
Uscire dalla UE e dalla NATO per salvare il salvabile...

La storia del blog "Altra Calcata... altro mondo" e quel che era scritto sul frontespizio...
Nella tarda primavera del 2009, un anno prima di lasciare Calcata, ma non sapendo quel che sarebbe avvenuto di lì a poco, decisi di aprire un nuovo blog che chiamai "Altra Calcata... altro mondo", per fare da tandem a quello ancora esistente del Circolo Vegetariano Calcata. La ragione? Pensavo che alcune notizie "diverse" dovessero essere inserite in un contenitore più idoneo, che non fosse quello più "specifico" del Circolo. Ma poi -pian piano- come sempre succede nelle mie cose, in entrambi i blog cucinai la solita frikassea. Un melange di cose serie e meno serie, di Calcata e di fuori Calcata. Riporto qui di seguito la presentazione che inizialmente era stata pubblicata nel frontespizio di quel blog (poi andata persa per un mio errore):
Negli anni passati avevo coniato il motto "Una, cento, mille Calcata.." per significare come l'esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.
Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.
Molto spesso però ho notato che l´uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E´ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l´inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.
Non è quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e di fusione delle anime.
Paolo D'Arpini

La grande favola religiosa: “Dal paradiso terrestre all'inferno”...
Carissimi Caterina e Paolo, tanto per cambiare il menù che da due millenni viene riproposto sempre lo stesso ininterrottamente, da maestri che traggono profitto nel convincere Tontolo sul modo di vivere, sopportare e soffrire, trasportando l’umanità sino alla nausea con gli stessi piatti, stessi condimenti, stessi criteri, oggi in vena di cambiamenti propongo un bel sughetto concentrato sulle verità manipolate dalla storia per arricchire il sapere, con la geniale trovata del Paradiso Terrestre, quel Regno utopico d’oltretomba creato da alcune Religioni per il controllo universale delle anime.
Il Paradiso, simbolo del piacere e della gioia senza tempo, sicuramente un’opera originata dalla inimitabile mitologia Greca, i tascabili o telenovele sviluppate fra il 1500 sino al 300 a.C. degni di appartenere ai maggiori sforzi della fantasia in supporto della storia del mondo raccontata attraverso la Bibbia, riprodotta più volte con arrangiamenti secondo i periodi di interesse.
Il libro più venduto in tutti i tempi, superiore agli altri racconti di merito quali l’Iliade e l’Odissea del VI secolo a.C., oppure fra i mitici più originali: la storia delle Divinità Greche, creata in epoche antecedenti.
Da questo insieme di racconti Biblici continuamente perfezionati in epoche successive, sembrano quasi creati come un invito destinato alla guida dell’uomo contemporaneo sulle vicissitudini del passato in un triangolo fra l’Africa dove nasce il mondo, il Medio Oriente dove nascono le Religioni monolatriche e l’Occidente i maestri della guerra, che si sviluppano con una orribile impostazione della vita, formulata su astuzie, ribellioni, vendette e morte, le quali si mantengono attraverso i secoli come guida di comportamento per tutte le generazioni susseguenti che abbracciano il medesimo concetto di fede Religiosa.
Nell’Estremo Oriente, sin dalle epoche primitive antecedenti ad Adamo ed Eva, avevano un concetto spirituale assai diverso della divinità riconosciuta nei propri simili e nella natura, dimostrando che il bene e il male è dentro di noi, comandato dai nostri sensi secondo il nostro volere, controllato da una spiritualità profonda impostata sui diritti umani reciproci e sulle convinzioni di fratellanza.
I grandi filosofi che manipolano la psiche umana, vorrebbero farci intendere che prima di quelle date gli abitanti della terra erano rappresentati esclusivamente dal regno animale formato da varie specie di cui: i Primati, ritrovamenti di ossa di Dinosauri, scheletri di Politici mitizzati dalla storia, ecc., suddivisi in tre categorie principali: carnivori, vegetariani e onnivori.
In quel Paradiso Terrestre descritto nella Bibbia, vivevano beati una coppia di super privilegiati, soltanto due persone: Adamo ed Eva, figli prediletti del padrone del Podere, talmente ricco di ogni ben di Dio da definirlo Paradiso.
Il povero Adamo sempre in ozio come i figli di papà, preso sul naso da parte del serpente che girovagava libero per il Podere, in un momento di debolezza fu convinto ad assaggiare la prugna o la melina di Eva, dichiarati frutti proibiti dal Padrone della piantagione.
Adamo inizialmente caccia il serpente tentatore in malo modo, ma dopo varie insistenze da parte del serpente, Adamo fu convinto ad assaporare il frutto proibito che in verità non era né una prugna e neanche una mela, ma un fico al femminile.
Al primo contatto Adamo ed Eva furono lusingati ed in mancanza della Radio o della TV si divertirono per ore e giorni trasgredendo la volontà del Padrone, il quale dopo essere stato informato dal serpente si arrabbiò terribilmente per la disubbidienza di Adamo, cacciandolo dal suo cospetto e obbligandolo assieme alla sua compagna Eva a seguire una vita di sudori, sofferenze e privazioni.
Povero uomo e povera donna, da allora, in seguito ad un errore provocato dalla tentazione di quel maledetto serpente, Adamo ed Eva, nonostante le varie richieste di perdono, non concesse, dovettero affrontare il castigo, un po’ meravigliati per il fatto che tutto l’amore precedente del Padrone del campo si trasforma improvvisamente in odio e maledizione.
Il pappagallo che era presente alla scena, ripeteva: "Mamma mia che castigo per un gesto d’amore", ma Adamo per riaversi dal grave castigo del padrone, lasciando il Podere urla dietro all'arconte: "non esagerare poiché siamo fatti della stessa pasta ad immagine e somiglianza, piuttosto fatti la barba e tagliati i capelli..."
Anthony Ceresa
Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per duemila anni essa torturò in nome del bene…”
Da "Treia: storie di vita bioregionale" a "Dal Treja a Treia"... vivendo insieme giorno per giorno...
Le ho chiamate "storie di vita bioregionale" perché la vita si vive “insieme”. Il territorio va vissuto assieme a tutti gli altri esseri viventi che lo condividono, siano essi persone, animali, piante ma anche rocce, acqua e tutti gli elementi della terra poiché anch’essi sono vita in latenza. Il libro è anche un compendio di apporti culturali di amici che hanno contribuito alla stesura, come Alberto Meriggi, Enzo Catani, Simonetta Borgiani, Antonella Pedicelli e soprattutto la mia compagna, Caterina Regazzi.
Un ragionamento sulla chiesa cattolica... e sulla sua necessaria riforma!
Il vuoto dell'io e la conoscenza di Sé...

La Conoscenza del Sé, in termini zen definita "satori", non è descrivibile a livello intellettuale, quindi tentare di darne qui una descrizione è azzardato e fuori luogo. Allo stesso tempo è importante fare chiarezza su questa "conoscenza" che non comparabile alla comprensione empirica, anche se non esclude questa comprensione (basata cioè sulla percezione sensoriale).
Possiamo dire che l'auto-conoscenza o satori non è una intuizione e nemmeno il risultato di un ragionamento religioso, non è una oggettivazione e nemmeno una trascendenza. Non è un senso di onnipresenza anche se l'unico agente presente è l'Io.
L'auto-conoscenza è lo stato "naturale" dell'intelligenza-coscienza in cui sia il soggetto che l'oggetto si fondono nell' "esperienza" di un continuum inscindibile, in cui pur permanendo la consapevolezza questa non è suddivisa in opposti e diversità. Non è quindi una condizione di "vuoto", nel senso che solitamente noi diamo a questo termine in quanto "assenza", però è effettivamente il vuoto dell'io (ego) che tende a rapportarsi con le sue stesse proiezioni di "tu, egli,...", etc.
Questo Sé è la luce interiore che disperde le tenebre dell’ignoranza. Colui che conosce il Sé, quindi, non è una persona ma la pienezza dello stato indifferenziato della coscienza, in cui cessa ogni dualismo, ed in cui essa risiede pienamente nella propria natura.
Ciononostante finché la mente umana è preda dell’ignoranza e si identifica con uno specifico nome e forma (la persona che immaginiamo di essere) è necessario per noi compiere un processo di ricomposizione (che viene definito “yoga” o "pratica spirituale"). L’energia -o consapevolezza- che consente il risveglio alla nostra vera natura viene chiamata “guru” o "maestro" o "grazia" e può manifestarsi davanti a noi in una forma per compiere l’alchimia del riconoscimento di Sé, ma questa non è propriamente separata o altra da noi, essa è come un personaggio del nostro sogno che provvede a risvegliarci a noi stessi.
“Vissi d'arte, vissi d'amore...?" - L'epopea di Dolores Prato a Treia...
Il grande inganno ecclesiastico ed i creduloni delle religioni…
Il Vaticano vuole avere il controllo assoluto dottrinale e politico su tutti i cattolici che operano sul pianeta terra. Soprattutto i vertici ecclesiastici, vescovi e cardinali, debbono essere tutti nominati dal Vaticano. Cosa contraria persino all’antica tradizione cristiana. Infatti sino al V secolo le nomine vescovili (i cardinali non esistevano) venivano effettuate dal popolo, dai fedeli stessi. Il vescovo di Roma, che poi si tramutò in papa, era eletto dall’ecclesia dei credenti, con una votazione libera.
Di secoli ne son trascorsi ed ormai il papa è solo un monarca assoluto, ed il vaticano è uno stato totalitario e un potentato economico.
Il papa, uno specialista in storie costruite per ingannare le masse, può continuare a sperare che qualcuno creda alla sua “religiosità”, ma quelli che gli “credono” son solo i suoi sottoposti e gli scherani politici di convenienza.
Ma forse “alcuni” non sono al corrente di tante nefandezze ecclesiastiche… a quando bruciavano la gente o mandavano i fedeli a scannarsi alle crociate affermando che “dio lo vuole”…
Magari “qualcuno” dirà che la mia è una battaglia contro i mulini a vento, ma trovo che agire ed intervenire sui mali correnti delle religioni sia utile e necessario per l’elevazione della coscienza.
Sospetto però che non sarà facile scardinare il potere vaticano, che non è spirituale ma economico e politico. Inoltre se vogliamo parlare di “religione” facciamo prima un’analisi sul termine che significa “unire” (e non dividere)… poi seguiamo un tracciato solido per stabilire ciò che “non” è coscienza religiosa, neghiamo ogni costrutto, assioma, assunzione, pretesa di descrivere ed incarnare la coscienza (o lo spirito, che è comune a tutti e non ha bisogno d’intermediari).
Ed è proprio in questi termini, di spiritualità laica, che si configura la mia opposizione verso fedi cieche ed ideologiche, soprattutto quelle ipocrite e funzionali al potere dei “sepolcri imbiancati”.
Purtroppo di fronte all’acquiescenza di tanti “fedeli” serve solo la discriminazione ed il distacco, una partita a scacchi del pensiero.
Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
Post Scriptum:









