La Profezia di Peter Deunov sulla fine della nostra civiltà


Risultati immagini per Peter Deunov

Noto anche con il nome spirituale di Beinsa Douno, il Maestro bulgaro Peter Deunov (1864-1944) fu un essere di elevatissima coscienza e allo stesso tempo un incomparabile musicista, che durante tutta la sua vita diede esempio di purezza, saggezza, intelligenza e creatività. Visse per molti anni vicino a Sofia, dove fu circondato da numerosi discepoli. Con la sua radiosità risvegliò la spiritualità di migliaia di
anime in Bulgaria e nel resto dell’Europa.
Alcuni giorni prima della sua dipartita all’altro mondo, si trovò in una profonda trance e fece una profezia straordinaria in merito all’epoca tormentata in cui stiamo transitando oggi, una profezia sulla “fine dei
tempi” e la venuta di una nuova Epoca d’Oro per l’umanità.
Nel seguito il testamento molto coinvolgente. E’ così attuale e vibrante che si può persino dubitare che queste parole siano state dette più di 60 anni fa.
“Durante il trascorrere del tempo, la consapevolezza dell’essere umano attraversò un periodo molto lungo di oscurità. Questa fase che gli Indù chiamano “Kali Yuga”, è quasi alla fine. Oggi ci troviamo al confine tra due epoche: quella del Kali Yuga e quella della Nuova Era in cui stiamo entrando.
Sta già accadendo un graduale miglioramento nei pensieri e sentimenti degli umani, ma ognuno sarà presto soggiogato dal Fuoco Divino che purificherà e preparerà tutti per la Nuova Era. Così l’individuo si
eleverà ad un grado superiore di coscienza, cosa indispensabile per la sua entrata nella Nuova Vita.
Questo è ciò che si deve comprendere per “Ascensione”.
Passeranno alcune decadi prima che questo Fuoco arrivi e questo trasformerà il mondo portando una nuova morale. Questa onda immensa giunge dallo spazio cosmico ed inonderà tutta la Terra. Tutti coloro che vi si opporranno saranno spazzati via e trasferiti altrove.
Anche se gli abitanti di questo pianeta non sono tutti allo stesso grado di evoluzione, la nuova ondata sarà percepita da tutti. E questa trasformazione non toccherà solo la Terra ma l’insieme di tutto il Cosmo.
La cosa migliore e l’unica che l’individuo può fare ora è di rivolgersi coscientemente a Dio e migliorarsi per elevare il proprio livello di vibrazione, così da trovarsi in armonia con la potente ondata che presto lo sommergerà.
Il Fuoco di cui parlo, che accompagna le nuove condizioni offerte al nostro pianeta, ringiovanirà, purificherà, ricostruirà ogni cosa: la materia verrà raffinata, i vostri cuori saranno liberati dall’angoscia,
dai problemi, dall’incertezza e diverranno luminosi; ogni cosa sarà migliorata, elevata. I sentimenti, i pensieri e gli atti negativi saranno consumati e distrutti.
La vostra vita attuale è una schiavitù, una dura prigione. Comprendete la vostra situazione e liberatevene.

Vi dico questo: uscite dalla vostra prigione! Dispiace veramente vedere così tanta confusione, così tanta sofferenza, così tanta incapacità di comprendere dove stia la vera felicità.
Ogni cosa che vi circonda presto crollerà e scomparirà. Nulla resterà di questa civiltà, non la sua perversione; tutta la Terra sarà scossa e non verrà lasciata traccia di questa erronea cultura che mantiene
gli uomini sotto il gioco dell’ignoranza.
I terremoti non sono solo dei fenomeni meccanici, il loro obbiettivo è anche di risvegliare l’intelletto e il cuore degli uomini, così che essi possano liberarsi dagli errori e dalle loro follie e perché comprendano
che non esistono solo loro nell’universo.
Il nostro sistema solare sta ora attraversando una regione del Cosmo dove lasciò la sua polvere una costellazione che fu distrutta. L’attraversare questo spazio contaminato è fonte di avvelenamento, non solo per gli abitanti della Terra ma per tutti gli abitanti degli altri pianeti della nostra galassia.
Solo i soli non vengono influenzati da questo ambiente ostile. Questa regione è chiamata “la tredicesima zona”, la si definisce anche la “zona delle contraddizioni”. Il nostro pianeta fu incluso in questa regione per migliaia di anni, ma finalmente stiamo avvicinandoci all’uscita di questo spazio di oscurità e siamo sul punto di raggiungere una regione più spirituale, dove vivono esseri più evoluti.
La Terra sta ora seguendo un movimento ascendente ed ognuno dovrebbe sforzarsi di armonizzarsi con le correnti dell’Ascensione. Coloro che rifiutano di essere sottoposti a questo orientamento, perderanno il vantaggio delle buone condizioni che verranno offerte in futuro per elevarsi. Resteranno indietro nella evoluzione e dovranno attendere decine di milioni di anni per la venuta di una nuova onda ascendente.
La Terra, il sistema solare, l’universo, tutti sono inseriti in una nuova direzione sotto l’impulso dell’Amore. La maggior parte di voi considera ancora l’Amore come una forza risibile, ma in realtà è la più grande di tutte le forze! Il denaro e il potere continuano ad essere venerati come se il corso della vostra vita dovesse dipendere da loro. In futuro, tutti saranno sottomessi all’Amore e lo serviranno. Ma è
attraverso la sofferenza e le difficoltà che la coscienza umana sarà risvegliata.
Le terribili predizioni del profeta Daniele, scritte nella Bibbia, si riferiscono all’epoca che si sta aprendo.
Ci saranno inondazioni, uragani, fuochi giganti e terremoti che spazzeranno via tutto. Il sangue scorrerà in abbondanza. Ci saranno rivoluzioni, terribili esplosioni risuoneranno in numerose regioni della terra. Là dove c’è terra, arriverà l’acqua, e là dove c’è acqua arriverà la terra. Dio è Amore, tuttavia qui abbiamo a che fare con un castigo, una risposta della Natura contro i crimini perpetrati dall’uomo dalla
notte dei tempi, contro sua madre, la Terra.
Dopo queste sofferenze, coloro che saranno salvati, l’elite, conosceranno l’Era d’Oro, l’armonia e la illimitata bellezza. Dunque tenete il vostro passo, e la vostra tua fede quando giungerà il tempo della sofferenza e del terrore, poiché è scritto che non cadrà un capello dalla testa del giusto. Non siate scoraggiati, semplicemente seguite il vostro lavoro personale di perfezione.
Non avete idea del grandioso futuro che vi attende. Una nuova Terra vedrà presto il giorno. Tra alcune decadi il lavoro sarà meno eccitante ed ognuno avrà tempo di consacrarsi ad attività dello spirito,
dell’intelletto e dell’arte.
La questione sul rapporto tra uomo e donna sarà finalmente risolto in armonia, ognuno avrà la possibilità di seguire le proprie aspirazioni. Le relazioni di coppia saranno fondate sul reciproco rispetto e stima. Gli
umani viaggeranno tra i diversi piani dello spazio facendosi breccia tra lo spazio intergalattico.
Studieranno come sono strutturati e funzionano e saranno in grado di conoscere velocemente il mondo Divino, di fondersi con il Capo dell’Universo.
La Nuova Era è quella della sesta razza. Siete predestinati a prepararvi per questa, a darle il benvenuto e a viverla. a sesta razza si costituirà sull’idea della Fraternità. Non ci saranno più conflitti di interessi personali. Le singole aspirazioni personali dovranno conformarsi alla Legge dell’Amore.
Per questo si costituirà un nuovo continente che emergerà dal Pacifico, cosicché il Supremo potrà finalmente stabilire
il suo posto su questo pianeta.
Chiamo i fondatori di questa nuova civiltà ”Fratelli dell’Umanità” o anche “Figli dell’Amore”. Saranno imperturbabili per il Bene e rappresenteranno un nuovo tipo di esseri umani. Gli uomini formeranno una famiglia, un grande corpo, ed ognuno rappresenterà un organo di questo corpo. Nella nuova razza, l’Amore si manifesterà in forma perfetta e di questo l’uomo odierno può averne solo una idea molto vaga.
La Terra resterà un terreno favorevole per la lotta, ma le forze dell’oscurità si ritireranno e la terra ne sarà liberata. Gli umani, vedendo che non vi sarà altra via, si impegneranno per il sentiero della Nuova Vita, quella della salvezza. Nel loro orgoglio insensato, alcuni alla fine spereranno di continuare sulla terra una vita che l’Ordine Divino condanna, ma poi ognuno finirà col comprendere che la direzione del mondo non dipende da loro.
Una nuova cultura vedrà la luce del giorno, riposerà su tre principi fondamentali: l’elevazione della donna, l’elevazione dei sottomessi e degli umili e la protezione dei diritti umani.
La Luce, il Bene e la Giustizia trionferanno, è solo una questione di tempo. Le religioni dovrebbero essere purificate. Ognuna di loro contiene una particella dell’ Insegnamento dei Maestri di Luce, ma
oscurato poiché incessantemente rifornito di deviazioni umane. Tutti i credenti dovranno unirsi e riunirsi in accordo su una cosa principale, ossia porre l’Amore alla base di tutto il credo, qualsiasi esso sia.
Amore e Fraternità è la base comune!
La Terra sarà presto spazzata da straordinarie e rapide onde di Elettricità Cosmica. Da qui ad alcune decadi coloro che sono cattivi e fuorvieranno gli altri, non saranno in grado di sopportare l’intensità di
queste onde. Saranno così assorbiti dal Fuoco Cosmico che consumerà il male che essi possiedono. Quindi si pentiranno perché è scritto che “tutta la carne glorificherà Dio”.
Nostra Madre, la Terra, si disferà di coloro che non accettano la Nuova Vita. Li rigetterà come frutti avariati. Non saranno in grado di reincarnarsi presto su questo pianeta, criminali inclusi. Resteranno solo
coloro che hanno in loro l’Amore.
Non c’è un luogo sulla Terra che non sia sporco di sangue umano o animale, quindi anch’essa deve sottoporsi alla Purificazione. Ed è per questo che certi continenti saranno sommersi mentre altri affioreranno.
Gli uomini non sospettano quali pericoli li stiano minacciando. Continuano a perseguire obbiettivi futili e a cercare piacere. Al contrario, quelli della sesta razza saranno consapevoli della dignità del loro ruolo e rispettosi della libertà dell’altro. Si nutriranno esclusivamente di prodotti del regno vegetale. Le loro idee avranno il potere di circolare liberamente come l’aria e la luce del giorno.
Le parole “ se non sei rinato” si riferiscono alla sesta razza. Leggete il cap. 60 di Isaia che si riferisce alla venuta della sesta razza, la Razza dell’Amore.
Dopo le tribolazioni, gli esseri umani smetteranno di peccare e ritroveranno la via della Virtù.
Il clima del pianeta sarà ovunque moderato e non ci saranno più brutali variazioni. L’aria tornerà ad essere pura, lo stesso per l’acqua. I parassiti scompariranno. Gli esseri umani ricorderanno le loro
precedenti incarnazioni e sentiranno piacere nel notare di essere stati finalmente liberati dalla loro precedente condizione.
Nello stesso modo in cui ci si disfa dei parassiti e delle foglie morte della vite, così agiscono gli esseri evoluti per preparare gli uomini a servire il Dio dell’Amore. Essi danno agli esseri umani buoni condizioni per crescere e svilupparsi e a coloro che li vogliono ascoltare, dicono: “Non aver paura! Ancora un po’ di tempo ne tutto sarà a posto, sei sul giusto cammino. Che colui che vuole entrare nella Nuova Cultura possa studiare, lavorare coscientemente e preparare”.
Grazie all’idea della Fraternità, la Terra diverrà un luogo benedetto e questo non si farà attendere.
Ma prima, grandi sofferenze saranno inviate per risvegliare la coscienza. I peccati accumulati per migliaia di anni devono essere redenti. L’ Onda Ardente che emana dal Supremo contribuirà a liquidare il karma dei popoli.
La liberazione non può più essere protratta. L’umanità si deve preparare per grandi prove che sono inevitabili e che stanno arrivando per porre fine all’egoismo.
Sotto terra, si sta preparando qualcosa di straordinario. Una rivoluzione che è grandiosa e assolutamente inconcepibile si manifesterà presto in natura. Dio ha deciso di rettificare la Terra, e lo farà!”
E’ la fine di un’ epoca.
Un nuovo ordine si sostituirà al vecchio, un ordine in cui l’Amore regnerà sulla Terra!.
Peter Deunov

Risultati immagini per Peter Deunov
Propositi per il Futuro, 1944

Introduzione agli elementi idealistici della fisica quantistica


Immagine correlata

Nascita della fisica quantistica:

Vorrei qui riassumere la nascita e la storia della fisica quantistica, che ci dà delle preziose indicazioni.

Questa affascinante branca della fisica, che tenta di investigare sulla struttura microscopica della materia per comprendere le leggi dell’universo, non è stata creata da quelli che poi divennero i fisici quantistici “ortodossi” , come il danese Nils Bohr ed il tedesco Werner Heisenberg, riuniti nella cosiddetta “scuola di Copenaghen” dominata dalla figura del grande fisico danese.

Il primo ad introdurre il concetto di “quanto” nell’anno 1900 fu in realtà il grande fisico tedesco Max Planck che, studiando le emissioni energetiche del cosiddetto “corpo nero”, si era accorto che per far tornare i calcoli doveva supporre che l’energia fosse scambiata per minime quantità discrete (ovvero dei veri e propri atomi di energia) che egli chiamò “quanti”. Cinque anni dopo un giovane e sconosciuto fisico tedesco trasferitosi in Svizzera, Albert Einstein, in una memoria riguardante l’effetto fotoelettrico, ovvero la capacità delle onde luminose di adeguata frequenza di estrarre gli elettroni dai metalli, spiegò che in quel caso i quanti erano dei veri atomi energetici di energia luminosa che il grande fisico ribattezzò “fotoni” (dalla parola greca antica “fos” che significa “luce”) che agivano sulla materia come dei piccoli proiettili. Per questo studio (e non per la teoria della relatività !) Einstein vinse il premio Nobel.

Planck ed Einstein devono quindi essere considerati i veri fondatori della fisica quantistica, contro cui si schierò inizialmente Bohr, salvo poi a divenirne il massimo interprete con la sua interpretazione “ortodossa” (ancora oggi di moda e generalmente accettata dai fisici). Einstein, insieme ad altri fisici di prima grandezza, contestò a lungo l’interpretazione di Bohr-Heisenberg, come ci ripromettiamo di illustrare in seguito.
Lo scontro diretto tra Einstein e Bohr è stato illustrato in modo romanzato, ma preciso, in un libro di fantasia scritto dalla fisica e scrittrice Gabriela Greison (“L’incredibile cena dei fisici quantistici”, ed. Salani) in cui si ricorda la famosa cena di gala dell’ottobre del 1927 seguita al famoso convegno Solvay di Bruxelles in cui si confrontarono i 27 fisici più famosi dell’epoca (tra cui 17 premi Nobel).

Il dilemma onda-particella:

Nel 1924 un’ardita teoria fu esposta in una tesi di laurea di un brillante fisico francese, Louis De Broglie, secondo cui la materia si presenta contemporaneamente sotto forma di particelle e di onde. Questa teoria era certamente in accordo con lo studio di Einstein che aveva dimostrato che la luce si presenta contemporaneamente come onda e come particella energetica (fotone), ma estendeva questa teoria a tutta la materia.

La validità della teoria di De Broglie è incontestabile ed è dimostrata dall’esperienza della “doppia fenditura”, considerata in genere come l’esperienza fondamentale della fisica quantistica (vedi ad es. il libro di divulgazione scientifica del fisico statunitense Feynman, “sei pezzi facili”, ed. Adelphi).
Questa esperienza era stata attuata già all’inizio del 1800 dal fisico e medico inglese Thomas Young per dimostrare che la luce era un’onda. Se si fa passare attraverso due piccole fenditure un fascio di luce, che così si divide in due, su un secondo schermo si formeranno delle tipiche “figure di interferenza” che si formano solo nel caso che il fascio di luce sia un’onda e si sia diviso in due onde.

Se si ripete la stessa esperienza con un fascio di elettroni, si hanno le stesse figure di interferenza, fatto che dimostra che gli elettroni si comportano come onde. Ma se si tenta di registrare l’arrivo degli elettroni con un contatore Geiger o si illuminano le traiettorie per individuarle, gli elettroni non danno più il fenomeno di interferenza e si comportano come particelle.

L’interpretazione di Bohr e dei suoi seguaci è che il verificarsi del fenomeno, nel mondo microscopico in cui la misura interferisce in modo significativo con la realtà, è dovuto all’azione dell’osservatore-sperimentatore. Ogni tipo di esperienza ci dà una risposta diversa (ad es. o registriamo un’onda, o registriamo una particella). Nulla si può dire, né è opportuno dire, su cosa accade all’interno della materia esaminata. Abbiamo solo una serie di risposte diverse, determinate dall’azione dello sperimentatore-osservatore, tra loro “complementari” ma non sovrapponibili o confluenti in una sintesi unitaria (“principio di complementarità”).
Con una serie di forzature filosofiche la realtà oggettiva diventa quindi qualcosa di evanescente su cui non si può dire nulla. Conta solo il fenomeno registrato.

Questo principio ha in realtà numerosi antecedenti filosofici: ad es. la filosofia settecentesca del vescovo Berkeley (già esaminato nella rubrica scientifica della Voce) che, partendo da una filosofia empirista radicale, sfociava nell’idealismo. Il vescovo sosteneva che il mondo era immateriale e che la realtà era formata solo dalle nostre sensazioni.

Più recentemente (fine ‘800, inizio ‘900) si può citare il pensiero “empirio-criticista” del fisico e filosofo viennese Ernst Mach, che sosteneva che una legge fisica è solo un modo di riordinare e sintetizzare i risultati delle nostre esperienze, e che nulla è lecito dire su una presunta realtà oggettiva esterna a noi.

Il principio di indeterminazione:

La posizione di Bohr era rafforzata dal principio di indeterminazione elaborato nel 1927 da un giovane e brillante fisico tedesco, Werner Heisenberg, secondo cui è impossibile nella fisica microscopica determinare con precisione contemporaneamente la quantità di moto e la posizione di una particella.
I fisici della “scuola di Copenaghen” ne derivavano l’impossibilità di determinare le reali leggi di comportamento delle onde-particelle elementari. Di qui il passo è breve verso una posizione, non solo agnostica, ma addirittura anti-deterministica. Di qui provengono una serie di affermazioni dei fisici quantistici “ortodossi” tese a sostenere che ciò che succede nel mondo subatomico è “casuale” e che il rigoroso principio di causa-effetto va sostituito da un principio di semplice interralazione tra fenomeni.
Posizioni simili erano sostenute anche nell’antichità. Abbiamo ricordato nei primi numeri della rubrica scientifica della Voce, che mentre all’atomista Democrito viene attribuita la bellissima frase di stampo determinista: “nulla avviene nell’universo che non abbia una causa ed una ragione”, l’allievo di un suo allievo, il filosofo Epicuro, pur adottando la fisica atomistica, sosteneva che gli atomi potevano subire delle deviazioni arbitrarie ed ingiustificate (in latino: “clinamen”).

La stretta collaborazione tra Bohr ed Heisenberg durò fino alla seconda guerra mondiale, quando Heisenberg, nominato da Hitler responsabile del programma atomico del Reich, si recò in Danimarca, che era sotto occupazione nazista, a chiedere l’aiuto di Bohr, che lo mise alla porta.

Einstein, che era determinista, coniò – in polemica con Bohr – la notissima frase: “Dio non gioca a dadi”, ovvero la natura procede per leggi precise ed individuabili anche con “esperimenti mentali” mediante i quali dalle cause si possono prevedere gli effetti e dagli effetti previsti risalire alle cause.
Einstein dichiarò anche che, se il comportamento microscopico della materia fosse stato casuale, allora egli, piuttosto che fare il fisico, avrebbe preferito fare il croupier.

Ricordiamo che tutti i grandi scienziati sono stati in genere deterministi, materialisti ed indagatori della realtà “oggettiva” data per scontata (vedi Galilei, Newton, Lavoisier, Laplace, Dalton, Faraday, Maxwell, fino al povero Boltzmann che all’inizio del ‘900 si suicidò, anche per gli attacchi continui mossigli dagli ambienti empirio-criticisti).

L’equazione di Schrodinger:

La polemica tra i due schieramenti quantistici conobbe un nuovo capitolo quando un brillante fisico viennese, Erwin Schrodinger, entusiasta della teoria delle onde/particelle di De Broglie, elaborò una notissima equazione, basata sul comportamento ondulatorio dell’elettrone, che in modo semplice ed elegante descrive il comportamento dell’onda/particella.
La cosa suscitò la rabbia di Heisenberg che aveva elaborato un complicato sistema basato su delle matrici matematiche per ottenere gli stessi risultati.

L’equazione di Schrodinger fu però utilizzata a modo loro dai seguaci di Bohr, in particolare per intervento di Max Born, massimo esponente della scuola matematico-fisica di Gottinga in Germania, interpretando le onde espresse con l’equazione come “onde di probabilità”, ovvero onde indicanti la probabilità che una certa percentuale della particella fosse presente in un punto. Schrodinger non era d’accordo, e nemmeno lo stesso De Broglie che interpretava le onde come onde materiali, e non esprimenti probabilità statistiche. I due grandi fisici (entrambi premi Nobel) erano schierati sostanzialmente dalla parte di Einstein.

Secondo gli ortodossi ogni onda rappresentava un certo stato ed una certa posizione dell’elettrone. Solo l’intervento dello sperimentatore-osservatore avrebbe determinato il “crollo delle onde di probabilità” e l’assunzione di uno stato finale da parte dell’elettrone misurabile sperimentalmente.

Il gatto di Schrodinger:

In seguito, nel 1935, per prendere in giro il modo di ragionare degli “ortodossi”, Schrodinger, che era spiritoso come Einstein, elaborò il famoso paradosso del gatto. Supponendo che un gatto fosse chiuso in una scatola chiusa ermeticamente contenente un meccanismo mortale azionabile da un elettrone proveniente dalla decadenza di un atomo (evento che avrebbe potuto verificarsi o non verificarsi), si sarebbe determinata la morte del gatto se la decadenza fosse avvenuta o la permanenza in vita del gatto se la decadenza non fosse avvenuta. Secondo gli ortodossi invece il gatto sarebbe stato contemporaneamente vivo e morto e solo l’osservatore-sperimentatore, aprendo la scatola, avrebbe determinato la vita o la morte del gatto.
Naturalmente Bohr rispose con intelligenza e si innescò un dibattito che sarebbe troppo lungo descrivere. Dopo la seconda guerra mondiale, Bohr fu invitato a Mosca dai valenti fisici sovietici che contestarono cortesemente gli aspetti idealistici delle sue impostazioni. Si dice che Bohr ne sia rimasto piuttosto colpito.

Da parte sua il quantista “ortodosso” statunitense Richard Feynman, premio Nobel per i suoi studi sull’elettrodinamica quantistica (Q.E.D.), coniò il motto: “zitto e calcola”, che significa che non si devono fare ipotesi sul comportamento oggettivo della materia a livello microscopico, ma solo effettuare calcoli su equazioni formali che portano comunque a risultati in buon accordo con i dati sperimentali (da cui l’indubbio successo della fisica quantistica e l’apparente momentanea “sconfitta” ed isolamento di Einstein).

La posizione dei materialisti dialettici:

Negli interventi di Ana Neto e di A. Martocchia è stata giustamente ricordata la polemica di Lenin contro la filosofia di Mach (“Materialismo ed Empiriocriticismo”). Lenin rivendicava la validità di una filosofia materialista, basata sullo studio di un mondo reale “oggettivo”, che desse senso ad uno studio scientifico della realtà fenomenica e superasse le pulsioni idealiste.
E’ stato ricordato che anche Marx ha espresso concetti simili estendendo l’indagine scientifica anche al mondo reale della società umana.

In precedenza Engels, in particolare nella “Dialettica della natura”, aveva messo in guardia gli scienziati dal pericolo di non dotarsi di una robusta filosofia di base (che per lui ovviamente consisteva nel “materialismo dialettico”), ironizzando su quegli scienziati che - come il famoso “borghese gentiluomo” di Moliere che faceva della “prosa” senza saperlo – facevano della cattiva filosofia alla moda senza saperlo.
Engels invitava anche gli scienziati ad un continuo approfondimento della conoscenza della realtà oggettiva, visto come un processo senza fine, data l’estrema complessità del reale, ma che portava ugualmente l’umanità a compiere una serie infinita di approfondimenti ed aggiustamenti delle teorie scientifiche precedenti.

Il grande pensatore tedesco non aveva dubbi sul fatto che la conoscenza maturata attraverso l’esperienza fosse il “riflesso” nella nostra mente di un mondo oggettivo, indipendente dalla nostra esistenza.
Il termine “dialettico” viene usato da Engels a proposito del mondo naturale per sottolineare alcuni principi che si verificano concretamente in natura determinandone l’evoluzione fatta a salti, come l’accumulo di quantità che diviene “qualità” (potrebbe pensarsi ad un passaggio di stato della materia provocato da un aumento progressivo della temperatura e che scatta in corrispondenza di una soglia precisa, oppure l’aumento progressivo della frequenza di una radiazione che, raggiunto un valore preciso, provoca un fenomeno del tutto nuovo come l’emissione di elettroni nell’effetto fotoelettrico). Un altro principio dialettico è il verificarsi della presenza di stati di segno opposto (come ad es. nel caso del binomio onda-particella) che i quantisti ortodossi risolvono solo con l’immaginare due esperienze diverse che provocano la separazione dei due principi indotta dall’intervento dell’osservatore-sperimentatore, ma che non danno conto della sintesi in natura dei due principi.

Non è forse casuale che il manoscritto di Engels sulla “Dialettica della Natura”, tenuto per decine di anni in un cassetto dal socialista moderato Bernstein, sia stato pubblicato solo nella prima metà del ‘900 dopo un parere favorevole sulla sua pubblicazione dato da Einstein, che era di simpatie socialiste.

Come mia posizione personale raccomanderei a tutti gli amici “materialisti dialettici” di non far diventare la filosofia di Engels una nuova forma di dogmatismo, ma applicarla concretamente, tenendo conto dei grandi risultati degli scienziati “classici” (come Galilei, Newton, Darwin, Einstein), dai filosofi materialisti, come Democrito o Hobbes (non mi piace l’espressione “materialismo volgare”), ed anche di ciò che di meglio sia ricavabile dalla grande scuola empirista di Locke, Hume, Condillac, scartandone gli esiti più paradossali che ci riportano a forme di idealismo.


Solo così il “materialismo dialettico” rimarrà una filosofia viva, depurata da ogni residuo idealistico di hegeliana memoria. 

 Roma 24.5.2017, Vincenzo Brandi

Immagine correlata

La saggia follia del mondo...

"La verità è immutabile, quel che muta è solo apparenza.... Ma se così non fosse come potrebbe l'Uno gioire della sua "illusione"?.." (Saul Arpino)
La saggia follia del mondo
Dietro le quinte
Prego signori entrate in questo “deposito”, osservate con occhio curioso e giocoso il retroscena della rappresentazione che andremo a presentare.
Passione, inganno, amore, odio, grandi tragedie, consapevolezza delle contraddizioni, timore del futuro, vizi umani, disperazione, solitudine degli eroi, affetti e valori costituiti e sovvertiti, sconvolgimento della natura, dove il più saggio è il folle, l'assurdità della vita umana percepita senza schermi.
La lucida consapevolezza che l'esistenza è "una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla"; si rinuncia spesso a esplicitare il senso della vicenda, consci che un mondo vasto e oscuro come quello contemporaneo lo si può riflettere ma non circoscrivere.
Storie e racconti, scenografie di ricordi passati si stagliano sulle pareti, mentre inciampiamo tra oggetti e abiti sparsi qua e la dall’attore di turno.
Che gran confusione ordinata.
I tappeti son li, pronti per spiccare il volo come l’araba fenice: la finzione non può continuare, tornare in noi stessi, la soluzione mantenere la promessa: l’ultimo desiderio liberare il Genio dalla sua Lampada e lasciarlo partire per scoprire le bellezze del mondo.
No, Tempo, tu non ti vanterai che io muti!
L'Aura

La naturalezza della “presenza”, qui ed ora...


Risultati immagini per La naturalezza della “presenza”,

La nostra società oggi più che mai è malata di virtualizzazione, non siamo in grado di percepire le esperienze se non in forma proiettiva, con la tendenza ad esagerare a magnificare senza peraltro riuscire a trovare soddisfazione nel "semplice e nel facile", in quello che, secondo i taoisti, è lo stato naturale dell’uomo…

Ad esempio Osho  si è cimentato nel tentare di riportare l’uomo alla sua spontaneità ed al godimento del momento presente, questo "invito" verso la semplicità di vita è un motivo conduttore di parecchi saggi. Osho ha saputo usare parole vicine alla mente dell’uomo moderno. Egli essendo un "cultore dell’immediato", ci ha mostrato attraverso le vicissitudini e gli alti e bassi della sua vita come riuscire a non perdere la centratura in se stessi, come essere quel che si è senza aggiustarsi indebitamente alle richieste della cultura omologata, che è in grado di prosciugare ogni "centratura nella sorgente".

"L’uomo ha un centro, ma ne vive fuori – fuori del centro!" Affermava Osho, aggiungendo che questo atteggiamento crea una tensione interna, un tumulto costante, un’angoscia. La pazzia è la conseguenza diretta dell’uscire fuori in modo permanente dalla centratura in se stessi, ma vi sono stadi intermedi all’alienazione, ad esempio la distrazione, l’astrazione, la noia, la mancanza di empatia, etc. Certo nella mente umana esistono anche momenti di gioia estatica ma è troppo facile uscirne, succede appena cerchiamo di rincorrere quella gioia, di farla nostra appropriandocene (rendendola così estranea a noi).
Un essere umano "naturale" è solo colui che non rincorre gli stati mentali, che non si abbandona alla rabbia e non cerca la beatitudine. Egli non si allontana da una attenta presenza nel vissuto, non in meri termini fisici ovviamente. Potremmo dire che un "uomo naturale" è un uomo assente agli estremi… 

Nella sua spontaneità priva di ogni opposizione il "realizzato" è completamente rilassato, nella sua consapevolezza non c’è tensione, non c’è sforzo, non c’è desiderio. In una parola non c’è "proiezione" e quindi nemmeno divenire. Ma questo non significa che l’uomo "naturale" non mangi, non beva o non soddisfi le esigenze che debbono essere soddisfatte come fa ogni altro essere vivente. Mangerà, dormirà…  ma questi non sono desideri. 

Non mangerà domani, mangerà oggi!

In un certo senso lo stato di naturalezza è simile all’innamoramento, in cui si vive sospesi: il passato non esiste più e non si aspetta nemmeno il futuro. Ci si muove nel presente, incapaci di avere aspettative, ci si muove nel qui ed ora senza alcuna considerazione delle conseguenze. Infatti i saggi e gli innamorati sono considerati "ciechi" dagli uomini di mondo che calcolano ogni cosa, sono invece visti come veggenti da coloro che non calcolano.

Nel momento del grande amore il passato ed il futuro scompaiono.

Una volta qualcuno chiese a Gesù. "Cosa succederà nel tuo Regno di Dio?" ed egli rispose come un vero maestro Zen: "Non ci sarà più tempo!. .. Non ci sarà più tempo perché il "regno di Dio" è eterno, è sempre qui..".

Mirabai, una principessa indiana, si era innamorata di Krishna ma il Krishna fisico non c’era più da migliaia di anni, eppure lei cantava e danzava davanti a lui. Il marito di Mira era molto geloso di questo amore e le chiese "Sei impazzita? Chi è che ami, con chi conversi? Ed io sono qui e tu mi hai completamente dimenticato". E Mira rispose: "Krishna è qui ma tu non lo sei… Krishna è eterno, tu vivi fra due momenti di passato e futuro,che in verità non esistono, come potrei quindi credere che tu sei esistente?".

Nell’amore totale l’io non esiste, esiste solo l’amore. Mentre si accarezza l’amante o l’amata si diventa la carezza. Mentre si bacia non si è colei che viene baciata o colui che bacia, si è semplicemente il bacio. In questa assenza dell’io si manifesta la pienezza della presenza… ed è per questo che l’amore è definito la natura vera di Dio. Diceva Shiva alla sua adorata sposa Parvati: "Mentre vieni accarezzata, dolce principessa, penetra il carezzare come vita eterna. Chiudi le porte dei sensi quando senti il solleticamento di una formica. Allora. Quando sei sdraiata su un letto od assisa lasciati andare priva di peso, aldilà della mente.."

Paolo D'Arpini


Teatro Cinabro - L'autore impersona Wang-tzi 

(Memoria: alle h. 19.52 del 7 aprile 2009 la musica dei campanelli di una nuova scossa sismica ha accompagnato questa scrittura)

Coscienza cosmica - Come il piccolo così il grande


Risultati immagini per Coscienza cosmica

            Come ogni particella in simbiosi con le altre non può vivere separata dall’organismo di cui è parte, allo stesso modo l’organismo non può esistere senza le cellule che lo compongono. Una cellula (l’uomo) che vivesse in antagonismo con le altre cellule metterebbe in pericolo se stessa e l’organismo (la società) di cui fa parte. Una cellula impazzita può generare il cancro come un uomo malvagio può  mettere in pericolo la sua vita e quella dei suoi simili.

            L’io individuale è un frammento dell’Io assoluto. La coscienza collettiva umana è parte della Coscienza cosmica; il pensiero individuale è un frammento dell’Intelligenza universale. Come la materia si esprime attraverso le forme così la Coscienza cosmica si manifesta attraverso la moltitudine di coscienze individuali. In sostanza la coscienza individuale è la parte più piccola dell’unica Coscienza cosmica che esiste e di cui fa parte, perché non può esistere materia, energia, percezione o intelligenza isolata: tutto ciò che esiste fa parte dell’Uno, del Tutto armonico.

            La materia di cui è fatto il nostro organismo è parte della materia di cui è fatto l’intero universo. I nostri singoli corpi sono parti dell’umanità e l’umanità è una. Se una sola parte di un organismo è sofferente l’intero organismo ne risente ed è in pericolo di vita. Come esiste il corpo singolo, il corpo collettivo e il corpo cosmico così esiste il pensiero singolo, collettivo e cosmico.

            Ogni organismo vivente è la sintesi formale ed energetica di tutto il contesto planetario. Un animale erbivoro nutrendosi di piante si nutre di tutto ciò che la pianta ha sintetizzato per la sua esistenza: dai raggi cosmici ai minerali, dall’acqua ai residui di altri esseri viventi che si sono polverizzati nella terra. Come gli animali carnivori, che nutrendosi di animali erbivori assorbono ogni elemento di cui è formato il loro organismo, allo stesso modo l’essere umano nutrendosi di vegetali o di animali si nutre della sintesi di tutto ciò che esiste nell’universo.

            L’essere umano è chiamato dall’evoluzione ad ampliare la sua sfera percettiva, a non concepire le cose come entità isolate ma come tessere di un solo grande mosaico, come note della stessa sinfonia, come membra del medesimo organismo e a capire che l’esistenza di ognuno è assicurata grazie alla coesistenza con tutto ciò che lo circonda. Senza la diversità chimico-biologica nulla esisterebbe nell’universo. Da questo se ne deduce che finché una sola parte dell’umanità è sofferente, malata, denutrita o violentata, l’intera umanità è in pericolo di vita. Finché gli animali sono sofferenti, imprigionati o uccisi dall’uomo le vibrazioni di terrore che ne scaturiscono ricadono pesantemente sull’intero contesto umano, perché tutto è inscindibilmente ed intrinsecamente collegato.

Franco Libero Manco

Risultati immagini per Coscienza cosmica

Radiestesia e familiarità tra le entità subatomiche, un’introduzione all’opera del Dott. Prof. Giuseppe Calligaris (1876-1944)


Risultati immagini per particelle) subatomiche

La familiarità tra le entità (più note come particelle) subatomiche, in radiestesia permette il fenomeno cosiddetto della permanenza. Infatti, restringendo il campo all’agire fra gli uomini, tutte le azioni, i pensieri e le vibrazioni corporali producono delle emanazioni che vengono ricevute dalla materia circostante, assorbite da questa, che ne risuonerà eternamente.

In fisica questo fenomeno detto della familiarità, è stato osservato e spiegato attraverso il comportamento correlato (istantaneo e anche a distanza infinita, sempre al netto della ponderabilità) tra le gli elettroni della persona e un suo testimone (oggetto appartenuto, capelli, unghie, ecc).

Questa scoperta del 1997 condotta tra l’INFN di Frascati e il CERN di Ginevra, su gli elettroni di un atomo d’elio, mostra che i due elettroni restano in contatto anche se allontanati, mentre non chiarisce (i fisici parlano di tachioni = particelle veloci), come avviene questo collegamento. La condizione necessaria perché si instauri questa familiarità, è che i due elettroni condividano la sorte dello stesso atomo almeno per un tempo breve.

Personalmente aborrendo la teoria corpuscolare, figuro che il fluido eterico scorra tra i due vortici (elettroni), estendendo il suo percorso mentre vengono allontanati, al pari tra gli oggetti vicini ad una persona (una stanza), o posseduti, insomma più generalmente testimoni, si realizza la familiarità eternamente e a qualsiasi distanza, e questa familiarità si attua tramite la circolazione del fluido eterico tra gli enti sub atomici della materia di cui sono composti rispettivamente i testimoni e la persona.

Premesso ciò, è possibile spiegarsi come negli esperimenti del Dott. Calligaris, i soggetti bendati, in una stanza in penombra, rilassati, ecc., quindi stimolati con martelletto freddo, o corrente faradica su specifiche placche dell’epitelio, vedano in auto scopia (con l’occhio della mente), semplicemente in presenza degli oggetti testimoni, il loro proprietario.

Risultati immagini per radiestesia calligaris

La sensibilizzazione delle placche permette di individuare tra le infinite emanazioni, quei flussi specifici che legano gli oggetti alla persona, al punto di condurre la psiche a ricevere l’immagine del proprietario. Questi flussi permanenti tra un oggetto e il proprietario, o tra due persone legate da un rapporto anche solo occasionale, costituiscono una traccia che permette all’occhio della mente di ritrovare l’uno partendo dall’altro. Le applicazioni del Dott. Calligaris, neuropatologo, sono sperimentalmente dimostrate e abbracciano, oltre a quello medico, un campo estesissimo, sia chiaro pari alla quantità di informazioni che viaggiano nell’etere, provenienti dall’intero universo fenomenico, nel passato, nel presente e nel possibile futuro.

Ma se questa è la spiegazione che lo scibile umano ci permette di congetturare, restiamo inizialmente senza spiegazione quando sperimentalmente si verifica la correlazione tra un oggetto e un altro, senza che però tra questi si sia potuta innescare la condizione di familiarità di cui sopra. Ad esempio tra una fotografia di un soggetto e il soggetto stesso, tra la calligrafia (ammettiamo che il foglio possa trattenere le emanazioni dello scrivano) ed il suo redattore, tra una cartina geografica e i luoghi, ecc.

In realtà anche in questi casi la familiarità lavora ancora a nostro favore, essa non è più diretta tra i due oggetti correlati ma mette in gioco, come in una catena, tanti di questi sparsi nel tempo e nello spazio, che collegati perennemente tra loro, restituiscono attraverso una trama più articolata l’oggetto cercato.

Risultati immagini per buddha

Quando il Buddha effettua la scoperta scientifica dell’interrelazione tra gli oggetti del creato, non fa altro, e non è poco, che, attraverso l’indagine interiore, accorgersi di ciò, ossia di questa fitta tessitura che unisce tutti i più piccoli elementi materiali dell’universo; osservando attraverso le infinite correlazioni tutti gli elementi del mondo fenomenico, di fatto sperimenta la Conoscenza Universale; contemporaneamente, cosa questa di non minora importanza, Buddha ci rivela che ogni oggetto e sostenuto nella sua esistenza dalla relazione che ha con tutto il resto.


Il dott. Calligaris, conosce bene questi concetti e spende l’intera vita professionale a ricercare, con un riguardo verso le questioni mediche, il riflesso dell’universo e dello stesso corpo umano sull’intero tessuto epiteliale, ben conscio del fatto che nell’universo tutto è collegato.

Giuseppe Moscatello

Visualizzazione di il prof. Galligaris alla ricerca di una placca cutanea.png

In che cosa consiste e come fare un funerale laico... con amore!


Risultati immagini per non credo sala del commiato laico a civitavecchia


Imitiamoli nell’amore!

Intanto comprendiamo di che cosa si tratta: è un atto di una profondità spirituale e morale MASSIMA e di una pretesa sostanziale e ritualistica ZERO. E’ l’ultimo atto visibile, memorizzabile e terreno di saluto, di bacio profondo, di abbraccio universale a Chi ci è stato e ci resterà caro, a chi ci ha dato gioie in vita ma ora ci farà soffrire lancinantemente fino all’elaborazione del dramma dell’assenza perenne d’ora in poi di chi amiamo. E’il momento sofferto e impegnato di un supremo amplesso spirito-psico-carnale-sentimentale che ci ricorderà per sempre che SIAMO vissuti in un tutt’uno con Chi ci ha lasciato.

La cerimonia è la VITA e non un istante, comunque organizzato, la cosiddetta “funzione” che passa come il vento: lasciamo il pianto a chi gli sgorga, lasciamo il ricordo verbale a chi lo rivive, non veliamo con immagini di un giorno triste tutte quelle altre che ci ricordano il nostro caro perduto e che invece ci accompagnano, vivono, dormono, pensano con noi in ogni istante in cui vivremo ancora.

Chi , nella debolezza della carne, sente di depositare speranze e dolore in un raccontato ipotetico aldilà religioso lo faccia, è un ansiolitico che ha dato diffuse prove di efficacia, ma che non ci farà mai rivivere, come vorremmo, nel suo cono d’ombra ove affiora il volto amato nel profilo frastagliato di una nube o nell’occhieggiare di un fiore variopinto in un prato.

Chi vive, invece, la vita nel suo groviglio di sentimenti, dubbi, pensieri, ricordi anche tattili, lacrime calde quanto laceranti, chi si sente di continuare a vivere in quel Lui o Lei che oggi ha perduto, rifugga la finzione strumentale e proselitistica, ofanamente clericale dei paramenti, dell’aspersorio e dell’obolo, e faccia invece andare direttamente l’auto dell’impresa funeraria senza simboli religiosi al cimitero ove la attende la tomba o il processo crematorio che saranno portate a termine con discrezione dall’impresa stessa alla presenza di congiunti ed amici, in accordo alle istruzioni ricevute.

Questi sono momenti esistenzialmente drammatici in cui ci si arrrende alla sorte e si preferisce delegare per non soffrire di più: è però anche il viscido momento in cui si fa avanti il prete. Per triste ma anche realistico che sia, delegate o disponete prima le forme di questa forma di rispetto e di amore che volete dare a Chi vi ha lasciato.


E il momento della verità? Per me è quel tonanteCIAO!!!” urlato con quanto fiato aveva al termine del funerale laico da Dario Fo per la sua amatissima Franca….Sono anch’io con te, amico Dario, e anch’io urlo al nostro cielo dove un giorno la incontrai e la amai: “CIAO LUCIA MIA !!!”

Paolo Bancale

Risultati immagini per Paolo Bancale

Risultati immagini per non credo sala del commiato laico a civitavecchia
Fondazione Bancale -Sala del Commiato Laico

(Fonte: Non Credo. EDITORIALE n.47)
 

Tracce o variazioni sul Nulla… (o su Dio)


Immagine correlata

Che cosa è il Nulla? come tentare di immaginarlo? oltre al suono della parola “n-u-l-l-a”, il Nulla in sé ha un qualche senso? E’ fantasia, allucinazione, ossessione, l’orizzonte degli eventi del panico? o forse è l’anti-realtà, anti-creazione, anti-atomo e anti-cosmo, anti-vita e anti-morte, anti-pensiero e anti-senso: l’anti-dio? Di tutto può immaginarsi una traccia ma non del Nulla, assimilabile quanto a quiddità ad un pensiero rimasto inespresso in una persona che non c’è più. Esiste? Ma è poi esistito? O il nulla diventa Nulla per sottrazione? Però lo spazio “vuoto” che “prima” avrebbe occupato è una Cosa, e così anche il Tempo, e loro non sono Nulla. E poi delle due, una: Esse est percipi o l’aseità del Nulla?

Queste elucubrazioni in soliloquio mi si sviluppano muovendo dalla riflessione di Remo Bodei quando afferma che ogni volta che muore qualcuno, un intero mondo scompare e si perde per sempre. Sì, si perde, ma chi, date le premesse di estrema soggettività, può dire che “è stato”? Siamo ad un Nulla virtuale contrapposto ad un Nulla reale? però può mai essere “reale” il Nulla? e poi, finchè ne parliamo, in un qualche modo il Nulla c’è. Ovvero è un Nulla quantistico alla Schrodinger?

La riflessione del filosofo Bodei è una definizione annichilente quanto lo è la realtà dell’Uomo se depurata dagli infingimenti religiosi e relative fantasie mitico-compensatorie. Ognuno di noi ha dentro di sé un mondo ricchissimo, multiforme e soprattutto inespresso, intimo e mai esternato, subconscio e inconscio, fatto di eventi, immagini, suoni, odori, sensazioni, pensieri, vergogne, pulsioni, dolori, gioie, sentimenti, pudori, invidie, morbosità, autoinganni: insomma tutto quello che normalmente chiamiamo “contenuti della mente”, psiche, sé, o mondo interiore, ma che un giorno evaporerà deprivato di ogni realtà ontologica o agganci ad essa: non ve ne sarà più traccia, non esisterà come se non fosse mai esistito. Mai. Era il Nulla prima di esistere e poi ritorna Nulla? e se tutto questo non è il Nulla, il Nulla che cosa è?

Non è assolutamente come la morte, ove le spoglie della vita, cioè il cadavere continua ad esistere, le sue molecole e atomi , quark e spin continueranno a funzionare trasmigrando come realtà in altre realtà, e realtà sono anche le nostre immagini che ci sopravvivono, le voci registrate, le opere che abbiamo prodotto, i sentimenti e i ricordi che lasciamo e parlano di noi che non ci siamo più. La morte è grande realtà, non è il Nulla. Il Nulla non è il mistero, che già di per sé è qualcosa, cioè un mistero, il Nulla è molto più “nulla” dell’ineffabile, dell’indefinibile, dell’irreale. Il Nulla è l’infinitamente “oltre” qualsiasi tentativo di negazione di tempo o di spazio o di sostanza o di vita di qualsiasi genere; il Nulla potrebbe essere visto come la vera realtà che sta in fondo a quel tunnel che chiamiamo variamente mondo, universo, cosmo, meta-realtà, vita, Tutto.

Cui, volendo, si può aggiungere qualche rompicapo: che differenza è congetturabile tra gli entrambi totalizzanti Tutto e Nulla? e poi… il Nulla è infinito, oppure in quanto nulla è zero, o non è nessuno dei due? ma allora…?... resta soltanto che il Nulla è Nulla?

Oppure, finiamola qui, chiamiamolo “dio” e sono finiti i problemi.



Paolo Bancale 

Risultati immagini per paolo bancale non credo

(Fonte:  Minima moralia n. 47 3300) 

Vecchie note zodiacali dal diario di bordo del Circolo Vegetariano VV.TT.


Risultati immagini per paolo d'arpini zodiaco

Spulciando fra gli appunti dal diario di bordo del Circolo vegetariano VV.TT. ho scoperto un’analisi sulle “coincidenze” e collegamenti fra le qualità degli specifici anni ed i modi espressivi delle azioni compiute in sintonia con quegli elementi.
Nel 2002 scrivevo:
Perché durante il 1992 e 1993 c’è stata una così ampia messe di articoli? L’ho scoperto esaminando dall’oroscopo cinese l’elemento di quegli anni, entrambi d’acqua, i successivi due anni, ‘94 e ‘95 che sono anch’essi alquanto pieni hanno l’elemento legno, poi il ‘96 e ‘97 che sono marchiati dal fuoco, seguiti dal ‘98 e ‘99 con la terra ed i micidiali 2000 e 2001 con il metallo. Con il ritorno dell’acqua, cavallo 2002 e capra 2003, sento che la comunicazione potrà riprendere a fluire smootly. Eppure oggi 26.2.02 c’è stata per la seconda volta la contaminazione di un virus nel computer di Roberto Caivano, che invia le Email per conto del Circolo. Un virus bizzarro che pesca nei reparti segreti della memoria ed invia come Email lettere personali e segrete o messaggi inventati anche di carattere erotico. Poi pian piano il programma impazzisce, perde pezzi, sino a non rispondere più ai comandi.
Sicuramente la vecchia penna procura meno guai, l’unico inconveniente essendo la fine dell’inchiostro. Ricordo ancora come da bambino scrivessi con una penna di legno, intingendo il pennino dentro un calamaio, le dita sempre sporche d’inchiostro e spesso anche il foglio. Poi cominciò il momento della penna stilografica anche questa però perdeva inchiostro da vari punti (dal pennino e dalle giunture), giunse la bic, la biro, ma anche con questa bisognava stare attenti al defluire dell’ inchiostro dal fondo e dalla punta. Quando le penne iniziarono a scrivere senza perdere inchiostro avevo già finito di andare a scuola. Insomma pare che ogni epoca abbia avuto i suoi problemi… quella presente ha i virus telematici. Mi chiedo, nel caso che, come farei a continuare questo diario che scrivo al computer, dovrei ricominciare con la penna? Divertente, ma non troppo se penso alle correzioni….
Il mio numero simbolico è il 9, l’ho scoperto a Roma nel 1950/51 in prima elementare allorché avendo imparato a memoria la lezione di religione, chiedevo di essere interrogato per prendere un bel 10, la cosa non funzionò giacché mi impappinai su una parola e presi 9. Ritornai al banco e ripassai la lezione bene bene, ripetei a mente tutto e chiesi ancora di essere interrogato. Che disdetta, ancora una volta mi impappinai e mi fu confermato il 9 di prima. Volli ancora riprovarci dopo aver ulteriormente ripassato il testo, sicuro stavolta di farcela, ma la maestra mi disse che non mi avrebbe più interrogato e mi lasciò il 9, con mio grande disappunto e frustrazione. Poi ancora sempre verso quegli anni venne a trovarci un giorno lo zio Fausto, che distribuì a ciascun bambino, le mie sorelle e cuginetti, 10 caramelle. Purtroppo quando venne il mio turno erano rimaste solo 9 caramelle e quelle ebbi da mio zio. le mie proteste servirono a poco egli mi disse “le caramelle rimaste son queste e queste ti toccano”.
Ricordo che quella volta ero proprio arrabbiato, scesi giù nel giardino condominiale e regalai tutte le caramelle (meno una che mangiai subito…) ai bambini che stavano lì, con loro grande gioia. Un’altra volta accadde qualcosa di simile quando andai per la prima volta in India, mi trovavo all’ashram di Muktananda, in uno stato di pieno zelo, in quei mesi sentivo la forte presenza della Grazia del Guru, stavo vivendo momenti di grande enfasi spirituale. Avevo messo ‘in naftalina’ ogni altro desiderio dedicando tutte le mie attenzioni alla pratica spirituale. Un giorno fui preso da un raptus di golosità ed acquistai al chaishop (negozietto del tè) 10 monete di menta bianca, ne misi in bocca subito una, con grande avidità, poi mi diressi verso la porta dell’asharam, appena entrato vidi Baba seduto lì all’ingresso ed improvvisamente mi ricordai della mia lotta per il 10. Una mentina era nella mia bocca, le altre 9 nella mia mano. Mi avvicinai al Guru pensando “fammi vedere tu che son 10″ e tesi la mano verso di lui, Baba aprì la sua e prese nel palmo le mentine, sorrideva, io mi girai di scatto ed entrai nell’ashram senza più voltarmi indietro.
Insomma pare proprio che il 9 sia il mio numero, tra l’altro è anche il numero d’ordine della scimmia che dice: “Io sono l’esperta viaggiatrice del labirinto, il genio dell’alacrità, la maga dell’impossibile. Il mio cuore è colmo di potenti magie e sa gettare cento incantesimi. Io esisto per il mio piacere. Io sono la scimmia”. Muktananda era nato scimmia di terra del 1908 ed io son nato scimmia di legno del 1944. Buon per noi.
Intanto ritornando al 1993 continuo a sfogliare pagine e pagine sulle iniziative del Circolo, come la festa del grande cocomero o l’ostello per animali erbivori o l’ampliamento del parco del Treja o l’istituzione dell’anagrafe canina o proposte sull’energia rinnovabile o gli scavi archeologici dell’agro falisco o l’alimentazione vegetariana o l’arte e la cultura locale ed internazionale o problemi d’inquinamento da traffico o stereotipi vacanzieri su Calcata o storie sulla montagna sacra del Soratte o sul come dipingere annusando o sulla salvaguardia degli antichi mestieri o sulla filosofia dell’uomo. Insomma su tutti quegli argomenti che sono riuscito a ri-trasmettere, con fantasia e caparbietà su quasi tutti i giornali, sulle agenzie di stampa, sulle reti televisive e radiofoniche. Forse sarà ancora quella caramella che deve essere digerita, chissà.
A questo punto dovrei ricominciare a trascrivere qualcuno di questi articoli. Se lo facessi potrebbe essere un’altra prova una dimostrazione, un tentativo postumo di sentirmi gratificato… Mi sia concesso di non farlo. Mi sia concesso di essere creduto o non creduto, che tanto è lo stesso. Questo il simbolo di una volontà che non ha qualificazione, una volontà basata solo sull’immediato presente.
Paolo D’Arpini

Marche... Un pezzo di "Francia" tra storia e psicostoria


Risultati immagini per Pollenza - Medardo Arduino ed il sindaco di pollenza
Pollenza - Medardo Arduino


Il  pomeriggio del 18 aprile 2015 ho trascinato Paolo D’Arpini a Pollenza, già Montemilone, per una conferenza dell’amico Medardo Arduino sulla presenza carolingia nelle Marche.   (http://larucola.org/2015/04/15/medardo-arduino-a-pollenza/)

Partecipo se posso a tutte le conferenze sue e degli altri ricercatori sul tema, non mi stancano mai anche quando ripetono cose già sentite. Per l’argomento appassionante, rimando agli articoli che pubblica periodicamente su La Rucola. 

L’aspetto che in questa sede vorrei sottolineare è venuto fuori da un commento di Paolo, la psicostoria. 

La psicostoria (o psicostoriografia, a seconda della traduzione) è sia una scienza immaginaria, presente nei libri del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov, in grado di prevedere l'evoluzione della società umana, sia una branca della psicologia che studia, col metodo della psicoanalisi, la vita dei personaggi storici del passato. (Wikipedia) Tralasciando il discorso di prevedere con questa scienza l’evoluzione futura del genere umano, per quanto riguarda il passato è un concetto tutto da approfondire: io sono convinta che l’uomo, come Asimov, con tutta la sua fantasia, non sia in grado di inventare niente, perciò vi dico di più, la fantascienza non esiste, è memoria, è psicostoria, magari elaborata, ma non inventata. 

A scuola ci viene sempre insegnato che una parte di medioevo è periodo oscuro, dove non si sa niente, e presumibilmente non sia accaduto niente. Ma dentro di noi, noi tutti, è il periodo che di più ci affascina, dove fantastichiamo di cavalieri dame principi… come mai? 

E’ una memoria, dentro di noi sappiamo che non è  vero niente, che quel periodo – come si sta riscoprendo – è stato veramente a volte terribile ma anche fantastico come lo immaginiamo e anche di più. Anche le cosiddette “costellazioni familiari” cui consiglio di assistere almeno una volta, si basano su qualcosa di simile: gli attori impersonano familiari e antenati del protagonista, e vengono fuori atteggiamenti, personaggi e situazioni reali che neanche lui conosceva, il tutto a spiegare problematiche da sciogliere che condizionano la vita presente, ma vengono dal passato di chi richiede la rappresentazione. 

Non è stregoneria né fantasia, sono legami, memorie, traumi, energie che si tramandano insieme al dna. La lettura e la correzione di queste memorie è una delle frontiere da abbattere nel nostro misterioso cervello. 

Come si sta imparando ad analizzare la storia personale, con le costellazioni per esempio, si dovrà imparare anche a leggere la storia in senso più ampio, nella memoria degli oggetti, dei luoghi, che impressioniamo vivendoci vicino, ma dove in particolar modo si memorizzano eventi molto forti: non è semplicemente un condizionamento mentale o una impressione quando si entra in un luogo e si hanno sensazioni particolari, di gioia, di paura, di tristezza che questo luogo ci evoca… la psicometria esiste, se non percepiamo è perché la nostra paura ce lo impedisce.

Simonetta Borgiani

L'immagine può contenere: 1 persona, sta mangiando, persona seduta, occhiali, cibo e spazio al chiuso

Treia. Alla Festa dei Precursori 2017 

..........................

Altri articoli sulla psicostoria: