...nella seconda metà del ‘900 si affermarono nuove interessanti correnti psicologiche, come la “Psicologia Cognitiva”, tese a superare sia lo sperimentalismo della filosofia “comportamentistica” di Watson e della psicologia sovietica di Pavlov (sostanzialmente impostate su una psicometria sperimentale stimolo-reazione e considerate troppo semplicistiche), sia le suggestioni fenomenologiche, e neo-kantiane presenti anche nel movimento della Gestalt(1).
Psicologia cognitiva e teorie della conoscenza...
Cos'è la vera Casa?
“La casa è il corpo più grande” diceva il poeta Kalil Gibran ed in senso traslato è così anche secondo la cultura tradizionale Cinese (teorie dello Yin/Yang e Teoria dei 5 elementi), in effetti sentire di stare bene nella propria casa sorge dal senso di presenza in cui si riconosce la propria casa come il proprio Sé. Quindi la casa non è un luogo ma uno stato di coscienza.
Ma questa condizione di perfetta simbiosi può avvenire il momento in cui il senso di identificazione con l’ego viene sciolto, per ritrovare la propria natura originaria nel Sé.
Questa scoperta della propria vera Casa, in verità, non è ottenibile con alcun artifizio ma é solo un “riconoscimento”… Per aiutare questa “identità” ho sviluppato un metodo di auto indagine, che parte dalla conoscenza delle propensioni innate manifestate nella propria mente. La mente personale é in realtà una sorta di immagine speculare ma dobbiamo partire da questa se vogliamo scoprire il reale “soggetto”.
Introduzione generale al discorso.
Semplici attori, finché separati, poi, superata la dualità, non ha più nessuna importanza… Il fiore non ha più nome né forma è solo un fiore unico ed irripetibile nel giardino della Coscienza.
Tema trattato: La conoscenza di sé attraverso gli archetipi e gli elementi cinesi ed il sistema indiano. Indagine sulle componenti psichiche energetiche e come armonizzarle nelle varie condizioni della vita.
Premessa
La nostra vita è legata ad una serie di circostanze di cui non abbiamo il controllo ma, come diceva Nisargardatta, noi siamo parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati…. Di conseguenza, essendo coscienza nella coscienza, siamo in grado di riconoscere il flusso energetico nel quale siamo immersi e far sì che il nostro pensiero e la nostra azione siano in sintonia con la qualità dello spazio-tempo vissuto. In questo perenne rimescolamento energetico, noi siamo come navigatori senza meta, o guerrieri –se preferite- liberi di affrontare il contingente senza paure.
“Se temi la sofferenza –diceva un samurai- come fai a combattere?”
Vediamo ora che dal tutto il tutto si dipana dinnanzi ai nostri occhi…. 12 animali si presentano al Buddha morente ed ognuno ottiene di incarnare le caratteristiche psichiche che contraddistinguono i tre aspetti di anno, mese e ora, in base alle propensioni naturali, di ogni essere vivente. Essi sono maschili e femminili e manifestano le loro caratteristiche tramite le 5 componenti fondamentali: Terra (devozione), Metallo (giustizia), Acqua (saggezza), Legno (etica), Fuoco (costumi).
Il funzionamento è più o meno quello del caleidoscopio. Alcuni elementi colorati e tre specchietti interni. Girando il tubo si ottengono diverse composizioni. Malgrado l’esiguità delle componenti i risultati possono essere infiniti. Questo stesso concetto (traslato ai 5 elementi ed ai tre aspetti psichici incarnati) mostra la variegazione di tonalità di colore e movimento attraverso la quale la coscienza individuale si manifesta (la forma ed il nome). La coscienza di sé, che noi chiamiamo persona, è un coordinatore interno, adattato all’individuazione, il quale si appropria delle funzioni messe in atto. Lo chiamiamo: io.
Questo ‘io’ (o assuntore interno) è l’apparenza identificativa individuale nella quale solitamente ci riconosciamo. Propriamente parlando questo “ego” è esso stesso la “conseguenza” delle energie messe in moto dai vari elementi e dai tre archetipi incarnati, quindi è inerte (come un programma), ed è un oggetto nella coscienza.
I tre archetipi psico-emozionali, inscindibili nel loro miscuglio, rappresentano:
Il senso dell’io, ego = anno di nascita;
l’intelletto o intuizione = ora di nascita;
la memoria o predisposizione = mese di nascita.
Capire il senso dell’abbinamento archetipale con le condizioni dell’ora e del mese di nascita, è facile da accettare giacché siamo abituati a pensare che ogni momento della giornata ed ogni stagione ha i suoi modi, e tutte le creature sono soggette a questi modi. Ma il primo aspetto dello zodiaco cinese, quello dell’anno, è più duro a digerirsi per la nostra mentalità razionalistica. Come è possibile che un dato anno possa essere qualitativamente diverso dall’altro solo sulla base di un calendario arbitrariamente deciso dall’uomo?
Impostosi nella cultura cinese e dell’estremo oriente e provenendo da una tradizione pluri-millenaria (sicuramente di origine matristica) il calendario ciclico, di 13 lune e di 12 archetipi animali (che rotano abbinati agli elementi in turni di 60 anni), è stato anno per anno vagliato e corroborato dall’esperienza di milioni e milioni di persone, in cui i comportamenti corrispondevano ai modelli indicati in un raffronto oggettivo e riscontrabile nei fatti. Alcuni analisti vedono un significato in un’altra coincidenza, il percorso dodecennale che la terra compie attorno al sole per fare un giro completo (una specie di viaggio in treno con 12 stazioni annuali). Si può anche fare a meno di credere a questa “qualità del tempo” ma stando ai risultati essa è confermata, ahimè! Quegli archetipi animali esistono e sono riconoscibili nelle caratteristiche variegate degli individui di tutto l’emisfero settentrionale (la nostra metà del mondo), senza peraltro sapere cosa succede nell’emisfero meridionale (che teoricamente dovrebbe avere valenze rovesciate).
Con tutti questi dubbi in testa, siamo un po’ come gli alchimisti che sperimentano onestamente e coraggiosamente con i loro tre elementi basici, inserendo all’occorrenza nuove figure e varianti. Questo è il lavoro ingrato e meraviglioso del “navigatore nel sé”. L’Ulisse in noi, disincantato e schietto, che “vede” e riesce ad orizzontarsi, avverte l’odore delle cose incombenti per come si stanno manifestando. Non per opporvisi ma per esprimersi al meglio e proseguire nel viaggio. Chiunque potrebbe farlo se sta attento ai segnali costanti e continui che la vita ci manda.
L’intelligenza intuitiva –lumen- non è propriamente basata sulla percezione sensoriale o sul raziocinio ma sulla abilità di orientarsi prima che la percezione sensoriale od il pensiero abbiano modo di esprimersi. Quindi è una capacità naturale –immediata- dell’intelligenza, che viene prima ancora dell’istinto. Un sentire ed allo stesso tempo una sintesi analogico-analitica. E’ l’intuizione innata che ci dice tutto quello che è, come è, senza analisi risolutive, bisogno di prove o riscontri.
Si procede a naso –dicevo- ed infatti l’olfatto appartiene all’elemento Terra, quello più solido. La matrice di ogni manifestazione concreta. E’ la Terra stessa che fa nascere tutti gli esseri e li nutre in se stessa. Mentre il Cielo energizza e vivifica con la coscienza tutte le forme. Ma attendiamo un po’ prima di affrontare il discorso dello Yin e dello Yang e degli elementi e torniamo ai tre archetipi. Essi “sembrano” tre in verità son tre aspetti della stessa personalità. Ognuno di noi manifesta una forma esemplare a tre facce (designanti le nostre caratteristiche). Sul come sopravviene l’influenza di una o l’altra di queste facce, sul perché capiti ad una piuttosto che un’altra, diremo che è destino!
Le tendenze innate che si riflettono nello specchio, perennemente cangianti, son le correnti in cui l’io si muove. Se vogliamo osservare una cosa piccola bisogna ingrandirla attraverso il microscopio, ma se vogliamo ampliare il campo di azione dobbiamo distaccarci il più possibile dalle cose attorno a noi, in modo da percepire il senso d’insieme. Questa corsa in tondo verso l’auto-conoscenza è un vagare trasognato, un’attenzione senza risposta, solitudine e silenzio, osservazione e contemplazione, fluire limpido nei mutamenti, sorridere nel rincorrere il vuoto. Ma allora di cosa continueremo a parlare?
La fase “intermedia” dell’illuminazione, quella del santo, rientra ancora nella sfera del mentale, delle cose che possono essere discusse e trasmesse. Flash di realizzazione, esperienze al limite del transpersonale, che contemporaneamente ci consentono di riconoscerci in sintonia elettiva, colori dello stesso arcobaleno, e di ciò possiamo ancora parlare, attraverso evocazioni consapevoli. La trasmissione, o meglio il riconoscimento, avviene per immagini (come succede ai bambini che riconoscono l’aggregazione concettuale, il senso, di parole sconosciute); questa “trasmissione” può essere fatta utilizzando vari modi comunicativi e sensoriali: per empatia emozionale, a voce, con lo sguardo, con il tatto, ed anche con lo scritto, se esso rispecchia fedelmente le qualità necessarie e si crea un’attenzione indisturbata al tema trattato.
Un detto Taoista per “cristallizzare” l’immagine: “Il santo comprende l’intrigo del mondo ed abbraccia l’universo senza sapere perché. Questo è il manifestarsi della sua natura”.
Ed ora una storiella:
Alcuni suoi seguaci domandarono al bandito Hòu:”Anche per i ladri esiste una strada (Tao)?” – “Eh, certo che sì.. – rispose Hòu- Santità è intuire dove giace un tesoro nascosto, Eroismo è entrare per primo nella casa, Giustizia è uscirne per ultimo, Saggezza è distinguere il colpo che si può tentare, Umanità significa essere equanimi nel dividere il bottino. Al mondo non è mai esistito un gran ladro che non abbia manifestato queste qualità”. (Chuang Tze)
Appendice 1. La visione nonduale
Attraverso le capacità riflettenti dell’organo interno (antakharana) siamo in grado di manifestare energie psicofisiche in rispondenza a quelle percepite fuori di noi. Questa rispondenza è automatica ed inevitabile, è una legge naturale. Pensare di sfuggirne il corso è assurdo come pensare di cambiare il film mentre la pellicola viene proiettata. Ma l’atteggiamento interno è importante! Infatti l’accettazione del proprio destino scioglie l’attaccamento all’utile ed all’inutile che ci spinge nel ciclo delle rinascite.
Nell’ignoranza ci identifichiamo con i personaggi e ci consideriamo autori e responsabili del gioco vissuto, con guadagno e perdita, la verità è che il nostro io, la coscienza individuale, la persona da noi incarnata, è solo un’immagine. Il risultato di un automatismo distratto e di una identificazione illusoria. Questo dobbiamo comprendere bene se non vogliamo che la mente ci imbrogli. Non cadiamo nel delirio dell’io separato, anche se la coscienza che lo anima è vera sin d’ora e siamo già dotati del capitale iniziale per quella “conoscenza di sé” è assurdo e ridicolo pensare di “ottenerla” –strettamente parlando non è possibile. Essa è già integralmente manifesta qui ed ora e quindi non perseguibile come ottenimento altro. Presente sempre….. ma ne teniamo conto, ne siamo consapevoli?
Se ci sentiamo attratti da questa “conoscenza” occorre dire che non c’è corso o spiegazione o esperimento che possa trasmetterla, può essere solo riconosciuta (risvegliata) per simpatia nel momento della maturazione. Siccome non è un “conseguimento” continuiamo ad “andare avanti a fiuto”.
Appendice 2 – Sul messaggio dell’I Ching (Libro dei Mutamenti)
Confucio andò a trovare Lao Tze e gli chiese: “Cos’è lo Yin e cos’è lo Yang?” Rispose Lao Tze: “Lo Yin è lo yin è lo Yang è lo yang”.
“Allora cos’è il Tao?” domandò ancora Confucio. E Lao Tze: “Il Tao entrambi li comprende ed entrambi li supera, altro non si può dire”.
E rimasero in silenzio.
In questo breve dialogo immaginato si condensa la saggezza cinese. E’ da queste premesse che dobbiamo partire se si vuol tentare di penetrare nel mondo archetipale del Libro dei Mutamenti. Penetrare non vuol dire “capire” ma “orizzontarsi”. In effetti non c’è una direzione da seguire ma solo un intuito legato alla coscienza del continuo mutamento. Senza mutamento non c’è vita.
Aggiustamento alle condizioni presenti è naturale e propizio, reagire contro il contesto in cui ci si muove è sfavorevole. Semplice no? Persino banale, anzi è inevitabile. E’ come coprirsi quando fa freddo e spogliarsi quand’è caldo. Ma è sempre così nella vita individualizzata di ognuno? Di fatto, dicono i saggi Cinesi, sì.
Ma come viverlo consapevolmente? La risposta è: Aderendo al Tao. Seguendo cioè la Virtù e la via del nobile, nel costante fluire dei mutamenti.
Nella coscienza tutto è in movimento nulla è fermo. Sono 64 questi modi espressivi della coscienza, definiti esagrammi, e nascono da 8 trigrammi primordiali che indicano le 8 direzioni e le otto tendenze innate del divenire, essi sono: Kien, il Creativo; Kun, il Ricettivo; Chen, l’Eccitante; Sun, il Penetrante; Kan, il Profondo; Li, il Luminoso; Ken, il Riflessivo; Tui, il Sereno. Ecco da questi trigrammi per moltiplicazione spontanea sorgono (8X8) i 64 esagrammi. Esemplificazioni, immagini, di stati di un mutamento ciclico ed allo stesso tempo evolutivo, in senso elicoidale. Ogni forma vivente nasce con alcuni di questi esagrammi, in evidenza congenita.
Come fare a sapere quali sono gli esagrammi correlati alla nostra particolare nascita, o incarnazione, è tuttavia molto semplice. Partendo dall’alternarsi dello Yin e dello Yang ognuno nasce con aspetti diversi sulla base dell’anno, ora e mese. Questi aspetti disegnano un trigramma, se poi si considerano gli stessi aspetti in chiave elicoidale ordinata essi possono cambiar posizione e darci quindi un altro trigramma. Questi due trigrammi sovrapposti, in basso il primo ed in alto il secondo, ci dicono quali sono gli esagrammi archetipali di nascita.
Poi occorre vedere gli esagrammi energetici, correlati ai 5 elementi. Anche qui è facile, basta continuare a considerare gli aspetti Yin e Yang correlati ad ogni elemento che appare nel quadro della nascita. Primo aspetto è quello dell’anno, seguito dal fisso dell’archetipo incarnato, poi l’ora, il mese, il luogo e la condizione dell’ente (se maschile o femminile) otteniamo così un esagramma rovesciabile (diventano cioè due) che indicano le propensioni “elementali” della nascita. Sapersi orizzontare in questo mondo psichico a cosa serve? Semplicemente a riconoscere ciò che si è già.
Non è nelle intenzioni del Libro dei Mutamenti promuove alcunché o fissare delle immagini comparative, da tutto nasce un tutto che segue tutto. Il saggio che incarna questa visione non desidera cambiare nulla in funzione di un ipotetico ottenimento “altro”. In pratica significa: libertà espressiva e gioia di vita.
Paolo D’Arpini
Un discorso ispirato a "Chi sei tu? I Ching, lo Zodiaco cinese e il sistema elementale indiano. Una ricerca comparata sugli aspetti archetipali e sulla conoscenza di sé"
Scrivere è contro natura?
"Basta, la vita non ci sopporta più…" scrive F. R. a commento della comunicazione libraria in cui annuncio l'uscita di "Compagni di viaggio", un libro che narra le mie esperienze spirituali “…gli alberi si stanno ribellando, hanno deciso di dire basta a tutto questo ego di scrittori incalliti fasulli e falliti che siamo noi, se almeno qualcuno ci leggesse sarebbe già diverso! A parte poi se calcoliamo l’impronta ecologica di tutte le mail che inviamo e quanta energia viene consumata per mantenere la memoria di tutto quel che postiamo o pubblichiamo, è finita! ricordo di aver letto da qualche parte che ogni mail equivale non ricordo a quanti km percorsi con un automobile”
Mia rispostina: “…allora restiamo in silenzio!? Purtroppo anche se respiriamo e parliamo emettiamo co2, se camminiamo spostiamo l’aria e chissà quali conseguenze drammatiche si manifesteranno nell’altro emisfero (una farfalla che vola provoca un uragano nell’altra parte del mondo), non abbiamo speranza nemmeno con la morte… con tutte le schifezze che abbiamo introdotto nel nostro corpo il cadavere inquinato andrà ad avvelenare la terra… Insomma non abbiamo alcuna possibilità di uscire dal “circolo”… se così è allora continuiamo almeno a parlare, a camminare, a scriverci pensieri di pace amore e fantasia. Se poi liberalizziamo la coltivazione della canapa non ci sarà nemmeno più bisogno di tagliare gli alberi per quelle poche pagine di un libro che magari potrebbe anche contenere utili informazioni… o no?”
Replica di F. R.: “…allora coltiva il cibo che mangi invece di trascorrere ore ore a scrivere, più che altro poi nessuno te lo chiede o ce lo chiede di scrivere perché se qualcuno ce lo chiedesse sarebbe già diverso, inserito in un contesto, per esempio come fanno Franco Arminio Vinicio Capossela e tanti altri, è il pubblico che vuole, a volte pretende, che essi scrivano, a noi non ce lo ha chiesto mai nessuno e continuiamo a inondare i social dei deliri che scriviamo che poi anche sui social nessuno li legge…”
Mia rispostina: “…sarà così, come dici tu, ma un tuo compaesano, di Pescara, un certo Gabriele D’Annunzio, disse “ama il tuo sogno se pur ti tormenta”…”
Paolo D'Arpini
Articolo collegato: https://www.libroco.
Ottobrata a Gabii con Edoardo Torricella ed il suo Gruppo teatrale...
Prime sensazioni a caldo...
…ci vorresti tu per descrivere la poesia e le sensazioni vissute.. in modi così intensi ed inusitati… sentendo l’ambiente, la temperatura, la presenza di uomini donne bambini, i monumenti, le montagne in lontananza, la vista del lago prosciugato di San Primizio, la vecchia chiesetta dedicata allo stesso santo martirizzato nel IV secolo, il tempio di Giunone Gabina in tufo gabino dalle sembianze greche per maestosità malgrado l’architettura diruta, le recite in vari angoli del parco archeologico, di Marziale: “…mi chiedi perché non ti faccio omaggio dei miei libelli? Ma è ovvio perché non voglio che mi ricambi con i tuoi…!”, il Miles Gloriosus di Plauto, storie di angeli e santi, musica arcaica con legni battuti…
Dormo o son desto nello scorrere del tempo scandito da passi lunghi per chilometri di percorso in piano, nel verde quasi primaverile di questo ottobre romano, malva ed erba medica, qui e lì querce dalle grosse ghiande “tieni mangia” sembrava volessero dire… ad un figliol prodigo ramingo.
Meravigliato mi sono chiesto se fosse estate od inverno, paradiso o inferno. Sdraiato prima su una roccia calda di sole poi sull’erba umida, una coperta sulle spalle svolazzante nel vento forte del pomeriggio, i rumori delle auto sulla via Prenestina, ma lontane quasi rombi di tuono a ciel sereno… ed infine al lume di torce accese nella notte il pianto di Medea, la morte… la mia morte e quella del mondo intero e la rinascita negli occhi di chi mi guardava...
In questo crepuscolo degli Dei… sono ancora a Gabii… a Roma…?
E poi…
Sono stato invitato a partecipare all’Ottobrata a Gabii, lo spettacolo culturale organizzato da Edoardo Torricella, sin da 14 anni fa… eppure solo quest’anno mi è stato possibile intervenire.
Non so se ebbi fortuna o se la mia buona sorte è maturata abbastanza. nel frattempo, ma la giornata vissuta nel parco in mezzo al verde dell’Agro Romano è stata particolarmente bella.
Il cielo era appena coperto di nubi, tanto per dare colore al tramonto, pitturate dai riverberi di un sole che aveva scaldato abbondantemente nel primo pomeriggio le mie ossa reumatizzate da 33 anni a Calcata.
Perché non sono nato a Gabii, perché non sono vissuto a Gabii, perché ho avuto la fortuna di vedere Gabii solo ora? La sensazione era infatti quella di aver trascorso diverse esistenze in quel luogo, forse le varie scene teatrali, in ognuna delle quali si evocava una vita, forse il desiderio di tornare indietro nel tempo... con le esclamazioni latine nelle orecchie, oppure un andare avanti per rinascere in un futuribile mondo in cui la convivenza e l’amicizia fra natura e uomo trovano armonia e gioia di convivenza e partecipazione…
Edoardo Torricella è un alchimista dell’immagine e della spiritualità laica, l’ho scoperto il 24 ottobre 2009, dopo così tanti anni che lo frequento… Quante volte è venuto a Calcata, recitando con il suo Gruppo? Almeno tante volte quanti sono gli anni trascorsi da quel primo invito del 1995, ma forse anche di più!
A Calcata, al Circolo Vegetariano oppure nella piazza o nelle grotte falische o nelle spiaggette in riva al fiume Treja, abbiamo vissuto sempre momenti magici -assieme al Gruppo di Edoardo- eppure debbo dire che tutta questa magia è stata surclassata o concentrata in una sola giornata a Gabii….
Ritengo una vera offesa alla cultura che tali manifestazioni debbano essere fatte alla chetichella, quasi di straforo, senza opportuni supporti e collaborazioni e finanziamenti da parte delle Istituzioni. Noto che (mentre vengono sponsorizzati dubbi spettacoli di volgare matrice pseudo artistica) a Roma manca il rispetto e la dignità della MEMORIA delle proprie origini, che invece il Gruppo di Edoardo Torricella ha saputo modestamente rimettere in luce.
Mi auguro che questa lettera venga letta dalle Autorità che potrebbero e dovrebbero sostenere la cultura in Italia e nella Capitale. Portando a compimento quanto necessario….
Paolo D’Arpini - 25 ottobre 2009
P.S. del 4 ottobre 2023
"Ieri pomeriggio brillava il sole, il rosso riverbero del tramonto, che entrava dalla finestra, mi inondava il corpo. Aveva letto alcune poesie di Rabindranath Tagore ed il mio spirito era assorto, in meditazione. Stavo scrivendo questa memoria sul regista Edoardo Torricella. Sono trascorsi diversi anni dall’ultima volta che ci siamo visti e sentiti, l’ultima occasione è stata alla sua passeggiata teatrale organizzata a Gabii, nel 2009…
Edoardo nel 2024 verso maggio compie i suoi settanta anni da vegetariano (divenne vegetariano ad una certa età, quando era sul set con Rossellini). Così ho pensato che sarebbe stata una buona cosa festeggiare l’evento con una rimpatriata. Potrebbe essere alla Festa dei Precursori o all’Incontro Collettivo Ecologista. Intanto ho voluto auspicare il possibile evento.
Notizie collegate: https://it.
Tantra o amore...?
Tantra deriva da due radici sanscrite, “tan” e “tra”.“Tan” significa espansione e “tra” significa esplosione. Quindi Tantra significa esplosione attraverso l’espansione della coscienza. E quando inizi a espandere la coscienza, non può più essere contenuta nella testa. La testa è un posto molto piccolo, molto affollato, già troppo affollato. Vi risuonano mille pensieri e desideri, è un mercato. Anche mentre dormi continua a funzionare, continua a chiacchierare. Quando inizi a espanderti, naturalmente devi trovare un posto più vasto per te stesso e quello è il cuore. Quindi inizi a scivolare dalla testa al cuore. Il cuore ha grandi possibilità. È un infinito.
Riconoscere
Un giorno sarai abbastanza maturo da riconoscere la tua donna o il tuo uomo interiore. E quel giorno è un giorno di grande festa, perché sei libero dall’altro, hai trovato l’altro dentro di te; a quel punto non devi più dipendere da nessuno.
Non all’esterno
L’uomo esteriore non potrà mai adattarsi al tuo uomo interiore e la donna esteriore non potrà mai essere assolutamente uguale alla tua donna interiore. Ecco perché l’amore dà piacere e anche dolore. L’amore dà felicità e anche infelicità.
Testi di Osho tratti da:
1. The No Book (No Buddha, No Teaching, No Discipline)
2. Sermons in stones
La vita continua – Considerazioni del 14 settembre 2014...
“La vita è una grande recita. Passa da una vita all’altra”. Così diceva Osho e così sembra essere, pur non volendo credere nella reincarnazione, al ritorno delle anime in corpi diversi, per soddisfare le esigenze di molti destini.
11 settembre 2001... era il tempo delle more!

Uhu, uhh… Ero appena tornato da una passeggiata nella valle del Treja, in cerca di more mature, quando l'11 settembre del 2001 mi telefonò a Calcata il caporedattore del Messaggero (edizione di Viterbo) per chiedermi un parere sull’appena avvenuto “attentato” alle Twin Towers (Torri Gemelle). Mi raccontò che i due grattacieli di New York, costruiti in cemento armato con intelaiature di acciaio durissimo, erano state colpiti da due aeroplani di linea, “dirottati da terroristi di Al Qaeda".
Subito dopo l'impatto seguì il crollo e la morte di migliaia di persone che si trovavano nelle strutture. Le "Torri Gemelle"si sbriciolarono su se stesse in minuta polvere bianca senza toccare altri fabbricati e, per "simpatia", anche un altro fabbricato sito nei pressi, il WTC 7, crollò senza nemmeno che fosse stato colpito. Tanto che una giornalista della BBC annunciò alla televisione che era crollato mentre dietro di lei era ancora perfettamente in piedi (https://www.bing.com/videos/
Da tutte queste notizie "ufficiali" sentii una forte puzza di bruciato. Non credetti assolutamente alla fola dell’attacco dinamitardo di Al Qaeda ma siccome non avevo dati sufficienti per obiettare o sostenere tesi alternative mi limitai a dire: “...sono stati gli extraterrestri…”.
E con ciò sistemai la faccenda, lasciando chiaramente intuire il mio pensiero, ovvero che la fantasia degli addetti ai “servizi” è intergalattica (se ne inventano di tutti i colori..).

Niente paura, con il trascorrere degli anni la verità vera dei fatti fu confermata da solide prove e da indizi inequivocabili sul come le torri erano state buttate giù… In effetti sin da subito rimasi esterefatto quando appresi che tre enormi grattacieli (di cui uno non era nemmeno stato colpito da nulla!) si erano letteralmente fusi in pochi secondi. Poi l'ottimo lavoro di migliaia di tecnici (la maggior parte dei quali ingegneri, architetti, fisici e chimici americani!) ha chiarito tutto e svelato il trucco. (Vedi: https://www.ilfattoquotidiano.
Il fatto è che l’America aveva bisogno d’una altra guerra, una guerra di tragedia e paura. Serviva una guerra che facesse sentire al popolo americano che un grande pericolo lo sovrasta… La desideravano quella guerra, una guerra che facesse provare il fremito della vendetta, una guerra che mantenesse ad libitum il senso di pericolo, che giustificasse l’occhio per occhio e soprattutto giustificasse un intervento militare e la rimessa in moto dell'industria bellica. Cosa questa confermata di recente dallo stesso presidente USA, come da dichiarazione in tal senso, riportata dall'Ansa del 8 settembre 2020: “Donald Trump ha accusato i vertici della difesa di voler intraprendere guerre per far contente le aziende belliche: "I vertici al Pentagono probabilmente non mi amano perchè loro non vogliono altro che combattere guerre, così tutte quelle meravigliose aziende che fanno bombe, aerei e tutto il resto restano contente".
Ed in verità non era la vendetta che l’America (leggi gli USA) cercava con la conseguente invasione dell'Afghanistan dei Talebani, accusati di essere gli artefici dell'attentato, bensì l’opportunità di impadronirsi dei campi d'oppio per finanziare le azioni segrete di CIA e compagni e successivamente soggiogare i ribelli al NWO e rapinare il mondo di ogni sua ricchezza con la scusa di combattere il “nemico” della democrazia. (Vedi: http://paolodarpini.blogspot.

L'11 settembre 2001 l’America della libertà è morta, quella finta di Hollywood ha vinto!
Paolo D'Arpini
Sviluppi filosofici nel '900...

