivano) ed il suo redattore, tra una cartina geografica e i luoghi, ecc.

In realtà anche in questi casi la familiarità lavora ancora a nostro favore, essa non è più diretta tra i due oggetti correlati ma mette in gioco, come in una catena, tanti di questi sparsi nel tempo e nello spazio, che collegati perennemente tra loro, restituiscono attraverso una trama più articolata l’oggetto cercato.

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Quando il Buddha effettua la scoperta scientifica dell’interrelazione tra gli oggetti del creato, non fa altro, e non è poco, che, attraverso l’indagine interiore, accorgersi di ciò, ossia di questa fitta tessitura che unisce tutti i più piccoli elementi materiali dell’universo; osservando attraverso le infinite correlazioni tutti gli elementi del mondo fenomenico, di fatto sperimenta la Conoscenza Universale; contemporaneamente, cosa questa di non minora importanza, Buddha ci rivela che ogni oggetto e sostenuto nella sua esistenza dalla relazione che ha con tutto il resto.


Il dott. Calligaris, conosce bene questi concetti e spende l’intera vita professionale a ricercare, con un riguardo verso le questioni mediche, il riflesso dell’universo e dello stesso corpo umano sull’intero tessuto epiteliale, ben conscio del fatto che nell’universo tutto è collegato.

Giuseppe Moscatello

Visualizzazione di il prof. Galligaris alla ricerca di una placca cutanea.png

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