La grande favola religiosa: “Dal paradiso terrestre all'inferno”...

 


Carissimi Caterina e Paolo, tanto per cambiare il menù che da due millenni viene riproposto sempre lo stesso ininterrottamente, da maestri che traggono profitto nel convincere Tontolo sul modo di vivere, sopportare e soffrire, trasportando l’umanità sino alla nausea con gli stessi piatti, stessi condimenti, stessi criteri, oggi in vena di cambiamenti propongo un bel sughetto concentrato sulle verità manipolate dalla storia per arricchire il sapere, con la geniale trovata del Paradiso Terrestre, quel Regno utopico d’oltretomba creato da alcune Religioni per il controllo universale delle anime.

Il Paradiso, simbolo del piacere e della gioia senza tempo, sicuramente un’opera originata dalla inimitabile mitologia Greca, i tascabili o telenovele sviluppate fra il 1500 sino al 300 a.C. degni di appartenere ai maggiori sforzi della fantasia in supporto della storia del mondo raccontata attraverso la Bibbia, riprodotta più volte con arrangiamenti secondo i periodi di interesse.

Il libro più venduto in tutti i tempi, superiore agli altri racconti di merito  quali l’Iliade e l’Odissea del VI secolo a.C., oppure fra i mitici più  originali: la storia delle Divinità Greche, creata in epoche antecedenti.

Da questo insieme di racconti Biblici continuamente perfezionati in epoche successive, sembrano quasi creati come un invito destinato alla guida dell’uomo contemporaneo sulle vicissitudini del passato in un triangolo fra l’Africa dove nasce il mondo, il Medio Oriente dove nascono le Religioni monolatriche e l’Occidente i maestri della guerra, che si sviluppano con una orribile impostazione della vita, formulata su astuzie, ribellioni, vendette e morte, le quali si mantengono attraverso i secoli come guida di comportamento per tutte le generazioni susseguenti che abbracciano il medesimo concetto di fede Religiosa.

Nell’Estremo Oriente, sin dalle epoche primitive antecedenti ad Adamo ed Eva, avevano un concetto spirituale assai diverso della divinità riconosciuta nei propri simili e nella natura, dimostrando che il bene e il male è dentro di noi, comandato dai nostri sensi secondo il nostro volere, controllato da una spiritualità profonda impostata sui diritti umani reciproci e sulle convinzioni di fratellanza.

Da calcoli e scoperte scientifiche con riferimento a illustrazioni e scritti, si suppone che Adamo ed Eva (forse mai esistiti) di cui le Religioni, Giudea, Cristiana e Maomettana consideravano come i progenitori dell’umanità, dai quali ha origine la vita dell’uomo sulla terra, con riferimenti grossolani che risalgono a circa 4, 8 massimo 5 mila anni avanti Cristo, in un Paradiso Terrestre descritto con Angeli, farfalle colorate e fiorellini, poi improvvisamente tutto fu oscurato da qualche cataclisma o dal Diluvio Universale, senza lasciare tracce.

I grandi filosofi che manipolano la psiche umana, vorrebbero farci intendere che prima di quelle date gli abitanti della terra erano rappresentati esclusivamente dal regno animale formato da varie specie di cui: i Primati, ritrovamenti di ossa di Dinosauri, scheletri di Politici mitizzati dalla storia, ecc., suddivisi in tre categorie principali: carnivori, vegetariani e onnivori.

In quel Paradiso Terrestre descritto nella Bibbia, vivevano beati una coppia di super privilegiati, soltanto due persone: Adamo ed Eva, figli prediletti del padrone del Podere, talmente ricco di ogni ben di Dio da definirlo Paradiso.

Il povero Adamo sempre in ozio come i figli di papà, preso sul naso da parte del serpente che girovagava libero per il Podere, in un momento di debolezza fu convinto ad assaggiare la prugna o la melina di Eva, dichiarati frutti proibiti dal Padrone della piantagione.

Adamo inizialmente caccia il serpente tentatore in malo modo, ma dopo varie insistenze da parte del serpente, Adamo fu convinto ad assaporare il frutto proibito che in verità non era né una prugna e neanche una mela, ma un fico al femminile.

Al primo contatto Adamo ed Eva furono lusingati ed in mancanza della Radio o della TV si divertirono per ore e giorni trasgredendo la volontà del Padrone, il quale dopo essere stato informato dal serpente si arrabbiò terribilmente per la disubbidienza di Adamo, cacciandolo dal suo cospetto e obbligandolo assieme alla sua compagna Eva a seguire una vita di sudori, sofferenze e privazioni.

Povero uomo e povera donna, da allora, in seguito ad un errore provocato dalla tentazione di quel maledetto serpente, Adamo ed Eva, nonostante le varie richieste di perdono, non concesse, dovettero affrontare il castigo, un po’ meravigliati per il fatto che tutto l’amore precedente del Padrone del campo si trasforma improvvisamente in odio e maledizione.

Il Padrone, su tutte le furie e con voce baritonale continuava ad inveire ad alta voce, soffrirete per l’eternità insieme a tutti i vostri discendenti e conoscerete il duro lavoro, le incomprensioni, le malattie, le vendette, le guerre e la morte, e per farvi soffrire ulteriormente vi creerò anche la Politica diretta da incompetenti e il soldo governato da speculatori.

Il pappagallo che era presente alla scena, ripeteva: "Mamma mia che castigo per un gesto d’amore", ma Adamo per riaversi dal grave castigo del padrone, lasciando il Podere urla dietro all'arconte: "non esagerare poiché siamo fatti della stessa pasta ad immagine e somiglianza, piuttosto fatti la barba e tagliati i capelli..."

Anthony Ceresa

Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per duemila anni essa torturò in nome del bene…”




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