Storie degli ultimi papi - La commedia del bergoglio: "Poca religione, molta scena (di massa)..." Ed il mistero delle dimissioni di paparatzy


Siamo a metà febbraio 2012  - Papa Ratzinger  non aveva ancora ancora  annunciato le sue dimissioni, ma erano nell'aria, c'erano state minacce di attentati  accompagnate  da una campagna mediatica proveniente dagli USA che lo accusava di varie nefandezze.

La mia  prima ipotesi, avanzata allora,  era relativa alla minaccia, fatta dai "fratelli maggiori" di far  scoppiare uno scandalo epocale sul Vaticano a causa della pedofilia dei sacerdoti di cui il Papa ne sarebbe stato in parte complice avendo cercato di coprirla con ogni mezzo o addirittura avendo partecipato attivamente alla partita...

La seconda potesi (per  me la più credibile),  è quella economica, ovvero la lotta all'ultimo sangue per scardinare il potere finanziario vaticano condotta dagli stessi "fratelli maggiori" (quelli che controllano la finanza mondiale e tutte le banche centrali del mondo) contro l'unico potentato bancario autonomo rimasto, quello dello IOR vaticano, che gestisce buona parte di traffici illeciti ed il riciclaggio di denaro sporco. Inoltre il vaticano è il maggior detentore mondiale di ricchezze in immobili e nasconde una quantità abnorme di oro e metalli preziosi sia nei sotterranei vaticani che in tutte le chiese del mondo. Una ricchezza che secondo i "fratelli maggiori" deve cambiar padrone, utilizzando la consolidata tattica del "divide et impera"...

Il che significa che il vaticano sotto ricatto e manovrato da un nuovo papa, "sensibile ai desiderata del nwo" si frantumerà e le sue ricchezze passeranno di mano (nella rapaci mani di chi sappiamo). Una volta effettuata la rapina e screditato il potere di convincimento delle masse della chiesa cattolica, che ancora ha un certo peso, il dominio del mondo sarà cosa fatta,  con tanto di ciliegina sulla torta,  se dovesse attuarsi la così detta "chiesa universale sincretica" con sede centrale a Gerusalemme... (non dimentichiamo la promessa di Trump di fare di Gerusalemme la capitale unica del sionismo).

Però il vecchio proverbio dice: "Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi"... Staremo a vedere.

Paolo D'Arpini
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Articolo in sintonia:

Ratzinger “deposto” da un complotto gestito dai servizi segreti anglosassoni, con anche la collaborazione di Gianroberto Casaleggio. Obiettivo: insediare in Vaticano l’attuale pontefice “modernista”. Un piano del massimo potere, gestito da personaggi come George Soros e ora messo in pericolo dalla vittoria di Trump. Lo sostiene Federico Dezzani, che evoca “padrini occulti” dietro al pontificato di Bergoglio, di cui profetizza l’imminente declino.
Nonostante il flop del Giubileo e «il sostanziale fallimento dell’Anno Santo», Papa Francesco oggi accelera la svolta modernista: crea nuovi cardinali a lui fedeli e concede a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere l’aborto. «Forse Bergoglio ha fretta, perché sa che il contesto internazionale che lo ha portato sul Soglio Petrino si è dissolto con l’elezione di Donald Trump», scrive Dezzani, secondo cui furono «l’amministrazione Obama e George Soros» a introdurre il gesuita argentino, «in forte odore di massoneria», dentro le Mura Leonine. Bergoglio? Sarebbe «la versione petrina di Barack Hussein Obama», in coerenza col “cesaropapismo”, grazie al quale il potere civile estende la propria competenza al campo religioso, così da plasmare la dottrina «secondo le esigenze del poteretemporale».

Una pratica bizantina, ancora viva nell’Occidente moderno? Senz’altro: «La Chiesa di Roma subisce, dalla notte dei tempi, gli influssi del mondo esterno: re francesi, imperatori tedeschi, generali corsi e dittatori italiani hanno sempre cercato di ritagliarsi una Chiesa su misura». Dopo il 1945, il Vaticano è stato «inglobato come il resto dell’Europa Occidentale nell’impero angloamericano», subendone l’influenza politica, economica e ideologica: «Quanto avviene alla Casa Bianca, presto o tardi, si ripercuote dentro le Mura Leonine». Se poi il potere temporale si sente particolarmente forte e ha fretta di imporre la propria agenda alla Chiesa cattolica, «indebolita da decenni di secolarizzazione della società e in preda ad una profonda crisi d’identità», a quel punto – sostiene Dezzani – spinge più a fondo la “modernizzazione” dello Stato pontificio «cosicché il Papa “si dimetta”, come un amministratore delegato qualsiasi, e gli azionisti di maggioranza possano nominare un nuovo “chief executive officer” della Chiesa cattolica apostolica romana, sensibile ai loro interessi».

Ratzinger “licenziato” dalla Casa Bianca? «Durante la folle amministrazione di Barack Hussein Obama, periodo durante cui l’oligarchia euro-atlantica si è manifestata in tutte le sue forme, dal terrorismo islamico all’immigrazione selvaggia, dagli assalti finanziari alle guerre per procura alla Russia – continua Dezzani nel suo blog – abbiamo assistito a tutto: comprese le dimissioni di Benedetto XVI, le prime da oltre 600 anni (l’ultimo pontefice ad abdicare fu Gregorio XII nel 1415), e alla nascita di un ruolo, quello di “pontefix emeritus”, sinora mai attribuito ad un Vicario di Cristo vivente». L’interruzione del pontificato di Joseph Ratzinger, seguita dal conclave del marzo 2013 che elegge l’argentino Jorge Mario Bergoglio, è una vera e propria “rivoluzione”: «Ad un pontefice “conservatore” come Benedetto XVI ne succede uno “progressista” come Francesco, a un difensore dell’ortodossia cattolica succede un modernista che vuole “rinnovare” la dottrina millenaria della Chiesa». Non solo: «Ad un Papa che aveva ribadito l’inconciliabilità tra Chiesa Cattolica e massoneria ne subentra uno che è in fortissimo odore di libera muratoria».

E ad un pontefice «sicuro che solo nella Chiesa di Cristo c’è la salvezza» segue «un paladino dell’ecumenismo», talmente ardito da dichiarare ad Eugenio Scalfari nel 2013: «Non esiste un Dio cattolico, esiste Dio». Per Dezzani, il fondatore della “Repubblica”, «ben introdotto negli ambienti “illuminati” nostrani ed internazionali», in effetti «è un’ottima cartina di tornasole per afferrare il mutamento in seno alla Chiesa», strettamente sorvegliato dall’élite di potere. Si passa dall’editoriale “Da Pacelli a Ratzinger, la lunga crisi della Chiesa” del maggio 2012, dove Scalfari ragiona a distanza sul pontificato “lezioso” di Ratzinger, rinfacciandogli una scarsa apertura alla modernità, a Lutero ed all’ecumenismo, al dialogo tête-à-tête del novembre 2016, dove Scalfari discetta amabilmente con Bergoglio di “meticciato universale”, «tema tanto caro alla massoneria», interprete del sincretismo culturale che è alla base della modernità stessa, alla cui creazione proprio il network libero-muratorio contribuì, a partire dal ‘700.

Federico Dezzani si concentra su Bergoglio, che considera «la versione petrina di Barack Obama», al punto che «si potrebbe sostenere che sia stato il presidente americano ad installare il gesuita ai vertici della Chiesa»? Sarebbe un’affermazione «soltanto verosimile», precisa, visto che «sono gli stessi ambienti che hanno appoggiato Barack Obama (e che avevano investito tutto su Hillary Clinton nelle ultime elezioni) ad aver preparato il terreno su cui è germogliato il pontificato di Bergoglio». In altre parole, è il milieu «della finanza angloamericana, di George Soros e dell’establishment anglofono liberal». Se si riflette sugli ultimi tre anni di pontificato, continua Dezzani, l’azione del Papa sembra infatti ricalcata sull’amministrazione democratica. Obama si fa il paladino della lotta al surriscaldamento globale, culminata col Trattato di Parigi del dicembre 2015? Bergoglio risponde con l’enciclica ambientalista “Laudato si”. Obama «ed i suoi ascari europei, Merkel e Renzi in testa», incentivano l’immigrazione di massa? Bergoglio «ne fornisce la copertura religiosa, finendo coldedicare la maggior parte del pontificato al tema». Ancora: Obama legalizza i matrimoni omosessuali? «Bergoglio si spende al massimo affinché il Sinodo sulla famiglia del 2014 si spinga in questa direzione».

Gli “automatismi” continuano, estendendosi anche al welfare. La Casa Bianca vara una discussa riforma sanitaria che incentiva l’uso di farmaci abortivi? «Bergoglio allarga all’intera platea di sacerdoti, anziché ai soli vescovi, la facoltà di assolvere dall’aborto». Ma è possibile «insediare in Vaticano» un pontefice «in perfetta sintonia con l’amministrazione democratica di Obama» e, sopratutto, «espressione degli interessi retrostanti», che Dezzani definisce «massonici-finanziari»? E’ il tema della ricostruzione di Dezzani, che parte dalla “resa” di Ratzinger. Se si vuole attuare un “regime change”, il primo passo è «sbarazzarsi della vecchia gerarchia». Dinamica classica, «già vista in Italia con Tangentopoli, che spazzò via la vecchia classe dirigente italiana spianando la strada ai governi “europeisti” di Amato e Prodi». In Germania, la Tangentopoli tedesca «decapitò la Cdu e favorì l’emergere della semi-sconosciuta Angela Merkel». A Firenze, lo scandalo urbanistico sull’area Castello «eliminò l’assessore-sceriffo Graziano Cioni e avviò la scalata al potere di Matteo Renzi». O ancora, in Brasile, dove «lo scandalo Petrobas ha causato la caduta di Dilma Rousseff e la nomina a presidente del massone Michel Temer».

Stesso schema, sempre: «Accuse di corruzione (fondate o non), illazioni infamanti, minacce, sinistre allusioni, carcerazioni preventive, battage della stampa, false testimonianze, omicidi: qualsiasi mezzo è impiegato per “scalzare” i vecchi vertici indesiderati». In Vaticano, nel mirino finirono «Ratzinger e il suo seguito di cardinali conservatori, da defenestrare a qualsiasi costo per l’avvento di un pontefice modernista». Ed ecco, puntale, lo scandalo “Vatileaks”, cioè lo smottamento – lungamente incubato – che ha condotto al ritiro di Ratzinger. L’analisi di Dezzani parte dagli Usa. Aprile 2009: Obama è insediato alla Casa Bianca da appena tre mesi «e con lui quell’oligarchia liberal decisa a sbarazzarsi di Benedetto XVI». In Italia esce “Vaticano SpA”, il libro di Gianluigi Nuzzi che “grazie all’accesso, quasi casuale, a un archivio sterminato di documenti ufficiali, spiega per la prima volta il ruolo dello Ior nella Prima e nella Seconda Repubblica”. Ovvero: «Mafia, massoneria, Vaticano e parti deviate dello Stato sono il mix di questo bestseller che apre la campagna di fango e intimidazione contro Ratzinger».

L’autore, secondo Dezzani, «è uno dei pochi giornalisti italiani ad essere in stretti rapporti con il solitamente schivo Gianroberto Casaleggio: Nuzzi ottiene nel 2013 dal guru del M5S una lunga intervista e, tre anni dopo, partecipa alle sue esequie a Milano». Nuzzi è una prestigiosa “penna” del “Giornale”, di “Libero” e del “Corriere della Sera”: è lecito supporre che «confezioni “Vaticano SpA” e il successivo bestseller “Vatileaks”, avvalendosi delle fonti passategli dagli stessi ambienti che si nascondo dietro Gianroberto Casaleggio ed il M5S»? Ipotetici, veri manovratori: «I servizi atlantici e, in particolare, quelli britannici che storicamente vivono in simbiosi con la massoneria». Il biennio 2010-2011 vede Ratzinger «assalito da ogni lato dalle inchieste sulla pedofilia, il tallone d’Achille della Chiesa cattolica su cui l’oligarchia atlantica può colpire con facilità», infliggendo ingenti danni. “Scandalo pedofilia, il 2010 è stato l’annus horribilis della Chiesa cattolica” scrive nel gennaio 2011 il “Fatto Quotidiano”.

È lo stesso periodo in cui l’argentino Luis Moreno Ocampo, primo procuratore capo della Corte Penale Internazionale ed ex-consulente della Banca Mondiale, valuta se accusare il pontefice Ratzinger di crimini contro l’umanità, imputandogli i “delitti commessi contro milioni di bambini nelle mani di preti e suore ed orchestrati dal Papa”. Poi arriva il 2012, ancora con gli americani in prima linea. Lo rivela Wikileaks, svelando l’esistenza di un documento «indispensabile per capire le trame che portano alla caduta di Ratzinger». È il febbraio 2012 quando John Podesta, futuro capo della campagna di Hillary, scrive a Sandy Newman un’email intitolata: “Opening for a Catholic Spring? just musing…” ossia: “Preparare una Primavera cattolica? Qualche riflessione…”. Già allora, Podesta era «un papavero dell’establishment liberal», capo di gabinetto della Casa Bianca ai tempi di Bill Clinton, nonché fondatore del think-tank “Center for American Progress”, «di cui uno dei principali donatori è lo speculatore George Soros». E Sandy Newman? Creatore di potenti think-tanks progressisti (“Voices for Progress”, “Project Vote!”, “Fight Crime: Invest in Kids”) in cui si fece le ossa, fresco di dottorato, il giovane Obama.

Scrive Newman: «Ci deve essere una Primavera cattolica, in cui i cattolici stessi chiedano la fine di una “dittatura dell’età media” e l’inizio di un po’ di democrazia e di rispetto per la parità di genere». E Podesta: «Abbiamo creato “Cattolici in Alleanza per il Bene Comune” per organizzare per un momento come questo, ma non ha ancora la leadership per farlo. Come la maggior parte dei movimenti di “primavera”, penso che questo dovrà avvenire dal basso verso l’alto». Lo scambio di email hacketrato ora da Wikileaks, aggiunge Dezzani, si inserisce perfettamente nel contesto degli ambienti anglosassoni liberal, «gli stessi dove si discute da anni della necessità di un Concilio Vaticano III che apra a omosessuali, aborto e contraccezione». 

Il mondo ha bisogno di un nuovo Concilio Vaticano, scrive nel 2010 un membro del “Center for American Progress”, che parla apertamente di una “primavera cattolica” «che ponga fine alla dittatura medioevale della Chiesa, sulla falsariga della “primavera araba” che ha appena sconquassato il Medio Oriente».

Di lì a poche settimane, continua Dezzani, «parte infatti la manovra a tenaglia che nell’arco di una decina di mesi porterà alla clamorose dimissioni di Benedetto XVI: è il cosiddetto “Vatileaks”, una furiosa campagna mediatica che attaccando su più fronti (Ior, abusi sessuali, lotte di palazzo, la controversa gestione della Segreteria di Stato da parte del cardinale Bertone) infligge il colpo di grazia al già traballante pontificato del conservatore Ratzinger, dipinto come “troppo debole per guidare la Chiesa”». L’intero scandalo, insiste Dezzani, poggia sulla fuga di notizie, «un’attività che dalla notte dei tempi è svolta dai servizi segreti». Notizie «trafugate» sono quelle che consentono a Nuzzi di confezionare il secondo bestseller, il libro-terremoto che esce nel maggio 2012: “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI”, poi tradotto in inglese dalla CasaleggioAssociati con l’emblematico titolo “Ratzinger was afraid: The secret documents, the money and the scandals that overwhelmed the pope”.

Chi è la fonte di Nuzzi, il cosiddetto “corvo”? «Come nel più banale dei racconti gialli, è il maggiordomo, quel Paolo Gabriele che funge da capro espiatorio per una macchinazione ben più complessa», sostiene Dezzani. Notizie “trafugate” sarebbero anche quelle che compaiono sul “Fatto Quotidiano”, utili a dimostrare che lo Ior, gestito da Ettore Gotti Tedeschi, per il giornale di Travaglio «non ha alcuna intenzione di attuare gli impegni assunti in sede europea per aderire agli standard del Comitato per la valutazione di misure contro il riciclaggio di capitali», né di «permettere alle autorità antiriciclaggio vaticane e italiane di guardare cosa è accaduto nei conti dello Ior prima dell’aprile 2011». Gotti Tedeschi, ricorda Dezzani, verrà brutalmente licenziato dallo Ior il 25 maggio, lo stesso giorno dell’arresto del maggiordomo Gabriele, «così da alimentare il sospetto che i “corvi” siano ovunque, anche ai vertici dello Ior, Gotti Tedeschi compreso».

Notizie “trafugate”, infine, sarebbero anche gli stralci pubblicati da Concita De Gregorio su “La Repubblica” e da Ignazio Ingrao su “Panorama” nel febbraio 2013, «estrapolati da un presunto dossier segreto e concernenti una fantomatica “lobby omosessuale in Vaticano”: sarebbe la gravità di questo documento, secondo le ricostruzione della stampa, ad aver convinto Ratzinger alle dimissioni». Si arriva così all’11 febbraio 2013: durante un concistoro per la canonizzazione di alcuni santi, Benedetto XVI, visibilmente affaticato, comunica in latino la clamorosa rinuncia al Soglio Pontificio. «Fu costretto alle dimissioni sotto ricatto? Era effettivamente spaventato?». Ratzinger smentisce nel modo più netto. Di recente ha ribadito che «non si è trattato di una ritirata sotto la pressione degli eventi o di una fuga per l’incapacità di farvi fronte». E ha aggiunto: «Nessuno ha cercato di ricattarmi».

L’11 febbraio 2013, Ratzinger aveva affermato di «non essere più sicuro delle sue forze nell’esercizio del ministero petrino». Lo si può capire: era «fiaccato da tre anni di attacchi mediatici, piegato dallo scandalo “Vatileaks”». Così, l’anziano teologo – 86 anni – ha scelto le dimissioni. Tutto calcolato? «Le disgrazie del “conservatore” Ratzinger ed il massiccio cannoneggiamento che ha indebolito i settori della Chiesa a lui fedeli, spianano così la strada ad un Papa modernista, che attui quella “Primavera cattolica” tanto agognata dall’establishment angloamericano», scrive Dezzani. «Il Conclave del marzo 2013 (durante cui, secondo il giornalista Antonio Socci, si verificano gravi irregolarità che avrebbero potuto e dovuto invalidarne l’esito), sceglie così come vescovo di Roma l’argentino Jorge Mario Bergoglio: primo gesuita a varcare il soglio pontificio, dai trascorsi un po’ ambigui ai tempi della dittatura argentina». Duro il giudizio di Dezzani: «La ricattabilità è un tratto saliente dei burattini atlantici, da Angela Merkel a Matteo Renzi». Inoltre, il nuovo vescovo di Roma «è salutato con gioia dalla massoneria argentina, da quella italiana e dalla potente loggia ebraica del B’nai B’rith, che presenzia al suo insediamento».

Lo stesso Bergoglio è un libero muratore? «Più di un elemento di carattere dottrinario, dal diniego che “Dio sia cattolico” all’ossessivo accento sull’ecumenismo, fanno supporre di sì», sostiene Dezzani. «Ma è soprattutto l’amministrazione democratica di Barack Obama e quella cricca di banchieri liberal ed anglofoni che la sostengono, a rallegrarsi per il nuovo papa». Bergoglio è il pontefice che «attua nel limite del possibile quella “Primavera Cattolica” tanto agognata (matrimoni omosessuali, aborto e contraccezione)». 

E’ il Papa che «sposa la causa ambientalista», che «fornisce una base ideologica all’immigrazione indiscriminata», che «sdogana Lutero e la riforma protestante». Ancora: è il pontefice che «sostanzialmente tace sulla pulizia etnica in Medio Oriente ai danni dei cristiani per mano di quell’Isis, dietro cui si nascondono quegli stessi poteri (Usa, Gb e Israele) che lo hanno introdotto dentro le Mura Leonine». È anche il primo Papa ad avere l’onore di parlare al Congresso degli Stati Uniti durante la visita del settembre 2015, prodigandosi per «sedare i malumori nel mondo cattolico americano contro la riforma sanitaria Obamacare».

L’ultimo clamoroso intervento di Bergoglio a favore dell’establishment atlantico, continua Dezzani, risale al febbraio 2016, quando il pontefice etichettò come “non cristiana” la politica anti-immigrazione di Donald Trump. Un «incauto intervento», che per Dezzani rivela «il desiderio di sdebitarsi con quel mondo cui il pontefice argentino deve tutto», ma c’era anche «la volontà di mettere al riparo la sua opera di “modernizzazione” della Chiesa». La vittoria di Hillary Clinton, cioè della candidata di George Soros e dell’oligarchia euro-atlantica, «era infatti la conditio sine qua non perché la “Primavera Cattolica” di Bergoglio potesse continuare». Al contrario, «la sua sconfitta ha smantellato quel contesto geopolitico su cui Bergoglio ha edificato la traballante riforma progressista della Chiesa», sostiene sempre Dezzani. «Come François Hollande, come Angela Merkel e come Matteo Renzi, Jorge Mario Bergoglio, benché vescovo di Roma, oggi non è altro che il residuato di un’epoca archiviata». Dezzani lo considera «un figurante senza più copione, fermo sul palco, ammutolito ed estraniato, in attesa che cali il sipario».

«Ultimo sussulto», da parte di Bergoglio, per «blindare la sua opera», il conferimento a tutti i sacerdoti della facoltà di assolvere dal peccato dell’aborto. A ciò si aggiunge «una terza infornata di cardinali (più di un terzo del collegio cardinalizio è ora formato da prelati a lui fedeli), così da imprimere un connotato “liberal” anche al futuro della Chiesa di Roma». Ma, per Dezzani, «è ormai troppo tardi», perché «la ribellione dentro la Chiesa alla sua “Primavera Cattolica” è iniziata». Quattro cardinali hanno di recente sollevato gravi contestazioni al documento “Amoris Laetitiae”, con cui Bergoglio ha chiuso i lavori del Sinodo sulla Famiglia, «contestazioni cui il pontefice non ha ancora risposto». E soprattutto: «Alla Casa Bianca non c’è più nessuno a proteggerlo. Anzi, c’è un presidente in pectore che, forte del voto della maggioranza dei cattolici americani, ne gradirebbe forse le dimissioni sulla falsariga di Benedetto XVI».
Un’analisi buia, estrema e sconcertante. In premessa, Dezzani la definisce “verosimile”. Poi però la sottoscrive senza più incertezze: per Bergoglio, dice, «la fine si avvicina».


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Per i libri del diavolo… grande successo editoriale


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Dietro ogni successo editoriale di livello planetario, come succede da qualche anno a questa parte soprattutto per un certo filone pseudo-spirituale e pseudo-esoterico, c’è sempre un’altrettanta mastodontica mistificazione.
Se ci si chiede infatti perché e come certi libri di un settore tutto sommato minoritario possano vendere tanto (si parla addirittura di cento milioni di copie per il Codice da Vinci o giù di lì) il primo indizio va certamente ricercato nella sindrome del pecorone, da cui è tristemente afflitto il genere umano. Ma la cosa va più in profondità, e il qualunquismo generalizzato di oggi da solo non basta a rendere ragione di certe cifre di vendita. Ci sono altri due (o forse tre, a ben pensarci) motivi ben in evidenza, secondo me: il primo è che oggi la gente, nella banalità di una vita inscatolata e confezionata a livello industriale come quella di oggi del mondo almeno occidentale ha bisogno di qualche valvola di sfogo che la riavvicini in qualche modo a un senso del trascendente, del magico, del soprannaturale con cui l’umanità – o almeno una buona parte di essa -aveva una certa familiarità fino all’illuminismo, quando è stato buttato via il bambino con l’acqua sporca del bagnetto. La cosiddetta “scienza” (cioè in realtà ignoranza dei piani non identificabili sensorialmente: dunque ottusità) ha sepolto in questo modo una parte molto importante – anzi fondamentale – dell’uomo, quella che lo faceva stare in contatto con le sue vere radici e il “vero” senso dell’esistenza, che non si trova certo sul piano esclusivamente terreno.
Dunque questa produzione pseudo-letteraria (ma pseudo-tutto, in realtà,poiché non è che carta straccia) risponde appunto a questa esigenza:ma in modalità di “toccata e fuga” superficialmente, in modo talmente epidermico da potersi paragonare all’inoculazione di un vaccino che reca con sè una minima parte della patologia, di modo che poi se ne sia immuni. Così facendo (e certamente tutto ciò non avviene a caso ma è pianificato, se non intenzionalmente almeno a livello di inconscio collettivo) la gente si illude di avere la sua parte di Soprannaturale mentre non glie ne viene dato che un misero surrogato, un succedaneo fasullo e, appunto ,illusorio: ma al tempo stesso letale perché, dall’altro lato,gli impedisce di entrare in contatto con quelli che sono i veri principi della spiritualità. Intanto tutti si sentono spirituali,e tanto basta.Ma a qualcuno conviene che rimangano così come sono: illusi di aver toccato chissà quale livello di elevazione ,ma fondamentalmente sempre uguali a se stessi,specchio malato della società bacata di oggi.
Un altro motivo è che la massa, secondo un detto latino: “vulgut vult decipit: ergo decipiatur” (cioè “il volgo-la massa- vuole essere ingannato:dunque lo sia”) predilige quelli che potremmo definire “falsi profeti”,perchè essi propongono ingannevolmente un percorso che esime dal duro e impegnativo lavoro interiore; un cammino facile e comodo,in cui adagiarsi con tutto agio, cosa che non può che essere un grosso richiamo all’uomo di oggi, cullato fra elettrodomestici e new age, fra talk show che esibiscono la peggio deficienza dell’universo e corsi di auto-miglioramento (a pagamento, naturalmente), fra Sanremo e meditazione fai-da-te. La favola un po’ fraudolenta di Harry Potter perlomeno aveva argutamente coniato il giusto termine per costoro: “babbani” ,misto fra babbei e villani.
E veniamo allo specifico della “lista nera”, con i nomi più insospettabili, aldilà dell’ormai ampiamente smascherato Dan Brown che si è inventato tutta un’altra “ultima cena” di Leonardo, un priorato di Sion inesistente, una fantomatica Maddalena incinta- nientemeno – che di Gesù (siamo al romanzo rosa) che dà vita alla stirpe dei regnanti di Francia…il tutto preso quasi di peso da un saggio, uscito molti anni prima, di una terna di autori di cui il nostro riprende,poco astutamente,i nomi riassumendoli nel cattivaccio di turno (cosa che gli è costata una causa legale per plagio) . Un minestrone di falsità storiche, artistiche e mitologiche.
E che dire di Paulo Coelho, che nel romanzo che gli ha dato la notorietà, “l’Alchimista”, ha messo in scena come fulcro centrale della vicenda stessa che dà vita al libro, una storia tradizionale ebraica (ma presente anche nel misticismo islamico sufi), quella del poveretto che sogna di trovare un tesoro nascosto lontano lontano; parte e attraverso mille vicissitudini scopre che doveva tornare a casa per scoprirlo sotterrato sotto il suo pavimento. La storia in sé è molto significativa e profonda (ciò che cerchiamo al di fuori di noi lo possiamo trovare solo dentro di noi),ma non è farina del suo sacco. Sacco multimilionario che si è rimpinguato proponendo, se mai avete letto l’amico, personaggi stereotipati e praticamente tutti uguali che parlano come libri stampati, ma tutti con lo stesso, discreto, tono di voce e quasi con le stesse parole, esprimendo ridicole banalità con tono di grande importanza e serietà. Leggere uno dei suoi libri vuol dire leggerli tutti, poiché sono frutto di un insopportabile e al tempo stesso irrealistico clichè.
Passiamo all’”insospettabile” per eccellenza, il “grande” Osho, osannato dai più spericolati aspiranti spirituali da post-it e considerato il non plus ultra delle frontiere dello spirito.Questo furbacchione, che molto probabilmente non scriveva (è morto da parecchi anni) nemmeno da sè i suoi libri ma secondo me li commissionava ad altri (questo però non è provato: è solo una mia congettura, per via della piattezza dello stile,opaco e neutro), era un sorta di tuttologo “spirituale” che sentenziava su tutto ed ogni cosa, con argomenti che rappresentano un pot-pourri di varie tradizioni spirituali (autentiche) mescolando una sottile psicologia con lo yoga, una benevola meditazione con un’esortazione alla “normalità” pressappoco in questi termini: “tutte queste storie dell’esoterismo sono balle: mangiate la vostra colazione, fate la vostra vita…..ecc.” E poi? Una frase del genere è un inno al qualunquismo, anche se può essere scambiata per un’esortazione a godersi la vita.Cosa che naturalmente va benissimo- anzi bisogna- ma che , ahimè, non si può fare se non si mettono i giusti valori al primo posto.
E poi l’altrettanto famigerato Sitchin, il fantasioso per eccellenza, che vantando conoscenze accademiche che non possedeva (la sua presunta conoscenza della lingua sumera, rivelatasi deficitaria) si è inventato le traduzioni del linguaggio cuneiforme più consone alla propagazione del suo impianto “culturale”: cioè che c’è un decimo pianeta da cui provengono i nostri “creatori” (tralasciando le esilaranti motivazioni che li avrebbero spinti fin quaggiù a lavorare di pala e piccone in miniera pur possedendo una tecnologia che gli consentiva di attraversare il sistema solare da un capo all’altro). Dunque noi da essere alienati siamo passati ad essere alieni: non c’è male come salto di qualità.
L’ultimo da prendere in considerazione è Carlos Castaneda, che si salva parzialmente perché almeno nei suoi primi tre-quattro libri ha delineato magistralmente la figura e l’insegnamento davvero rivoluzionario di uno sciamano sui generis ma prototipo dell’uomo realizzato; c’è chi lo accusa di essersi inventato tutto,ma questo non sminuisce il valore dei principi presentati, di assoluta rilevanza e di grande incidenza. Le noti dolenti si presentano quando, alla presunta “scomparsa” del suo maestro Don Juan, Castaneda per poter aver la scusa per continuare a vendere ( e anche lui come gli altri della serie ha venduto milioni e milioni di libri) si è inventato di sana pianta una fantomatica “tradizione tolteca” che nessuno ha mai sentito nominare (non si sa quasi nulla dei toltechi, non ci sono documenti storici a loro riguardo) sfornando un libro dopo l’altro innestandovi anche una tecnica il cui nome è stato copiato da un noto architetto. Non contento negli ultimi anni della sua vita si è dato anche ai corsi a pagamento (profumatissimo) – forse voleva comprarsi un’altra portaerei.
Tutti questi millantatori hanno riempito il mondo di milioni di libri venduti, spargendo frottole e fanfaluche nelle menti dei milioni che amano farsi prendere in giro.
Niente di meglio che concludere con un saggio ammonimento del passato:
“larga è la via che mena alla perdizione e molti sono quelli che vanno per essa, ma stretta è la porta che conduce alla vita eterna; e pochi sono quelli che l’imboccano”.
“Chi sa non parla, chi parla (tanto) non sa”,
La moltitudine è sempre dalla parte sbagliata; se un prodotto letterario di genere ha tanto successo, perciò, qualcosa puzza.
Simon Smeraldo

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Credere nella religione o vivere zen…?




Lo scontento nella Chiesa è palpabile. Gli integralisti tentano di negare l’evidenza, ma il vaso di Pandora è stato aperto e stanno uscendo tutte le storture di un potere temporale che ha abusato per duemila anni di un’ispirazione divina.

Anche nella cattolica Italia del nord, un ex sacerdote ha fondato un centro di spiritualità che fa capo ad un movimento religioso americano, pur rimanendo nell’ambito della cristianità; è una chiesa che accoglie e non esclude, vissuta nella libertà di parola e di azione individuale, ma nel costante rispetto dell’insegnamento del Vangelo.

Questa frammentazione delle correnti religiose all’interno del cristianesimo è in continuo aumento e, mentre un tempo non si conosceva nulla di ciò che avveniva a qualche decina di chilometri di distanza, ora in pochi secondi siamo catapultati all’altro capo del mondo e sappiamo quello che sta succedendo là. Queste notizie corrono e la gente è disorientata. Facciamo ancora fatica a non guardare chi è diversamente religioso senza diffidenza, siamo troppo impastati nei nostri dogmi e nelle certezze che ci hanno imposto, ma in questi ultimi tempi stiamo andando alla deriva e subentra una sensazione di fallimento, di tempo sprecato tra precetti e intercessioni.

Il Papa, lui solo, sta conducendo una crociata pacifica proprio all’interno del suo stesso credo, lasciando lo spazio di redenzione per chi si sente coinvolto, contando sul buon senso e la Fede nell’Unico Dio che ci protegge, neri, rossi, gialli, bianchi.

Ma proprio nel vocabolo “D-i-o” si giocano le sorti del mondo, senza riflettere sul fatto che è una parola e che altri la leggono e la traducono in modo diverso, senza pensare che Dio è anche l’Universo conosciuto, è ovvio che pregare per l’Universo sia proprio come pregare Dio stesso. Credere questo o quello, non accettare un rito, ma un altro, ripetere certe parole e non altre, mi ricorda che se vivessimo tutti un po’ “Zen” forse potremmo capirci di più.

Impossibile spiegare a parole  cosa sia lo Zen, che non è una filosofia od un credo ma una semplice intuizione spirituale profonda; un pioniere nei cammini orientali fu Alan Watts (1915-1973), in un suo scritto spiega che vivere zen è vivere nel rispetto di quello che siamo: attori consapevoli. “Nell’Universo c’è una sola grande energia, per la quale, in verità, non c’è un nome, ma che tuttavia è stata definita con molti nomi, come Dio, Brahman, Tao, ecc… (…) la parola ‘Dio’ è abusata, urlata, tarlata e quando sentiamo ripetere nelle preghiere ‘Dio Padre Onnipotente…’, una sorta di sbadiglio sale inarrestabile dall’intimo (…)”. C’è un grande bisogno di cambiamento, ma un cambiamento vero! Quando si fa pulizia si deve spostare tutto, buono e cattivo, e fare una scelta, “separare la zizzania dal grano”!

Cosa rimane nella Chiesa del nostro vecchio cattolicesimo?

Se anche non rimanesse nulla, proviamo a pensare che tutto nell’Universo è luce e ombra e noi stessi un po’ vivi e un po’ morti. Ma la morte non è altro che energia e che è in continua trasformazione.

Ogni sonno è una piccola morte, ogni tramonto è un giorno che muore. Forse il nostro cattolicesimo sta raggiungendo un limite della fase ON/OFF.

Viviamo costantemente nell’illusione di essere e distruggiamo il potenziale della nostra vita per avere qualcosa che non farà parte di noi nell’evoluzione dell’Universo.

Capire che siamo parte di quell’unico, universale respiro aiuterebbe questa società malata ad essere più comprensiva, compassionevole e tollerante.

Se si penetra il pensiero universale, ci si rende conto di vivere in una commedia.

Ettore Petrolini disse: “Una tragedia da ridere questo nostro soffrire: si nasce per vivere e si vive per morire!”

Quale altra certezza ci offre la vita?

Vale la pena allora di rivedere i nostri stili di vita, ridimensionare le pretese e condividere le opportunità.
Non c’è arma migliore, contro l’oscurità delle persone, che essere disarmati e sorridere.
Imparare a “vivere Zen” non è facile, ma si può cominciare; per esempio si può partire dal chiacchiericcio interno, dal continuo pensiero, dalla creazione di immagini sbagliate, simboli dettati dalle paure, da visualizzazioni distorte, dai giudizi.

Fare spazio alla realtà del momento, ai movimenti del vivere quotidiano, alla preghiera costante e continua che sale dal cuore, alla gratitudine.

Lo “za-Zen” è la meditazione seduta contemplativa, è fare spazio al nulla; è la pulizia della mente suggerita da San Giovanni della Croce che, qualche secolo fa, proponeva di svuotare prima la mente da tutta la zavorra, per far posto a Dio.I cammini stanno cominciando a dare spazio proprio a questa filosofia; il cammino è importante finché è cammino, non conta la meta. E’ nel cammino che si cambia, la meta è solo la conclusione di “quel” cammino, poi, subito dopo, ne inizia un altro.

Saper guardare oltre i cinque sensi è un’altra meta da raggiungere per “Vivere Zen”.

Lao-zi, un saggio taoista,  diceva che “i 5 colori accecano l’occhio, i 5 toni assordano l’orecchio e i 5 sapori ottundono il palato”, se ci limitiamo a guardare sempre i 5 colori e a sentire i 5 toni, saremo sempre ciechi e sordi, perché l’Universo va ben al di là di questi sensi e “sentire e vedere” le sfumature aprirà la mente e ridarà pace alla nostra vita, lasciando spazio al cambiamento e al variare delle stagioni, senza opporre resistenza, senza farci rodere dal giudizio, dall’invidia e dall’egoismo.

La vera liberazione e la vera Fede sono nel sentirsi parte attiva dell’Universo, svolgendo il proprio compito ed allo stesso tempo sapendo che non “ci appartiene”. Ogni tassello del mosaico prenderà il posto assegnato, e così sia.

Franca Oberti


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(Fonte: http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Credere-in-una-religione-o-vivere-zenhttp://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Credere-in-una-religione-o-vivere-zen)

Varna ed Ashrama - Ordinamento della società vedica


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La società vedica era divisa in Varna ed Ashrama. I Varna sono classi sociali: Brahamana, Kshatriya, Vaisya, Sudra.

Siamo portati a pensare che questa organizzazione sociale sia una artificiosa costrizione, un confinamento forzoso delle persone, un modo per meglio tiranneggiare il popolo. In realtà, non è così.

I Varna sono semplicemente la naturale organizzazione sociale. Tutte le società civilizzate sono naturalmente strutturate in Varna.

I Sudra erano gli artigiani, gli artisti, i musicisti, gli attori, gli operai. Raffigurati come i piedi della società, erano impegnati al servizio delle altre categorie di persone, degli appartenenti agli altri Varna. Non ricevevano una retribuzione perché Vaisya, Kshatriya e Brahamana, si preoccupavano del loro benessere.

I Vaisya, rappresentati dall'addome e dalle gambe, si occupavano dell'agricoltura, allevamento e commercio. La loro funzione era la produzione di ricchezza per la società intera. Ricchezza che non era come quella che intendiamo oggi. Il denaro infatti era utilizzato da pochissimi. La ricchezza si misurava in cereali, vegetali, frutta, latte, acqua pulita, terra fertile etc. Noi oggi siamo stati indotti a considerare ricchezza il conto in banca, il PIL (Prodotto Interno Lordo), le proprietà immobiliari etc. e l'accumulo come conseguenza della crescita economica.

Gli Kshatriya, rappresentati dal petto, erano i Re, i politici ed i guerrieri. Quando c'era una guerra, andavano a combatterla senza coinvolgere gli appartenenti agli altri Varna. Loro compito era la protezione della popolazione, in accordo alle Leggi di Natura. Proteggevano tutti da possibili attacchi, si occupavano di amministrare la Legge etc.

I Brahamana, rappresentati dalla bocca, erano la classe intellettuale. Si occupavano dello studio, delle funzioni religiose, dell'insegnamento, di astronomia, medicina, insomma di tutto ciò che implica l'uso dell'intelletto.

La raffigurazione dei quattro Varna come bocca, petto, addome e piedi, ci fa notare come la società sia un corpo unico. Le varie parti, non potrebbero esistere indipendentemente. Senza i piedi, non possiamo camminare e stare ritti, senza addome non potremmo mangiare e nutrirci, senza petto non potremmo sostenere la testa e senza testa l'intero corpo morirebbe.

I nemici che mirano a guadagnarne il controllo di una società, si preoccupano di colpire (a seconda del tipo di controllo desiderato), una delle quattro divisioni sopra indicate.

Ad esempio, in India i Musulmani (l'ISLAM è principalmente una religione politica), cercarono di indebolire il Varna degli Kshatriya perché il loro interesse era l'affermazione della Legge coranica mentre gli inglesi cercarono di indebolire maggiormente il Varna dei Brahamana perché volevano un controllo totale sulla società, e porre le tradizioni e la cultura indiana sotto il loro controllo.

Altri esempi di attacco ad una società sono quelli di spingere agricoltori ed operai alla rivolta contro le altre classi sociali. Il Comunismo ottenne quello che desiderava proprio innescando rivolte di contadini ed operai.

Per cortesia, interessatevi ed approfondite l'argomento. Ponetevi delle domande.

Alessandro D'Arpini


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Miti e bugie storiche nel giudaismo e nelle sue successive estensioni (cristianesimo ed islam)



Nulla dei FONDAMENTI della narrazione ebraica, ovvero di quelli relativi alle vicende del Pentateuco, ha ricevuto una qualche comprova archeologico-storica. A cominciare dalle figure dei "Patriarchi" e in primis di "Abramo", per arrivare allo stesso "Mosè", all'"esodo dall'Egitto", alla "traversata del Mar Rosso", a "Giosuè" e alla "conquista di Canaan", alla "monarchia di Salomone"... L'intera triade delle religioni monoteiste mediorientali poggia su basi essenzialmente mitiche, scelte e stabilite dai prominenti di Giuda (in particolare da Ezra intorno al 458 a. C. (1)) con lo scopo di dare un cemento ideologico unitario alle loro sparse tribù seminomadi, che in realtà avevano avuto, sino all'esilio in Babilonia, una storia oscura e  mediocre ed erano state politeiste(2). Idem dicasi per "la Verità Rivelata che si fa carne". 

Ciò che ai "cristiani" sembra auto-evidente ad altri può appare come delirio. Il quale ultimo in altri tempi sarebbe stato imposto con la tortura e il rogo. Oggi, perlomeno, questa mostruosità non è più possibile. Rispetto ad ogni questione di verità ce n'è una - mentre molte possono essere le menzogne. Si tratta, appunto, di vedere con coraggio e mente libera cosa sia vero e cosa sia falso.

La Torah comprende, nella sua definizione propria, i libri di "Mosè", ovvero il Pentateuco: Genesi(3), Esodo(4), Levitico(5), Numeri(6) e Deuteronomio(7). E' evidente perché questo complesso di scritti costituisca il fondamento del giudaismo. La figura del capo-legislatore e la sua fantasaga nazionale centrata sul "Patto" che per suo tramite Yahweh avrebbe stipulato con gli Ebrei sul "Monte Sinai" (divenendo da quel giorno loro monodio razziale)(8) è la base identitaria stessa di tale religione. Il Talmud (palestinese e babilonese) non rappresenta altro che l'infinita successiva interpretazione rabbinico-sofistica di quei cinque Libri, a fini giudicativi-prescrittivi-normativi dell'intera vita quotidiana degli "eletti". 

Anche se, effettivamente, nel corso dei secoli esso ha assunto un'importanza perfino maggiore dei testi biblici. Pure il Talmud è oggi disponibile in internet(9). Ognuno può farsene un'idea. Certo di speculazioni "esoteriche" ad usum Delphini ne sono state prodotte a iosa e altre se ne aggiungeranno (per chi scrive già bastano e avanzano quelle chassidico-cabalistiche). E' un classico meccanismo della falsa coscienza: l'ermeneutica può intervenire sino alla deformazione più fantastica, più chimerica. L'unico aspetto, se si vuole, "positivo" in tutto ciò è che si conferma la potenza inventiva e creativa dello spirito umano.

La figura, d'origine zarathustriana, del Monos imperscrutabile il cristianesimo cattolico apostolico romano la ereditò  (ancorché "maternalizzandola", orientalizzandola(10)) dal "mosaismo" giudaico(11) - le virgolette sono d’obbligo, non essendo per nulla certo sia mai esistito neppure Mosè(12).

Per poterla imporre a tutto il mondo ci si dovette sbarazzare delle sette cristiane di origine gnostica, e ciò nel corso di secoli di lotte e persecuzioni sempre più terribili, dagli editti contro Marcione fino allo sterminio dei Catari(13).

Che cosa sostenevano la maggior parte di questi eretici? Che era IMPOSSIBILE il Dio universale di bontà, perdono e misericordia testimoniato dall'angelo-messaggero Gesù coincidesse con lo spietato arconte del Vecchio Testamento, di "proprietà" degli ebrei. Anzi, che quest'ultimo regnava sulla materia e sul male, il primo sullo spirito e il miglior destino - il vero telos - dell'uomo. 

E' chiaro che le visioni teologiche dualistiche (nonché, ovviamente, quelle politeistiche) possono dar conto in maniera più sensata del dolore e del male nel mondo. Si tratta di due principi, tenebra e luce, indipendenti e opposti ma complementari, presenti anche nel cuore umano, che si bilanciano e combattono da sempre. Con esito incerto. Compito dell'uomo è di fare in modo che questo conflitto si estingua nella vittoria della luce. La tirannica idea del Monos giudaico ha invece prevalso, come sappiamo, e in tutti i sensi e ambiti. E ora, infatti, viviamo immersi nel "pensiero unico": una sola tenebra avvolge tutto il mondo.

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Il "Testamento" appare sempre più, allo sguardo della ragione, come un insieme di libri d'autonarrazione mitologizzante di alcune tribù, scopiazzato in buona parte (dai mesopotamici, dai cananei, dai persiani, dagli egizi) e messo insieme nell'arco di un centinaio d’anni dopo il ritorno in Palestina dall'esilio babilonese. 

Le sue basi storiche sono fragili come sabbia del deserto(14). La pretesa dei rabbi e dei loro seguaci-concorrenti del cristianesimo ufficiale che Yahweh, lo specifico demiurgo giudaico, sia il Monos all'origine e padrone del mondo è qualcosa che appartiene più alla psicopatologia (per quanto di massa) che alla "fede". D'altro canto, come dimenticare che sono esistite - e ancora vivono - religioni, estranee al monoteismo mediorientale (il buddhismo, il giainismo...), che non sono mai state all'origine di nessuna persecuzione intraspecifica e concepiscono il rapporto dell'uomo con la natura e gli animali non umani in modo anti-tirannico? Il "peccato dell'uomo" è peccato di un essere che il sinistro arconte ha modellato "a sua immagine e somiglianza", come "compimento", anzi, della "creazione" stessa. 

A CHE PRO fornirlo di "libero arbitrio" per poi doverlo spazzare via o, bontà sua, sopportare? Gli indiani, quei grandi, parlano di lila, di gioco originario divino. Ma qui siamo di fronte a un pazzo sadico che meglio avrebbe fatto, anche prima del sabato, a riposarsi e dormire in eterno.
Quanto alla "storicità" della figura di Gesù imposta dalla Chiesa, è vero che l'ambito anticlericale e ateo vede una forte, profonda presenza giudaica - in funzione essenzialmente anti-cattolica. Ma bisogna essere equanimi e badare alla verità (alla ricerca senza paraocchi della medesima). La favola di "Cristo" cui siamo abituati sin dall'infanzia fa davvero acqua da tutte le parti. E non ha praticamente riscontro che non sia autoreferenziale, tautologico, cioè "neotestamentario". In Italia esistono studiosi seri che se ne sono occupati criticamente e ai cui scritti e interviste o conferenze si può accedere online. 

Mi riferisco, soprattutto, a Emilio Salsi(15) e a Giancarlo Tranfo(16). Può darsi che anche l'ipotesi di "Giovanni di Gamala" si riveli inattendibile - nessuno sa ancora con esattezza come e da chi venne elaborato il mito di "Gesù". Ma è senz'altro più razionale di quella che ci viene spacciata come verità storica e teologica - oltre a tutto con il corredo dei vari dogmi che la completano (relativi, persino, alla nascita "immacolata" di Maria!...). In ogni caso è sicuro che in nome di "Gesù", per almeno mille anni, dai "cristiani" al potere sono stati commessi delitti tremendi (nessun'altra religione si è macchiata di atrocità simili e così prolungate(17)). Già solo questo dovrebbe far pensare in modo decisamente critico riguardo a tutto l'edificio e alla sua stessa fondazione. Si diventa sempre ciò che si è.

E' lo stesso cristianesimo, in tutte le sue varianti, ad essere composto, intessuto di nebbie e chimere e apposite menzogne-furti-assemblaggi-manipolazioni. La scelta filologica e la lettura dei testi operata da Marcione aveva la medesima legittimità/arbitrarietà di quella cristallizzata in seguito dai suoi avversari a loro uso e consumo(18). D'altronde non è neppure sicuro che "Paolo di Tarso", il principale organizzatore del cristianesimo, sia un personaggio storico e non, invece, un'apposita invenzione (tesi niente affatto peregrina sostenuta da Emilio Salsi(19)).

Quel che proponeva la corrente cristiana dualista che dai marcioniti, passando attraverso i pauliciani, i tondrachiani, i bogomili, arrivò sino al martirio e al vero e proprio olocausto dei boni homini, MAI  avrebbe condotto agli orrori che si realizzarono sulla base della sua eradicazione. E' sufficiente, ai miei occhi, per guardare a quelle comunità cristiane con rispetto e sincera ammirazione. Fra le due, meglio senz'altro la favola che non si trasforma in incubo.

Joe Fallisi


NOTE 
(8) "Si legga la spiegazione fornita dal Talmud riguardo alla differenza ontologica fra eletto e gentile: 'Perché sono immondi i goyim? Perché essi non erano presenti sul Monte Sinai. Infatti, quando il serpente entrò in Eva, egli le infuse l'immondizia. Ma gli ebrei furono purificati da ciò sul Monte Sinai; i goyim, comunque, che non erano sul Monte Sinai, non furono purificati.' (Abhodah Zarah, 22b) E, in effetti: 'Dio li creò in forma d'uomini per la gloria di Israele. Ma gli Akum furono creati per il solo scopo di servirli [gli ebrei] giorno e notte. Né essi potranno mai essere sollevati da tale servizio. E' conveniente che il figlio di un re [un israelita] sia servito da animali nella loro forma naturale e da animali sotto forma di esseri umani.' (Midrasch Talpioth, 225d)" (http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/99664)
(10) Il personaggio misterico della Madonna (che dà alla luce Gesù come vergine, è essa stessa nata da "immacolata concezione" - aggiunta, quest'ultima, tardiva: dogma cattolico proclamato da Pio IX nel 1854 con la Bolla Ineffabilis Deus - e viene assunta in cielo al momento della morte) ha un'importanza inconcepibile nell'ambito rigidamente patriarcale veterotestamentario. Essendo la Trinità cristiana un unicum, Maria, in quanto madre del Figlio, risulta progenitrice pure del Padre, nonché dello Spirito Santo, che però magicamente la ingravida, rendendola "sposa di Dio". Ora, la pretesa discendenza del Nazareno dalla Casa di Davide si giustifica solo per via di Giuseppe. Ma se costui non intervenne col suo seme, questa medesima discendenza non esiste. Motivo in più per vedere, con gli occhi di Marcione, uno iato radicale tra Vecchio e Nuovo Testamento. Si aggiunga, a proposito della "Santissima Trinità", che trattasi di idea particolarmente arbitraria, e foriera infatti di ogni possibile impazzimento ermeneutico (particolarmente arduo, per esempio, dimostrare appunto come la Madonna sia insieme madre e sposa - nonché figlia, in quanto creatura umana - e di Gesù e del Padre e dello Spirito Santo). Altra cosa è la Trimurti indiana, che indica le tre forme, i tre aspetti della divinità: Brahma il Creatore, Vishnu il Conservatore, Shiva il Distruttore. Sono i principi all'origine della manifestazione, che si rinnova in eterno. Una visione niente affatto irrazionale (cfr.http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/60136).
(11) Yahweh, parola che definisce il (tardivo) Dio unico d'Israele senza volto e senza nome (meglio: Shem HaMeforash, di "nome ineffabile"), sembra derivi dalla radice ebraica hawah (hawa in arabo), donde i sostantivi howah (Ezechiele, Isaia II, xlvii) e hawwah (Salmi, Proverbi, Giobbe), "disastro, calamità, rovina". Dio del fulmine e della tempesta, d'origine edomita, fu adottato da "Mosè" dopo la "rivelazione" sul "Monte Sinai" e imposto alle tribù ebraiche sino ad allora politeiste (Yahweh, cui vien tolta la compagna Asherah, soppianta gli originari Elohim, ovvero le divinità in tutte le lingue semitiche) come loro proprio dio nazionale, "Guerriero Divino" degli "eletti". A partire dal deutero-Isaia si riscontra l'affermazione della sola esistenza di Geova e dell'inesistenza degli altri dei, i cui seguaci vanno combattuti. L'"originalità" del monoteismo giudaico consiste nella fantasia dell'"elezione". Per il resto, concettualmente, esso deriva dall'influenza esercitata dal primo zoroastrismo, secondo il quale all'azione creativa di Ahura Mazdâh nulla viene escluso, neppure le tenebre. 
(16) Cfr. http://www.yeshua.it/index.htm (tre altri siti in italiano pieni di informazioni e argomentazioni con cui non ci si può non confrontare sono quello di Luigi Cascioli, da poco scomparso, http://www.luigicascioli.eu/index.php, quello di Davide Donnini, http://www.nostraterra.it/cristianesimo.html, e http://www.jesusneverexisted.com/scholars-italian.html) e Alessio De Angelis, Alessandro De Angelis, La fine del cristianesimo. Gesù e gli Apostoli non sono esistiti: le prove, Uno Editori, 2012 (cfr.http://www.youtube.com/watch?v=kciSzpCW85A,http://www.youtube.com/watch?v=uzJA4ywrdQs,http://www.youtube.com/watch?v=iHL3r3-agec,http://www.youtube.com/watch?v=pQQ_tFjraLY).