11 settembre 2001... era il tempo delle more!


Attentati alle Torri Gemelle di New York: identificata la vittima numero  1.643 - la Repubblica
 New York. 11 settembre 2001. Sbriciolamento delle torri gemelle 

Uhu, uhh…  Ero appena tornato da una passeggiata nella valle del Treja, in cerca di more mature,  quando  l'11 settembre del 2001 mi telefonò a Calcata il caporedattore del Messaggero (edizione di Viterbo) per chiedermi un parere sull’appena avvenuto “attentato” alle Twin Towers (Torri Gemelle).  Mi raccontò che i due grattacieli di New York, costruiti in cemento armato con intelaiature di acciaio durissimo, erano state colpiti da due aeroplani di linea, “dirottati da terroristi  di Al Qaeda".

Subito dopo l'impatto seguì il crollo e la morte di migliaia di persone che si trovavano nelle strutture.  Le "Torri Gemelle"si sbriciolarono su se stesse in minuta polvere bianca senza toccare altri fabbricati e, per "simpatia", anche un altro fabbricato sito nei pressi,  il WTC 7,   crollò senza nemmeno che fosse stato colpito. Tanto che una giornalista della BBC  annunciò alla televisione che era crollato mentre dietro di lei era ancora perfettamente in piedi (https://www.bing.com/videos/search?q=wtc+7+journalist&&view=detail&mid=2EB31DCFB48C41F2D7252EB31DCFB48C41F2D725&&FORM=VRDGA).


Da tutte queste notizie "ufficiali"  sentii una forte  puzza di bruciato. Non credetti assolutamente alla fola dell’attacco dinamitardo di Al Qaeda ma siccome non avevo dati sufficienti per obiettare o sostenere tesi alternative mi limitai a dire: “...sono stati gli extraterrestri…”.

E con ciò sistemai la faccenda, lasciando chiaramente intuire il mio pensiero, ovvero che la fantasia degli addetti ai “servizi” è intergalattica (se ne inventano di tutti i colori..).

Ufo Sulle Torri Gemelle - YouTube


Peccato che il giornalista del Messaggero di Viterbo non raccolse la mia dichiarazione... che altrimenti la “bugia dinamitarda” sarebbe stata scoperta subito.

Niente paura, con  il trascorrere degli anni la verità vera dei fatti fu confermata da solide prove e da indizi inequivocabili sul come  le torri erano state buttate giù… In effetti  sin da subito  rimasi esterefatto quando appresi che tre enormi   grattacieli (di cui uno non era nemmeno stato colpito da nulla!) si erano letteralmente fusi in pochi secondi. Poi l'ottimo lavoro di migliaia di tecnici (la maggior parte dei quali ingegneri, architetti, fisici e chimici americani!) ha chiarito tutto e svelato il  trucco.  (Vedi: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/18/11-settembre-le-torri-del-wtc-erano-minate-una-commissione-di-vigili-del-fuoco-lo-sostiene-e-per-me-e-giusto-ascoltarli/5382262/  - ed anche: https://revoluzione.unoeditori.com/verita-sulle-torri-gemelle-ingegner-torri-distrutte-da-cariche-esplosive/).

Il fatto  è che l’America aveva bisogno d’una altra  guerra, una guerra di tragedia e  paura. Serviva una guerra che facesse sentire al popolo americano  che  un grande pericolo lo sovrasta… La desideravano quella guerra, una guerra che facesse provare il fremito della vendetta, una guerra che mantenesse ad libitum il senso di pericolo, che giustificasse l’occhio per occhio e soprattutto giustificasse un intervento militare e la rimessa in moto dell'industria bellica.  Cosa questa confermata  di recente dallo stesso presidente USA, come da   dichiarazione in tal senso,  riportata  dall'Ansa del 8 settembre 2020: “Donald Trump ha accusato i vertici della difesa di voler intraprendere guerre per far contente le aziende belliche: "I vertici al Pentagono probabilmente non mi amano perchè loro non vogliono altro che combattere guerre, così tutte quelle meravigliose aziende che fanno bombe, aerei e tutto il resto restano contente". 

Ed in verità non  era la vendetta che l’America (leggi gli USA) cercava con la conseguente invasione dell'Afghanistan dei Talebani, accusati di essere gli artefici dell'attentato,  bensì l’opportunità di impadronirsi dei campi  d'oppio per finanziare le azioni segrete di CIA e compagni e successivamente soggiogare i ribelli al NWO e  rapinare il mondo di ogni sua ricchezza con la scusa di combattere il “nemico” della democrazia. (Vedi: http://paolodarpini.blogspot.com/2012/07/afghanistan-e-la-guerra-per-loppio.html  - ed anche: https://www.strategic-culture.org/news/2020/08/29/cia-addiction-to-afghanistan-war/)


Questo è in fondo lo sporco segreto che, da quelle parti, tengono gelosamente nascosto. Rinunciando alla vergogna liberatoria di una confessione pubblica d’errore… Gli USA mantengono il patto mefistofelico. Ne abbiamo una prova anche oggi  con le invasioni pilotate  ed i cambi  di regime  in Ucraina, in Yugoslavia, in Iraq,  in Siria, in Libia, nelle Repubbliche Baltiche, in Moldavia, etc. etc.

Per tutto questo gli americani, “che sanno”, provano quotidianamente un senso di vergogna  che non riescono a cancellare. Però l’ ipocrisia è più forte: sopportano lo status quo, mangiando hamburgers e popcorn al cinema o davanti alla tv.


Ah,  un inciso intrigante sul passaggio delle Torri Gemelle da Donald Trump a Larry Silverstein,  neo proprietario delle Torri Gemelle, questi, già 6 settimane prima dell'11 settembre, firmò il contratto esattamente il 24 luglio 2001, mentre si trovava in ospedale sotto morfina in seguito a un incidente stradale, e per firmare obbligò i medici a sospendergli la morfina. Aveva evidentemente una fretta terribile, uscita fuori all'improvviso, visto che le Due Torri erano in vendita da 7-8 anni e lui le aveva lì sotto il naso visto che era anche il proprietario del WTC7, l'edificio 7, il terzo grattacielo crollato per “solidarietà” nel pomeriggio dell'11 settembre. Inoltre diciamo che Silverstein la mattina degli attentati, che gli fruttarono solidi miliardi di dollari dall'assicurazione da lui stipulata contro gli attentati, aveva una colazione di lavoro al ristorante  al piano 87-88 della torre nord ma a quella colazione non si presentò perché la moglie Clara quella mattina aveva preso per lui un appuntamento dal dermatologo a sua insaputa e lo costrinse ad andarci. Tutte le persone presenti in quel ristorante quella mattina sono morte...

L'11 settembre 2001 l’America della libertà è morta, quella  finta di Hollywood ha vinto!


Paolo D'Arpini


Sviluppi filosofici nel '900...

 


Tra le correnti filosofiche di inizio ‘900 ha assunto un peso non trascurabile quella indicata col termine “Strutturalismo”. Questo termine deriva dall’opera del linguista svizzero Ferdinand de Saussurre (1857-1913) che intendeva studiare le strutture linguistiche. Questo tipo di ricerca fu poi esteso al campo antropologico dall’etnologo francese Claude Levi-Strauss, che intendeva analizzare le relazioni sociali nelle società primitive, alla luce di presunte strutture inconsce universali sottostanti i comportamenti palesi, ma con metodi in genere anti-empirici e considerati dai critici scarsamente scientifici(1).
 
In seguito, vicini allo strutturalismo sono stati alcuni filosofi, psicologi e psicanalisti francesi: tra questi, ricordiamo lo psicanalista eterodosso Jacques Lacan (1901-1981) che aveva auspicato un “ritorno a Freud” contro le tendenze psicanalitiche moderne prevalenti negli USA, ed aveva sostenuto che lo scopo principale dell’Uomo è quello di farsi accettare dall’altro. Le idee di Lacan sono state però criticate da Gilles Deleuze (1925-1995), autore insieme al militante di area trotzkista P.F. Guattarì (1930-1992) del libro “Anti-Edipo” del 1972, in cui si parla di “Capitalismo e Schizofrenia”, che costituisce il sottotitolo del libro.
 
 Altro noto esponente di questa corrente è stato Michel Foucault (1924-1984), autore del noto libro del 1975 “Sorvegliare e punire” in cui parla di istituzioni come prigioni ed ospedali che sarebbero strumenti di repressione capitalista. Foucault parla anche di “dissoluzione dell’Uomo” riferendosi anche esplicitamente alla filosofia di Nietzsche.
 
Caratteristica comune di questi filosofi-psicanalisti, sulle cui idee in questa sede non è il caso di approfondire, è un dichiarato e spesso provocatorio, ma confuso radicalismo che ha avuto forse in Italia un riscontro nella figura di Toni Negri. Il fisico belga Jean Bricmont, insieme all’altro fisico statunitense Sockal, hanno sbeffeggiato impietosamente gli strafalcioni scientifici di alcuni di questi autori (in particolare Deleuze, Guattarì, Lacan) nello scritto “Imposture intellettuali”, in cui questi pensatori sono accusati di narcisismo e fumisteria(2).
 
Torneremo sull’argomento nelle conclusioni. Intanto sottolineiamo che l’autore più interessante di questa corrente è Louis Althusser (1918-1990), già membro del Partico Comunista Francese, e sostenitore della irriducibilità della dialettica marxiana alla dialettica hegeliana. Per Althusser bisogna guardare al Marx scienziato che analizza le strutture del capitalismo, e liberarlo dalle influenze hegeliane. Il pensiero di questo autore ha influenzato vari autori italiani, su cui torneremo dopo, tra cui Della VolpePreveLa Grassa e l’economista Emiliano Brancaccio.
 
Nell’articolo cui si faceva cenno alla filosofia italiana nell’800 (N. 99) si era sottolineato che accanto ad istanze positiviste (ArdigòLombroso) si erano affermate filosofie idealiste come quella conservatrice di Spaventa. La tradizione idealistica hegeliana fu ripresa da Benedetto Croce (1866-1952) all’inizio del secolo XX, anche con chiari riferimenti al pensiero storicista di Vico (visto come alternativa agli elementi razionalisti nel pensiero di Cartesio e dell’Illuminismo). Coerentemente con il suo idealismo, Croce ha contribuito purtroppo ad una certa arretratezza della cultura italiana della prima metà del secolo con la sua decisa avversione ad ogni istanza empirista e positivista e l’aperta avversione alle Scienze esatte ed alla matematica, cui non dà alcun valore di conoscenza. La sua fama è legata ad un certo antifascismo di marca liberale e moderata. Infatti Croce fu nell’immediato secondo dopoguerra (vedi referendum costituzionale del 1946) dichiaratamente anti-comunista e filo-monarchico.
 
Idealista ed hegeliano fu anche Giovanni Gentile (1875-1944) che poi aderì al Fascismo, divenendo Ministro dell’Istruzione e varando la famosa Riforma dell’Istruzione, di stampo classista, e che prevedeva la reintroduzione della Religione come materia di insegnamento in accordo con i Patti Lateranensi del 1929 tra Fascismo e Chiesa Cattolica. Gentile fu giustiziato dai partigiani nel 1944 per la sua partecipazione al Governo Fascista.
 
Tra gli allievi di Gentile vi era stato anche Galvano Della Volpe (1895-1968), che poi si staccò decisamente dall’idealismo aderendo ad idee materialiste, empiriste, marxiste, con influenze althusseriane ed anti-hegeliane, e di apprezzamento del pensiero scientifico di origine sperimentale galileiano. Della Volpe apprezzava il Marx più scientifico che analizzava il Capitalismo, e riteneva che vi fosse incompatibilità tra dialettica marxiana ed hegeliana. Riteneva che bisognasse considerare i dati storici concreti per formulare teorie politiche da verificare con l’esperienza. Tra le sue opere più note: la “Critica del Gusto”, in cui polemizza con le idee estetiche romantico-idealistiche di Croce(8), e “Rousseau e Marx”, in cui valorizza gli elementi egualitari nel pensiero di Russeau(9).
 
All’inizio degli anni ’70 compare la monumentale opera di Ludovico Geymonat, e dei suoi collaboratori (tra cui Silvano Tagliagambe che è stato anche collaboratore del gruppo G.A.MA.DI. che ha ispirato la presente pubblicazione)(1). In essa viene vigorosamente difesa la validità del metodo scientifico anche alla luce della concezione materialista dialettica di Engels (su cui si intende dare un giudizio ben meditato nelle conclusioni che seguiranno questa serie di articoli).
 
Su posizioni di difesa del pensiero scientifico di origine sperimentale, e della sua intrinseca oggettività, troviamo anche l’allievo di Della Volpe, l’ex partigiano e membro del PCI Lucio Colletti. È nota la sua polemica con il gruppo guidato da Marcello Cini, che nel 1976, con la pubblicazione “L’Ape e l’Architetto” aveva messo in dubbio il concetto di neutralità della Scienza, servendosi di citazioni marxiane, ma anche abbondantemente della più recente filosofia statunitense che tende ad assegnare alla Scienza un carattere ideologico (vedi N. 114). Colletti è stato anche un critico deciso dei legami tra dialettica hegeliana e marxiana, prima considerandole inconciliabili, ma poi criticando la stessa dialettica marxiana fino a giungere a posizioni anti-marxiste, ed aderendo infine a Forza Italia.
 
Un ripensamento di precedenti posizioni hanno compiuto anche due intellettuali, Costanzo Preve (1943-2013) e Gianfranco La Grassa, animatori tra il 1983 ed il 1993 del Centro Studi sul Materialismo Storico insieme a Maria Turchetto ed Augusto Illuminati, ma poi allontanatisi dal marxismo più tradizionale. Preve, convinto antisionista e sostenitore della resistenza irachena, molto critico verso l’atteggiamento dell’ex-sinistra nel caso della guerra contro la Jugoslavia, ha infine aderito ad una visione di comunismo solidaristico e comunitario. La Grassa ha sottolineato la necessità di aggiornare quella parte del pensiero di Marx, che prendeva in considerazione un capitalismo concorrenziale a forte presenza operaia, mentre oggi non può essere sottovalutato il consolidarsi di vaste classi medie di professionisti e tecnici, con proprie esigenze di egemonia politica, tematica non ignota allo stesso pensiero di Marx più maturo(3). La Grassa ha anche rivisitato il concetto di Imperialismo di Lenin, sottolineando l’aspetto degli scontri interimperialisti(4). Anche dagli ambienti marxisti statunitensi è venuta l’esigenza di aggiornare Marx, che non aveva considerato le dinamiche del capitalismo monopolistico: vedi l’opera di SweezyBaranHuberman e altri(5). Anche il fisico belga Jean Bricmont(6) ha espresso perplessità sull’utilizzo della dialettica hegeliana.
 
Un rilancio della dialettica hegeliana, come propedeutica alla dialettica marxiana (tesi già sostenuta all’inizio del secolo XX da Lukacs e Ernst Bloch) è venuta dalla recente opera di Vladimiro Giacchè su Hegel(7), apprezzabile per sintesi e chiarezza, anche se le sue conclusioni non sono del tutto condivise dall’autore di queste note, che pensa che un dibattito vada aperto sull’argomento per trarre fuori il pensiero dialettico di Marx ed Engels dallo stato di imbalsamazione in cui si trova.

Vincenzo Brandi




 
















(1) L. Geymonat, “Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico”, Garzanti 1970 e seg.
 
(2) J. Bricmont, Sockal, “Imposture intellettuali”, Franco Angeli ed.
 
(3) G. F. La Grassa, “A 150 anni dal Manifesto Comunista”
 
(4) G. F. La Grassa, “Fuori dalla Corrente”,
 
(5) P. Baran, P. Sweezy, “Il Capitale monopolistico”, Einaudi
 
(6) J. Bricmont, “Quantum, Sense and Nonsense”, Springer 2017
 
(7) V. Giacchè, “Hegel”, Diarkos, 2019
 
(8) G. Della Volpe, “Critica del Gusto”, Feltrinelli
 
(9) G. Della Volpe, “Rousseau e Marx”, Editori Riuniti

 

Analisi sulle dichiarazioni di Kristalina Georgieva, capo del FMI...




Il capo del FMI, la bulgara Kristalina Georgieva, ritiene che la frammentazione dell'economia mondiale sia portatrice di enormi perdite economiche. Secondo l'esperta, la crisi ucraina, il divario tra Occidente e Russia e i disaccordi tra Stati Uniti e Cina sono già costati al mondo 7.000 miliardi di dollari. Il modo per ripristinare l'unità dell'economia mondiale è costruire la fiducia (?!) e la cooperazione (?!) tra Stati Uniti e Cina.

Cosa c'è da dire a proposito? O il capo del FMI vive in un mondo virtuale speciale oppure dice sciocchezze solo per dire qualcosa.

Primo. Non è che tra Stati Uniti e Cina non ci sia fiducia e non ci si aspetta che ci sia, ma c'è una crescente sfiducia su tutti i fronti. C'è una tendenza al degrado delle relazioni piuttosto che a una maggiore cooperazione. Pertanto, è inutile appellarsi alla fiducia tra loro.

Secondo. L'Europa è entrata nella crisi ucraina fino al collo e ha sacrificato legami lunghi e consolidati con la Russia in nome di un sostegno sconsiderato a Kiev e all'espansione della NATO. L'economia tedesca ha sofferto più di tutte ed è già stata etichettata come il nuovo "malato d'Europa". E non si intravede alcuna via d'uscita da questa frattura. Il commercio tra Russia e UE si è più che dimezzato dal 2013. I Paesi della UE pagano oggi il doppio del gas rispetto al 2021. La separazione economica delle due parti d'Europa continuerà a lungo.

Terzo. La frammentazione dell'economia mondiale di cui parla il capo del FMI sta danneggiando i Paesi occidentali. È vero. Ma cosa sta facendo l'Occidente per superarla? Riunisce "vertici delle democrazie", impone sanzioni, cerca di rallentare lo sviluppo della Cina e di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia, come se non si rendesse conto che sta continuando a frammentare il mondo da cui dipende economicamente.

Nel frattempo, tra qualche anno solo tre Paesi occidentali rimarranno nella top ten delle economie mondiali: Stati Uniti, Giappone e, forse, Germania. Ma non saranno più in prima linea. Lo sviluppo economico dell'Europa è stato sacrificato alla politica e all'ideologia. Alla fine, questo si ripercuoterà inevitabilmente anche sugli Stati Uniti. È di questo che dovrebbe parlare il direttore del FMI. Ed è su questo che dovrebbe lanciare l'allarme. Dovrebbe, ma non può. Questo - l'argomento principale - è completamente tabù in Occidente.

Alexey Pushkov



Il dolore fa parte della crescita...



Ricorda che se una cosa ti fa male, vuol dire che c’è qualcosa di represso. Quindi, invece di cercare di evitare il dolore, addentrati al suo interno e lascia che faccia un male cane. Lascia che il dolore sia totale, in modo che la ferita si scopra completamente, perché una volta aperta del tutto, inizierà a guarire. Se eviti questi spazi di dolore, resteranno dentro di te e riemergeranno di continuo, perché sono parte di te.

C’è un metodo di cui vorrei parlarti. Quando senti dolore – anche un normale mal di testa – siediti in silenzio e concentra tutta la tua mente sul mal di testa. Ascoltalo, fino quasi a toccarne la consistenza; intensificalo, rendilo sempre più intenso e scopri dove si trova. Più ti concentrerai, più si ridurrà, fino a condensarsi in un solo punto. Il dolore non sarà più esteso a tutta la testa. Dapprima lo sentirai solo nella parte anteriore, poi sentirai che si sta restringendo proprio nel mezzo e infine convergerà su un piccolo punto di dolore molto acuto. Continua semplicemente a restare in quel dolore.

Se riesci a rimanere in quel dolore acuto, vedrai che all’improvviso sparirà. Prova a seguire questo metodo con il dolore comune – il mal di testa, il mal di stomaco, o qualsiasi altro malessere – e poi prova anche con il dolore psicologico. Qualcuno ti insulta e ti senti male; quella persona ha toccato qualcosa dentro di te, e nasce un dolore, un ricordo, una ferita del passato… Entraci! Accettalo e addentrati completamente al suo interno: quando si concentrerà in un solo punto, all’improvviso sparirà.

Osho




Fonte: Be Realistic: Plan For A Miracle 

Impegno significa pazienza e perseveranza...

 


Tra gli ecologisti emerge a volte un risentimento che sconfina nell'astio più malevolo... che uno si chiede ma che vogliono e chi si credono di essere. Alla larga da loro!

Il momento è propizio, conviene (e non è un programma politico), abbassare i toni per essere più "lenti, più dolci, più profondi" e molto altro, che potrebbe voler dire:

discrezione

tenere o essere prossimi alla fascia sociale più bassa

buona educazione

ironia

non sgomitare,

tolleranza,

rifiuto del tragico

decenza

sopportazione

sobrietà

praticare il rifiuto di ogni esibizione pubblica come nuovo piacere

orrore verso che alza la voce e tutto ciò che è sconveniente

passioni silenziose

autenticità

esperienze vere

porsi nel mondo ben decisi a non essere del mondo.

Diffidare di tutti quelli che vivono solo di lotta e di impegno, che spaccano in quattro le parole e le azioni degli altri, che hanno risposte a tutti le domande di senso, quelli che hanno soluzioni ai problemi, che agiscono, prendono decisioni, fanno programmi e piani d'azione anche in vista di una politica ecologica.

“No, questo no - diceva Gregory Bateson - cercando di fare qualcosa non facciamo altro che aggravare la situazione. Bisogna aspettare, riflettere...”
Quale stato mentale permette di liberarsi dalla finalità cosciente per arrivare ad agire non agendo, come la natura?"

Roberto Papetti



Spiritualità individuale e collettiva e la natura del Guru

 


Individualmente ognuno deve comprendere il senso della propria vita e realizzare il Sé,  mentre collettivamente è bellissimo sentirsi un insieme  e  cantare le lodi del Guru.

Nel cantico Sri Guru Gita c’è una strofa altamente significativa sulla natura del Guru, in essa è detto: “Om namah shivaya gurave, satchitananda murtaye, nisprapanchaya shantaya, niralambaya tejase”, che significa: “Omaggi al Guru che è Shiva (l’Uno Benevolente), la cui forma è Essere-Coscienza-Beatitudine, che è trascendente e calmo, che è il suo stesso supporto ed è pura Luce”

“Due volte nato” si dice di chi rinasce allo Spirito, ovvero chi riceve la grazia del guru, attraverso la quale viene risvegliato alla propria vera natura. Il Guru è la voce della Coscienza che ci indica la strada per il ritorno a ciò che siamo sempre stati e sempre saremo, ma che -per effetto di una distrazione- abbiamo dimenticato di essere.

Con ciò si intende che la ricerca spirituale deve essere indirizzata unicamente all’auto-conoscenza. Per conoscere se stessi -come diceva lo stesso Ramana Maharshi- non c’è bisogno di alcuna istruzione o azione, “il Guru può indicare la strada ma non può darti quello che già sei”.

Ma c’è da dire che per le tendenze inveterate a rivolgersi verso l’esterno non siamo in grado di affondare e ricongiungerci nel Sé. Perciò sentiamo il bisogno di un aiuto, perlomeno un esempio, un gesto di simpatia e di amore che ci incoraggi verso la meta.

Il Guru, in quanto “testimone interiore”, è la capacità di apprendere attraverso la vita quotidiana, è la capacità intrinseca di riconoscere quella “verità” in tutto ciò che noi manifestiamo o che a noi si manifesta.

Il Guru, quindi, non è una persona, o perlomeno non soltanto una persona visto che comunque può manifestarsi in ogni forma, bensì l’intelligenza illuminante che ci libera dalle sovrastrutture mentali.

Non tutti i pensieri sono passeggeri ed effimeri, alcuni rappresentano positivamente “quella forza” che spingerà successivamente la “persona” ad attuare quanto è stabilito nel suo destino. La meditazione consente di far chiarezza fra quelle che sono semplici proiezioni immaginarie o problemi inventati e quelle intuizioni che definiscono in germe ciò che siamo.

La rimozione dei problemi “fittizi” è uno degli aspetti della grazia del Guru.

Alla base delle preoccupazioni mondane –ovviamente- c’è sempre il senso di responsabilità per le nostre azioni dovuto all’identificazione con il corpo-mente.

Il processo dell’individualizzazione della coscienza è la funzione stessa della mente. La mente è la capacità riflettente della coscienza che assume su di sé il compito dell’oggettivazione, attraverso la creazione dell’ego che si considera autore e responsabile delle azioni e dei pensieri. L’esternalizzazione è la sua tendenza.

Eppure non è una condizione definitiva o irreparabile, anche le sensazioni più negative possono essere trascese. Le preoccupazioni mondane che ci assalgono sono frutto del meccanismo mentale che proietta l’attenzione sui fattori esterni, desideri e paure, ed è per questa ragione che nella meditazione si consiglia di fissare l’attenzione sull’io consapevole, sul soggetto che si interroga su se stesso, ignorando le apparizioni mentali, che son solo distrazioni che sorgono per inveterata abitudine a rivolgersi verso l’esterno, non tenerne conto significa restare quieti mantenendo l’osservatore in se stesso.

La ricerca spirituale, una volta ottenuto il risveglio per la grazia del Guru, non è più un “atteggiamento” od il risultato di un conformarsi alle norme scritte da qualcuno, la ricerca è indirizzata semplicemente a focalizzarsi consapevolmente su quello che si è, senza modelli di sorta. Perciò la capacità del Guru di “insegnare” attraverso la vita quotidiana, sta nell’abilità di “percepire” questa “verità” in tutto ciò che noi manifestiamo o che a noi si manifesta.

L’autoconoscenza ci porta a realizzare che ognuno di noi incarna quelle caratteristiche necessarie a svolgere la specifica parte che gli compete… ma è lo stesso Sé che recita, che dirige, che passa le luci, che assiste come pubblico, che applaude e piange e ride…

Paolo D’Arpini




USA. I misteriosi oggetti volanti restano “misteriosi”…

L’intelligence degli USA non ha risposte sui misteriosi oggetti volanti Il rapporto afferma che fenomeni aerei di natura poco chiara “rappresentano un pericolo per la sicurezza del volo” e “forse per la sicurezza nazionale”. 

L’intelligence statunitense non ha risposte chiare sulla natura di 143 dei 144 misteriosi oggetti volanti avvistati nel 2004-2021, secondo una sezione non classificata del rapporto dell’intelligence statunitense pubblicato il 25 giugno 2021.

Il documento, intitolato “Valutazione preliminare: fenomeni aerei non identificati”, fu preparato dall’ufficio del direttore dell’intelligence nazionale. Contiene informazioni su casi segnalati tra novembre 2004 e marzo 2021. Il processo di raccolta e analisi delle informazioni continua. “La quantità limitata di rapporti di alta qualità sui fenomeni aerei non identificati (UAP) ostacola la nostra capacità di trarre conclusioni definitive su natura o intento degli UAP. La maggior parte degli UAP segnalati probabilmente rappresentano oggetti fisici dato che la maggior parte degli UAP fu registrata da più sensori, come radar, infrarossi, elettro-ottici, puntatori di armi e osservazione visiva”, affermava. Sebbene secondo quanto riferito l’UAP sembrino mostrare caratteristiche di volo insolite “in un numero limitato di casi”, queste osservazioni sarebbero il risultato di errori del sensore, spoofing o percezione errata dell’osservatore e richiedono un’analisi rigorosa aggiuntiva. Gli autori del rapporto suggeriscono diverse categorie di UAP: disordine aereo, fenomeni atmosferici naturali, programmi di sviluppo industriale o del governo, sistemi avversari stranieri e “altri” casi.

Alcuna prova di oggetti extraterrestri
Complessivamente, il governo degli Stati Uniti registrava 144 rapporti di UAP, inclusi 80 relativi all’osservazione con più sensori. Coll’eccezione dell’unico caso in cui l’intelligence statunitense decise con sicurezza che l’UAP riportato fosse un pallone sgonfio, gli autori del rapporto mancano di spiegazioni specifiche per i restanti 143 casi. 

Un alto funzionario degli Stati Uniti aveva detto che le autorità statunitensi non hanno informazioni che indichino l’origine extraterrestre degli oggetti. “Non è questo lo scopo della task force, valutare qualsiasi ricerca di vita extraterrestre… Non è quello per cui eravamo incaricati”, aveva detto quando chiestogli possibili spiegazioni aliene. “Dei 144 rapporti di cui ci occupiamo qui, non abbiamo indicazioni chiare che ci sia una spiegazione non terrestri, ma andremo ovunque ci porteranno i dati”. Secondo il rapporto, spiegare il fenomeno richiederà analisi, raccolta ed investimento di risorse.

Minaccia alla sicurezza nazionale

Il rapporto afferma che i fenomeni aerei di natura poco chiara “rappresentano un pericolo per la sicurezza del volo” e “possibilmente per la sicurezza nazionale” se sono “piattaforme di spionaggio di avversari stranieri o forniscono prove che un potenziale avversario ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria o dirompente”. “Alcuni UAP potrebbero essere tecnologie adottate da Cina, Russia, altra nazione o entità non governativa”, affermava il rapporto. Tuttavia, gli autori del documento affermano di non disporre di dati che indichino che uno dei fenomeni inspiegabili “faccia parte di un programma di raccolta estero o indichi un importante progresso tecnologico da parte di un potenziale avversario”.


Fonte: https://tass.com/defense/1307515

Traduzione di Alessandro Lattanzio

L'Islam è buono (se vissuto come legante sociale)

 


Osserviamo che l’islamismo (non il fondamentalismo bombarolo, ma quello popolare) sta diventando simbolo di un ritorno all’umano. Infatti anche in occidente non son pochi coloro che si convertono. 

Il fatto è che la nostra società occidentale sta perdendo ogni valore umano, è una società dell’immagine in cui le donne son solo carne da esibizione, gli uomini debbono arrancare sulla scala sociale senza remore morali o spirituali, i vecchi possono e debbono marcire in silenzio negli ospizi, i bambini sono istruiti nelle scuole a diventare servi del sistema (e magari anche transgender), etc. In tutto questo marciume, in cui si cancella l’umanità a favore del consumismo, l’islam si propone come alternativa al degrado, riportando l’attenzione alle cose essenziali.

Spesso mi son posto criticamente verso alcune posizioni assunte nei Paesi islamici, che non tengono conto dei diritti delle donne e della libertà individuale. Ma a dire il vero forse lì la condizione femminile gode di maggiore stima, sia pur nelle ristrettezze dell’espressione formale, altrettanto dicasi per le dignità personali godute nella vita sociale, ove è più sentita la regola del rispetto reciproco e dei valori condivisi.

Insomma l’Islam è sicuramente poco  “libertario” ma l’uomo comune vive in un ambito comunitario più rispettoso dei rapporti umani. Per queste ragioni l’islamismo si è ben inserito nelle pieghe della società anche in Occidente e non solo per il continuo afflusso di emigranti di religione maomettana ma anche per il crescente numero di europei “convertiti”, soprattutto per i valori umani e le norme sociali manifestate in questa cultura.

La gente si converte all’Islam perché si sente socialmente più protetta e sviluppa nelle comunità una maggiore solidarietà interna, un po’ come succedeva ai cristiani della prima ora. Questo dovrebbe far meditare i nostri preti cattolici ed i nostri sociologi che ormai si interessano solo degli aspetti “consumistici” ed esteriori del benessere…

Ovviamente per persone laiche, come me, la considerazione verso ogni aspetto della comunità e della natura può essere sperimentata attraverso altre modalità, come ad esempio la spiritualità laica e l’ecologia profonda, ma dobbiamo comunque tener presente che non tutte le menti sono uguali, le disposizione sono diverse, l’importante è che -nei fatti- si proceda verso una crescita in intelligenza. D’altronde in quale altro modo possiamo conservare l’umanità…?

Paolo D’Arpini



L’anima delle cose... (alberi compresi)



Gli animali sono necessari agli alberi e gli alberi sono necessari agli animali. Non sono separati: fanno parte dello stesso ritmo. Anche questo è un fatto e la vita dovrebbe tenerne conto. Si deve comprenderne la totalità e vivere in modo che nessuna parte prevalga sull’altra. Non c’è alcun bisogno di distruggere, non c’è alcun bisogno di combattere. Questa è la via del Tao, la via del Sufismo, la via dello Zen.

 

Narra una famosa storia Zen...

Un re espresse al suo falegname il desiderio di avere un certo tavolo.

Il vecchio falegname disse: “Io sono molto vecchio e mio figlio non è ancora sufficientemente abile: poco per volta sta imparando. Però ci proverò, farò del mio meglio. Datemi tempo”.

Il vecchio scomparve nella foresta per tre giorni. Dopo tre giorni tornò.

Il re domandò: “Ci vogliono tre giorni per trovare un pezzo di legno per un tavolo?”.

Il vecchio falegname rispose: “A volte servono tre giorni, a volte tre mesi. E qualche volta ci vogliono tre anni, per trovare il legno. È un’arte difficile”.

Il re era confuso. Disse: “Spiegami. Cosa vuoi dire? Spiegamelo nei dettagli”.

L’uomo spiegò: “Per prima cosa, devo iniziare a digiunare, perché solo quando sono a digiuno la mia mente rallenta. Quando la mia mente rallenta, tutti i pensieri scompaiono, scompare ogni aggressività. E quando ho cessato di essere violento, ecco allora, amore e compassione puri: una vibrazione assolutamente diversa.

Quando percepisco questa vibrazione di non mente, vado nella foresta, perché solo con questa vibrazione posso trovare l’albero giusto. Come puoi trovare l’albero giusto se c’è aggressività? E devo domandare agli alberi, se uno di loro vuole diventare un tavolo.

Io mi presento, mi guardo intorno e quando sento che quest’albero è disposto... Questa disposizione può essere percepita solo quando sono senza mente... Ecco perché digiuno, medito; e quando sono assolutamente vuoto, mi metto semplicemente a girovagare tra gli alberi finché non sento quello giusto. E quando avverto che questo albero è adatto, mi siedo al suo fianco e gli chiedo il permesso: ‘Vorrei tagliarti un ramo. Sei disposto?’. Se l’albero risponde con un sì sincero, soltanto allora, lo taglio; altrimenti, chi sono io per tagliare uno dei suoi rami?”.

Questo è un atteggiamento totalmente differente. Non c’è alcuna lotta tra l’uomo e l’albero, ma un’amicizia. L’uo­mo cerca di entrare in rapporto con gli alberi e chiede il loro permesso.

Osho - Tratto da  Sufis. The People of the Path, Vol. II




Non pensare alle vite passate...



Non pensare alle vite passate e non pensare al futuro. Basta il presente. Non pensare che la relazione arrivi dal passato. Arriva dal passato, ma tu non pensarci, perché altrimenti diventerai più complicato. Rendi le cose più facili.

È una continuazione. Le cose hanno una continuità dalle tue vite passate, quindi non nego il fatto, ma non la­sciarti appesantire. Continuerà anche in futuro, ma tu non pensarci.  Il presen­te è più che sufficiente. Mangia la torta e di’: “Questa torta è deliziosa”. Non pensare al passato e non pensare al fu­turo; si prenderanno cura di se stessi.

Niente è discontinuo. Hai avuto relazioni in passato. Hai amato, hai odiato, ti sei fatto degli amici e ti sei fatto dei nemici. Tutto continua: che ti sia noto o ignoto, è sempre presente. Ma se inizi a rimuginarci su, ti sfuggirà il momento presente.

Quindi pensa come se non ci fosse passato e pensa come se non ci fosse futuro. Questo momento è tutto ciò che ti è concesso. Fallo funzionare, come se questo momento fosse tutto. Comportati come se questo momento fosse tutto e scopri come puoi trasformare le tue energie in un fenomeno amorevole, in questo momento.

Le persone vengono da me e vogliono sapere delle loro vite passate. Hanno avuto delle vite passate, ma è irrilevante. Perché indagare? Cosa hanno intenzione di fare con il passato? Non si può più fare nulla ora. Il passato è passato e non può essere annullato. Non puoi cambiarlo. Non puoi tornare indietro. Ecco perché la natura, nella sua saggezza, non ti permette di ricordare le vite passate. Altrimenti impazziresti.

Osho




Dopo il Compimento... o... Prima del Compimento?

  


Lettera ricevuta: "Buonasera Paolo, come va? Spero stia bene. Posso disturbarLa?  Ho iniziato il libro di Barry Magid,discepolo di Charlotte Joko Beck;"Guida zen per non cercare la felicità". Già il titolo è tanta roba.   Lui,Maestro Zen e psicoterapeuta e psichiatra,sostiene che la felicità consiste nell'accogliere,senza ricercarla perché ne rimarremmo inevitabilmente delusi. Anzi,questa idea che esista un "Santo Graal" da qualche parte, è essa stessa la principale causa di infelicità. E la cessazione di ogni ricerca è ciò che ci farebbe percepire la vita con la chiara consapevolezza. Ovviamente sono all'inizio e questo è quanto. È una visione che approva? Come al solito un Suo parere mi interessa. La ringrazio e Le auguro una buona serata."  (S.P.)



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