Treia. La prima volta che visitai Villa "La Quiete"...



...era da anni che non visitavo un parco ricco di monumenti come questo di Villa Spada (o La Quiete), certo non è ampio e antico come quello di Villa Lante di Bagnaia, ad esempio,  ma ha il fascino di offrire una vista a tutto campo, dominando una pianura ondulata che tutto lo circonda.  Villa Spada si trova su una collina poco più bassa di quella sulla quale insiste Treia. 


Era il 20 marzo 2016, primo giorno di primavera e primo giorno in cui Villa "La Quiete" era restituita alla comunità. Mi sembrava che tutto il popolo treiese si fosse dato appuntamento, proprio lì, su quel cucuzzolo. Un popolo variopinto, completo di donne, bambini, padri di famiglia, anziani... ognuno con la sua memoria da raccontare:  “Ricordo che...” -”quando ero bambina c'era...” - ”tutt'attorno si sentiva un profumo di fiori che ora non sento più” - “Questa era la casa del custode dove abitava mio nonno”... 

Ascoltando in silenzio, da solo, gironzolando nel boschetto e nel giardino, senza seguire un percorso preciso, mi sembrava di stare sotto al sole dell'avvenire, in cui il popolo sovrano riprende possesso della sua storia e della terra dei suoi avi. 

E c'erano tutti quelli che contano, oltre al popolo, i notabili, gli amministratori, gli imprenditori... c'ero persino io che non appartengo ad alcuna di queste categorie, sono un semplice oriundo,  ma forse come me ce n'erano "altri" che per una volta non erano percepiti come tali, nessuno sembrava farci caso alla differenza.  Ecco il miracolo di Villa Spada, o della primavera, chissà... E poi mi son trovato in cima al colle, lì c'era un cerchio magico,  una radura circondata da alberi maestosi,  e tutt'attorno potevo scorgere questa terra che anch'io ho imparato ad amare. 


Al ritorno, nella piazza di Treia c'era un mercatino di prodotti bioregionali dove ho incrociato Luciana Montecchiesi (autrice della foto sottostante), poi già che ero lì ho comprato un pezzo di pecorino di Matelica e della frutta e verdura da un contadino, non si sa mai...

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana




                                   Mercato in piazza a Treia

Assolto...

 


Il 12 febbraio 2015, che era la giornata dedicata a Saraswati, la Dea della saggezza, fu un bel giorno per me. I miei peccati di “religione” mi sono stati rimessi. Infatti mi telefonò l'avv. Sandro Pugliese per comunicarmi: “Carissimo Sig. D'Arpini, come Le dicevo al telefono, il procedimento penale n. 5307/2012 - Tribunale di Macerata si è concluso in data odierna con la Sua assoluzione, perché il fatto non costituisce reato. Sarà mia cura inviarLe copia della sentenza non appena sarà pubblicata...”. 

L'assoluzione si riferisce alla denuncia sporta nei miei confronti dal prete Curzio Nitoglia, per "aver danneggiato ed offeso il suo buon nome, poiché -erroneamente- gli avevo attribuito l'affermazione che Gesù fosse stato vegetariano". 

Malgrado avessi prontamente eliminato il nome del prete dall'articolo “incriminato”, il Nitoglia ritenne egualmente necessario querelarmi, costringendomi ad assumere un avvocato difensore, appunto l'avv. Pugliese, il quale  riuscì a dimostrare la mia “innocenza”. 

Sono estremamente riconoscente all'avvocato che con i suoi buoni uffici mi ha liberato da un cappio giudiziario. Stavolta la Giustizia ha trionfato! 

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica