“La Brigata Ebraica” di Alberto Fazolo... ed altre storie - Recensione

 


1.  Il giornalista antifascista ed antimperialista, Alberto Fazolo, ha recentemente fatto pubblicare un libro, “La Brigata Ebraica” (1), in cui si smaschera il “bluff” costituito oggi dalla memoria di questa organizzazione. Essa fu formata nell’ambito dell’Esercito Britannico con la partecipazione di alcuni volontari della comunità ebraica della Palestina (che era allora un protettorato britannico) nell’ultimissima parte della Seconda Guerra Mondiale, e con il chiaro scopo di potersi sedere al tavolo dei vincitori. La brigata Ebraica venne in Italia durante gli ultimissimi mesi di guerra, e non partecipò ad alcuna azione militare importante. Il suo ruolo nella liberazione dell’Italia fu praticamente nullo.
 
Oggi i Sionisti italiani più accaniti si servono di questo mito per poter portare alle manifestazioni le bandiere di un’entità statale, Israele, che ormai gran parte dell’opinione pubblica italiana ha individuato come criminale e genocida per i massacri e le distruzioni che rendono la vita pressocché impossibile a Gaza. Questa entità statale continua ad occupare illegalmente e colonizzare la Cisgiordania e ha scatenato insieme al suo grande alleato, gli Stati Uniti, una guerra distruttiva contro Libano e Iran che mette in pericolo la pace del mondo.
 
Queste imprese criminali hanno caratterizzato sia la nascita che la storia decennale di Israele, ma oggi si manifestano con grande evidenza, e non possono essere più coperte.

 
2. Al fine di cancellare altri falsi miti sulla nascita e la storia del cosiddetto stato di Israele sono partite varie iniziative tese alla ripubblicazione di un altro sintetico, ma importante ed illuminante libro di Faris Yahia, già pubblicato per la prima volta in inglese nel 1978 con il titolo “Zionist relations with Nazi Germany”. Il libro era stato poi tradotto in italiano da Fabio De Leonardis nel 2008 per conto della casa editrice Città del Sole con il titolo “Le relazioni pericolose”(2).
 
le vicende storiche illustrate da questo libro, con il sostegno di un’accurata documentazione basata essenzialmente su fonti ebraiche per evitare contestazioni, contribuiscono a rivelare la vera natura del Sionismo e a distruggere i miti su cui si è basata la propaganda sionista (“Hasbara”),.
 
Nel libro sono documentati una serie di accordi tra Sionisti e Nazisti per il trasferimento di Ebrei tedeschi giovani e forti in Palestina, lasciando al loro destino di internamento in campi di sterminio i deboli e le persone non adatte ad un’attività pioneristica di colonizzazione.
 
Il più importante di questi accordi fu quello raggiunto nel 1938 a Vienna tra l’ufficiale nazista Adolf Eichmann ed il rappresentante sionista Bar-Gilad. Gli accordi distruggono l’immagine propagandista del Sionismo come movimento di massima opposizione all’Antisemitismo tedesco ed europeo.
 
In effetti gli interessi dei Sionisti e degli Antisemiti tedeschi, ed in genere europei, erano convergenti. Il programma sionista di colonizzazione della Palestina da parte di Ebrei europei convergeva con l’interesse degli Antisemiti di sbarazzarsi degli Ebrei locali. Alla base di questa convergenza era il dogma della non assimilabilità degli Ebrei, i quali avrebbero avuto come unica loro possibilità di salvezza l’emigrazione e la colonizzazione della Palestina (non importa se il paese era già occupato da migliaia di anni da un’altra popolazione).
 
Con questo atteggiamento i Sionisti si opponevano ed ostacolavano la lotta per l’emancipazione degli Ebrei condotta a fianco dei movimenti comunisti, socialisti, progressisti ed antirazzisti europei.
 
Yaha descrive anche la situazione creatasi nei ghetti dell’Europa Orientale e poi negli stessi campi di concentramento e sterminio, dove gli esponenti Sionisti entrarono spesso, in accordo con i Nazisti, in appositi organismi di gestione e sorveglianza degli Ebrei ghettizzati e dei deportati (“jugenrat”), anche con l’utilizzo di una “polizia ebraica” formata in genere da militanti sionisti. Vi furono forme di collaborazione con i Nazisti, che giunsero addirittura allo scoraggiamento ed impedimento di rivolte e fughe. Solo pochi privilegiati, forti e dotati, che dovevano colonizzare la Palestina, erano degni di salvezza.
 
Questo disprezzo e crudeltà nei confronti dei più deboli, anche se correligionari, e questa assoluta mancanza di scrupoli cui si aggiungono concezioni suprematiste e razziste molto simili a quelle del Nazismo, ben si accorda con la mentalità razzista e suprematista che oggi si accompagna allo sterminio e alla persecuzione dei Palestinesi visti come esseri inferiori o addirittura “animali umani” come detto dall’ex Ministro israeliano della Difesa Gallant.
 
Uno dei punti più significativi della convergenza di interessi comuni tra Sionisti ed il mondo europeo antisemita furono gli accordi tra il movimento sionista, rappresentato dal banchiere Rotschild, ed il Ministro degli Esteri britannico Lord Balfour che in una celebre dichiarazione del 1917 assicurava un “focolare” domestico agli Ebrei in Palestina.
 
In realtà Balfour era un noto antisemita interessato soprattutto ad evitare l’immigrazione in Gran Bretagna degli Ebrei che fuggivano dalla Russia, ed altri possedimenti zaristi coinvolti nei “pogrom” antiebraici.
 
La convergenza degli interessi era cementata dall’incontro tra il colonialismo di insediamento sionista ed il colonialismo britannico, in quanto i Sionisti si offrivano come alleati dei colonialisti britannici per il mantenimento del loro dominio nell’Asia Occidentale.
 
3. Un altro classico libro dello storico israeliano Ilan Pappé, “La pulizia etnica della Palestina” (3) distrugge un altro mito: quello della Guerra di Indipendenza per la creazione dello Stato ebraico condotta contro potenti stati arabi.
 
Questa guerra si aprì in realtà con una gigantesca operazione di pulizia etnica (chiamata dai Palestinesi ”Nakba”, la catastrofe), Tra il dicembre del 1947 e il maggio del 1948 vi fu la cacciata violenta dei tre quarti della popolazione palestinese, praticamente inerme, dai territori occupati, con la forza militare ed il terrore, dalle milizie sioniste, e con la distruzione di 500 villaggi. Un debole e scoordinato intervento di alcuni stati arabi, da poco indipendenti, avvenne a cose fatte solo dopo il Il 15 maggio, giorno della proclamazione unilaterale dello Stato di Israele
 
4. Un altro mito, quello che riguarda l’appropriazione sionista dell’Olocausto, è contestato dal noto intellettuale ebreo statunitense Finkelstein nel suo libro “L’industria dell’Olocausto” (4).
 
Appropriarsi della memoria di 6 milioni di assassinati, come se volessero andare tutti in Palestina, è un inganno. La stragrande maggioranza delle popolazioni ebraiche, sia tedesche che dell’Europa Orientale, non manifestò mai l’intenzione di emigrare in Palestina. La maggior parte degli Ebrei contava di riscattarsi aderendo a partiti comunisti e socialisti, e considerava pazzi i Sionisti che li invitavano ad emigrare in Palestina. Yahia ricordava che solo l’8% degli Ebrei dell’Europa orientale, che sono riusciti a fuggire dopo l’invasione nazista, è emigrato in Palestina. Il 75% (circa 2 milioni) è riparato in Unione Sovietica ed i restanti verso la Gran Bretagna e gli USA.
 
Dopo la creazione dello stato di Israele sono stati accolti in Palestina solo poco più di 200.000 superstiti dei campi di sterminio, cioè una parte nettamente minoritaria della popolazione complessiva di Israele.
 

5. Infine, il mito secondo cui esisterebbe una nazione ebraica cui tutti gli Ebrei della diaspora farebbero parte, e che sarebbe l’erede diretta dell’antico popolo ebraico è stato smentito dal Professore di Storia dell’università di Tel Aviv Shlomo Sand, che ha chiarito nel suo noto bestseller, “L’invenzione del popolo ebraico” (5), che non esiste una nazione ebraica. I veri fondatori dello stato di Israele, gli Askenaziti, sono in gran parte gli eredi di un impero turco-caucasico e slavo convertitosi un millennio fa all’Ebraismo, quello dei Kazari. I Sefarditi discendono da tribù berbere convertite. I veri discendenti degli antichi Ebrei e delle altre antiche popolazioni della Palestina sono proprio i Palestinesi, dopo le conversioni al Cristianesimo e all’Islam.
 
Yahia ricordava a questo proposito le parole dell’unico ministro ebreo del Governo Britannico dell’epoca, Montagu, che, opponendosi alla “dichiarazione Balfour” del 1917, dichiarò a sua volta che non esisteva una nazione ebraica, ma solo gli Ebrei di vari stati, e che quell’invenzione sarebbe servita solo come scusa per cacciarli tutti verso la Palestina.
 
In definitiva il libro di Fazolo, la ripubblicazione del libro di Yahia, e la lettura dei classici di Pappé, Finkelstein e Sand servono a smentire tutti i falsi miti sulla nascita e la storia di Israele alla luce dei tragici avvenimenti di oggi.
 
Vincenzo Brandi



 












 
  • 1.Alberto Fazolo, “La Brigata Ebraica, una stori controversa”, ed, 4Punte, 15 aprile 2026
  • 2-Faris Yahia, “Le relazioni pericolose”, prima ed. italiana: La città del Sole, 2008
  • 3.Ilan Pappé, “La pulizia etnica della Palestina”, prima ed. italiana: Fazi, 2008
  • 4.Norman G. Finkelstein, “L’Industria dell’Olocausto”, prima ed. italiana: BUR, 2004
  • 5.Shlomo Sand, “L’Invenzione del Popolo Ebraico”, prima ed. italiana: Rizzoli, 2010

 

Sathya Sai Baba e l'attuazione del proprio dharma "ordinario"...

 

Swami Muktananda e Satya Sai Baba


L’umanità aspira per tendenza naturale ad uscire dalla sofferenza del mondo. L’attitudine fa parte del nostro DNA e il processo si chiama illuminazione.

L’uomo si pone numerosi interrogativi sul mistero della vita, ma non trova risposte e quando scopre che esiste qualcuno in grado di fornirle si precipita ai suoi piedi. Per nostra fortuna ogni tanto compare sul pianeta una guida capace di indicare la giusta strada per uscire dalla trappola il più in fretta possibile.

Non sempre la guida compare sul pianeta sotto forma di un grande condottiero spirituale. Mille personaggi, sotto le vesti di poeti e filosofi, confortano il genere umano lungo il pellegrinaggio della vita.

Queste guide – Sathya Sai Baba ne è stato un esempio – sono dotate di poteri straordinari unicamente per attirare la nostra curiosità. Sai Baba è stato chiaro: “I miracoli sono il mio biglietto da visita. Io vi do ciò che chiedete affinché un giorno mi chiediate ciò che sono venuto effettivamente a dare”.

Il ricercatore spirituale sa che il compito del maestro illuminato non è quello di risolvere i suoi problemi quotidiani con interventi eccezionali, ma di riportare a galla un insegnamento che si tramanda di generazione in generazione per conservare l’equilibrio dell’universo. L’equilibrio si mantiene semplicemente rispettando la Legge naturale del dharma.

Il ripristino del dharma, il fare ciò che va fatto in rapporto alla natura delle cose, è lo scopo della discesa sul pianeta delle grandi anime.

Questa convinzione induce a fare una considerazione. Che cos’è importante: il maestro che giunge per confortarci e guidarci oppure quello che insegna; i miracoli che compie per facilitare la nostra vita o i metodi per aderire alle verità metafisiche?

La risposta è scontata. Il maestro resta nel mondo cinquanta o cento anni, mentre il suo insegnamento sopravvivere diversi secoli. Chi ha la fortuna di vivere al tempo di una guida illuminata può sperare che egli lo accolga sul suo treno, ma chi non riuscirà a salire avrà, in ogni caso, l’opportunità di capire che cosa bisogna fare per vivere convenientemente la vita.

I discepoli che salirono sul treno del Buddha si realizzarono; coloro che restarono fedeli a Gesù, trovarono la via del Regno. Ogni maestro illuminato carica sul suo treno quanti più devoti può, ma non abbandona gli altri alla mercé del destino. L’insegnamento che lascia, infatti, in eredità al mondo conduce rapidamente alla meta.

Non si pensi dunque di doversi incollare ad un maestro o di doversi etichettare a tutti i costi col suo nome. Non è questo che Egli vuole e insiste: “Abbandonate il mio nome  la mia forma e puntate all’Assoluto”. All’Assoluto si punta riconoscendo che alla base della creazione c’è il Sé universale, che noi siamo quel Sé e che la sua legge si chiama dharma.

Che cos’è il dharma? Si tratta di una Legge cosmica che prevede ciò che deve essere fatto in modo naturale come risposta ad un evento. Può essere dunque definito come il naturale comportamento operativo di un individuo.

Il maestro discende dunque sul pianeta per indurre ogni uomo ad aderire alla Legge del dharma.

La  devozione ad un nome o ad una forma, qualunque essa sia  è del tutto secondaria.  Ciò che il maestro illuminato propone al di fuori del dharma serve, infatti, soltanto per rendere più appetitosa la colazione. I segnali colorati richiamano semplicemente l’attenzione dell’uomo verso una certa direzione, ma il maestro illuminato diventa universale soltanto quando in Lui riconosciamo la Legge naturale che fa della vita ciò che è.

Giancarlo Rosati



Chi era Leonardo da Vinci?

 


Leonardo da Vinci nasce fuori dagli schemi. Figlio illegittimo, cresciuto ai margini, mai davvero dentro un posto preciso nel mondo.

Ed è forse proprio questa distanza a renderlo diverso: uno sguardo libero, inquieto, incapace di fermarsi alla superficie.

Fin da giovane osserva ogni cosa. I volti, i movimenti impercettibili, i silenzi più eloquenti delle parole. Non gli basta guardare: vuole comprendere. Andare oltre ciò che appare. Dentro i corpi, dentro le emozioni, dentro la realtà invisibile.
Scriverà: «Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.»

A soli quattordici anni entra nella bottega del Verrocchio. Ma la pittura, per lui, non è un punto d’arrivo. È solo l’inizio. Studia, prende appunti, sperimenta senza sosta. E soprattutto immagina. Non separa mai ciò che conosce da ciò che crea. Ed è proprio da questa fusione che nascono le sue opere.

Nell’Ultima Cena non si limita a raffigurare un momento. Mette in scena una frattura. Cristo parla, e tutto cambia. Gli apostoli reagiscono: chi si ritrae, chi si agita, chi resta sospeso, chi è già attraversato dal dubbio. Ogni volto racconta qualcosa di diverso. Ogni gesto è una risposta. Non è solo pittura: è tensione viva. È l’istante in cui l’essere umano si trasforma.

Perché ogni cambiamento nasce da una rottura. E spesso è proprio lì che la vita prende forma.

Poi dedica anni a un volto. Quello di una donna. Un sorriso che sfugge, che non si lascia definire. Lo studia nei minimi dettagli, tra muscoli e luce, tra ombre e percezioni.
Nasce così la Gioconda.

Ma quel sorriso non è un sorriso. È qualcosa di più profondo. È instabile, mutevole, impossibile da fissare. Come a dire che la verità non è mai una sola. Che tutto è in movimento. Che anche ciò che crediamo fermo, in realtà cambia continuamente.

Negli anni successivi Leonardo non si arresta. Studia il cuore umano e il funzionamento delle sue valvole. Disegna il feto nell’utero con precisione sorprendente. Progetta sistemi per l’acqua e il territorio. Per lui non esistono barriere: arte e scienza, natura e corpo, pensiero e materia sono parti di un unico dialogo.

Tutto è collegato. Tutto si influenza.

Oggi, invece, viviamo in un’epoca diversa. Abbiamo competenze sempre più specifiche, figure sempre più specializzate. Ma manca qualcosa: una visione capace di unire.

È per questo che ricordare Leonardo è ancora fondamentale. Ci ha insegnato che sapere non significa accumulare informazioni, ma metterle in relazione. Che la conoscenza non è un confine da spostare, ma uno spazio da ampliare.

Leonardo non è stato solo un genio. È stato un modo di pensare.

E forse è proprio quel modo di pensare che oggi abbiamo perduto.

 Salvo Nugnes



L'Euro è una moneta "falsa"...?

 


1) Non avevo pensato alla possibilità che il copyright delle eurobanconote si riferisca solo al disegno dell’immagine. Tuttavia, esso non compariva nelle vecchie banconote di stato, che erano invece qualificate per iscritto “proprietà del popolo italiano”; oppure “della repubblica” (che significa cosa pubblica, ovvero proprietà comune, ovvero proprietà originale del popolo, all’atto di emissione), e “pagabili a vista al portatore”, che ne qualificava la proprietà del portatore di turno dopo la prima consegna successiva alla emissione, oppure ancora “proprietà del Tesoro”; quale ufficio della repubblica, quindi daccapo come prima. Tutte scritte scomparse dalle eurobanconote, così come non compare più la scritta “La legge punisce i fabbricanti e spacciatori di banconote false”.  Come mai? L’eurosistema è prudente: sa di agire allo stesso modo dei falsari, come ha evidenziato il Nobel Maurice Allais, aggiungendo “cambia solo il soggetto che ne trae beneficio”.  Infatti: invece della piccola “banda del buco” si tratta dell’eurosistema bancario.

2) Frattanto, sono in circolazione una miriade di banconote da 20 euro palesemente false, quali irregolari per insanabile contraddizione interna. Si tratta della emissione di 20 euro datata 2002 e … firmata “Mario Draghi”. Cosa c’è che non va ? Il fatto che nel 2002 Draghi Manolesta non era governatore della Bce, bensì semplicemente direttore del Tesoro (un ministero di stato italiano, dunque) a Roma.
Insomma, noi siamo ormai abituati ad accettare e usare moneta e debito privati (Bce, Bankitalia, che sono Spa), oppure anche “pubblici”, però emessi a debito da chi dovrebbe emetterli in proprio come moneta pubblica senza debito: il Ministero del Tesoro, appunto, che come ufficio della Repubblica (”res publica”, ovvero “cosa pubblica”, cioé di tutta la nazione, del popolo) dovrebbe emettere moneta pubblica senza debito alcuno.
Come giustamente osservava Giacinto Auriti, la Banca d’Italia dovrebbe svolgere pubblico ufficio di zecca dello stato, che stampa moneta pubblica consegnandola al Tesoro senza contropartita.

3) c’è un risvolto storico tragicomico, in tutta questa faccenda. Come è noto, la Repubblica ereditò dalla precedente monarchia una Banca d’Italia sostanzialmente statalizzata, poiché, pur trattandosi di una Spa, le sue quote erano state tutte acquisite dalle aziende di stato, divenute poi il complesso Iri.
I barbarorepubblichini sono riusciti a privatizzare tutto, vendendo ambo: Banca e Iri.
Semplicemente pazzesco: i beni pubblici, ovvero di tutti noi, sono
stati alienati (l’attuale Bankitalia è privatizzata al 95%, salvo
misero 5% di quota Inps-Inail), e dopo aver svenduto i beni comuni è stato inventato il falso debito da signoraggio integrale (al 100% + interesse, nemmeno i signori del feudalesimo medievale osavano tanto!) scaricato sui cittadini. In termini marxisti, un furto di plusvalore persino superiore al valore prodotto dal lavoro rappresentato nominalmente dalla emissione.

Una vera catastrofe.

Alla faccia della Costituzione che “tutela il risparmio” (proprio così)…

Vincenzo Zamboni



Ad esempio... quel che resta del Circolo Vegetariano VV.TT. e di Paolo D'Arpini

 



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Il vecchio "laboratorio storico" del Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata

Ante scriptum: Il 28 ottobre 2025, abbiamo comunicato ad Aruba la recessione dal contratto relativo alla messa in onda del nostro vecchio blog "Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata".  Pertanto dal 3 dicembre 2025 quel vecchio ed obsoleto blog, sia pur eroico combattente, è scomparso dalla Rete telematica (volgarmente detto "web").
 A suo tempo avevamo già informato i nostri residui lettori e collaboratori di questa decisione ineluttabile, pregandoli -se lo ritenevano opportuno- di salvare qualche articolo ritenuto importante o magari le immagini che testimoniano una parte della nostra "storia", ma penso che quasi nessuno l'abbia fatto...
Per dare il buon esempio oggi ho ripreso un vecchio commento "preveggente",  relativo alla situazione attuale dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Per orgogliosamente ricordarvi che "noi ve  l'avevamo detto...". 
Forse, nei giorni che restano della nostra permanenza  su questo schermo, aggiungeremo qualche altra notizia ritenuta significativa "ad memoriam"...
Buona lettura (e buon ascolto del video collegato)!
Paolo D'Arpini - Residuo presidente del Circolo VV.TT
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"La pubblicità è l'anima del commercio – Ho appreso a mie spese (avendo contribuito senza volerlo) quanto male può fare reclamizzare un luogo. Allorché giunsi a Calcata, a metà degli anni '70, nel paese c'erano rimasti solo vecchietti "aborigeni" e noi nuovi venuti alternativi, ex sessantottini e "reduci" dall'India. Si lasciava la chiave sulla porta di casa e comunque c'era un forte spirito comunitario nel fare le cose... Poi quando il paese ebbe raggiunto una "fama" sono arrivati i "commercianti" che dovevano viverci (sfruttando l' immagine" del luogo...) e così sono arrivati i vip, i turisti, i pub, le bottegucce, gli artisti, etc. etc... e la legge dell'ognuno per sé e "dio"  per tutti...” (P.D'A)
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Il Circolo, com'era nel 1984 a Calcata

Il Circolo, com'è oggi, a Treia

Video collegato: 
Una parte della storia di Paolo D'Arpini raccontata da lui stesso intervistato  da Sergio Orlando:   https://www.youtube.com/watch?v=s18VRucBqwU

Ordine/disordine e vita universale...



Le dinamiche del fenomeno naturale biologico producono ordine neghentropico locale generando con ciò massimizzazione di disordinato aumento entropico globale.

Con ciò risulta coerente l'esistenza nel fenomeno vita della grande molteplicità di differenti concezioni d'ordine, la cui dialettica variazione continua contribuisce alla rapidità dello sviluppo termodinamico statistico nel divenire nell'essere: W = Log [w(i)/w(n)] è una precondizione suscettibile di molte tipologie di sviluppo.

Nel cosiddetto spazio delle fasi, di coordinate posizione e quantità di moto (curiosamente, variabili coniugate, in meccanica quantistica) sono possibili molti diversi (infiniti) percorsi alternativi per spostarsi dalla condizione iniziale A a quella finale B.

La natura delle cose predilige quelli che massimizzano l'aumento entropico. Vi sono percorsi che tramite piccole diminuzioni neghentropiche locali massimizzano la produzione entropica globale. La via taoista dell'acqua che scorre, secondo il wu-wei di minimo sforzo nell'azione, così simile ai principi analitici di Maupertuis, Lagrange ed Hamilton, ci può venire figurativamente in aiuto.  In effetti, l'acqua che scende da una montagna può trovare a destra una piccola barriera, ovvero una salita, dietro la quale segue una discesa più ripida e veloce di quella che c'è a sinistra.

In tal caso, l'acqua che rallenta momentaneamente a destra prima di superare l'ostacolo poi in un secondo tempo correrà più veloce di quella che scende fin da subito a sinistra, dove la piccola barriera non c'è, e la discesa si mantiene complessivamente poco ripida.


Di fronte ad un bivio, la coda iniziale che rallenta la marcia all'imbocco del percorso A può preludere ad una strada a scorrimento più veloce del percorso B, che non inizia con un imbocco intasato, e per forza: qualora molti sappiano che successivamente la strada A sarà più veloce, conseguenti si dirigono verso quella direzione, sopportando il "collo di bottiglia" iniziale in vista del maggiore beneficio che seguirà. Tutto ciò, applicato alla fisica, implica l'idea che ogni particonda energetica "esplori" in qualche modo lo spazio circostante a quello in cui si trova .

D'altro canto, è comprensibile che se il teorema di massimizzazione dell'entropia vale per ogni sistema isolato deve valere anche per l'insieme universale, che isolato è per definizione (poiché l'universo contiene tutto allora non c'è altro al di fuori di esso, e l'universo è inevitabilmente sistema isolato), sicché il fatto che entro la sua dinamica sono inclusi i fenomeni biologici di sistemi aperti localmente neghentropici, necessariamente essi devono contribuire alla disposizione globale che produce aumento entropico, poiché essa è.

Cambiate dunque pure spesso l'ordine dei vostri libri sugli scaffali, sospingerete in avanti il flusso della dinamica universale!

C'è tuttavia un limite alla teoria di questo continuo aumento di disordine, determinato dal fatto che si tratta di un comportamento statistico, non esatto: "mediamente" il disordine complessivo aumenta, ma non "sempre".
Questo significa che qualche volta diminuisce.

Siccome anche le diminuzioni, pur rare, avvengono distribuite statisticamente, qualche volta la fluttuazione anomala verso l'ordine può essere grande.

Il teorema delle grandi fluttuazioni di Boltzmann assicura che dopo tempi supercosmici (ampiamente ed enormemente maggiori della vita stessa di questo universo) si ritorna ad una condizione quasi uguale a quella presente (salvo differenze infinitesime), conclusione cui giunge per altra via anche il teorema di ricorsività nei sistemi ergodici di Poincarè. Tali precisazioni farebbero felice Nietsche, con la sua tesi dell' "eterno ritorno".

Entropicamente tutto ciò equivale a dire che se "in media", ma non "regolarmente", sali di tre gradini e scendi di uno, in modo irregolare e vario, qualche rara volta capita anche il caso che scendi momentaneamente di più di quanto eri salito.
Sembra pacifico dunque che le pluricontraddittorie, e pertanto dialetticamente dinamiche, evoluzioni delle attività progettuali politiche e culturali contribuiscano in modo consistente alla espansione delle potenzialità cosmiche latenti, esperendo l'estensione nell' esplicato attuale del variegato potenziale implicito: facciamo sempre esplodere le contraddizioni prima che le contraddizioni facciano esplodere noi, e l'universo intero ce ne sarà riconoscente, assieme ai grandi spiriti vaganti dei supremi Mahatma Jacques Monod, Ylja Prigogine, James Clerck Maxwell, Ludwig Boltzmann, Henri Poincaré, Fritjof Capra, Arnold Schoenberg, Iannis Xenakis, Timothy Leary, David Bohm, Lao Tse .
Creatività molteplice al potere !

Sarva Mangalam 



Integrazione: 

 Globalmente il disordine continua ad aumentare: localmente  si può fare ordine, ma a spese di disordine scaricato nel resto dell'ambiente.
C'è un limite alla teoria di questo continuo aumento di disordine dato dal fatto che si tratta di un comportamento statistico, non esatto: "mediamente" il disordine complessivo aumenta.

Questo significa che qualche volta diminuisce.

Siccome anche le diminuzioni, pur rare, avvengono distribuite statisticamente, qualche volta la fluttuazione anomala verso l'ordine può essere grande.

Il teorema delle grandi fluttuazioni di Boltzmann assicura che dopo tempi supercosmici (ampiamente ed enormemente maggiori della vita stessa di questo universo) si ritorna ad una condizione quasi uguale a quella presente (salvo differenze infinitesime), conclusione cui giunge per altra via anche il teorema del ritorno di Poincarè.

E' come dire che se in media sali di tre gradini e scendi di uno, ma in modo irregolare e vario, qualche rara volta capita anche il caso che scendi momentaneamente di più di quanto eri salito.

Il Sé non è "conoscibile"...

 


Non è possibile essere in uno stato in cui pensi al tuo Sé, perché se conosci, conosci: non hai bisogno di pensarci. Pensiamo solo a ciò che non conosciamo e continuiamo a pensarci su. Possiamo però credere di conoscere noi stessi attraverso conoscenze prese in prestito e allora possiamo riflettere sul Sé, sull’atma, sulla natura del Sé, sulla sua esistenza, sulla sua origine e possiamo andare avanti all’infinito. Ma questo non è conoscere.

Nella meditazione non pensi al Sé, ma conosci. E il momento del conoscere è un momento di esplosione. La mente esplode, diventi qualcos’altro. Non sei più la persona di prima: quella vecchia è scomparsa, è nata una nuova persona. E questa nuova persona vive, ama ed esiste in modo completamente diverso, perché ha conosciuto se stessa. Il primo passo della conoscenza è stato compiuto. Ora può conoscere anche gli altri.

Esistiamo in un paradosso: non conosciamo noi stessi, eppure crediamo di conoscere gli altri. Cerchiamo di conoscere gli altri senza conoscere noi stessi ed è impossibile. Se ignoro il mio centro, come posso conoscere qualunque altra cosa? Se la radice è nell’oscurità, come posso trovare la luce altrove?

La prima scoperta, la prima esplosione di luce, deve avvenire in noi stessi. Poi si espande, si allarga sempre più. Questo momento di trasformazione è la conoscenza di Sé. Poi, come un sasso gettato nell’acqua, i cerchi si propagano fino a raggiungere ogni riva. L’esplosione avviene nel Sé, ma si diffonde fino a comprendere tutto. Alla fine diventa conoscenza divina.

Prima c’è la conoscenza di Sé, poi questa si espande fino all’infinito e diventa conoscenza del divino. La conoscenza di Sé è la porta, l’apertura verso il divino. Ma noi non conosciamo noi stessi e pretendiamo di conoscere perfino Dio. Discutiamo, litighiamo, sosteniamo che questo è giusto e quello sbagliato, che una religione è vera e un’altra no… E tutto questo senza avere alcuna apertura interiore.

L’apertura arriva con l’esplosione del Sé.

C’è ancora una cosa da capire: questa esplosione è anche la dissoluzione dell’ego. Quando conosci veramente te stesso – che è un mistero – il Sé, così come lo intendi, scompare. Esiste solo nell’ignoranza. Parliamo di “conoscenza del Sé”, ma in realtà, quando la conoscenza accade, il Sé svanisce. Resta solo il conoscere. Non c’è più un “io”: c’è solo l’essere.

Questo essere è l’atman.

L’atman non è l’ego. Non puoi conoscere te stesso nel senso abituale, perché nel momento in cui conosci, non c’è più un “io” separato: rimane solo la conoscenza, senza ego, senza confini.


Osho - Early Talks




Analisi zodiacali tra emisfero nord ed emisfero sud...


Congruità non sempre è sinonimo di saggezza...



Integrati dal sistema elementale, fondamentalmente due sono gli indirizzi culturali della Cina, il Confucianesimo ed il Taoismo, la via della correttezza e la via della spontaneità. Ricettacolo di questi due aspetti sociali è il Libro dei Mutamenti, cioè l’I-Ching, uno dei saggi testi più antichi dell'umanità. In esso sono integrati diversi commenti di Confucio e di Lao Tze, nonché considerazioni più tardive di matrice Chan (Meditazione Buddista). All'I-Ching sono riconducibili anche i basilari archetipi psichici dello zodiaco cinese e i due aspetti dello Yin e dello Yang, il Femminile ed il Maschile, la Tenebra e la Luce, la Terra ed il Cielo. 

La spontanea e naturale interazione degli opposti, in continuo movimento, descritta nell'I-Ching, è lo stesso del greco "Panta rei os potamòs" (tradotto come ‘Tutto scorre come un fiume’), il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, vissuto contemporaneamente al saggio Lao Tze. Ma anche nel ‘Libro dei Proverbi’ di Salomone si inneggia allo sposalizio del Cielo con la Terra, alla congiunzione degli opposti ... il serpente che si morde la coda ... come miracolo delle polarità che si integrano, dei due che sono uno, della dolcezza di un cuore di donna che acquieta l'aggressività dell'uomo...  E' questa l'intelligenza che guida la Natura in ciò che oggi chiamiamo ‘evoluzione’, che ha fatto dire a Leone Tolstoi: "Se un uomo vuole aiutare il mondo, non deve pensare di fuggire dal mondo. Deve imparare a conoscerlo e a vivere in esso, diventando un'oasi, un rifugio per chi è alla ricerca della propria anima". 

Ed è proprio cercando di ritrovare la comprensione della nostra vera natura e del corretto agire nel mondo.  Con l'aiuto dei principi fondamentali del Libro dei Mutamenti (I Ching) è possibile realizzare nella maniera più completa le facoltà interiori dell'uomo. Questa possibilità è fondata sul fatto che l'uomo ha in sé facoltà simili al Cielo e alla Terra, in quanto egli è un micro-cosmo. Poiché nel Libro dei Mutamenti sono riprodotte le leggi di Cielo e Terra esso fornisce gli strumenti per coltivate la propria natura intrinseca, cosicché le più intime qualità buone possano dispiegarsi. In particolare due cose vengono prese in considerazione: la saggezza e l'operare, l'intelletto e la volontà. Quando intelletto e volontà sono centrati nel modo giusto anche la vita emotiva giunge alla giusta armonia.  Di tutti i segni o esagrammi uno dei più significativi per rappresentare questa armonia è l'esagramma T'ai - La Pace. 

Il segno si riferisce ad una stagione in cui, per così dire, il Cielo è in Terra. Corrisponde all'inizio della Primavera (stagione della Lepre). Nel mondo degli uomini questo esagramma simboleggia un tempo di concordia sociale. I superiori si chinano verso gli inferiori, i quali sono ben disposti verso i superiori; così che cessa ogni ostilità. Così il Luminoso esercita un'azione vigorosa e l'Oscuro è remissivo. In tal modo ambo le parti hanno ciò che a loro compete, infatti, quando i buoni si trovano in posizione dominante anche i cattivi subiscono il loro influsso e si emendano.  Quando nell'Uomo regna lo spirito che viene dal Cielo, anche la sua natura animale ne è regolata e trova il posto che le compete. Nel commento al nove al secondo posto nell'esagramma è detto: é importante possedere la grandezza interiore per sopportare anche le persone imperfette. 

Un vero Maestro non conosce materiale sterile, da tutto riesce a ricavare qualcosa. Questa magnanimità non è affatto trascuratezza o debolezza, occorre però guardarsi dalla costituzione di fazioni e combriccole, infatti anche se coloro che hanno idee affini sono uniti nello Spirito, essi non devono formare un partito, anzi, ognuno deve fare singolarmente quel che sente come proprio dovere personale. 
A proposito delle giuste regole nella società, nel commento al sei al quinto posto è detto: il sovrano I T'ang aveva stabilito che le principesse imperiali, nonostante fossero di rango superiore a quello dei loro mariti, dovessero seguire il marito come qualsiasi altra moglie. Qui c'è il richiamo all'unione veramente modesta tra alto e basso che reca fortuna e prosperità.  La serie consiglia buona condotta e contentezza, allora regna tranquillità. Pace significa unione e concordia. Il movimento dell'esagramma nel suo insieme produce una vittoriosa ascesa dei principi del nobile e la ritirata dei principi degli ignobili. 

Qui si rappresenta un tempo di "primavera" nell'anno e nella storia dell'uomo. Il sei al quarto posto afferma: "Egli scende volteggiando, senza vantarsi della ricchezza insieme al suo prossimo, schietto e sincero". Ciò significa che il nobile ha rinunciato al vantaggio materiale che gli arriderebbe ove si unisse egoisticamente all'ignobile.  Confucio disse commentando la Verità interiore: "La vita guida l'uomo ponderato per sentieri tortuosi. Spesso è impedito il saldo incedere, poi la Via ritorna dritta. Allorché gli uomini sono uniti nell'intimo del cuore infrangono i vincoli di bronzo e di ferro. E quando due , nell'intimo del cuore, si intendono appieno, le loro parole sono soavi e forti, come profumo di orchidee".  Nell'esagramma Lin  - 

L'Avvicinamento. Sopra c'è il Trigramma Kun, la Terra. Sotto il Trigramma Tui, il Sereno, il Lago. Avvicinamento vuol dire diventare grandi. Sentenza: L'Avvicinamento ha sublime riuscita. Propizia è perseveranza. Quando vi è l'ottavo mese è sciagura. Commento alla decisione: l'Avvicinamento. Il solido penetra e cresce. Sereno e devoto, il solido sta nel mezzo e trova corrispondenza. "Grande riuscita per conformità" questo è il corso del cielo. 
"Quando viene l'ottavo mese vi è sciagura". La caduta non si fa aspettare a lungo. Immagine: Al di sopra del lago è la terra: l'immagine dell'Avvicinamento. Cosi il nobile è inesauribile nella sua intenzione di insegnare, e senza limiti nel sostenere e proteggere il popolo.  Dopo il Solstizio invernale, la forza luminosa è nuovamente in fase crescente. Il bene comincia a farsi strada e trova accoglienza in luogo influente. Questo è un tempo pieno di speranza, la primavera si avvicina e la gioia è alla portata di chiunque la voglia afferrare. L'importante è impegnarsi con perseveranza per raggiungere l'obiettivo. Per sfruttare il favore del tempo, è necessario un lavoro deciso e perseverante. La primavera non dura in eterno; se si affronta il male prima che sia del tutto manifesto, lo si potrà combattere e lo si potrà padroneggiare. Come il lago mostra la sua inesauribile profondità, così il saggio è inesauribile nella sua propensione ad insegnare agli uomini. E come la terra è ampia, e sostiene ed alimenta tutte le creature, cosi il saggio cura e sostiene tutti gli uomini senza escludere una parte dell'umanità con barriere di qualsiasi natura. 

Occorre prestare attenzione a non perdersi nelle correnti del tempo e mantenersi nel giusto. Infatti il destino reca con sé anche il regresso. Ma se viene suscitato in tempo un movimento di ascesa, sarà abbastanza forte per contrastare anche il destino nel momento in cui le sue conseguenze, senza le dovute precauzioni, comincerebbero a farsi sentire. 
Consiglio dell'esagramma: che abbia inizio un vero e proprio cambiamento! Muoviti, incontra, apri la strada alle novità e sarai cosi capace di sormontare qualsiasi ostacolo si frapponga sulla via, e di essere un modello d'esempio positivo per gli amici! Ma, solamente individuando da subito gli errori, ti sarà possibile correggerli ed evitare il peggio. Basta sapersi guardare dentro con saggezza per trovare la strada giusta per affrontare una decisione importante. E così sarai in grado di esprimere sensazioni profonde su ciò che è giusto e vero. Queste qualità per analogia mi fanno ricordare gli eventi e gli episodi leggendari della vita del grande maestro Taoista Zhuang Zi, vissuto realmente nel III secolo a. C, ed autore del "Libro del fiore del sud". 

Un esempio di comportamento nobile che quaglia in modo perfetto con il commento di Richard Wilhelm per la sesta linea superiore dell'esagramma Lin, in cui si descrive l'atteggiamento del saggio, che ha già superato il mondo e che interiormente non ha più alcun legame con l'esistenza mondana, ma che però talora può trovarsi nella situazione di dover rientrare ancora una volta nella società, per avvicinarsi agli altri ed impartire i suoi insegnamenti e fornire il suo aiuto. Ciò è di grande salute per il suo prossimo, ma anche per lui questo magnanimo umiliarsi non è una macchia.
  
Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica