"Agricoltura Celeste. La conoscenza ed il potere dell’alchimia" di Giorgio Sangiorgio - Recensione


Ponderoso trattato che definirei però indispensabile per chi vuole avvicinarsi a una materia non priva di complessità come l’alchimia cercando un approccio divulgativo quale quello che sorregge questo testo fondamentale; d’altronde, nonostante la relativa facilità della lettura, la profondità e la completezza della trattazione non ne vengono minimamente intaccate.
L’autore si muove con consumata abilità- quella del vero conoscitore che padroneggia ampiamente la materia – tra i meandri e le possibili sabbie mobili di un argomento abbastanza restìo ad essere affrontato alla leggera; argomento che presta il fianco, inoltre, alla faciloneria del giudizio di chi vi vorrebbe riconoscere solo un astruso esercizio mentale, un vano inseguire obsolete chimere del passato. Obiettivo che apparentemente si cela, per di più, dietro criptici aforismi e oscuri sillogismi, affidati a un apparato simbolico piuttosto complesso e di non immediata risonanza per la mente non avvezza a certa  terminologia, a tali sottili insinuazioni: un dire e non dire, un coprire per svelare.  Ma Sangiorgio – paladino alchimista alle prese con un temibile drago concettuale – qui assume di volta in volta le vesti del microchirurgo, del fine cesellatore, dell’intagliatore di pietre preziose, dello scienziato che effettua una dissezione pilotata con lucidità, ma soprattutto dell’impietoso fotografo che ferma con contrasti scolpiti dalla luce più che dall’ombra l’obiettivo su immagini di realtà tanto rarefatte quanto innegabili. Così facendo l’autore riscatta la “fanciulla” alchemica presa in ostaggio dai luoghi comuni e dall’incapacità (o dal rifiuto) di andare oltre un linguaggio codificato e misterioso, svincolandola dalle scorie del pregiudizio ed esaltandone l’attualità, confermata da un raffronto con la fisica moderna; per poi penetrare nell’intimità della sua alcova, svestendola abilmente dai suoi numerosi veli ed inducendola a rivelare le sue arcane verità. La non facile operazione agevola l’empatia della mente nei confronti di questa esotica amante, senza tuttavia comprometterne le virtù nascoste, che ogni vero esploratore potrà reclamare come propria prerogativa quando scoprirà in sé l’alchimista. Magari proprio in seguito a questa preziosa e illuminante lettura.
“Ogni processo in natura è una metafora che indica una funzione precisa, al di sotto della quale esiste a sua volta un potere, una causa invisibile dell’esistenza che l’operatore alchimico deve scoprire e sperimentare, a riprova della sua intuizione”
Simone Sutra

Il karma è karma.... e per la chiesa è arrivato il momento di pagare il conto....



"Il karma è karma" si dice in India per significare che "chi la fa l'aspetti" ed oggi vediamo che le malefatte della chiesa tornano indietro e reclamano il pareggio dei conti. Causa ed effetto. 
Infine tutti i nodi vengono al pettine e la congrega vaticana ha sommato migliaia di nodi.  Non mi riferisco solo agli scandali recenti, come ad esempio la pedofilia o le speculazioni economiche, ma  alle innumerevoli colpe accumulate nei secoli: le finzioni dottrinali, la vendita delle indulgenze, la sperequazione fra maschi e femmine, la persecuzione di eretici e streghe, la prevaricazione e l’intimidazione delle masse succubi ed impaurite, le falsità storiche su innumerevoli fatti e persone, l'oscurantismo, le guerre sante, ecc.
Per la legge del contrappasso sembrerebbe che la religione cattolica, e di conseguenza quella cristiana, non abbia scampo e sia destinata semplicemente a scomparire in una nuvola fumosa di vergogna. Ma non è giusto dare tutte le colpe al cristianesimo. Le devianze sono iniziate ben prima della nascita di questa religione e sono pure continuate dopo di essa. 
La matrice del monoteismo  con un dio "personale" è nell’ebraismo,  da esso sono poi sorti sia il cristianesimo che l’islamismo. Le colpe dei padri sono ricadute sui figli. Ed i figli si danno da fare a sgrullarsele di dosso utilizzando ogni mezzo: l'ateismo, il materialismo, il consumismo e persino la bigotteria ed il fondamentalismo scientifico (vedi OGM, mutazioni climatiche, commercio di organi, etc). 
La matrice di tutti i mali -dicevamo- è nell'ebraismo ma strettamente parlando questo "credo" non è nemmeno una religione bensì una continuità fideistica basata sulla trasmissione genetica. Ebrei si nasce, non si diventa. Ed infatti nell’ebraismo i sacerdoti sono i primi ad avere l’obbligo di matrimonio e di prolificazione. Ovviamente anche i vari mullah musulmani pensano che la prolificazione sia un buon metodo di spargimento della loro fede: "l'arma per conquistare il mondo è il ventre delle nostre donne". Tra l'altro -al contrario degli ebrei -che diventano tali solo se nati da madre ebrea-  i figli di un musulmano, anche se illegittimi, sono musulmani per legge.   
Lo stesso tipo di "conversione" (sia utilizzando la paternità che la maternità)  avveniva ai primordi del cristianesimo, ma il sistema verticistico, inusuale in tutte le altre religioni (che non hanno un capo assoluto), e la necessità di mantenere la struttura piramidale e  tutti i suoi beni terreni, fece sì che diventasse conveniente istituire il matrimonio monogamico per i fedeli ed  il celibato per gli ecclesiastici. 
La faccenda  iniziò nel momento in cui  l’impero romano, per motivi squisitamente politici, stabilì l’unità religiosa sotto l’egida del cristianesimo,  e la regola di celibato al clero era un  modo per non disperdere le ricchezze che il papato andava ammassando. Il papato romano tra l’altro è anch’esso un’istituzione tardiva rispetto alla formazione del cristianesimo.  
In verità il papa di Roma sostituì l’imperatore di Roma e per garantire la continuità non dovevano esserci diatribe familiari interne, il papa veniva eletto in un contesto di celibi.  Questo sistema, ottimo dal punto di vista del mantenimento dell'Ente, è assolutamente deleterio invece per la conservazione dei valori umani. 
Conseguenza di questa regola “innaturale” è quel che oggi osserviamo in forma di pedofilia ed omofilia interna alla chiesa. I prelati mantengono una facciata di castità provvedendo a soddisfare le esigenze sessuali  con gli stessi adepti e componenti della chiesa (ed ogni giorno ne leggiamo le cronache su tutti i media). 
Ma il blocco forzoso  della struttura di potere è causa di degrado  per la religione, per ovvie ragioni (anche la mafia si basa sul “comandare meglio che fottere” ma non ha nulla di spirituale al suo interno)…
Paolo D’Arpini

"Soluzione finale" - Quel che ci è stato nascosto


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Ante scriptum: "Nella drammatica vicenda della persecuzione hitleriana vi sono due aspetti poco noti e per nulla dibattuti, mi riferisco all'attiva collaborazione tra regime nazista e organizzazioni sioniste per agevolare il trasferimento degli ebrei tedeschi in Palestina e l’atteggiamento ipocrita dell'Occidente, che se da un lato esprimeva solidarietà  agli ebrei vessati dai nazisti dall’altro si rifiutava di ospitarli.

Altra questione poco dibattuta riguarda le linee ferroviarie da cui transitavano i convogli carichi di ebrei. Gli alleati sapevano fin dagli inizi del 1942 dell’esistenza dei campi di concentramento eppure, nonostante i massicci bombardamenti alleati che ridussero in macerie la Germania, le linee ferroviarie utilizzate dai tedeschi per trasferire gli ebrei nei campi di lavoro non furono mai attaccate, se non come effetto collaterale come avvenne il 24 agosto del 1944 con il bombardamento della fabbrica di armamenti di Mittelbau-Dora che coinvolse il vicino campo di Buchenwald dove morì, per effetto delle bombe alleate, Mafalda di Savoia.

Come mai, mi domando, questi fatti sono sottaciuti se non del tutto ignorati anche dagli storici più autorevoli? Forse per non mettere in imbarazzo i cosiddetti “paladini della libertà”?
Nel “Giorno della Memoria” esprimiamo la nostra piena solidarietà  al popolo ebraico per la persecuzione subita e la ferma condanna ad ogni forma di discriminazione razziale. Questo però non deve indurci a sorvolare sulle pesanti responsabilità, condite di cinismo e ipocrisia, delle democrazie occidentali che vedevano, sapevano e volgevano lo sguardo altrove rendendosi, perlomeno sotto il profilo politico e morale, complici dei carnefici." -  (G. R:)



Quello che gli storici non dicono

La Germania nazionalsocialista considerava pregiudizialmente gli ebrei come un elemento estraneo alla nazione. Durante la sfortunata Repubblica di Weimar (1919-33), quando la popolazione tedesca subì la più grande crisi economica e sociale della sua storia (a causa soprattutto degli enormi debiti di guerra imposti dalle potenze vincitrici del primo conflitto mondiale), molti ebrei, nonostante rappresentassero meno dell’1% della popolazione, raggiunsero nel settore economico-finanziario posizioni di alto livello e di considerevole benessere tali da essere additati, a causa della loro presunta cupidigia, come responsabili della stato di crisi in cui versava la Germania. A ciò si aggiungeva l’atavico antiebraismo cristiano, il nazionalismo esasperato e il mito della purezza ariana dell’ideologia hitleriana.

L’origine ebraica di Karl Marx, il teorico del comunismo, e di parte della dirigenza socialista tedesca, contribuì a rafforzare tale convincimento su cui basò la sua azione Adolf Hitler che fin da subito adottò nei confronti degli ebrei una politica di restrizione dei diritti civili per spingerli a lasciare la Germania (judenfrei), anche attraverso il sostegno all’emigrazione. Quest’ultimo aspetto rispecchiava l’ideale della patria ebraica preconizzata da Theodor Herzl, fondatore del movimento sionista il quale, per quanto possa sembrare paradossale, concordava con i nazisti sul fatto che ebrei e tedeschi erano nazionalità distinte e tali dovevano restare.

Come risultato, il Governo di Hitler sostenne con vigore il Sionismo e l’emigrazione ebraica in Palestina dal 1933 fino al 1940-41(1).

L’incoraggiamento all’emigrazione degli ebrei trovò però forti resistenze da parte della comunità internazionale e sfociò nel fallimento della conferenza di Evian del 1938, convocata da Roosevelt, dove i trentadue stati partecipanti avrebbero dovuto ognuno farsi carico di un numero di ebrei provenienti da Germania e Austria proporzionale alle loro dimensioni. L'unica nazione che si propose di accogliere rifugiati fu la Repubblica Dominicana che ne accettò circa 700 tutte le altre, con motivazioni più o meno plausibili, rifiutarono ogni forma di accoglienza (L’Italia fascista, invece, pur non avendo partecipato alla conferenza, da anni attuava una politica di ospitalità nei confronti degli ebrei).

L’atteggiamento ipocrita delle nazioni democratiche riguardo l’accoglienza degli ebrei è stato condensato in una frase del gerarca nazista Goebbels che nel marzo 1943 poteva rilevare sarcasticamente(2):

«Quale sarà la soluzione del problema ebraico? Si creerà un giorno uno stato ebraico in qualche parte del mondo? Lo si saprà a suo tempo. Ma è interessante notare che i paesi la cui opinione pubblica si agita in favore degli Ebrei, rifiutano costantemente di accoglierli. Dicono che sono i pionieri della civiltà, che sono i geni della filosofia e della creazione artistica, ma quando si chiede loro di accettare questi geni, chiudono loro le frontiere e dicono che non sanno che farsene. E' un caso unico nella storia questo rifiuto di accogliere in casa propria dei geni»

Un episodio che testimonia il rifiuto dell’America ad accogliere gli ebrei riguarda la vicenda della nave St.Louis. Partita da Amburgo il 13 maggio 1939 con 937 profughi ebrei, la nave era diretta a Cuba dove i migranti erano convinti di ottenere il visto per gli Stati Uniti. Sia Cuba sia gli Stati Uniti rifiuteranno però il permesso d’accesso ai rifugiati, obbligando così la nave a tornare in Europa.

Anche l’ipotesi di creare, prima nell’Isola di Madagascar e poi in Palestina, uno stato ebraico fallì per la forte opposizione di Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

Fallirono anche le trattative condotte Ministro degli Affari Esteri germanico Helmut Wohltat nell'aprile 1939 con il governo inglese per un insediamento ebraico in Rhodesia e nella Guinea britannica(3).

Nonostante la sostanziale indisponibilità, che rasentava il boicottaggio, delle nazioni democratiche la politica emigratoria del governo nazista proseguì con l’istituzione dell’"Ufficio per l'Emigrazione Ebraica" con sedi a Berlino, Vienna e Praga che aveva il compito di agevolare il trasferimento degli ebrei e dei loro beni in Palestina.

Furono anche organizzati dei campi di addestramento in Germania dove i giovani ebrei potevano essere iniziati ai lavori agricoli prima di essere introdotti più o meno clandestinamente in Palestina (all’epoca la Palestina era un protettorato inglese che si opponeva con forza alla colonizzazione ebraica, nonostante nel 1917 si impegnò formalmente, con la dichiarazione di Balfour del 2 novembre, a costituire il focolare ebraico in Palestina).

Fatto singolare e che nei circa 40 campi e centri agricoli della Germania hitleriana gestiti direttamente dal Mossad in cui i futuri coloni venivano addestrati alla vita nei kibbutz, sventolava per la prima volta quella bandiera blu e bianca che un giorno diventerà il vessillo ufficiale dello Stato di Israele(4).

Per liberarsi della presenza ebraica favorendo l’emigrazione in Palestina, il governo tedesco stipulò con le organizzazioni sioniste il cosiddetto “Accordo di Trasferimento” noto anche come Haavara, in virtù del quale gli ebrei emigranti depositavano il denaro ricavato dalla vendita dei loro beni in un conto speciale destinato all’acquisto di attrezzi per l’agricoltura prodotti in Germania ed esportati in Palestina dalla compagnia ebraica Haavara di Tel Aviv.

L’accordo di Trasferimento è stato sottoscritto il 10 agosto 1933 dal Ministro dell'economia del Reich Kurt Schmitt e dal rappresentante del Movimento Sionista in Palestina  Haim Arlosoroff che agiva per conto del Mapaï, il partito Sionista antenato del partito Laburista israeliano.

A questa iniziativa politico-commerciale parteciparono personaggi divenuti in seguito molto noti come i futuri Primi Ministri David Ben- Gurion e Golda Meir (che collaborava da New York).

Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, grazie all’ Haavara e ad altri accordi tedesco-sionisti, dei circa 522 mila ebrei presenti in Germania più della metà, 304 mila, poterono lasciare il paese con i loro beni superando il rigido embargo inglese. Alcuni di loro trasferirono in Palestina considerevoli fortune personali.

L’importo complessivo di danaro trasferito per mezzo dell’Haavara fra l’agosto del 1933 e la fine del 1939, fu di circa 139 milioni di marchi (equivalenti a oltre 40 milioni di dollari). A cui si aggiungono ulteriori 70 milioni di dollari attraverso accordi commerciali collaterali.

Grazie a questi trasferimenti e ai prelievi obbligatori imposti dal Movimento Sionista sulle transazioni, furono costruite le infrastrutture del futuro stato ebraico in Palestina(5).

Lo storico ebreo Edwin Black sottolinea che i fondi ebraici provenienti dalla Germania ebbero un significativo impatto in un paese sottosviluppato com’era la Palestina degli anni ’30.

Con i capitali provenienti dalla Germania furono costruite varie importanti imprese industriali, compresi l’acquedotto Mekoroth e l’industria tessile Lodzia. Conclude Edwin Black(6):

«attraverso questo patto, il Terzo Reich di Hitler fece più di ogni altro governo negli anni ’30 per sostenere lo sviluppo ebraico in Palestina»

Questa intesa portò successivamente ad un accordo commerciale tra Governo tedesco ed organizzazioni ebraiche con il quale arance e altri prodotti coltivati in Palestina venivano scambiati con macchinario agricolo tedesco(7).

Una immagine singolare che sintetizza meglio di altre la collaborazione tra nazisti tedeschi ed ebrei sionisti è la medaglia commemorativa coniata allo scopo dal Governo tedesco che reca su una faccia la svastica e sull’altra la stella di David.

Altra vicenda poco nota riguarda la nave passeggeri partita nel 1935 dal porto tedesco di  Bremerhaven con un carico di ebrei diretti ad Haifa, in Palestina. Questa nave, recava sul  fianco il suo nome, Tel Aviv, scritto in caratteri ebraici, e sull’albero sventolava la bandiera nazista con la croce uncinata. La nave di proprietà ebraica era comandata da un membro del Partito Nazionalsocialista(8).

Ennesimo esempio della stretta collaborazione tra regime hitleriano e sionismo tedesco riguarda i gruppi giovanili ebraici come il “Bétar“ ed i boy scouts sionisti cui fu permesso di indossare uniformi proprie  e di sventolare bandiere con simbolo dello Stato Sionista (cosa negata ad esempio ai gruppi giovanili cattolici, nonostante il Concordato).

Intanto il governo britannico, da sempre ostile agli insediamenti ebraici in Palestina, impose delle restrizioni ancora più drastiche. In risposta a ciò, il servizio segreto delle SS concluse una alleanza con il gruppo sionista clandestino Mossad le-Aliya Bet per portare illegalmente gli ebrei in Palestina. Come risultato di questa intensa collaborazione, vari convogli marittimi riuscirono a raggiungere la Palestina superando le navi da guerra britanniche pronte a colpire le imbarcazioni ebraiche. Nell’ottobre del 1939 era programmata la partenza di altri 10.000 ebrei, ma lo scoppio della guerra a settembre fece fallire il tentativo. Le autorità tedesche continuarono lo stesso a promuovere indirettamente l’emigrazione ebraica in Palestina negli anni successivi fino al 1941.

Una stima, seppur approssimativa, fissa in circa 800 mila gli ebrei che lasciarono i territori sotto il controllo germanico fino al 1941.

Con l'avvicinarsi della guerra ci fu la svolta e la posizione degli Ebrei cambiò in modo radicale. Il 5 settembre 1939, Chaim  Weitzmann, futuro primo presidente dello stato di Israele, a nome dell’ebraismo mondiale si dichiarò parte belligerante contro i tedeschi e a fianco di Gran Bretagna e Francia (Jewish Chronicle, 8 settembre 1939).

Questa vera e propria dichiarazione di guerra, causò un inasprimento delle misure repressive contro gli ebrei e conferì ai nazisti una motivazione legale per la loro reclusione. Il diritto internazionale, infatti,  prevede  la possibilità di internare i cittadini di origine straniera per evitare possibili azioni di spionaggio a favore dei paesi di origine (art. 5 della convenzione di Ginevra), cosa che fece l’America con i cittadini di origine giapponese: dopo averli spogliati di tutti i beni confiscandogli casa, attività e conti bancari, furono rinchiusi in campi di concentramento in condizioni disumane.

Verso la fine della guerra nel campo di prigionia di Hereford, nella ricca America, i soldati italiani che rifiutarono di collaborare con gli alleati venivano volutamente sottoalimentati e lasciati morire di tubercolosi, senza cure, sotto l'acqua o il sole cocente, in mezzo agli abusi dei carcerieri che non esitavano ad uccidere al primo cenno di insofferenza. Prima di loro gli inglesi avevano internato, durante la guerra contro i Boeri,  oltre 100 mila donne e bambini nei campi di concentramento in sud Africa, di questi  27 mila morirono di stenti, malattie e malnutrizione (crimini passati sotto silenzio).

Lo scoppio del conflitto pose fine alla politica tedesca di incoraggiamento al trasferimento degli ebrei verso la Palestina (nel 1942 restava in attività nella Germania un solo Kibbutz a Neuendorf)(9).

Tuttavia, nei primi anni di guerra, i rapporti tra nazisti e organizzazioni ebraiche non furono del tutto interrotti, ma si spostarono sul piano prettamente militare in funzione anti inglese, anche se  l’influenza che ebbero sugli avvenimenti bellici fu praticamente nulla.

Agli inizi di gennaio del 1941 una piccola, ma importante organizzazione sionista, Lehi o Banda Stern (il cui leader Avraham Stern fu assassinato dalla polizia britannica l’anno successivo), fece ai diplomatici nazisti a Beirut una proposta formale di alleanza per lottare contro gli inglesi: la cosa che più colpisce è che uno di essi era Yitzhak Shamir, futuro primo ministro di Israele(10).

Con il proseguimento della guerra che richiedeva sempre più soldati al fronte e operai nelle fabbriche il governo tedesco abbozzò l’idea di utilizzare massicciamente gli ebrei nell’industria bellica.

Dopo l’attacco alla Russia l'idea del lavoro forzato prese corpo e fu perfezionata nel corso della conferenza di Wannsee del 20 gennaio del 1942 con il definitivo abbandono della politica di emigrazione e l’adozione della cosiddetta “soluzione finale territoriale” (eine territoriale Endlösung) che sostituiva la politica del trasferimento con quella della deportazione di tutti gli ebrei nei campi di lavoro dell’est.

«Adesso, nell'ambito della soluzione finale, gli ebrei dovrebbero essere utilizzati in impieghi lavorativi a est, nei modi più opportuni e con una direzione adeguata. In grandi squadre di lavoro, con separazione dei sessi, gli ebrei in grado di lavorare verranno portati in questi territori per la costruzione di strade, e non vi è dubbio che una gran parte verrà a mancare per decremento naturale. Quanto all'eventuale residuo che alla fine dovesse ancora rimanere, bisognerà provvedere in maniera adeguata, dal momento che esso, costituendo una selezione naturale, è da considerare, in caso di rilascio, come la cellula germinale di una rinascita ebraica»

(Dal protocollo di Wannsee del 20 gennaio 1942).

Gli studiosi dell’Olocausto hanno sempre sostenuto che il piano generale dell’ebreicidio nazista venne ideato nella riunione di Wannsee, ma Norbert Kampe direttore del Centro Commemorativo della Conferenza di Berlino, contesta questa tesi. Egli  afferma che la conferenza riguardò solo “questioni operative” e non fu in alcun modo una piattaforma di “processi decisionali”, confermato dal fatto che alla conferenza di Wannsee Hitler e i suoi ministri non erano presenti.

Dove erano situati grandi insediamenti industriali furono istituiti campi di lavoro, come per esempio la fabbrica di caucciù sintetico a Bergen-Belsen, la fabbrica di benzina sintetica I.G. Farben ad Auschwitz, la Siemens a Ravensbrück, la fabbrica sotterranea delle V-2 di Mittelbau-Dora collegata al campo di Buchenwald.

Il compito di utilizzare al meglio i campi di concentramento come centri di produzione industriale fu affidato all'Ufficio Centrale di Amministrazione Economica delle S.S. diretto da Oswald Pohl.

Il lavoro coatto fu utilizzato anche dall’Organizzazione Todt(11) per il ripristino delle linee di comunicazione (strade, ponti ferrovie) che venivano costantemente distrutte dai bombardamenti alleati. Questi lavori, che richiedevano un'enorme massa di operai (più di 1.500.000 nel 1944), furono svolti in buona parte da ebrei e prigionieri di guerra.

Altro elemento inquietante e poco dibattuto riguarda le linee ferroviarie da cui transitavano i convogli carichi di ebrei. Gli alleati sapevano fin dagli inizi del 1942 dell’esistenza dei campi di concentramento eppure, nonostante i massicci bombardamenti alleati che ridussero in macerie la Germania, le linee ferroviarie utilizzate dai tedeschi per trasferire gli ebrei nei campi di lavoro non furono mai attaccate, se non come effetto collaterale come avvenne il 24 agosto del 1944 con il bombardamento della fabbrica di armamenti di Mittelbau-Dora che coinvolse il vicino campo di Buchenwald dove morì, per effetto delle bombe alleate, Mafalda di Savoia.

 Come mai, mi domando, questi fatti sono sottaciuti se non del tutto ignorati anche dagli storici più autorevoli? Forse per non mettere in imbarazzo i  cosiddetti “paladini della libertà”?

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il “Giorno della Memoria”. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al popolo ebraico per la persecuzione subita sotto il regime hitleriano e la ferma condanna ad ogni forma di discriminazione razziale. Questo però non deve indurci a sorvolare sulle pesanti responsabilità, condite di cinismo e ipocrisia, delle democrazie occidentali che vedevano, sapevano e volgevano lo sguardo altrove rendendosi, perlomeno sotto il profilo politico e morale, complici dei carnefici.

 Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Culturale Excalibur - Varese



 


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Note                                                                                                                        

(1)    Il giornale ufficiale della SS, “Das Schwarze Korps”, dichiarò il proprio sostegno al Sionismo in un editoriale di prima pagina del maggio del 1935:

«Può non essere troppo lontano il momento in cui la Palestina sarà di nuovo in grado di ricevere i propri figli che ha perduto per più di mille anni. A loro vanno i nostri migliori auguri». Gli ebrei sionisti a loro volta, nel settembre del 1935 dopo la promulgazione della legislazione razziale tedesca (leggi di Norimberga) che sancivano la netta separazione della comunità ebraica dal resto della nazione tedesca ponendo il divieto di matrimoni misti e altre pesanti limitazioni che andavano in tale direzione, dichiararono, attraverso un editoriale del più diffuso settimanale sionista tedesco, il “Die Judische Rundschau”: «la Germania viene incontro alle richieste del Congresso Mondiale Sionista quando dichiara gli ebrei che oggi vivono in Germania una minoranza nazionale… Le nuove leggi danno alla minoranza ebraica in Germania la propria vita culturale, la propria vita nazionale. In breve, essa può creare il proprio futuro».

Platone - Democrazia, anticamera della tirannia



Platone 370 a.C…oppure 2015 d.C.?

“Quando la città retta a democrazia si ubriaca, con l’aiuto di cattivi coppieri, di libertà confondendola con la licenza, salvo a darne poi colpa ai capi accusandoli di essere loro i responsabili degli abusi e costringendoli a comprarsi l’impunità con dosi sempre più massicce d’indulgenza verso ogni sorta d’illegalità e di soperchieria; 


quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per poter continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; 

quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; 

quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e
consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine, c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto, e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle? 


In un ambiente siffatto, in cui tutto si mescola e confonde; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo sulle gambe di chi le ha più corte; in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella reciprocità e moltiplicazione dei lavori; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe in armi a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo?

Ecco, secondo me, come nascono e donde nascono le tirannidi. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza, che della tirannide è pronuba e levatrice.


Così muore la democrazia: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo.»

(Platone. La Repubblica, Cap. VIII)

Spitsbergen. L'isola dei pazzi e la capacità di sopravvivenza


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L’analisi sistematica delle specie vegetali presenti nel mondo iniziò nella fredda Svezia nella metà del ‘700, dove Linneo e la schiera dei suoi discepoli si presero la briga di raccogliere informazioni sulle specie arboree, sistemando un catalogo botanico di tutto ciò che cresce sulla faccia della Terra. Potremmo dire che Linneo avviò la prima “banca del seme” egli era un ricercatore amante della natura e la sua opera era a vantaggio di tutta l’umanità.    

Oggi, strano  a dirsi, l’onere della conservazione e ricerca delle erbe commestibili ed officinali è passata dai ricercatori erboristici  alle multinazionali, infatti  non distante dalla patria di Linneo, nelle fredda isola di Spitsbergen nel mare di Barents, esse hanno costruito, d'accordo con il governo norvegese,  una mastodontica superbanca di tutte le sementi presenti nel mondo. “Una banca scavata nel granito, con speciali aeratori, portelloni e muraglie in cemento armato a prova di bomba”.
Forse ci si aspetta la fine del mondo? Oppure semplicemente si cerca attraverso i brevetti di appropriarsi  dei diritti d’autore della vita sul pianeta?  Non voglio però assumere un atteggiamento catastrofista, poiché di situazioni drammatiche il pianeta Terra  ne ha vissute ben altre. Quello che conta è il mantenimento dell’intelligenza e della capacità di sopravvivenza e tale capacità, come abbiamo visto accadere nell’isola di Bikini, sede degli esperimenti nucleari francesi, ha una forza inimmaginabile. 
Infatti lì dove ci si aspettava la morte si è invece scoperto un ecosistema eccezionalmente vitale e prospero, soprattutto in “assenza” dell’uomo.   
L’isola dei pazzi di Spitsbergen sarà come la torre di Babele, ne son certo, in quel fortilizio del “valore aggiunto” resterà solo  un accumulo morto di informazioni.  La capacità elaborativa della vita si farà beffe dell’arroganza “scientifica”  e, malgrado l’apparente cecità, l’uomo non potrà  distruggere  la vita (di cui egli stesso è emanazione). E questo non ostante  la sterile raccolta umana di informazioni, che ha preso il sopravvento sulla capacità di riscoprire giorno per giorno la freschezza della vita,  alla fine la capacità di conservazione saprà “affermarsi”.   Lo vedo in quel che succede negli interstizi dell’asfalto, in mezzo alle immondizie, tra i veleni più pestilenziali di questa società opulenta ed un po’ tonta…   
Eppure l’uomo è la somma di una complicata rete di complessi, psicosi, nevrosi, istinti, fissazioni e intuizioni.  Ora pare che le multinazionali, le stesse che provvedono ad avvelenare e distruggere, vogliono conservare l’intero patrimonio genetico della terra? Vediamo cosa succede!  

Ma intanto  vi ricordare  il racconto “La giara” in cui compare Titta dopo aver fatto riparare una grande giara crepata, da un vasaio che era dovuto entrarvi dentro,  si rende conto che per far uscire il vasaio occorreva rompere di nuovo la giara?  Ed ancora… sapete  come le scimmie vengono prese in trappola? Si mette nella foresta  una gabbietta inchiodata al suolo in cui è ben visibile  un grosso frutto, la scimmia l’afferra con la mano ma poi non può più estrarla, se non lasciando il frutto, ma la sua avidità è talmente tanta  che preferisce restar lì finché arriva l’ideatore della trappola e afferra la scimmia per la collottola….
Nessuna cosa viva è in grado di condurre in se stessa un’esistenza distaccata dal resto dell’esistente.  Attraverso la “virtualizzazione” si misura l’esistente sul piano dell’illusione, del glamour, della distorsione, dell’accumulo di conoscenze utilitaristiche,  creando così confusione fra identità provvisoria  e quella permanente. In sanscrito questo processo-trappola si chiama “aham vritti” ovvero proiezione speculativa dell’io che si identifica con le tendenze con cui viene in contatto.  Ma in natura “ogni cosa ha il suo posto ed ogni posto ha la sua cosa” questo era il motto del nostro Linneo, stretto osservatore non interventista….. ed il mio con lui.  
Paolo D’Arpini

Descrizione degli eventi e residui di memoria nelle forme - La storia rivisitata nell'ottica della psicostoria



Ciò che viene definito “storia” è al meglio una cronaca aggiustata in funzione di soddisfare le esigenze dei potenti coinvolti negli eventi descritti.. oppure rispecchia le posizioni ideologiche dei narratori, che debbono in ogni caso far sempre i conti con il potere in carica.. Lo vediamo anche nelle cronache attuali, quelle dei giornali, radio e tv, in cui la narrazione dei fatti è sempre aggiustata al fine di soddisfare un “potere” od un “idea”… 

Secondo la teoria di  Albert Einstein si può dedurre che  una forma che si manifesta nella spazio è semplice durata nel tempo. Come dire che la proiezione energetica della forma è individuabile soltanto in rapporto con la sua prosecutio temporale. Da qui l’idea che ogni cosa ed ogni accadimento sono semplici proiezioni spazio temporali, e pertanto “immaginarie”, ovvero percepibili attraverso la coscienza, che è invero un continuum inscindibile… Solo una coscienza riflessa, quella della mente, è in grado di fermare i fotogrammi nel caotico flusso energetico spaziotemporale rendendo le forme, i fatti, insomma ciò che compone lo svolgimento dell’agire, non solo visibili ma anche consequenziali e sperimentabili sensorialmente. 

Nella descrizione degli eventi, definita storia, prevale l’impressione dell’osservatore (come sopra evidenziato), questa è la caratteristica della mente individuale che, percependo attraverso la rete di sue predisposizioni, interpreta ed aggiusta i significati delle azioni vissute o riportate. 

A questo punto per conoscere la “verità” occorre rivolgersi alla psicostoria, ovvero alla capacità di lettura della memorizzazione automatica, empirica, della registrazione contabile non percettibile, presente nell’insieme degli eventi. Per cui se vogliamo conoscere la storia, quella vera, è necessario introdursi nel magazzino akashico della funzione mnemonica vitale, che è presente in forma olografica in ognuno di noi. 

Bisogna pescare nell’inconscio, bisogna percepire quello che è presente nella mente universale in forma di traccia mnemonica psico-fisica. Bisogna comprendere gli eventi narrati non solo dal punto di vista del narratore ma di quello dei vari personaggi descritti. Bisogna sprofondare nel mondo archetipale e sapersi riconoscere in ognuno dei “modelli” evocati. Bisogna lasciar andare la ragione e l’analisi per soffermarsi sulla memoria collettiva dalla quale possono così emergere messaggi e intuizioni diverse dalle conclusioni descritte nella storia ufficiale. 

Secondo la teoria della "psicostoria" si potrebbe   arrivare a ciò attraverso l’analisi memorica residua impressa negli oggetti coinvolti negli eventi.. Ad esempio se volessimo stabilire la verità sui fatti che hanno accompagnato la morte di Gheddafi, pur in assenza del suo cadavere, che ovviamente potrebbe essere il miglior trasmettitore, potremmo utilizzare un qualsiasi oggetto da lui posseduto ed usato in quei momenti fatidici.. la sua pistola d’oro? I suoi stivali? Ma io personalmente non supporto questa visione “fisicista” preferendo quella “psichica” della rielaborazione all’interno della mente, con richiami specifici all’evento, attraverso una specie di trance meditativa, un po’ quel che avviene ai medium durante le sedute spiritiche. 

Con questo metodo possono aversi risultati “stravolgenti” rispetto a quelle che sono le opinioni sulle cause degli eventi storici, ad esempio nell’analisi che stabilisce i motivi della caduta dell’impero romano di solito si evidenziano sia la decadenza dei costumi, sia la calata dei barbari ma non si tiene mai conto delle conseguenze dell’affermazione cristiana, che fu veramente un fatto disgregante e distruttivo della romanità, trasformandola da civiltà politica laica in mera fondazione religiosa. 

E qui mi sembra utile fare una piccola disgressione. Dopo la scoperta dei rotoli di Qumran è risultato evidente che gli insegnamenti e le cronache in essi contenuti anticipavano di fatto tutti gli insegnamenti cristiani. Solo che quei rotoli erano di molto antecedenti all’ipotetica nascita di Cristo.  Dopo la distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito si intensificò la diaspora ebraica (che era già iniziata da tempo immemorabile essendo gli ebrei già presenti in moltissimi luoghi nel mondo). Fra i vari gruppi o sette ebraiche quella degli Esseni era la più spiritualmente qualificata e la meno radicata alle tradizioni rabbiniche.

Gli Esseni perseguivano una filosofia “umanitaria” in cui si prefigurava già un’ideologia “universale” poi continuata dalla chiesa cristiana. Inoltre gli Esseni avevano capito una cosa.. che nella immaginazione scritturale ebraica si continuava a prospettare l’arrivo di un messia, salvatore d’Israele. Ma di messia -o autodefinitisi tali- ne erano passati a decine nei secoli ed il risultato era sempre stato deludente. Per questo gli Esseni decisero -pragmaticamente- che non valeva più la pena di proiettare la venuta del messia in un futuro lontano (cosa che per tutti gli altri ebrei era motivo di speranza e di forza per continuare a mantenere la “fede”) e intuirono anche che non poteva trionfare presso le popolazioni umane una religione che fosse trasmissibile solo per via ereditaria diretta (geneticamente). Decisero perciò due cose che cambiarono radicalmente la loro struttura, allargandola sempre più, e rendendo inoltre la loro “religione” più alla portata di tutti. In primis stabilirono che il messia non doveva venire in futuro ma era già venuto in passato e “descrissero” (come fatto storico) un personaggio (che dal punto di vista delle cronache ufficiali romane non è mai esistito) mettendogli in bocca quegli insegnamenti che facevano parte della loro tradizione (quella dei famosi rotoli del Mar Morto di cui sopra) e soprattutto stabilirono che si potesse aderire alla loro “religione” non solo per censo ma anche per conversione…. Quella fu la causa della frattura definitiva tra la setta essena e l’ebraismo tradizionale e da quella frattura nacque il cristianesimo (che assunse una sua identità specifica a partire dal III secolo d.c o meglio dall’anno 1.000 di Roma). 

Questo percorso esemplificativo, che qui vi ho narrato, è il risultato di una “lettura” psicostorica. 


Paolo D'Arpini


Anche gli etruschi costruirono piramidi....?



La Piramide Etrusca o Altare Piramidale di Bomarzo è un enorme (8 x 16 metri circa) e particolare masso tufaceo adibito a luogo di culto dagli Etruschi del VII secolo A.C.

Viene chiamata "Piramide di Bomarzo" anche se in realtà è una piramide tronca, per certi versi simile a quelle dei Maya; un nome più appropriato è "altare piramidale", qualcuno la chiama anche "sasso del predicatore", perché ricorda un pulpito.

Il masso è stato sapientemente lavorato tanto da ricavarne una scalinata di 26 gradini che conducono prima a due altari intermedi affiancati e poi all'altare principale posto in cima. Completano la struttura altre scalinate minori per un totale di circa 50 gradini.

Sono inoltre presenti vari sedili e, sulla parte destra, dei canali che dovevano servire per la raccolta di liquidi versati durante i sacrifici, si notano anche varie nicchie profonde 15cm probabilmente destinate ad accogliere strumenti rituali e di culto.

La zona dove si trova la piramide è denominata "Tacchiolo" e come quella poco distante di "Santa Cecilia" è ricca di reperti ed insediamenti appartenenti al periodo etrusco ma anche protostorico. Percorrendo i sentieri che si snodano nei boschi circostanti ci si imbatte quindi anche in abitazioni rupestri scavate dentro enormi rocce megalitiche, altari e luoghi di culto, tagliate etrusche ed un cimitero paleocristiano.

I percorsi sono certo tortuosi, a volte non segnati e sommersi dalla vegetazione, costellati di continui saliscendi e di passaggi veramente ripidi ma... i tesori che nascondo ripagano dagli sforzi necessari per raggiungerli.

Tornando alla piramide è probabile che prima degli Etruschi il posto fosse stato scelto come "luogo alto" dalla civiltà dei Rinaldoniani, essa si insediava infatti proprio lungo i corsi d’acqua e sopra rupi prossime ai fiumi, inoltre i Rinaldoniani erano soliti scolpire le pietre, per farne sepolcri e per fini astronomici e di culto.

L'altare è stato scoperto nella primavera del 1991 da una spedizione guidata da alcuni ricercatori locali: Giovanni Lamoratta e Giuseppe Maiorano, purtroppo l'archeologia ufficiale non ha ancora effettuato uno studio approfondito su questo insediamento che rimane, di fatto, abbandonato a se stesso.


Fonte: sulletraccedelmistero.it
Fonte secondaria: La Tua Voce.it


Evoluzionismo, alcune evidenze contrarie...




Ogni volta che a un adulto occidentale venga chiesto di illustrare le prove dell'attendibilità della teoria dell'evoluzione, la domanda cade nel vuoto. La maggior parte delle persone farfuglia qualcosa sul fatto che 'la maggior parte degli scienziati la supportino', e questo fatto basta e avanza. Tale forma di anti-intellettualismo dilaga ancora oggi nelle università. Se ne dubitate, provate a recarvi in un campus universitario e chiedete agli studenti le motivazioni per cui credono alla teoria dell'evoluzione. In pochissimi saranno effettivamente in grado di fornire risposte. La maggior parte di essi manifesterà solo una cieca fede nella classe sacerdotale nella nostra società ('gli scienziati').

Quindi è necessario domandarsi se le affermazioni della nostra classe sacerdotale siano veritiere. Quando Charles Darwin propose la teoria dell'evoluzione, in realtà non aveva alcuna prova che fosse fondata. E da allora la famosa prova non è mica stata prodotta. La maggior parte degli americani resterebbe scioccata nell'apprendere che la gran parte di ciò che viene loro insegnato come 'verità' sull'evoluzione è solo il prodotto della creatività iperattiva dei membri della comunità scientifica. Vogliono crederci in maniera così violenta che dicono di tutto per difendere la loro favola. Insistono sul fatto che la teoria dell'evoluzione sarebbe stata 'provata' e che quindi l'argomento sia fuori discussione. Nel frattempo le persone comuni preferiscono accettare la 'verità' dell'evoluzione per il timore di essere additate dal branco come 'stupide.'

Di questi tempi è imprescindibile che tutti noi impariamo a pensare con la nostra testa. Non lasciate che chicchessia vi dica che cosa pensare, compreso il sottoscritto. Fate le vostre ricerche e giungete alle vostre personali conclusioni. Da parte mia, di seguito vado ad illustrare 44 ragioni per cui l'evoluzione è solo una favola per adulti.

#1 - Se la teoria dell'evoluzione fosse vera, dovremmo avere già rinvenuto milioni e milioni di fossili di transizione che avrebbero mostrato i vari gradi di sviluppo da una specie all'altra. E invece non ne sono stati rinvenuti.

#2 - Quando Darwin illustrò la propria teoria, ammise che fino a quel momento non fosse stato rinvenuto alcun reperto fossile a riprova della transizione, ma affermò che certamente in futuro se ne sarebbero rinvenuti:
"Infine, se la mia teoria è veritiera, innumerevoli varietà intermedie, anelli di congiunzione tra le specie dello stesso gruppo devono certamente essere esistite. Allora, perché non le troviamo incastonate in misura considerevole nella crosta della terra?"
#3 - Anche alcuni dei più famosi evoluzionisti del mondo riconoscono la completa assenza di fossili di transizione nella documentazione fossile. Ad esempio il dottor Colin Patterson, ex paleontologo del British Museum di Storia Naturale e autore del trattato Evolution ha scritto quanto segue:
"Concordo pienamente con i commenti al libro in cui si sottolinea l'assenza di prove dirette di transizioni evolutive. Se mi fosse stata nota l'esistenza di un fossile di questo tipo, lo avrei certamente incluso tra le argomentazioni ... Ma non ne esistono."
#4 - Stephen Jay Gould, professore di Geologia e Paleontologia dell'Università di Harvard, ha scritto quanto segue in merito all'assenza di forme di transizione:
"L'assenza di prove fossili che dimostrino le fasi intermedie tra le grandi transizioni nella progettazione organica, anzi la nostra incapacità, anche nella nostra immaginazione, di mappare transizioni funzionali in molti casi, è un problema persistente e fastidioso per i conti dell'evoluzione gradualistica."
#5 - L'evoluzionista Stephen M. Stanley della Johns Hopkins University ha commentatola incredibile assenza di forme di transizione nella documentazione fossile:
"In effetti, non esiste un solo reperto fossile che sia in grado di documentare in modo convincente la transizione da una specie all'altra."
#6 - Se la teoria dell'evoluzione fosse vera, anche oggi, in questo momento, esisterebbero milioni di creature là fuori con caratteristiche e organi in via di sviluppo. E invece non ce ne sono.

#7 - Se la teoria dell'evoluzione fosse vera, nella documentazione fossile non esisterebbe la prova dell'improvvisa apparizione contemporanea, ex nihilo, di innumerevoli forme di vita complesse (Esplosione Cambriana - n.d.t.). Invece, è proprio ciò che la documentazione fossile attesta.

#8 - Il paleontologo Mark Czarnecki, evoluzionista, ha commentato nel modo seguente il fatto che la vita complessa appaia improvvisamente nella documentazione fossile:
"Un grave problema nel provare la teoria proviene dalla documentazione fossile, cioè le impronte delle specie scomparse preservate nelle formazioni geologiche. Questo ambito non ha mai rivelato tracce delle ipotetiche varianti intermedie di Darwin - mentre prova che le specie appaiono e scompaiono bruscamente, e tale anomalia ha alimentato la tesi creazionista secondo cui ogni specie sia stata creata da Dio."
#9 - L'improvvisa apparizione della vita complessa nei reperti fossili è talmente innegabile che anche Richard Dawkins si è trovato costretto ad ammettere la 'anomalia':
"E' come se i fossili siano stati piantati senza alcuna storia evolutiva. Inutile dire che l'elemento dell'improvvisa semina delizia i creazionisti. Entrambe le scuole di pensiero (puntazionisti e gradualisti) disprezzano i creazionisti, ma concordano sul fatto che le lacune siano reali, che rappresentino vere e proprie imperfezioni nella documentazione fossile. L'unica spiegazione della improvvisa comparsa di tanti tipi di animali complessi nell'era cambriana sarebbe la creazione divina, ed entrambe le scuole rigettano tale possibilità."
#10 - Nessuno ha mai registrato una macro-evoluzione che abbia avuto luogo in natura o in laboratorio. In altre parole, nessuno ha mai osservato la trasformazione di una creatura in un'altra creatura. L'intera teoria dell'evoluzione si basa su tale dogma.

#11 - L'evoluzionista Jeffrey Schwartz, professore di antropologia presso l'Università di Pittsburgh, ammette che "la formazione di una nuova specie tramite qualsiasi meccanismo biologico, non è mai stata osservata."

#12 - Anche l'evoluzionista Stephen J. Gould dell'Università di Harvard ha ammessoche i dati affermano che le specie non mutino. Ecco cosa ha dichiarato in una conferenza presso lo Hobart e William Smith College:
"Ogni paleontologo sa che la maggior parte delle specie non mutano. Ciò è fastidioso ... mette addosso una terribile angoscia. Possono diventare un po' più grandi o irregolari, ma restano comunque le stesse specie. Eppure le prove di questa notevole stasi sono state ignorate. Se le specie non mutano, non è possibile parlare di evoluzione."
#13 - Chiunque creda che la teoria dell'evoluzione abbia 'fondamenti scientifici' si inganna. In realtà si tratta di una filosofia religiosa pagana che può essere fatta risalire a migliaia di anni fa.

#14 - Ogni reperto fossile rinvenuto a cui sia attribuita una datazione superiore a 250.000 anni non dovrebbe contenere tracce di radiocarbonio. Ed invece il radiocarbonio è presente in ogni reperto rinvenuto, comprese le ossa di dinosauro. Questa è la prova evidente che la teoria dei 'milioni di anni' è solo un cumulo di sciocchezze.
E' infatti provato che il radiocarbonio (che dovrebbe decadere in poche decine di migliaia di anni al massimo) è presente in elementi fossili (come il carbone, petrolio, gas, etc.) ai quali è stata attribuita un'età di 'milioni di anni.' (...) In realtà il C-14 è stato rinvenuto in tutti i reperti nei quali 'non avrebbe dovuto essere presente'. (...) Questo fatto limita l'età di tutti i reperti fossili biologici ad un massimo di 250.000 anni.

#15 - Le probabilità che la vita si sia 'assemblata autonomamente per caso' sono così ridotte che non vale nemmeno la pena di prenderle in considerazione. Di seguito, un estratto dal libro di Jonathan Gray The Forbidden Secret:
"La cellula più semplice concepibile richiederebbe non meno di 100.000 paia di basi di DNA e un minimo di circa 10.000 aminoacidi per formare la catena proteica essenziale. Per non parlare delle innumerevoli altre 'coincidenze' necessarie per formare la prima cellula.
Tenete presente che ogni coppia di singole basi nella catena del DNA deve presentare lo stesso orientamento molecolare ('sinistra' o 'destra')? E tenete presente che praticamente tutti gli amminoacidi devono avere orientamento opposto. E ognuno non deve contenere il benché minimo errore.
"Dunque, proviamo a calcolare le probabilità che gli orientamenti corretti si formino in modo casuale. Sarebbe 1 probabilità su 2.110.000, o 1 probabilità su 1.033.113!
"In altri termini, componendo un trilione, trilione, trilione di combinazioni ogni secondo per 15 miliardi anni, le probabilità di raggiungere tutti gli orientamenti corretti sarebbero ancora di una probabilità su un trilione, trilione, trilione, trilione ... ed i trilioni continuerebbero 2755 volte!
"Sarebbe come vincere oltre 4.700 lotterie nazionali di fila comprando un solo biglietto per ciascuna di esse. In altre parole ... impossibile."
#16 - La vita come avrebbe imparato a riprodursi? Questa è una domanda a cui gli evoluzionisti non hanno trovato risposta.

#17 - Nel 2007 alcuni pescatori hanno trovato una creatura molto rara conosciuta come Coelacanth. Gli evoluzionisti sino ad allora affermavano che tale creatura si fosse estinta circa 70 milioni di anni fa. Dunque avevano sbagliato i loro computi di appena 70 milioni di anni.

#18 - Secondo gli evoluzionisti, la Greenling Damselfly (Mirabilis Hemiphlebia, specie di libellula - n.d.t.) è stata rinvenuta in documentazione fossile datata ufficialmente a 300 milioni di anni fa. Ma esiste ancora oggi. Allora perché in tutto questo tempo non si è evoluta?

#19 - I darwinisti ritengono che il cervello umano si sia sviluppato senza l'opera di un progettista. Questa credenza è talmente risibile che si fa fatica ad accettare l'idea che là fuori ci sia gente che ancora ci crede. La verità è che il cervello umano è incredibilmente complesso. Un documentario PBS ha descritto la complessità del cervello umano nel modo seguente: «Contiene più di 100 miliardi di cellule, ciascuna di esse avente oltre 50.000 connessioni neuronali ad altre cellule del cervello."

#20 - Ecco come un evoluzionista ha pessimisticamente valutato l'assenza di prove in merito alla evoluzione dell'umanità:
"Anche oggi che siamo in possesso dei dati della sequenza del DNA, non siamo in grado di accedere direttamente ai processi di evoluzione, per cui la ricostruzione obiettiva del passato scomparso può compiersi solo mediante l'immaginazione creativa."
#21 - Il più famoso fossile su cui si basa la teoria dell'evoluzione, l'Uomo di Piltdown, si è rivelato essere una bufala colossale.

#22 - Se il neutrone non fosse equivalso esattamente a circa 1.001 volte la massa del protone, tutti i protoni sarebbero decaduti in neutroni o tutti i neutroni sarebbero decaduti in protoni, e quindi la vita non sarebbe stata possibile. Come lo spieghiamo?

#23 - Se la gravità fosse stata solo lievemente più forte o appena più debole di quanto sia in realtà, la vita sostenuta da stelle come il sole non avrebbe mai potuto svilupparsi.  Come lo spieghiamo?

#24 - Perché l'evoluzionista dr. Lyall Watson ha rilasciato la seguente dichiarazione? 
"Il numero di fossili a sostegno del nostro albero genealogico di specie è così limitato che ci sono in giro più scienziati che reperti. La cosa notevole è che tutte le prove materiali a sostegno della teoria dell'evoluzione umana starebbero in una singola bara. E all'interno resterebbe anche spazio!"
#25 - Scimmie ed umani sono molto diversi geneticamente. Il sitoDarwinConspiracy.com, spiega che "il cromosoma Y umano ha il doppio dei geni rispetto al cromosoma Y dello scimpanzé. Inoltre le strutture cromosomiche non sono affatto simili."

#26 - Come si spiega la creazione di nuove informazioni necessaria affinché un animale si trasformi in un altro animale? Non è mai stato dimostrato alcun processo evolutivo che sia in grado di creare nuove informazioni biologiche. Ultimamente uno scienziato ha descritto l'incredibile quantità di nuove informazioni che sarebbe necessaria per giungere da un semplice microbo ad un essere umano, nel modo seguente:
"La questione chiave è che il tipo di cambiamento necessario per giungere dai microbi agli esseri umani necessita di modifiche che incrementano il contenuto di informazioni genetiche da oltre mezzo milione di 'lettere' del DNA del più 'semplice' organismo, fino a tre miliardi di lettere (memorizzate in ogni nucleo cellulare umano)."
#27 - Gli evoluzionisti vorrebbero farci credere alla stratificazione razionale dei fossili, sulla base della profondità terrestre entro cui sono rinvenuti, per cui i fossili più antichi sarebbero presenti negli strati più profondi e quelli più recenti negli strati meno profondi. Tutto ciò è semplicemente falso.
"Gli strati fossili non sono rinvenuti nell'ordine logico che gli evoluzionisti illustrano nei loro libri di testo. Non esiste un singolo luogo sulla superficie terrestre in cui scavando in perpendicolare si rinvengano strati fossili nell'ordine indicato nei libri di testo. L'ordine di uno strato sull'altro non esiste in natura. Gli strati fossili in realtà sono stati effettivamente rinvenuti in un certo ordine, ma quest'ordine è l'esatto opposto di quanto affermato dagli evoluzionisti, o al limite è interlacciato (strati recenti e antichi rinvenuti gli uni sugli altri in sequenze ripetitive). I fossili "out of place" sono la regola e non l'eccezione, in tutta la documentazione fossile."
#28 - Gli evoluzionisti credono che gli antenati degli uccelli abbiano sviluppato ossa cave nel corso di migliaia di generazioni, in modo tale che alla fine siano diventati abbastanza leggeri per volare. Questa idea non ha assolutamente senso e va oltre il ridicolo.

#29 - Se i dinosauri risalgono realmente a decine di milioni di anni fa perché gli scienziati hanno rinvenuto ossa di dinosauro contenenti residui di tessuti molli? Di seguito, un brano estratto da un rapporto della NBC News in merito ad una di queste scoperte:
"Per oltre un secolo lo studio dei dinosauri ha esaminato ossa fossilizzate. Ora, i ricercatori hanno recuperato dei tessuti molli, composti cioè da cellule e vasi sanguigni, dal fossile di un Tyrannosaurus Rex."
#30 - Cosa si sarebbe evoluto per primo? Il sangue, il cuore, oppure i vasi sanguigni necessari per la sua circolazione?

#31 - Cosa si è evoluto per primo? La bocca, lo stomaco, i fluidi digestivi o la capacità di espellere gli escrementi?

#32 - Cosa si è evoluto per primo? La trachea, i polmoni, o la capacità dell'organismo di utilizzare l'ossigeno?

#33 - Cosa si è evoluto per primo? Le ossa, i legamenti, i tendini, l'apporto di sangue o i muscoli per muovere le ossa? (E' nato prima l'uovo o la gallina?)

#34 - Affinché il sangue possa coagularsi è necessario che siano completati con successo oltre 20 complessi passaggi. Come ha fatto questo processo ad evolversi nel mondo?

#35 - Il DNA è così incredibilmente complesso che è assolutamente assurdo credere che un simile sistema di linguaggio abbia potuto 'evolversi' autonomamente, per puro caso:
"Nulla si avvicina all'efficienza del DNA nella memorizzazione di grandi moli di dati. Un filamento di DNA è migliaia di volte più sottile di un capello. Una capocchia di spillo di DNA può contenere informazioni sufficienti a riempire una pila di libri che si estende dalla terra alla luna per 500 volte.
Benché il DNA sia avvolto in strette spire, le cellule possono rapidamente accedere, copiare, e tradurre le informazioni memorizzate nel DNA. Il DNA ha anche un correttore di bozze incorporato che assicura che si verifichi una copia precisa. Stiamo parlando di circa un errore ogni 10 miliardi di nucleotidi copiati."
#36 - Come risolvere il seguente enigma formulato da Perry Marshall?

1) Il DNA non è solo una molecola con un modello; si tratta di un codice, un linguaggio, e un meccanismo di memorizzazione di informazioni.

2) Tutti i codici sono creati da una mente cosciente; non vi è processo naturale noto alla scienza che crei informazioni codificate.

3) Pertanto il DNA è stato progettato da una mente.

Chiunque mi fornisca un esempio empirico di un codice o linguaggio che prenda forma naturalmente, rovescerà la mia prova. Ne basta solo uno.

#37 - Gli evoluzionisti semplicemente non riescono a spiegarsi il motivo per cui il nostro pianeta sia così perfettamente adatto a sostenere la vita.

#38 - I gusci delle lumache viventi, sottoposti al test della datazione al carbonio,risultano avere 27 mila anni di età.

#39 - Se la specie umana è antica quanto affermano i libri di storia, che fine hanno fatto tutte le ossa e le tombe? Quanto segue è un estratto da un articolo di Don Batten:
"Gli evoluzionisti sostengono che vi sia stata un'Età della Pietra risalente a circa 100.000 anni fa, in cui la Terra era popolata da un numero variabile tra un milione e dieci milioni di individui. Reperti fossili dimostrano che anche allora le persone seppellissero i loro morti, spesso insieme a manufatti; la cremazione non fu praticata fino a tempi relativamente recenti (nel pensiero evoluzionistico). Seppure vi fosse stato solo un milione di persone vive in quel periodo, con un tempo medio di generazione di 25 anni, avrebbero dovuto seppellire circa 4 miliardi di corpi, e molti reperti. Se invece le persone fossero state 10 milioni, allora i corpi sepolti dovrebbero ammontare a circa 40 miliardi. Se i tempi codificati dall'evoluzionismo fossero corretti, vorrebbe dire che gli scheletri dei corpi sepolti dovrebbero essere in larga parte ancora presenti dopo 100.000 anni, dato che sono state rinvenute ossa risalenti a periodi estremamente più antichi. Ed anche ipotizzando che gli scheletri si siano volatilizzati, logica vorrebbe che avremmo dovuto rinvenire una miriade di manufatti."
#40 - Gli evoluzionisti sostengono che - benché esistano innumerevoli indizi che siamo stati progettati - la cosa non voglia dire che siamo stati realmente progettati. Parlano di "illusione della progettazione", il che è come voler sostenere che un Boing 747 o un iPhone non siano stati necessariamente progettati. E, naturalmente, il corpo umano è estremamente più complesso di un 747 o un iPhone.

#41 - Chi intenda entrare a far parte della comunità scientifica, oggi, è obbligato ad accettare la teoria dell'evoluzione per quanto assurda gli possa sembrare. Richard Lewontin di Harvard ha commentato nel modo seguente tale dura realtà:
"Accettiamo integralmente i paradigmi della scienza nonostante l'assurdità di alcuni suoi costrutti, malgrado la tolleranza della comunità scientifica verso l'infondatezza del materialismo. Siamo costretti ad aderire aprioristicamente alla causa del materialismo, per creare un apparato di ricerca e una serie di concetti che producano spiegazioni materiali, non importa quanto contro-intuitive e mistificanti esse siano per i non iniziati. La natura assolutistica del materialismo ci impedisce di prendere in considerazione l'ipotesi divina."
#42 - Time Magazine ha pubblicato la seguente dichiarazione sull'assenza di elementi di prova circa la teoria dell'evoluzione:
"Eppure, nonostante più di un secolo di scavi, i reperti fossili restano nella confusione più esasperante. Con così pochi indizi, anche un solo osso che non rientri nel quadro può sconvolgere tutto il quadro. Praticamente ogni grande scoperta ha aperto profonde crepe nella teoria convenzionale, e ha costretto gli scienziati a inventare nuove teorie, mentre infuria il dibattito."
#43 - Malcolm Muggeridge, filosofo e giornalista di fama mondiale, ha dichiaratoquanto segue circa l'assurdità della teoria dell'evoluzione:
"Io stesso sono convinto che la teoria dell'evoluzione, in particolare nella misura in cui è stata applicata, sarà una delle grandi barzellette riportate nei libri di storia del futuro. La posterità si meraviglierà che un'ipotesi dalla così dubbia consistenza sia stata accettata con una simile assurda credulità."
#44 - Per credere alla teoria dell'evoluzione bisogna avere abbastanza fede da credere che la vita possa essersi sviluppata dalla non-vita, e che tale vita abbia avuto la capacità di nutrirsi di ciò di cui aveva bisogno, espellere i rifiuti, e riprodursi per tutto il tempo, trovando nell'ambiente esattamente ciò che le serviva per sopravvivere. La vostra fede arriva fino a questo livello di cecità?

Per anni ho cercato qualcuno che mi presentasse delle prove sistematiche della teoria dell'evoluzione. Qualcuno che potesse "dimostrare" che l'evoluzione è una cosa vera.

Se credete di essere all'altezza della sfida, iniziate a spiegare. Sono tutto orecchi. Lasciate pure un commento qui sotto illustrando le vostre migliori argomentazioni. O nel caso voleste aggiungere altri elementi che sconfessino l'evoluzionismo, non esitate a farlo.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito The Truth Wins
Link diretto: http://thetruthwins.com/archives/44-reasons-why-evolution-is-just-a-fairy-tale-for-adults

Traduzione:   Anticorpi.info