Libertà di espressione e censura sul Giornaletto di Saul


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Egr. sig. Paolo, buongiorno. Onestamente pensavo lei fosse diverso e più libero. Ma le sue "censure" mi hanno suscitato perplessità: quando cancella il riferimento a Benito Mussolini nel discorso di valorizzazione delle province a scapito delle regioni, sembra risentire della cultura allineata e coperta. La verità non dovrebbe avere censure. Ed anche quel punto di domanda, posto al termine della mia conclusione circa il ruolo dei Tedeschi in Europa, snatura il senso dello scritto. Paura? Atavica incomprensione per i Germani (Tacito li descrisse benissimo)? Piccolezze, d'accordo, che non avviliscono il meritorio logos del suo "giornaletto". Ma per me indicative di uno status d'animo che non condivido. Con la gratitudine e la stima di sempre...

Fabrizio Belloni



Mia rispostina:  Libertà con la L maiuscola. 

Gentile Fabrizio Belloni, mi sembra che già una volta avessimo toccato l'argomento "censura"... ma forse non sono stato chiaro nelle mie spiegazioni. Il Giornaletto di Saul non è un giornale bensì un mio diario personale in cui accolgo anche pareri altrui, ovviamente anche questi pareri, come i miei stessi pensieri, sono soggetti ad un mio giudizio... Siccome mi sembra giusto che ognuno possa esprimere liberamente le proprie idee mi sono munito di un "blog" in cui nel frontespizio dico chiaramente in che modo voglio utilizzarlo... chi mi invia -come lei- degli scritti accetta implicitamente che essi vengano utilizzati nella mia "ottica", altrimenti evita di inviarmeli, come hanno fatto diversi ex "corrispondenti" che si lamentavano egualmente delle mie "censure". Per quel che riguarda le "buone azioni" di Mussolini non ne tengo conto, poiché non ho vissuto quel tempo né lo considero di buon esempio, soprattutto per le conseguenze nefaste della dittatura e della guerra da lui voluta (e dichiarata agli USA, alla Grecia, alla Russia, etc.). Se c'è stato qualcosa di buono nel fascismo è comunque nel passato e non potrà mai tornare ma le conseguenze "cattive" le viviamo invece ora!

Paolo D'Arpini

(Lettera  tratta da un vecchio numero de Il Giornaletto di Saul di alcuni anni fa...)


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Integrazione di  Vincenzo Zamboni: “L'idea di "obbedienza all'autorità" è abbastanza stupida e limitante. Se una persona ha risolto un problema di mio interesse prima di me, e valuto giusta la soluzione, sarò pronto ad adottarla. Se non lo ha risolto, o la sua soluzione appare sbagliata, la cosa migliore da fare sarà scartare la sua proposta e passare ad altro. Gli esseri umani hanno bisogno di verità, non di autorità."

Tarocchi - Arcano XIV, la Temperanza


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Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto trasmuta. Ciò che è stato si ringiovanisce, e continua ad essere, perché sempre sarà.  L’azione dell’Arcano XIII si è conclusa e il cambiamento di stato è racchiuso e rappresentato dall’Arcano XIV, la Temperanza.
Dopo la lenta macerazione nelle profondità delle tenebre sotterranee, il seme libera il germoglio e la vita sboccia con nuove forme e nuovi colori. Dallo scheletro dell’Arcano senza nome, sboccia una creatura dalle fattezze angeliche: una donna alata che porta pace e salute mentre travasa un liquido da un’anfora all’altra. La creatura angelica rappresenta l’Eternità e travasa il fluido della vita, da un’anfora d’argento ( elemento lunare ed etereo) ad un’anfora d’oro (elemento vibrante ed attivo).
Dopo la totale decomposizione, il corpo purificato si è trasformato ed è capace di volare in alto, come lo spirito che ne esce completamente rinnovato. Le ali dell’Eternità sono ripiegate, pronte a spiccare il volo, ma la scelta angelica è quella di restare a terra,appoggiato al creato. La posizione fisica in cui si trova ricorda che occorre pensare ai bisogni materiali ma anche a quelli spirituali, solo mescolando gli opposti con impegno ed attenzione si può restare sani e integri.
Le pupille della Temperanza sono illuminate di pura coscienza. Il suo è uno sguardo ceruleo, puro e sovrumano. Anche la fluente chioma della Temperanza è piena di luce divina come il suo sguardo, l’unico che possa aver visto lo sguardo di Dio. Indossa una lunga tunica rossa (incessante attività spirituale), coperta da un mantello azzurro (serenità animica) e foderata di verde (vitalità).
Il sigillo sulla fronte della Temperanza è un fiore di colore rosso, con cinque petali, che richiama la quintessenza. Il suo sigillo è il segno dell’armonia che accompagna l’opera della Temperanza, perché tutto avvenga nel rispetto della propria natura, secondo il proprio assenso e  tramite l’ispirazione divina, quindi senza nessun calcolo.
Il liquido che la Temperanza travasa da un’anfora all’altra consente di cancellare le contrapposizioni degli opposti e delle forze contrarie,permettendo una vera comunicazione. Le passioni sono attenuate e il fluido energetico scorre perché ci siano solo energie complementari in perfetto equilibrio affinché non si spenga mai il sacro fuoco della vita.
L’Arcano XIV richiama l’inizio di una nuova vita, quindi l’UNO e stretta è la sua analogia con il Bagatto, che con le mani gioca e crea. Infatti anche la posizione delle mani è la stessa: la mano sinistra in alto, la destra in basso. La Temperanza però piega la mano sinistra con dolcezza e offre un dono: se stessa.
Non cerca la potenza come fa il Bagatto con la sua bacchetta; le sue mani sono rivolte verso la stessa direzione, come le due anfore che svuota e riempie hanno la stessa inclinazione. La Temperanza è manifestazione di spirito e corpo (1+4) ma che ancora separati devono essere miscelati, scorrere l’uno verso l’altro (7+7) perché si possano animare tramite l’energia degli opposti (8+6) e dare così avvio al nuovo ciclo (10+4).
Angela Braghin

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Il Ciclo della Vita si ripete - Cessapalombo 31 ottobre e 1 novembre 2016



La sera del 31 ottobre 2016 si compie a Palazzo Simonelli di Cessapalombo il rituale de Il Ciclo della Vita (collegato al Samahin). Verso le ore 17, al crepuscolo, faremo una escursione nel Parco dei Monti Sibillini e lì raccoglieremo fiori e foglie secche a simboleggiare la co-presenza di vita e morte, con cui comporre due cerchi sulla terra. Due cerchi uniti ad 8 in un ciclo di perenne rinascita e mutazione. Nei due cerchi ognuno sosterà  a turno,  esprimendo nel primo pensieri d'amore, ringraziamento e perdono  per gli antenati e nel secondo espressioni di buona volontà e di miglioramento della propria esistenza. 

La cerimonia   è  semplice e coinvolgente  e serve a rinnovare l’antica unione tra il mondo dei viventi e coloro che vivono in altre dimensioni. Con le candele in mano, al tintinnio cadenzato di campanelli alternato al rombo di una conchiglia indiana. Un piccolo fuoco acceso lascerà appena intravedere i volti, ognuno assorto con gli occhi chiusi e la mente a rimembrare…

Ma dopo questa meditazione attiva,  che sta  a significare l'amore per la vita nelle sue diverse forme, condivideremo il cibo satvico (vegetariano), come prasad, a cui  seguirà un piccolo concertino di canzoni ecologiste con accompagnamento di chitarre ed altri strumenti.

L'indomani, 1 novembre 2016, dalla mattina al primo pomeriggio si terrà un laboratorio gratuito sulla ceramica neolitica che ha la funzione di introdurre, alle ore 16, il momento clou dell'iniziativa, ovvero la presentazione dei due testi tradotti in Italiano de  “La civiltà della Dea” dell’archeologa lituana Marija Gimbutas ed un discorso sull'antico periodo matriarcale.

Per la buona riuscita dell'evento stanno lavorando: 

Antonello Andreani, responsabile di Palazzo Simonelli che ospita l'Iniziativa e garantisce la disponibilità e l'accoglienza; 

Stefano Panzarasa per il laboratorio sulla ceramica neolitica e le canzoni ecologiste; 

Mariagrazia Pelaia, traduttrice dei testi della Gimbutas, per il discorso sul matriarcato nel Neolitico.  

Il sottoscritto si occuperà della cerimonia dei Due Cerchi in sintonia con la Festa del Samahin.

Paolo D'Arpini  - circolovegetariano@gmail.com

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Come raggiungere Palazzo Simonelli:
Palazzo Simonelli è nel piccolo Comune di Cessapalombo in provincia di Macerata, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini nella sua punta a Nord.
In macchina: Autostrada A14 uscita Civitanova Marche poi tutta superstrada SS77 direzione Macerata che si supera per uscire poi a Caldarola, si attraversa la piazza di Caldarola e uscendo dal paese si seguono per altri 5 Km i cartelli con indicazione Cessapalombo e poi Palazzo Simonelli. La superstrada SS77 (Da poco denominata Quadrilatero) può essere presa anche partendo da Foligno per chi viene dal versante Umbria, Toscana e Lazio.
In Treno: La stazione più vicina è quella di Tolentino a circa 15 min di macchina da Palazzo Simonelli, chi ne avesse necessità può chiamarci al 338.9889440 e vi veniamo a prendere.
Coordinate GPS di Palazzo Simonelli: N 43* 06’ 12” – O 13° 13’ 21”
Su GoogleMaps: scrivere Palazzo Simonelli


P.S. Tutti gli eventi culturali sono gratuiti - Per info sull'eventuale pernottamento in loco e per i pranzi rivolgersi ad Antonello: 3389889440 – andreani@palazzosimonelli.it

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Programma in dettaglio: 

Spiritualità ecologica cristiana e olismo sistemico delle teorie della complessità.


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L’espressione poetica del messaggio cristiano, insito nei Racconti della creazione della Genesi e riconfermato dal Libro di Daniele, nonché da alcuni significativi Salmi, esprime, in una spiritualità profonda, l’appartenenza dell’uomo all’universo di cui siamo consapevoli attraverso l’olismo sistemico delle teorie della complessità.

La cultura contemporanea, di fronte all’emergenza ecologica, si interroga sul riduzionismo moderno che, attraverso la scienza, configura il mondo come un’entità meccanica. Tale visione epistemologica non è consona alla relazione tra ragione e fede proposta dal cristianesimo poiché quest’ultimo rappresenta il mondo come creato al quale l’uomo appartiene e che, peraltro, è immagine e traccia dell’opera di Dio. La rappresentazione cristiana del reale costituisce, pertanto, un veicolo interessante per il passaggio dall’ecologia all’ecoetica, nonché dall’ecologia di superficie all’ecologia profonda. Così, alla luce dei nuovi documenti conciliari e post conciliari, prodotti dal magistero della chiesa cattolica, si creano le occasioni per un dialogo ed una collaborazione di natura interreligiosa ed interculturale con le idee che circolano oggi nel nostro villaggio globale. 


Siamo quindi nelle condizioni di integrare il momento conoscitivo dell’ecologia scientifica e la posizione prudenziale dello sviluppo sostenibile, con una rivendicazione da parte dell’uomo della sua consapevolezza di appartenere alla dinamica biologica e spirituale della realtà che ci circonda, in tutte le sue forme ed espressioni. 

Perciò, l’ecologia assume nuovi significati, beneficiando della semantica di nuove denominazioni; parliamo, in tale prospettiva, ad esempio di una ecologia della pace e di una ecologia della vita, per sottolineare la crescita dinamica di un mondo che, nella duplice dimensione della vita e della spiritualità, instaura delle dinamiche di sviluppo nelle quali il conflitto non è guerra o distruzione, esprimendo piuttosto le condizioni di una crescita attraverso l’integrazione, la collaborazione e la comunione di tutte le energie di qualsiasi forma e di qualsivoglia natura.

Il cantico delle creature di San Francesco esprime la semantica di un progetto di trasformazione del nostro rapporto con il mondo della vita e viene ad essere, nella nostra cultura, un appello che ci chiama a nuove forme di sviluppo e di utilizzazione delle risorse e delle energie che ci sono state donate per poter divenire dei veri collaboratori della crescita dell’intero universo. Da ciò, l’ecoetica non si manifesta soltanto come una nuova via dell’indagine filosofica ma costituisce, piuttosto, una forma di profonda spiritualità biologica tra l’indagine scientifica, la ricerca filosofica e le visioni di fede promosse dalle diverse religioni.

Quanto detto dà concretezza ad un itinerario spirituale in cui il mondo, riconosciuto quale immagine del creato, realizza un segno vivente attraverso il quale si aprono le diverse vie religiose per l’apertura della nostra intelligenza al mistero della presenza del divino nascosto nelle diverse pieghe arcane del reale, in tutte le sue espressioni.

Con il Cantico delle creature, dunque, ancora una volta è la poesia che riesce, sul piano estetico, a completare un discorso avviato dall’etica e approfondito nella sua spiritualità dalle fedi religiose. In tal caso, le immagini spiritualizzate degli astri, dei fenomeni atmosferici, degli esseri viventi vegetali e animali prendono vita e collaborano con l’uomo in una sintonia corale nella quale tutto il creato vivente si apre nella direzione evocata e invocata dall’Apocalisse che trova il suo approdo più alto nell’aspirazione ai cieli nuovi e terre nuove.

Aurelio Rizzacasa

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Psicologia animale, zodiaco cinese e l'esagramma dell'I Ching per il momento presente (dal 23 settembre al 22 ottobre)


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La cosa migliore per apprendere le tendenze e le propensioni innate degli archetipi dello zodiaco cinese  e quello di comprendere la psiche degli animali che li rappresentano (la parola zodiaco deriva da animali appunto) è l'osservazione ed il contatto diretto, in campagna di solito la gente conosceva bene gli animali. 

Pensate che questo sistema cinese è stato studiato e realizzato almeno 5 mila anni fa quando il rapporto uomo animali era molto stretto, quando si parlava di Gallo, o di Cane, o di Maiale, o di Scimmia... tutti capivano immediatamente perché li conoscevano,  come conoscevano bene le qualità del tempo e la natura degli elementi... oggi purtroppo tutte queste cose ci sembrano aliene, poiché viviamo in un mondo virtuale in cui non si conosce il giorno e la notte, le stagioni né la psiche collettiva.

Per una ricerca zoologica, per l'apprendimento della psicologia animale, e per una comparazione con il sistema zodiacale cinese,  consiglio di leggere il libro "Psicologia animale" dell'etologo Francoise Guillaume,  oppure quell'altro di Konrand Lorenz L'anello del Re Salomone. 


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Per esemplificare i concetti qui espressi di seguito riporto la descrizione dell'esagramma Kuan, relativo momento presente, collegato  all'archetipo del Cane (dal 23 settembre al 22 ottobre).

Kuan, la Contemplazione

L’esagramma ha un doppio significato: in parte dà, cioè offre una vista sublime, in parte toglie cioè contempla, vuole ottenere qualcosa con la contemplazione.

Il nome cinese ha un duplice significato. Da un lato significa essere contemplato, dall’altro l’essere visto (come modello).

Il segno raffigura un sovrano che contempla verso l’alto la legge del cielo e verso il basso i costumi del popolo.

Con il suo buon governo è un sublime modello per le masse.

Il segno è coordinato all’ottavo mese, settembre- ottobre, quando la forza chiara si ritira e l’oscura sta di nuovo salendo.

Il momento è il più sacro, quello del supremo raccoglimento interiore. Così nella natura si osserva una sacra solennità nel ritmo con cui tutti gli eventi naturali procedono.

La contemplazione del senso divino del divenire cosmico conferisce a colui che è chiamato a influire sugli uomini i mezzi per esercitare gli stessi effetti.

Per farlo, è necessario un raccoglimento interiore, quale lo produce la contemplazione religiosa in uomini grandi e saldi nella fede.

Così essi scorgono le misteriose leggi divine della vita e le rendono operanti nella propria personalità grazie all’intensità del raccoglimento interiore, e la loro presenza emana un misterioso potere spirituale che agisce sugli uomini e li assoggetta senza che essi siano consapevoli del modo in cui ciò avviene.

Per quanto riguarda l’oroscopo cinese:  Il Cane è  l’animale che  rappresenta queste qualità.

Siamo grati a questi  Cani, per il loro impegno sociale, per la determinazione con la quale hanno combattuto e combattono  contro le ingiustizie. 


Paolo D'Arpini


Conciliare il mondo materiale con quello spirituale


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"Spesso ci chiediamo come conciliare il mondo materiale con quello spirituale e come viverli insieme..[...]
Chiaro che viviamo prima di tutto in quello materiale, ma il fatto che quello spirituale, soprattutto all’inizio, abbia una natura così opposta a quello materiale ci porta a cercare di "demolirlo" o rivestirlo di significati materiali che non ha..[....] Una volta raggiunto un certo conseguimento interiore le cose si chiariranno da sole.... Anche quando cerchiamo di trasmettere ad altri i contenuti e pure quando si cerca sempre di mettere ogni cosa nel contesto giusto e chiarire quanto ciò di cui si parla sia collegato o meno alla realtà materiale ed alla nostra percezione"


"L'alba arriva sempre, finché si è vivi, le esperienze sono passeggere come i giorni e le notti... trascorse, le sensazioni lasciano una traccia ma la traccia si ferma nella memoria e non può alterare il presente... sappilo... è come un fantasma che appare ed influisce sulla psiche ma non può intervenire nella realtà fisica... o sulla Coscienza. Persino un ectoplasma è semplicemente una apparizione psichica.. e le sensazioni di tocco, vista udito, etc. nascono dalla mente non dal riscontro sensoriale fisico... quindi sono come sogni... e come tali vanno considerati ed analizzati. Certo, un sogno contiene messaggi dell'inconscio, osservali elabora e vai oltre... Non soffermartici... non tenerli in conto come verità assolute"


"Cammino accecato verso la luce
e cerco di raggiungere la sua mano
Non chiedere nulla
e non cercare di capire
Apri la mente e
apri il tuo cuore
vedrai che io e te
non siamo distanti l'uno dall'altra
perché io credo
che l'amore è la risposta
Io credo
che l'amore mostrerà il cammino"
(Anonimo)


Meditazione è la scoperta che
la meta dell'esistenza
è sempre raggiunta
nell'istante presente
(Alan Watts)


La distinzione tra passato, presente e futuro è solo un'illusione, per quanto radicata.
(Albert Einstein)


Puzzle dell'ego
pezzi d'ego
sparsi
come farfalle nelle correnti della vita
crisalidi di granito incise nel passato
ali sbiadite al sole del futuro
lucide memorie
colori alati
il cielo
unica ragione
della loro esistenza
(Siràne)


"La gentilezza a parole crea confidenza. La gentilezza nei pensieri crea profondità. La gentilezza nel dare crea amore"
(Mao Tse Tung)

Milarepa: "4 nobili animali nelle 4 direzioni"


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Lassù, in mezzo al cielo azzurro,
la coppia del sole e della luna vive felicemente:
è il palazzo meraviglioso degli dèi.


A est sulla montagna innevata dal picco di cristallo, il bianco leone delle nevi vive felicemente.
È il re che governa sui quadrupedi,
come segno di grandezza, non mangia carne putrefatta.
Quando scende verso i prati verdi,
possa la tormenta di neve non diventargli nemica!


A sud, al riparo del folto della foresta,
la tigre dal manto striato vive felicemente:
è il campione di tutte le belve,
come segno di coraggio, non esita a sacrificare la vita.
Quando vaga per i sentieri stretti,
possa la trappola non diventarle nemica!


A ovest, nel turchese scintillio del lago
Il pesce dalla pancia bianca vive felicemente;
è il danzatore dell'elemento acqua,
per lo stupore rotea i suoi occhi dorati.
Quando insegue i cibi che desidera,
possa l'amo non diventargli nemico!


A nord sull'immensa roccia rossa,
l'avvoltoio, re degli uccelli, vive felicemente:
è il veggente tra i pennuti.
Meraviglia! Non uccide i suoi simili.
Quando cerca il cibo tra le vette delle tre montagne,
possa la rete non diventargli nemica!

Milarepa


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Storia biblica di Yhwh, Yahweh, Javhè, o Geova secondo Mauro Biglino (rivisitata da Simon Smeraldo)


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Gli scritti di Mauro Biglino hanno il grandissimo merito, e non è da poco, di dimostrare chiaramente, al di là di ogni dubbio, con un serio esame filologico dei testi originali alla mano, che l'Antico Testamento non parla di Dio, e non è un libro sacro,bensì un libro di storia (io però lo definirei di mitologia). Plaudo al suo lavoro davvero molto esaustivo e liberatorio; anche perché francamente questo Yhwh, Javhè, o Geova che dir si voglia, come psicopatico se la cava bene, ma come Dio lascia un po' a desiderare, visto il suo hobby compulsivo di sterminare la gente, o, in alternativa, colpirla con ogni genere di maledizioni.

Però, c'è un però... in primo luogo Biglino si contraddice vistosamente dapprima affermando che come ogni libro di storia con i suoi annetti l'Antico Testamento risente pesantemente di interventi "editoriali", errori di trascrizione dai testi originali, modifiche intenzionali, manipolazioni varie, e fin qui ci siamo;per non parlare poi dell'opera autoreferenziale degli ebrei che nei testi fondanti dell'ebraismo (ma non tutti gli ebrei sono pienamente d'accordo sui suoi significati) hanno trasformato una masnada di pastori nomadi magari armati di bastoni in un esercito invincibile e travolgente quando la storia non fa nemmeno menzione di questo popolo insignificante dell'antichità. E anche qui ci siamo: ma l'ineffabile Biglino poi segna un clamoroso autogol quando "fa finta che...." gli autori della Bibbia ebraica abbiano voluto dire esattamente quanto hanno detto, senza seconde intenzioni. Allora: lo volevano dire davvero o il testo è affidabile solo fino a un certo punto?

Per di più, essendo totalmente digiuno della materia, non comprende come il linguaggio dell'antichità nel riferire gli eventi - fino almeno al razionalismo dei tardo-greci e dei romani che fra l'uno e l'altro hanno inventato il genere "storia" - è sempre e unicamente stato di tipo mitologico e quindi simbolico. Dunque nessuno di quei testi va preso assolutamente alla lettera, poiché sono criptati e vanno letti tra le righe, con il giusto atteggiamento di indagine spirituale: ma poiché l'autore in questione nulla sa e nulla capisce di metafisica, trascendenza e spiritualità, le sue disanime risentono dell'ottusa ottica materialista di chi non vede- perché proprio non c'è, poverino - al di là del proprio naso, senza alzarsi un metro da terra. 

E di conseguenza egli fa di ogni erba un fascio , tuonando contro le "interpretazioni esoteriche e spiritualiste di ogni genere" evidentemente credendo- oppure dicendolo in mala fede, il che è più probabile - che la nozione di trascendenza e di spiritualità sia stata introdotta proprio dall'Antico Testamento, e che questo testo sia paradigmatico in quanto a questo. Ciò è totalmente errato e denota i vistosi limiti culturali del Biglino che non sa (o, come suo costume, "fa finta ...di non sapere" ) che esistono testi molto più antichi della Bibbia -. i Veda indiani per esempio, o il Tao Te Ching, lo Zend Avesta degli iranici o i testi egizi ma anche altri - che non lasciano dubbi sul fatto che la trascendenza, al di là di ogni discorso "religioso",  è sempre stata patrimonio dell'umanità e presente con essa, poiché la natura stessa dell'uomo ne è profondamente intessuta.
Tutto ciò tralasciando l'ingenua e meccanica ipotesi dell'origine "extraterrestre" di Javhè e degli elohim avanzata da Biglino (ma non sua, poiché riprende tesi già note) ....ma questa è un'altra storia.

Sono comunque persone e autori come questo che tradiscono, soprattutto con il loro atteggiamento da infervorati crociati contro tutto ciò che esula dalla razionalità, un evidente "mandato" da parte delle potenze che scrivono la storia, con il fine di mantenere gli uomini nella bassa vibrazione della materia e dell'ignoranza.

Dunque, bene - anzi molto bene - quanto a mettere in luce le plateali contraddizioni bibliche quanto alla figura di un presunto "Dio" unico e creatore e Padre amorevole; male, molto male quando si allarga a macchia d'olio questa presunzione di colpevolezza e falsità riguardo ai principi spirituali di cui non c'è alcuna comprensione.

Simon Smeraldo

Tara - Ovvero: "Se un Buddha sceglie di essere donna"



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I Tibetani che -mille anni fa- viaggiavano a piedi fino a raggiungere le grotte e le foreste dell'India, per trovare e ricevere gli insegnamenti buddhisti, scoprirono che molte donne erano di fatto grandi maestre tantriche; chiamate yogini, praticavano le discipline esoteriche seguite da un gran numero di discepole. 

Dal carattere fiero, indipendente e rigoroso, le yogini trasmettevano i loro segreti spirituali agli uomini che desideravano essere iniziati, dando un grande impulso allo sviluppo del Buddhismo tantrico.


A un certo punto, queste donne straordinarie scomparvero di vista.
Ma non scomparvero dalla mente dei praticanti.
La loro corrispondente forma "beatificata" danza nel cuore dei mandala di tutto il pantheon tibetano.

"Nel campo spirituale, l´energia femminile ha le stesse capacità e possibilità di quella maschile", afferma Kyabje Gehlek Rinpoche, Lama tibetano e insegnante buddhista ("Rinpoche" significa "il prezioso") inviato in Occidente dai tutori del Dalai Lama.

Gehlek Rinpoche, noto nei circuiti spirituali per la sua vicinanza al poeta Allen Ginsberg (e per averlo assistito spiritualmente al momento della sua morte), è il fondatore dei Centri di Buddhismo tibetano di Ann Arbor (Michigan) e Soho.

Una mattina di alcuni giorni fa Gehlek Rinpoche era seduto di fronte alla
divinità Tara, raffigurata in un dipinto del diciottesimo secolo contenuto
in "Buddha femminili: donne di illuminazione nell´arte mistica tibetana",
mostra in corso di svolgimento al Rubin Museum of Arts di Chelsea.

"Ciò di cui c´è più bisogno in questa epoca è una presenza femminile", ha detto il Lama. Gehlek Rinpoche ha spiegato che Tara ha fatto voto di manifestarsi nel mondo in forma femminile.

Tutti i Bodhisattva le avrebbero detto: "Tara, tu ora potresti essere tutto ciò che desideri, potresti essere un uomo".
Tara avrebbe risposto: "Vi ringrazio, ma la mia risposta è no".


"Tara ha scelto un corpo femminile per illuminare la via di tutti gli esseri", ha detto Rinpoche "la sua immagine ci aiuta ad essere consapevoli del Buddha che esiste dentro ciascuno di noi; ci aiuta a ricordarci che non siamo soltanto esseri fisici, materiali".

Nella pratica degli insegnamenti tantrici segreti, secondo l´attuale Dalai
Lama, le donne sono addirittura avvantaggiate; gli uomini invece tendono a mettersi in evidenza nelle forme più "comuni" (non esoteriche) del Buddhismo tibetano.

Il Primo Dalai Lama (1391-1475) compose un canto mistico di ventuno lodi a Tara, che si dice sia sorta dall´oceano di lacrime della divinità principale tibetana: Avalokiteshvara, il Bodhisattva della Compassione.


Tara, il cui nome significa "Stella" (forse con riferimento alla Stella
Polare, la cui luminosità ha il potere di guidare coloro che si sono
smarriti) è l'energia dell´illuminazione personificata.


Tara è al tempo stesso una madre appassionata, una protettrice irata, una soggiogatrice di ostacoli veloce e senza paura.

Con occhi dardeggianti come fulmini, batte i piedi e semina il panico fra dei e demoni allo stesso modo, riparando i torti e le ingiustizie e adempiendo alla sua promessa di donare al mondo le divine energie femminili.

La sua intensa femminilità è tutto fuorché docile o sottomessa, come appare con lampante evidenza nella mostra del Rubin Museum e in un´altra mostra collegata (avente lo stesso nome) presso il Bruce Museum di Greenwich, Conn.

Tara e il suo seguito di yogini bevono il sangue degli avversari del Dharma, danzano nude sui corpi dei nemici sconfitti e si abbracciano a consorti maschili in un'appassionata unione sessuale. Sono liberatrici trascendenti, che si ergono a difesa della "Natura illuminata" presente in ciascuno di noi, quando ci rivolgiamo verso la nostra saggezza interiore. 

Kay Larson

Il Guru è sempre presente... è la nostra stessa Consapevolezza!


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...tutti i pensieri sono passeggeri ed effimeri ma alcuni rappresentano positivamente "quella forza" che spingerà successivamente la "persona" ad attuare quanto è stabilito nel suo destino. La meditazione consente di far chiarezza fra quelle che sono semplici proiezioni immaginarie o problemi inventati e quei pensieri che invece definiscono in germe "il veniente"... ciò che deve accadere.

La creazione di problemi “fittizi” è uno degli aspetti della mente.

Alla base delle preoccupazioni mondane –ovviamente- c’è sempre il senso di responsabilità per le nostre azioni dovuto all’identificazione con il corpo-mente.

Il processo dell’individualizzazione della coscienza è la funzione stessa della mente. La mente è la capacità riflettente della coscienza che assume su di sé il compito dell’oggettivazione e quindi della creazione del cosiddetto mondo delle forme. L’esteriorizzazione è la sua tendenza.

Eppure non è una condizione definitiva o irreparabile, anche le sensazioni più negative possono essere trascese. Le preoccupazioni mondane che ci assalgono sono frutto del meccanismo mentale che proietta l’attenzione sui fattori esterni, desideri e paure, ed è per questa ragione che nella meditazione si consiglia di fissare l’attenzione sulla consapevolezza, sul soggetto, ignorando le apparizioni mentali, che son solo “impedimenti” (distrazioni) che sorgono per inveterata abitudine all’esternalizzazione, non tenerne conto significa restare quieti mantenendo l’osservatore in se stesso.

Personalmente ho avuto una grande fortuna nella vita. Considero questo mio corpo e questa mia mente estremamente benedetti e santi poiché attraverso di loro ebbi la possibilità di incontrare un grande Maestro che diede alla mia esistenza vero significato. Dimostrandomi come il distacco ed allo stesso tempo l'attenzione siamo importanti per restare focalizzati nel Sé.... nell'auto-consapevolezza.

“Due volte nato” si dice di chi nasce allo Spirito. E senza alcun merito particolare da parte mia ciò è avvenuto allorché incontrai nel 1973 il mio padre spirituale, Swami Muktananda, il quale risvegliò la mia coscienza individuale alla consapevolezza del Sé.

“Medita sul tuo Sé, cerca il tuo Sé, inchinati al tuo Sé, onora il tuo Sé, adora il tuo Sé, poiché Dio vive in te, sei tu..!” Questo il messaggio profondo e liberatorio che egli mi trasmise ed attraverso il quale ri-nacqui nello Spirito.
Baba Muktananda  lasciò il corpo  il 2 ottobre del  1982, con ciò rimasi orfano…? Ma no… scoprii in verità la  sua costante presenza  dentro di me…

Paolo D'Arpini


Archetipi psichici, affinità elettive, empatia e superamento del senso di giudizio


Archetipi psichici, affinità elettive, empatia e superamento del senso di giudizio

Lo studio dell'I Ching e dello zodiaco cinese mi hanno portato pian piano a individuare in me stesso e negli altri alcune forze psichiche ricorrenti e comuni a tutti. Le tendenze innate che si manifestano in ogni essere vivente sono però riconoscibili sulla base delle simpatie/empatie e per comprendere cosa passa nella mente di qualcuno occorre liberarsi dai propri preconcetti mentali e fungere così da catalizzatore in modo che l'altro possa muoversi in piena libertà espressiva.  Un catalizzatore "amorfo" consente l'espressione di qualsiasi tendenza innata poiché non impedisce all'altro di manifestarsi, insomma non provoca la formazione di barriere protettive.

E questo processo avviene  spontaneamente in quelle anime che  percepiscono una comunione, in positivo od in negativo, oppure che hanno la possibilità di entrare in sintonia su alcuni aspetti della psiche, si dice di esse che abbiano una affinità elettiva. Molto spesso succede che questa affinità si provi con le persone che ci sono care, oppure con persone sconosciute che hanno però sviluppato “un costrutto” interiore a noi riconoscibile.
Altro aspetto da considerare  e quello dei legami karmici, i quali un po’ sono piacevoli da sviluppare  ed un po’ fastidiosi, dipende dallo stadio evolutivo e dallo stato dei pagamenti… ci sono sempre crediti e debiti in tutti i rapporti, questo secondo la visione della causa effetto. Ma appena si supera il vile calcolo e si inserisce l’elemento dell’amore  ogni giudizio comparativo se ne va lasciando il posto ad una soffusa gioia ed appagamento. Si ama e basta, non ci si chiede nulla, si gode dell’amore e non come si debba o non si debba manifestarlo. In questa semplicità di rapporto potremmo pure sentirci a disagio se non abbiamo sviluppato un distacco dalle forme (dai modi).

Anche queste sono parole allegoriche…  non ho altro mezzo per comunicare qualcosa… per sollecitare un processo interiore di crescita, una coscienza  che appartiene ad ognuno nello stesso identico modo ma che non può essere trasmessa, proprio perché è già lì e chiede solo l’attenzione…. 

Nell’analisi psicologica degli archetipi incarnati, secondo me, occorre tener presente che la comprensione degli stati psichici esaminati nell’individuo “osservato”  necessitano di una buona dose di commistione ed empatia, ovvero l'analista zodiacale deve essere anche un po’  “intrigante e speculativo”. 

Intrigante deriva da intrigo (macchinazione, trama,  intesa, etc.) questa parola esprime un sacco di doppi sensi, a volte viene usata nell’accezione positiva, in quanto una cosa intrigante è interessante, varia, divertente, attraente… etc.  Il termine speculazione esprime un  aspetto tipico dell’analisi, oltre quello dello specchiarsi,  e cioè indagine, ricerca, riflessione, pretesto…
L’empatia ed il transfert sono necessari per la comprensione dei giochi della mente, nel riconoscimento di condividere tutti gli aspetti esaminati, questo è il solo modo -secondo me- per poter trovare soluzioni agli squilibri ed alle disfunzioni della psiche. Perciò lo studioso degli archetipi svolge anche una funzione sacerdotale, sciamanica… E questo non è un atteggiamento antiscientifico anzi  questo atteggiamento consente di apportare elementi di reciproca "guarigione".  

Paolo D'Arpini



(Fonte: http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Archetipi-psichici-affinita-elettive-empatia-e-superamento-del-senso-di-giudizio)

Psicologia transpersonale e lo Spirito intelligenza-coscienza

La psicologia transpersonale  è sicuramente un ramo della  spiritualità naturale o laica ma, prima di parlare di  questa forma di auto-indagine, vorrei qui confermare che io uso il termine spiritualità (non essendocene altri disponibili) nel senso più originale del nome, quello anche usato nell’antichità per individuare la “presenza viva” nella materia, in forma di Coscienza.
La psicologia transpersonale è un ramo della Spiritualità naturale (o Laica)

Gli stessi pagani usavano il termine “spiritus loci” per definire l’anima del luogo e non solo del luogo ma pure dei boschi, dei fiumi, degli animali e degli esseri umani, etc.

Non saprei che altro nome dare a quella “presenza” e siccome il nome originario è “spirito” credo sia più che giusto recuperare la parola vera ed antica piuttosto che cercarne una nuova.

Tutto è Dio/Dea

L'uso falsificato del termine “spirito”, imputabile alle religioni patriarcali (giudaismo, cristianesimo, islam), non è ragione sufficiente per rinunciarvi, anzi dobbiamo denunciare l’ipocrisia religiosa che addirittura ed inoltre definisce “laico” un credente di una religione che non è “ordinato” nel sacerdozio, mentre sappiamo benissimo che il significato originario di “laico” è “al di fuori di ogni contesto e struttura politica e religiosa”.
Questo discorso potrebbe proseguire a lungo, inseguendo possibili dettagli, ma vale la pena?Non è meglio ed “ecologicamente” preferibile vivere in comunione con la “presenza” piuttosto che fare discussioni di lana caprina sull'Essere o sul sesso degli angeli?
(Albero dell'illuminazione - Immagine di Daniela Spurio)
Ripetutamente ho spiegato che il significato che io do alla parola “spirito” è quella ancestrale e genuina di “intelligenza/coscienza”, la stessa  che integra e trascende  "l'Es" della psicologia transpersonale.
E nell’analisi degli archetipi non possiamo trascurare la ricerca psichica avanzata, iniziata con Jung, proiettata negli schemi di Wilber e Grof. Una sintesi sul pensiero rarefatto che raggiunge il limite dello sperimentabile.
Nella fase più densa c’è l’Ombra che rappresenta le condizioni palesi, l’orgoglio ed il bisogno di successo, essa spinge verso l’amore romantico ed idealizzato e la sua controparte è l'odio ed i sensi di colpa. Segue il livello dell’Ego che consente un approccio intellettuale e contribuisce alla comunicazione verbale ed al pensiero lineare e per contro inibisce la spontaneità e la vigilanza equanime.
Nella sfera del Biosociale si sviluppa la cultura e la civiltà ed il senso di appartenenza sociale contemporaneamente si forma il senso di convenzione e di ripetitività (le tradizioni). Sul piano più sottile, l’Esistenziale, sorge l’intenzionalità, la fede o religione, e alla stesso tempo l’ansia esistenziale (incapacità di accettare la morte) ed il disagio metafisico; qui si percepisce duramente il dualismo primario.
Giunti al Transpersonale sorge un distacco, una consapevolezza del significato dei miti, il prana raggiunge i chakra (sephirot) elevati, riconoscendoli simbolicamente, è a questo punto che irrompono gli archetipi primordiali ed il vuoto al limite della mente. Questo stato viene descritto da Gurdjeff come “negatività purgatoriale” una condizione preliminare alla perdita della fissità individuale ed all’assorbimento nel Sé.
Questa consapevolezza-testimonianza, chiamatela se volete “essenza sottile”, è come un aroma che emana dalla materia, dal che se ne deduce che non  può esserci separazione fra la materia e lo spirito, allo stesso modo in cui non può esserci separazione fra la rosa ed il suo profumo. Fra l’umidità e l’acqua. Tra il fuoco e la sua capacità di bruciare ed emettere luce e calore.

Paolo D'Arpini



Kali, la nera... amante, creatrice, distruttrice, tenebra fonda e luce abbagliante...


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Nel Bengala, dove  si trova la città di Calcutta sulle rive del Gange, c’è un’antica tradizione devozionale sotto forma di inni dedicati alla Dea. La Madre è descritta come luce e tenebra, illusione e conoscenza, amore odio, bene male, nobiltà ed ignominia, insomma tutte le categorie degli opposti. Kali è maya, la grande incantatrice, ed è kundalini, colei che ci risveglia dal grande sonno. Tutto è nelle sue mani e nulla può manifestarsi all’infuori di lei. Kali viene raffigurata mentre danza, estatica e nuda, sul corpo dormiente di Shiva.

Solo lei è la Terribile e la Benefica.

L’adorazione di Kali assume tutte le forme del possibile rapporto con il femminile, ella è madre, sorella, figlia, amica ed amante. Solitamente i devoti preferiscono rivolgersi a lei come Madre Universale, ma esistono culti che la venerano con amore filiale, in forma di giovinetta vergine, e vi sono inoltre gli approcci devozionali tantrici che la vedono come amante divina.

Kali... la Dea Nera, la danzatrice primordiale che crea il mondo... La sua danza è ovunque ed eterna! Ma la sua eternità è nel contesto dello spazio tempo, mentre la sua vera essenza è fuori del tempo, quindi anch'essa, come forma Kali, è illusoria e relativa.. e destinata a scomparire nell'oceano senza forma dell'Assoluto!
Kali, nella tua immensità vorrei immergermi e perdermi... come quella statua di sale che voleva misurare la profondità del mare ed in esso si sciolse... 


Kali. Tu sei me, io sono Te!

Paolo D’Arpini


Qui raccolgo alcuni inni sacri che la dipingono nei suoi diversi aspetti.

Dal Devi Mahatmya.

Quell’energia
che in tutti gli esseri è detto Coscienza
sia riverita, riverita, riverita.
Quell’energia
che in tutti gli esseri è noto come Ragione
sia riverita, riverita, riverita.
Quell’energia
che esiste in tutti gli esseri come Quiete
sia riverita, riverita, riverita.
Quell’energia
che esiste in tutti gli esseri come Compassione
sia riverita, riverita, ricevuta.
Quell’energia
che si manifesta in tutti gli esseri come Illusione
sia riverita, riverita, riverita.

Dal Mahanirvana Tanta

Misericordiosa,
vaso di misericordia,
la cui compassione è senza limiti,
che sei raggiungibile solo per la Tua compassione.
Tu che sei fuoco,
bronzea,
nera di colorito.
Notte oscura.
Tu sei nera come un cumulo di nubi,
tu che ti compiaci della devozione delle vergini
e sei il rifugio dei devoti delle vergini.
Tu che ti compiaci della celebrazione delle vergini
ed assumi la forma della vergine.
Oh Bella, oh strisciante,
che ispiri tutti i desideri
eppure liberatrice dalle catene del desiderio.
Oh gioiosa,
sollievo dalle sofferenze,
a te m’inchino….

Dal Karpuradi Storta

Oh Madre,
tu partorisci il mondo e lo proteggi
ed al momento della dissoluzione
riassorbi in te la terra ed ogni cosa.
Possa Devi, la Madre,
che appare nella forma di tutte le cose
apportare benefici
a tutti coloro che cantano le sue lodi.

Ed ora alcune poesie di Ramprasad, santo poeta nato a Calcutta nel 1718.

Tara, mi ricordi ancora?
In un qualsiasi altro posto
Non avrei potuto implorarti.
Ma ora, Madre, mi hai dato speranza,
hai reciso le mie catene
Madre, Madre mia,
tutto ciò che è mio è finito.
Ho offerto il mio dono!

Nella piazza del mercato di questo mondo,
la Madre sta seduta e fa volare i suoi aquiloni.
Su centomila, di uno o due taglia la fune.
E quando l’aquilone s’innalza nell’infinito
oh! come ride e batte le mani.

Oggi o fra cento secoli,
non sai quando avverrà la confisca dei beni.
In mano hai solo il momento presente.
Mente, oh mente mia,
affrettati a produrre il raccolto!
Spargi ora il seme che i tuoi maestri ti hanno dato
ed innaffialo con l’acqua dell’amore.

Dalla terra in cui mai fa notte,
lei è venuta a me.
Ed il giorno e la notte non sono più nulla per me.
Dite quel che volete, io sono sveglio.
Sttt… ho restituito il sonno a colei cui apparteneva.
Ho mandato il sonno a dormire per sempre.

Amo l’oscura bellezza di Syama,
il battito del cuore, i capelli arruffati, l’amo e l’adoro!

Ora una poesia che la rimprovera della sua “crudeltà”, scritta da un portoghese, Ferenghee, sposato ad una vedova indiana, che visse in Bengala verso la fine dell’800.

Oh Kali mia, vuoi esser buona ora con me?
Ma quando mai
hai manifestato il tuo favore a qualcuno?
Tu, Syama, con Shiva sei stata tanto crudele
da scacciarlo dalla dorata Kasi
ed indurlo a rifugiarsi in un crematorio
e vivere da mendicante.

Un brano del magico poema di Avadhut, dedicato al grande crematorio di Calcutta, il Kaligath.

..e qui presso l’antico crematorio si può udire l’eterno pianto:
oscuro, muto, grigio, orribile, incolore,
soffocato, inudibile, incomprensibile,
lo si sente nel cuore.
Non è come un pianto di tristezza.
Non ha alcuna sfumatura di dispiacere
né alcuno spasimo…
Nel mezzo di quel pianto sconosciuto s’innalza il canto di Kali!
Amo quell’Oscura Bellezza,
con i capelli arruffati, che seduce il mondo,
così io l’amo…
Quella nera amata risiede nel mio cuore!

Ecco la prima strofa d’una poesia di Swami Vivekananda, il famoso discepolo di Sri Ramakrishna, nato e morto a Calcutta.

Vieni, Madre, vieni!
Le stelle sono coperte,
nubi sopra nubi,
l’oscurità è vibrante, sonante.
Il ruggente turbine del vento
è abitato dalle anime di un milione di pazzi
fuggiti dal manicomio,
che sradicano gli alberi,
spazzano via i pellegrini dal cammino.
Il mare si è unito alla furia
e onde alte come montagne s’innalzano
verso un cielo di pece.
Un lampo di fosca luce
rivela mille e mille ombre della morte,
sudicia e nera,
che diffonde piaghe e dolori,
ballando ebbra di gioia.
Vieni, Madre, vieni!


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