La risposta è la domanda di Alejandro Jodorowsky - Recensione

La risposta è la domanda


Uno Jodorowsky stranamente non sopra le righe ci presenta una raccolta di raccontini, storielle e aneddoti provenient da diverse tradizioni spirituali e culturali: persiane, sufi, indù, zen, ebraiche, cinesi, buddhiste, taoiste.

In toni insolitamente contenuti i suoi sobri commenti e le interpretazioni che ci offre –senza le quali più spesso che no la navicella della nostra mente non condurrebbe in porto il succo dei racconti in questione – ci fanno intravedere un autore ormai arresosi all’evidenza della saggezza, senza però che abbia perso la sua capacità di cogliere in pieno il bersaglio, come suo solito senza inutili giri di parole e cerimoniose circonlocuzioni.

Le innumerevoli lezioni contenute in queste 92 storielle, lungi dal costituire gli ingredienti di un improbabile minestrone di dubbia digeribilità, presentano la costante di sparare a zero sulle abitudini, sulle forme mentali,  sugli atteggiamenti convenzionali e sui condizionamenti autoimposti che impediscono l’apertura degli occhi su di una realtà che affiora omogenea, denudandosi dai paramenti culturali imposti dalle differenti tradizioni, e rivelandosi l’unico cuore pulsante sotto il camuffamento di molti corpi: il riconoscimento della divinità interiore.

“Quando percepiamo in noi un nuovo livello, più elevato, dobbiamo perdere noi stessi per raggiungerlo. Se, mentre cerchiamo di accedervi, rimaniamo legati a quello che siamo, entriamo in una crisi profonda. Allora non si tratta più di rinascita, ma di perdita di conoscenza e crisi.”


Simone Sutra 

Il Sé e la Grazia (che ci porta a realizzarlo) sono identici




In risposta ad alcune domande sulla Grazia del Maestro e su come
realizzare il vero Sé,  Sri Ramana Maharshi rispose:

“La stessa Grazia è quel vero Sé. Quel che serve è sperimentare la sua
costante presenza. Il sole è semplicemente una forma di luce, per il
sole non esistono tenebre, ma quando c’è l’alba al mattino noi
supponiamo che le tenebre siano scomparse con la luce del sole. Ma non
è l’alba che rimuove le tenebre, è la terra che ruotando si sposta
dalle tenebre alla luce. Allo stesso modo un discepolo ritiene che, in
seguito alla Grazia del Maestro, il velo dell’ignoranza venga rimosso.
In verità non è il Maestro che rimuove la tua ignoranza, sei tu che
giri l’attenzione dalle tenebre alla luce. Anche se sei circondato
dalla luce solare per riconoscerne la sorgente è necessario  girare la
testa verso la giusta direzione. Ovvero significa dirigere
l’attenzione verso il vero Sé. Un Maetro ti guiderà verso il
raggiungimento del  Sé che è solo Uno. Esiste un unico  vero Sé
soltanto. Siccome tu non lo sai  e ritieni che esiste un mondo
materiale attorno a te  sentirai parimenti che c’é qualche altro mondo
spirituale  nell’esistenza”

Testo in inglese:

Grace itself is that true self. What we need to know is, to experience
that it is there.

The Sun is just a form of light only. There is no darkness to that
Sun. But When Sunrises in the morning, we conclude that the darkness
is gone with the Sunlight.

It is not Sunrise which removed the darkness; it is the rotation of
earth from darkness to sunlight.

Similarly a disciple will conclude that, due to Guru’s Grace only, his
veils of ignorance are removed. But it is not Guru who has removed
your ignorance, it is You, who turned from darkness to sunlight.

Even though your surroundings are filled with sunlight, for
experiencing that you need to turn towards it by going in right
direction.

It means you need to turn towards that true self.

A Guru will guide you in reaching out to that true self.

What is existing is only ONE.

That is the true self only.

As you don’t know that, you are feeling that there a physical world around you.

You will also imagine that there is some other spiritual world is in existence.

Sri Ramana Maharshi

(Traduzione italiana di Paolo D’Arpini)

Razionalismo, forza magnetica, fede e magia




Un interessante argomento è sollevato da una allieva di Pordage,
teosofa, mistica e visionaria al tempo di Cromwell, che giunge alla
“magia” per una via del tutto singolare. Tratto fondamentale di tutti
i mistici è che essi insegnano l’unificazione del proprio sè con il
Dio della loro religione: e questo è anche il caso della Jane Leade.
Ma in lei, al seguito della identificazione della volontà umana con
quella divina, quella partecipa anche della “onnipotenza” di questa, e
ottiene dunque un potere magico. Ciò che dunque altri maghi credono di
dovere al loro “patto con il diavolo”, lei lo ascrive alla sua
“unione” con il suo Dio. La sua magia è pertanto, in senso eminente,
magia bianca. Del resto questo non fa alcuna differenza nel risultato
e sotto il profilo pratico. Questa riflessione nasce dall’esigenza di
prendere in considerazione i molti aspetti della realtà, come si sono
venuti a verificare nel tempo, se si vuole veramente sondare gli
aspetti dell’animo umano che hanno reso possibili le creazioni delle
religioni, e come queste abbiano in sostanza agito in profondità
nell’evoluzione umana e terrestre. La magia infatti non è estranea al
modo di essere umano e, se al giorno d’oggi esistono “maghi” che
esercitano in realtà una sorta di “fakiraggio”, ciò non significa che
non esista una forma di “alta magia” che agisce sul mondo, come quella
capace di trasmettere le immagini, che non viene percepita come tale
ma come frutto della ricerca scientifica ( come se dietro alla ricerca
“scientifica” non agisse una “volotà di potenza”….)

Scrive adunque Jane Leade: “La forza magica mette ciò che è in suo
potere nella condizione di dominare e di rinnovare la creazione, cioè
il regno vegetale, animale e minerale, così che se molti operassero
uniti in una forza magica [VEDI MIO COMMENTO ALLA FINE] la Natura
potrebbe essere trasformata in paradiso……. Come arriviamo a questa
forza magica? RINASCENDO NELLA FEDE, tramite cioè l’acccordo deella
nostra volontà con la volontà divina. La fede infatti ci sottomette il
mondo in quanto l’accordo della nostra volontà ha come conseguenza che
tutto, come dice Paolo, è nostro e deve obbedirci.  (Tratto dal libro
di Schopenhauer, Magnetismo animale e magia. ed. EST.)

Notiamo di sfuggita come in una semplice frase si vengano a presentare
Temi che saranno sviluppati fino al giorno d’oggi con gli studi di
sociologhi e psicologhi, nonchè studiosi di “Staoria delle Religioni”
che ravvisano nei movimenti ambientalisti ed ecologisti, nonchè in
quelli strettamente “rivoluzionari”, elementi legati a culture
“magiche “, misti a tradizioni “esseniche ” legate alla cultura
dell’alimentazione essenziale ed all’igiene come fattori di crescita
spirituale. Se la magia contempla anzitutto il desiderio
essenzialmente “mistico” di unione con Dio ( oltrechè col “diavolo”)
vuol dire che la “persecuzione delle streghe”, per lo più donne che
praticavano culture pre-cristiane spesso nei boschi ( e non per
scappare alla persecuzione, ma per rimanere in stretto contratto con
la NATURA) segna il punto di NON RITORNO del cristianesimo che
RINUNCIA alla cultura olistico-naturale per abbracciare il
razionalismo prima ed il positivismo poi. Come ho sostenuto in molte
conferenze e scritti, la figura simbolo di questa operazione è il
Bellarmino, gesuita, grande inquisitore, che condanna al Rogo Giordano
Bruno, quale filosofo SINTESI del pensiero rinascimentale
magico-esoterico-ermetico-neoplatonico e trova un accordo con Galileo
Galilei in nome di una separazione di ruoli di carattere DUALISTICO (
ai semplici mortali la sperimentazione sensoriale mentre ai preti la
intermediazione col divino.)

SERGIO QUINZIO: …… “Gli “ESERCIZI” sono moderni innanzitutto nel loro
carattere dinamico, costruttivo, pragmatico: si tratta di cose da fare
esercitando alla massimo tutte le proprie facoltà, per giungere a
concrete scelte di vita, qui e ora. Il TOTALITARISMO moderno può ben
riconoscersi nella famosa affermazione: Per non sbagliare, dobbiamo
sempre ritenere che quello che vediamo bianco sia nero, se lo dice la
Chiesa Gerarchica. …D’altra parte, anche la tolleranza, la cui
affermazione, come mostra il moderno, può ben convivere col
totalitarismo, può riconoscersi in un’altra affermazione del santo
basco: Che ogni buon cristiano debba essere pronto più a salvare la
parola del prossimo che a condannarla. L’esplosione teatrale del
Seicento, fino a certi aspetti della odierna  “Società dello
Spettacolo”, trova un antecedente nelle composizioni di ruolo, che gli
“Esercizi” raccomandano insistentemente. Secondo Barthes: Come per la
Controriforma in generale, così per Ignazio si può dire che
l’intenzionale difesa e riaffermazione della religione tradizionale
del passato, finiscono paradossalmente per generare il “moderno” e
addirittura il moderno nelle sue forme più radicali.

Prosegue Quinzio: …gli Esercizi anticipano il barocco, che non per
caso trionferà nelle teatrali chiese dei gesuiti.  E, d’altra parte,
essi costitiuscono già un meccanismo che in quanto tale anticipa
l’orizzonte meccanicistico della scienza del secolo successivo.
proprio grazie a questi aspetti di profonda modernità la Compagnia di
Gesù potrà svolgere nei secoli a venire un ruolo rilevante, per
esempio, fornendo ai Principi solidi direttori spirituali,  prendendo
parte attiva- e con metodi che si potrebbero definire rivoluzionari,
alla “civilizzazione dei popoli” e contribuendo in maniera decisiva a
far cadere l’antica condanna che gravava sul prestito di denaro ad
interesse.

NOTA: Questi aspetti riconducono ai gesuiti alcuni fondamenti del
moderno. Soprattutto l’uso dll’USURA come strumento di DOMINIO. E’
interessante notare come i responsabili della nascita del “moderno”
siano quegli individui che si sono formati all’ombra della religione
cattolica, con spirito bellico ( Compagnia di Gesù) mai mascherato ( a
similitudine delle altre Compagnie di Gesù che, sotto vari nomi e con
varie fogge stanno nascendo in questi ultimi anni.) E’ inoltre
interessante notare come i due “filosofi” che maggiormente hanno
caratterizzato l’evoluzione razionalista del pensiero comune
provengano dalla vita militare. Ignazio e Cartesio.

Storia di iperrazionalismo narrata da Ramon Gomez de la Serna in “Il
dottore”inverosimile”: Tra i malati trattati con l’analisi delle urine
ne trovai uno, talmente irragionevole, a tal punto sconcertato dai
medici e da se stesso, che feci per lui un’analisi speciale:

Elementi pericolosi: cristallizzazione di certezza di una malattia che
non esiste.

Calcoli intellettuali: calcoli formati dalla distrazione di pensare alla morte.

Segmenti: distacco e segmentazione della vita causata dal dubbio di vivere.

Ricordi retrospettivi: in eccesso.

Sedimenti di orologio: numerosi calcoli di numerosi orologi.

Apprensioni: apprensio di una pneumonia i cui riflessi hanno agito sui
reni dalla parte della pneumonia supposta.

Giorgio Vitali

Spirito e materia - Citazioni citabili di Rudolf Steiner e Max Heindel


Rudolf Steiner: 

Il gradino più alto della vita individuale è il pensare puramente concettuale, senza riguardo ad un determinato contenuto percettivo. Noi determiniamo il contenuto di un concetto, per pura intuizione, dalla sfera ideale. Un simile concetto non contiene nulla che si riferisca a determinate “percezioni”.
Quando arriviamo al “volere” sotto l’influenza di un concetto che invece implica una percezione, cioè di una rappresentazione, allora è proprio questa percezione che determina noi, ci definisce, attraverso il pensare concettuale. Ma quando agiamo sotto l’influenza di “intuizioni”, la molla del nostro agire è il pensare puro. Poiché in filosofia si è abituati a chiamare “ragione” la facoltà del pensare puro, così è giustificato chiamare ragione pratica la molla morale sottostante a questa modalità del pensare. ( In definitiva, poiché ogni forma del pensare non è anonima né impersonale, ogni forma del pensare contiene in sé un aspetto morale, imprescindibile, che è quello che caratterizza ogni persona umana.)

Max  Heindel:

I moderni scienziati materialisti debbono ancora molto imparare e molto disimparare. benché essi combattano strenuamente ciò che con scherno chiamano “illusioni” dello scienziato occultista, sono poi obbligati a riconoscere le loro verità e accettarla una dopo l’altra. E’ soltanto questione di tempo; ma verrà il giorno in cui saranno obbligati ad accettarle tutte.
Mesmer fu più che messo in ridicolo; ma quando i materialisti ebbero cambiato il nome della forza da lui scoperta, chiamandola “ipnotismo” invece di “mesmerismo”, essa divenne subito “scientifica”. Venti anni fa, Madame Blavatsky, una fedele discepola di maestri orientali, disse che la Terra aveva un terzo movimento, oltre ai due che conducono il giorno, la notte e le stagioni. Essa indicò inoltre che l’inclinazione dell’asse della Terra è causata da un movimento che, a suo tempo, porterà il Polo Nord al posto che occupa ora l’Equatore e, ancora più tardi, al posto ora occupato dal Polo Sud. Questo, essa disse, era conosciuto dagli antichi Egiziani e il famoso planisfero di Dendera dimostrava che essi avevano registrato tre di tali rivoluzioni. Queste dichiarazioni, assieme alla sua insuperabile opera, “La Dottrina Segreta”, meritarono soltanto le burle ed il sarcasmo.

Cibi irradiati e tossici... l'alimentazione consigliata dalle multinazionali



"La più terribile minaccia alla vostra sopravvivenza e quella dei vostri figli non proviene dalle armi nucleari, ma da ciò che mangerete questa sera a cena” (David Reuben)

I pericoli nel piatto non sono solo quelli della carne, del pesce, del formaggio, del latte, delle uova, o dello zucchero industriale; non sono solo quelli dei conservanti, dei coloranti, dei fertilizzanti, dei pesticidi ecc.; c’è un altro pericolo trascurato quanto nocivo: quello degli alimenti irradiati. 

Alcuni alimenti di uso comune, tra cui cipolle, aglio, patate e altro ancora, vengono sottoposte ad un bombardamento di radiazioni; lo scopo è favorire un migliore processo di conservazione e maturazione, impedire la germogliazione, lo sviluppo di germi nocivi ed altro. In effetti le irradiazioni allungano di molto i tempi di conservazione e consentono di salvare una grande quantità di vegetali che diversamente andrebbe perduta per infestazione di insetti, muffe, batteri o premature germinazioni.

L’elenco riguarda una settantina di prodotti. Gli alimenti maggiormente irradiati nel mondo risultano essere: cereali, frumento, spezie in genere, pollo, pesce, gamberetti, uova in polvere, semi di cacao, datteri, legumi, mango, fragole, banane, frutta secca, funghi, indivia, asparagi ed altro.     Nel nostro paese l’autorizzazione a trattare gli alimenti con i raggi gamma è in vigore dal 30 agosto del 1973 con la Gazzetta Ufficiale n.254 dell’1.10.73; l’irradiazione delle patate è stata adottata in Urss nel 1958, in Usa e Canada nel 1964. Nel 1978 i paesi disposti ad aderire a questi sistemi di conservazione erano 95, oggi avranno sicuramente superato il centinaio.

L’Italia, in cui manca l’obbligo di indicare in etichetta questo tipo di trattamento, ammette l’irradiamento di patate, aglio e cipolle, ma non ci sono solo questi a doverci preoccupare, sono quelli importati dall’Olanda, dalla Francia, dalla Thailandia, Belgio, Canada, Cile, Polonia, Spagna Ungheria, Usa, Argentina, Israele, Norvegia e dagli altri paesi che applicano questo processo.

La sicurezza di tale pratica è assai controversa: molti sospetti gravano sugli alimenti bombardati con il nucleare e nessuno è disposto a mettere la mano sul fuoco che tale trattamento sia innocuo. Numerosi scienziati hanno raccolto prove inquietanti sui rischi derivanti dal consumo di derrate trattate con l’atomo. Gerald Brownell, biochimico dell’Università del Michigan, ha dimostrato che le patate irradiate causano nei topi un’incidenza molto alta di tumori e artriti, mentre in India i ricercatori dell’Istituto Nazionale della Nutrizione hanno osservato nei bambini nutriti con grano irradiato un aumento di alterazioni genetiche nelle cellule del midollo osseo. Con le scimmie è stata registrata una serie di squilibri ormonali, con i topi una propensione al tumore. Ma le conseguenze più serie pare siano legate al forte aumento di radicali liberi che causano invecchiamento precoce.

Inoltre l’irradiamento nucleare provoca l’inevitabile scadimento nutrizionale degli alimenti per almeno due motivi: vengono danneggiate in modo rilevante le vitamine A, quelle del gruppo B, C, E, K: Frutta, verdura, latte e pesce perdono in gran parte le loro vitamine. Nel latte la vitamina C cala del 70%, mentre nelle carote e nelle patate la perdita è del 50%. La B12 nella carne e nel latte è ridotta alla metà. Molti aminoacidi essenziali, come la metionina, la cisteina e la fenilalanina vengono gravemente danneggiate facendole perdere ogni proprietà nutritiva. Il sapore, il colore e l’odore genuino dei cibi viene alterato. Questo aspetto necessita di una manovra correttiva che richiede una massiccia aggiunta di additivi, molti dei quali notoriamente tossici.

Non solo. L’irradiamento apre la porta ad un mare di iniziative non controllabili. Con questo metodo diventa facile “ripulire” prodotti non più idonei al consumo alimentare perché scadute o inquinate: irradiandole un paio di volte ritornano come nuove, come fresche sulle nostre tavole, invece che finire nella pattumiera. Ogni anno in Usa circa 7.000 persone muoiono a causa di cibi avariati. Per le stesse ragioni dai 25 agli 80 milioni di persone vengono colpite da forti diarree.

Inoltre manca la possibilità di accertare con metodi efficaci se e quanto è stato trattato un alimento, né gli scienziati sono riusciti ad escogitate metodi di controlli efficaci in tal senso. Nel 1986 la London Food Commission ha documentato, con prove schiaccianti, che un paio di aziende alimentari impiegavano l’irradiamento per sterilizzare cibi contaminati, lasciando però tossine pericolose nel cibo.

L’impianto di irradiamento è a tutti gli effetti, una centrale nucleare e la sua presenza espone a tutti quei rischi ambientali legati all’atomo. Secondo gli esperti della associazioni dei consumatori c’è il sospetto, suffragato da molte prove, che le motivazioni di fondo a favorire l’uso dell’atomo in cucina sia la necessità di smaltire le scorie radioattive provenienti dalle centrali atomiche. Nel dopoguerra l’esercito americano, la Società britannica per l’energia atomica ed il governo sovietico studiarono tecniche di conservazione degli alimenti mediante l’irradiamento con raggi gamma. Nel 1970 fu istituita una commissione a Roma con il patrocinio della Fao, a Vienna e a Ginevra che dichiarò innocua tale tecnologia per la maggior parte dei cibi consumati considerando inutili ulteriori indagini sulla eventuale tossicità di tali cibi.

In realtà basterebbe adottare gli attuali metodi di conservazione per neutralizzare i germi patogeni: per esempio la refrigerazione è efficace a bloccare la germogliazione di patate, cipolle, tuberi e bulbi; il vapore per eliminare gli insetti da fragole e altra frutta; i saggi immunologici per individuare i parassiti nella carne; il rigoroso rispetto delle norme igieniche nei processi di lavorazione degli alimenti, il controllo dei mangimi e le condizioni di allevamento degli animali e soprattutto il metodo più semplice, diretto ed economico e salutare, cioè quello di consumare prodotti freschi, biologici e, possibilmente a km zero. E anche se questo non è sempre di facile attuazione, è la richiesta della base che fa spostare sicuramente gli interessi dei grandi distributori.

Franco Libero Manco

Biologia sociale e trattamento delle neoplasie maligne con terapie alternative



Sono un sociologo, padre di una nuova corrente di pensiero, connessa con un’impostazione naturalistica della scienza sociale –come antroposociologia – detta “biologia (del) sociale”. Mi sono sempre battuto per cause giuste da uomo di scienza anche quando mi sono trovato solo con la mia coscienza.

In quest’ennesima occasione, certo di interpretare un numero incalcolabile di miei concittadini senza voce, di pavidi e di ignari dei propri diritti, sono fermo e inamovibile più che mai.

Alludo alle proposte di terapie alternative delle neoplasie maligne con riferimento a quelle che portano i nomi tristemente famosi 
rispettivamente di Bonifacio e di Di Bella ma in ispecie – per avere un  aggancio attuale e realistico – a quella sostenuta dal dott. Giuseppe Zora, di cui al suo libro “Dal siero Bonifacio all’IMB: l’immunoterapiabiologica nella lotta contro i tumori” edito dalla Società Editrice Andromeda di Bologna, n.ro 49.

Non sono un medico ma questo non m’impedisce di affermare con piena cognizione di causa ed altrettanta responsabilità morale, quanto segue:

PREMESSO
1 – che le terapie, protocollari, uniche ed imposte (perché senza possibilità di opzioni) per le neoplasie maligne sono la chemioterapia e la radioterapia, con effetti secondari devastanti, e che tuttavia le dette patologie non sono ancora state debellate;
2 – che “nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario, se non per disposizione di legge” (art. 32 della Costituzione);
3 – che nessuna disposizione di legge impone un trattamento sanitario a chi è affetto da neoplasie maligne;
4 – che se tale disposizione di legge esistesse, si tratterebbe di un abuso criminale di potere;
5 – che la salute è ritenuto un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività, e come tale è da tutelare (sempre secondo l’art. 32 della Costituzione);
6 – che l’interessato ha diritto di scegliere cure alternative rispetto a quelle in vigore;
7 – che lo Stato è – deve essere – un potere-padre al di sopra delle parti al servizio dei cittadini-figli;
8 – che le autorità sanitarie dello Stato sono rappresentate dal Ministero della Salute;
9 – che io, cittadino “sovrano”, ho il diritto di esigere che ogni nuova proposta terapeutica, soprattutto in fatto di neoplasie maligne, venga presa nella dovuta considerazione senza alcun rigetto aprioristicamente automatico;

NE CONSEGUE:
1 – che le autorità sanitarie dello Stato, oggi rappresentate dal Ministero della Salute, non possano avere la facoltà di rigettare a priori qualunque nuova proposta terapeutica, ma, al contrario, hanno il dovere categorico e sacrosanto di formare commissioni di esperti con la partecipazione dei proponenti, perché, sotto giuramento, applichino una prassi rigorosamente scientifica senza limiti di tempo e di prova prestabiliti affinché la nuova terapia proposta dia tutti gli esiti possibili senza lasciare il minimo dubbio;
2 – che rigettare a priori la sperimentazione con le modalità sopra accennate possa significare delinquere premeditatamente – all’interno dello Stato! – e in senso essenziale (come offesa del diritto naturale, di cui ogni vivente è portatore per il semplice fatto di essere nato) e in rapporto al diritto positivo (Carta costituzionale).

CASO SPECIFICO
1 – La nuova proposta terapeutica, di cui si è fatto portavoce il dott. Giuseppe Zora, non è stata ammessa a priori alla sperimentazione dalle autorità sanitarie, che ne avevano la facoltà e il dovere, preferendo configurare i possibili estremi di un possibile crimine, essenziale edanticostituzionale (ovvero di offesa al diritto naturale e positivo) nella evidente considerazione di una possibile totale impunità;
2 – la nuova proposta terapeutica, di cui è portatore il dott. Giuseppe Zora, è stata ampiamente sperimentata, come dire “alla macchia”, quindi in condizioni di carenza di mezzi e di persone e raccogliendo tuttavia, degli esiti positivi.

STANDO COSI’ LE COSE
1 – Invito le autorità sanitarie del nostro Paese, rappresentato dal Ministero della Salute a riscattarsi dalle omissioni ed inadempienze del passato, ammettendo, come da dovere categorico e sacrosanto, e sul piano giuridico, e su quelli sociale ed etico, il metodo terapeutico Zora in questione alla sperimentazione ufficiale e quindi alla produzione e distribuzione con i controlli previsti per i farmaci della fattispecie e così via via quanti altri ne verranno proposti;
2 – in caso di persistenza di rigetto a priori della terapia inquestione come di eventuali altre, io mi sento autorizzato a pensare che dietro tale inflessibile rigetto ci siano gli interessi parassitari di caste – delle altrimenti lobbies – che, insensibili alle lacrime e ai gridi di dolore di un’umanità, che muore anche a causa di terapie  devastanti, si arrogano il monopolio di una terapia, cònsona con i loro interessi, e il diritto di veto aprioristico di qualunque altra, legittima per i proponenti e i pazienti, ma incompatibile con quegli interessi;
3 – in questo caso, ho il diritto di chiedermi se per caso non ci troviamo di fronte ad organizzazioni internazionali di tipo mafioso e comunque criminale, cui lo Stato ha il dovere di non piegarsi per il bene del popolo “sovrano”, se è vero che ha istituito anche – e voglio credere non per pura formalità –un’ANTIMAFIA.

IN CONCLUSIONE
Invito il Ministero della Salute al rispetto della Costituzione, del diritto naturale e del diritto positivo, che vietano allo Stato di comportarsi come il principato medioevale, dove l’autorità che valeva era solo quella del principe; invito codesto Ministero a desistere dal fare ricorso ad un VETO APRIORISTICO per rigettare la richiesta di sperimentazione di nuove terapie per le neoplasie maligne – che sono lagrime, sangue e morte di nostri fratelli (talora di stretti congiunti) – in nome di una fantomatica società scientifica, che avrebbe la facoltà di conoscere la validità di nuove terapie PRIMA di sperimentarle in modo rigorosamente scientifico.
Sono passati fin troppi anni perché si possa ancora pazientare. Spero che contro la RAGIONE, la SCIENZA , il DIRITTO e l’ETICA, non si lancino ancora delle balle che, come altrettanti boomerang, tornerebbero al mittente dopo essersi impregnati di vergogna.

Carmelo R. Viola

Perdita del Bene Comune, moneta debito e schiavitù




Articolo perfetto; tragicamente lungimirante, che inquadra nel più sapiente dei modi, al di là delle teorie più o meno "complottiste", come questi criminali perseguano semplicemente il proprio tornaconto, a scapito, ovviamente, di popoli e Stati.

Complotto o no, ci troviamo a subirne le medesime conseguenze: sarebbe come fare dei distinguo se a sterminare una famiglia si sia trattato di una bomba "intelligente" o stupida!

Finché la stragrande maggioranza della gente è convinta che il "debito" bisogna pagarlo, ignorando del tutto come questo si sia venuto negli anni formando e soprattutto tramite quale meccanismo truffaldino esso sia stato imposto a quasi tutte le Nazioni, non potremo fare altro che assistere impotenti al lento declino dei popoli nel senso che recitava l'articolo.

La moneta a debito è un crimine.

L'interesse composto (anatocismo) è un crimine.

Lo spread è un'invenzione truffaldina (quindi un crimine)

Il sistema finanziario è il "derivato" che vive e prospera esclusivamente sottraendo risorse all'economia che esercita l'ingrato ruolo di "sottostante".

Non esiste una finanza "buona" e una "cattiva".La finanza può sopravvivere solo succhiando il sangue dell'economia reale, unica in grado di creare vera ricchezza, e grazie a milioni di utili idioti che non si informano, non si interessano, non credono , non capiscono, o peggio lucrano su questo fattore destabilizzante.

Nessuno si è mai domandato perché il paese più "virtuoso" è più efficiente del mondo (la Germania) ha anch'esso un DEBITO? E che debito! Compreso quello dei lander, che astutamente i "corretti" tedeschi non inseriscono nel debito federale, il debito tedesco supera, in termini reali (non in %) abbondantemente quello Italiano. 

E che dire degli U.S.A? I l loro debito sfiora i 19.000 miliardi di dollari: circa sette (7) volte il nostro.
Tutto ciò è dovuto proprio all'anomalia criminale dell'emissione a DEBITO della moneta.

Dobbiamo smettere di essere "politicamente corretti" quando ci confrontiamo con oligarchie criminali che hanno come unico scopo il perseguimento del proprio interesse usando un sistema di rapina che matematicamente non ci consente di uscire dalla trappola del debito.

Persone come Monti, Letta, Ciampi, Draghi, Napolitano, Andreatta, la dirigenza PD e FI al completo,e mi fermo per mancanza di spazio, dovrebbero, o avrebbero dovuto a suo tempo, essere arrestati ed imputati di alto tradimento nei confronti del popolo "sovrano"a norma degli art. 1,4,9,11, 41,47,59,ed altri della Costituzione Italiana. 

Come mai i fautori della libertà della democrazia, e della giustizia in Italia non levano alto e fiero il loro grido di protesta? Quale arcano intreccio di pensieri e di convenienze politiche o economiche, o presunte tali, impedisce a questa gente di opporsi, almeno a parole, alla valanghe di menzogne che da politica e stampa ci vengono ammannite quotidianamente? 

Claudio Zanasi


“Il territorio bene comune degli Italiani” - Recensione



Gli Italiani e altri popoli europei stanno andando verso una situazione di
schiavitù in casa loro? Per il giurista Paolo Maddalena, già giudice della
Corte costituzionale sembrerebbe che il rischio sia molto reale, se si legge
quello che espone in uno dei capitoli del suo recente libro “Il territorio bene
comune degli Italiani”. Vi riporto alcuni brani significativi in proposito.

"Non siamo affatto in presenza di una ordinaria e ricorrente “crisi economica”,
ma di una “crisi di sistema” provocata da un atteggiamento della finanza
internazionale fortemente speculativo, che impedisce di fatto una reale ripresa
dell'economia. D'altro canto, la forza dei mercati finanziari, strenuamente
sostenuta dal Fondo monetario internazionale, nonché dalla Commissione
europea e dalla BCE, è tale da impedire, si ripete “impedire”, che i paesi in
difficoltà si risollevino economicamente, poiché a ogni minimo cenno di
debolezza, questi paesi sono assaliti, non solo dalle agenzie di rating, che
immediatamente li declassano, ma anche e soprattutto dalle reazioni degli
stessi mercati, i quali, ritenendo meno appetibili i titoli del debito pubblico,
pretendono un aumento dei tassi di interesse da pagare, giustificandolo con la
minore affidabilità di questi stessi paesi, con il conseguente maggior rischio
degli investitori. De deriva che un paese che ha bisogno di essere aiutato, si
vede invece costretto a maggiori sforzi economici e, quindi, a sicura maggiore
recessione, fino al totale default. Si può dunque affermare che i tassi del
debito pubblico hanno perso qualsiasi elemento di stabilità, e che la loro sorte
è decisa arbitrariamente da un ristretto gruppo di speculatori (una quindicina),
che diramano ai loro “dipendenti” (che superano le 600.000 persone) le linee
da seguire. Una trappola mortale che ha come fine ben esplicito, non quello di
aiutare detti paesi a risollevarsi, diminuendo il debito pubblico,ma, al contrario,
quello di costringerli a ulteriori misure di austerity, e quindi a ulteriore
recessione e all'impossibilità assoluta di ridurre il debito, considerato che il
debito può ridursi con lo sviluppo e non con la recessione. Dunque, l'obiettivo
pratico e ignobile che la speculazione finanziaria si prefigge di
raggiungere non è affatto la riduzione del debito pubblico, ma il suo
aumento, con l'inevitabile conseguenza che i paesi in difficoltà
dovranno, come del resto sta già avvenendo, svendere al miglior
offerente (sia esso arabo,cinese, russo, o della mafia di qualsiasi
località) il proprio territorio. Si creeranno così Stati senza territori, e
cioè Stati che non saranno più Stati, ma semplicemente popoli e
individui senza patria ridotti allo stato di schiavitù, le cui sorti saranno
sempre più nelle mani dei cosiddetti “speculatori-creditori”. Ed è
doveroso rimettere in evidenza che la “trappola”, costruita dagli speculatori
finanziari, trova il suo ferreo strumento di trasmissione nelle prescrizioni
europee e del Fondo monetario internazionale, evidentemente ispirate
anch'esse da speculatori finanziari senza scrupoli, che ci stanno portando a
morte sicura. Nessuno può negare infatti, che in questa situazione, invocare
l'austerity, aumentare il peso delle imposte e delle tassazioni in genere,
producendo ulteriore, sicura, recessione significa rendere matematicamente
impossibile la riduzione del debito pubblico, e ci costringe a pagare,i nostri
(presunti) debiti svendendo il nostro territorio, perdendo l'indipendenza
nazionale, e diventando schiavi del potere finanziario.
Visto che non c'è altra via di uscita, non si scappa dal dilemma, o l'Europa
cambia politica, e cambiare politica significa estromettere dalle posizioni di
comando la Banca centrale europea, nonché il fortemente ideologizzato Fondo
monetario internazionale, ponendo al loro posto rappresentanti effettivi degli
interessi di tutti i cittadini europei, oppure, perso per perso, conviene uscire da
questa trappola, che bene è stata definita “trappola dell'euro”. E se l'Europa
non cambia, per noi non c'è alcuna alternativa: la via è obbligata poiché la
scelta è fra il protezionismo e l'inflazione alle quali ci porterebbe il ritorno alla
lira, oppure la “morte sicura”, alla quale ci sta già portando questa
Europa....D'altro canto le condizioni che ci avevano spinto a entrare nell'euro
sono oggi venute meno. Eravamo entrati nella moneta unica, cedendo parti
considerevoli della nostra sovranità, per avere bassi tassi di interesse sul
debito, tassi che gli speculatori finanziari, hanno portato più volte a livelli
insostenibili. In realtà la tenaglia che ci stringe è duplice: da un lato c'è la
politica, del tutto irrazionale e controproducente, dell'austerity imposta
dall'Europa, e avvallata dalla BCE e dal FMI, dall'altro c'è l'impossibilità di
“stampare” moneta per favorire le esportazioni, come hanno fatto Giappone,
Gran Bretagna e Stati Uniti. Questa tenaglia, azionata da poteri forti e da
istituzioni europee e internazionali accondiscendenti, potrebbe davvero
impedirci qualsiasi possibilità di salvezza.
Per ora le misure di austerity adottate (fiscal compact, ecc.), hanno portato a
elevatissime e insostenibili tassazioni lacrime e sangue, a cui ha fatto seguito
una recessione economica spaventosa, che ha prodotto una rilevantissima e
crescente disoccupazione, mentre, come era da prevedere, il debito pubblico,
anziché diminuire,è salito in modo impressionante, portando i paesi debitori a
debiti sempre maggiori,con la conclusione della svendita del loro territorio e
della totale miseria."

Primi cristiani e l'invenzione del "cristianesimo"....



.... Sono stati i primi "cristiani" ad inventarsi il cristianesimo. Quei primi "cristiani" hanno inventato le storie evangeliche che  oggi stanno cadendo una dietro l'altra di fronte al maglio delle nuove conoscenze, che spaziano dalla sociologia, alla scienza, alla fisica post-quantistica, all'archeologia sacra e profana, alla storia del pensiero occidentale ed orientale, alla mitologia greca classica ed alle sue derivazioni e proiezioni nella mitologia cristiana, alle similitudini mitologiche fra tutte le religioni rivierasche del mediterraneo, alle consonanze derivative fra Massoneria e Cristianesimo per quanto attiene alla TRADIZIONE ERMETICA  (di Mauro Biglino: Chiesa romana cattolica e Massoneria, realmente così diverse? Ed UNO, www.uneitori, com.).  Per non citare l'influenza del Pitagorismo in tutta l'evoluzione del pensiero dei primi secoli del cristianesimo, fino a PRETI di grande livello culturale  e PADRI del Rinascimento. [Bibliografia minimale...Ermete Trismegisto, la Pupilla del Mondo, Marsilio; M. Detienne, (Maestri di Verità nella Grecia Arcaica, Laterza, Budda: I quattro pilastri della saggezza, Newton; Marcel Simon: I primi cristiani, Garzanti, C. Mondesert: Guida alla lettura dei Padri della Chiesa, Jaka Book; Anonimo: Lo Joga cristiano, La preghiera esicasta, Lib. Ed. Fiorentina; U.Grancelli: Il simbolismo ermetico nella vita di Cristo, Fratelli Melita; sant'Ambrogio: [Padre della Chiesa, n. 339 e m. 397], Il modo di vivere dei Brahmani, Ed La Vita Felice, Milano). Tanto per dire che la costruzione del cristianesimo non sia avvenuta sotto questi influssi ma sia stata una CREAZIONE originale di chissacchì.   

Per il principio di NON contraddizione, che prevede che NULLA avviene per CASO, specie nel campo delle idee, ho preso in considerazione le opere di Clemente alessandrino, [ 150-2015] e Filone d'Alessandria [I secolo a.c,-1 sec.d.c.] il primo assertore del metodo allegorico, nonché insertore dell'ebraismo NEL cristianesimo, attraverso l'interpretazione allegorica della Bibbia. Nota: ma se l'interpretazione di un testo dichiarato sacro avviene attraverso sistemi logico interpretativi di altra matrice, si tratta in sostanza di inglobare o di far inglobare, e  DIGERIRE, idee, ideologie, visioni del mondo altrui. Fu lui che introdusse anche la mediazione fra NEOPLATONISMO e cristianesimo interpretando i rapporti fra DIO e le IDEE, considerando queste ultime come PENSIERI DI DIO E QUINDI RIBALTANDO L'ORDINE PER CUI PLATONE SUBORDINAVA IL DEMIURGO ALLE FORME TRASCENDENTI. Filone, nell'ambito della propria cultura alessandrina, e cioè NEOPLATONICA, salvava la trascendente superiorità di Dio ed il concetto di creazione. Filone, vero creatore del Cristianesimo, fu elemento fondamentale e, direi, impositivo, per gli altri Padri della Chiesa ( Ambrogio avrebbe attinto, invece come abbiamo detto, dalla spiritualità indu) nelle loro interpretazioni della filosofia classica greca. 

Questo per quanto attiene alle VERE, cioè storiche e sociologiche origini del cristianesimo.
Per quanto riguarda Seneca, che nacque nel 4 a.c. e soggiornò a lungo nella Scuola Alessandrina, insegnandovi, si tratta di leggerne le opere. Seneca fa, e nel segno dell'Alessandrinismo, un'opera di SINTESI delle correnti filosofiche a lui contemporanee, attingendo dall'Epicureismo, allo Stoicismo, al platonismo, al Pitagorismo, ai culti misterici, a quanto, per il tramite dell'Egitto, giunge dall'India e dalla Mesopotamia. NON è un caso che la sua vita si sia sviluppata nell'istesso periodo e più o meno negli stessi luoghi in cui si dice sia vissuto il Cristo. 

Per quanto attiene alla comprensione del NESSO fra l'evoluzione del pensiero del cristianesimo ( filosofico e morale) ed il pensiero di Seneca, è bastevole la lettura delle opere di Seneca.
E' oggi, allo stato attuale delle conoscenze, pensare che un nuovo movimento religioso NON nasca all'interno di UNA CORNICE culturale che è quella preminente di una specifica epoca, tanto più che la diffusione della cultura che fu detta, forse impropriamente, ellenistica, fu proprio quella che pervase quei gruppi di persone che furono poi dette, non si sa a tutt'oggi con quale approssimazione:  I PRIMI CRISTIANI...

Giorgio Vitali

Uomini e topi - Se l'uomo scompare la vita intelligente ricomincia dal topo





Mercoledì 16 luglio 2014 siamo andati Caterina ed io al mercatino agricolo  della Bifolca a Vignola. Dovevamo fare un po' di provviste: pomodori, cetrioli, insalata, prugne, patate, etc. Facendo la spesa da un banco all'altro ci siamo fermati a comprare un libro usato  su Osho. Fa sempre piacere leggere le storie di questo "fuori di testa" dello Spirito. Ed a proposito di storie "fuori di testa" ancora una
volta, parlando con Maria della vita selvatica che resiste alle
radiazioni atomiche (http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/07/natura-ed-animali-quando-la.html)   ho spiegato che nei luoghi in cui erano stati fatti esperimenti nucleari erano sopravvissuti particolarmente bene i topi.




Cosa strana, ho aggiunto, è che il topo (od un animale molto simile al topo)  è stato il progenitore di tutti i  mammiferi sul pianeta. Caterina ha espresso dubbi su questa mia affermazione, poiché lei che è veterinaria, non ne aveva  mai sentito parlare nei suoi studi di zoologia. Veramente lì per lì non ricordavo nemmeno io la fonte di questa informazione, ricordavo soltanto che dai miei studi sullo zodiaco cinese risultava che il Topo è l'iniziatore della fila, il primo a comparire davanti al Buddha. Però  avevo letto da qualche
parte che c'era una conferma scientifica,  non era solo una fantasia zodiacale.


Poi la sera tornati a casa ho fatto una ricerca, cominciando dal sito del Circolo vegetariano ed ho trovato questo vecchio articolo del 2008, fatalità anche qui, oltre al Topo, si menziona Osho... i misteri dell'inconscio sono imponderabili e destano grande meraviglia....


...........

Dei e veicoli…. Uomini e topi.


Il dono di un veicolo è uno degli omaggi  rituali che vengono fatti al
maestro spirituale, questo perché il veicolo è riconosciuto come un
mezzo simbolico di trasmissione della sua grazia,  regalare   un
carro, un elefante, un cavallo o -in tempi moderni- un’automobile
significa che  ci si aspetta che il favore del maestro venga
trasferito insomma “veicolato” all’offerente attraverso quel mezzo
simbolico. Proprio seguendo questa tradizione capitò  -ad esempio- che
Osho Rajneesh (ma non solo lui)  collezionasse  30 e più Rolls Royce…

Chi ha qualche dimestichezza con l’iconografia indiana ricorderà che
ogni divinità ha un suo mezzo di trasporto,  che sta a significare il
modo in cui l’energia del Dio viene trasmessa.  Vediamo che  Vishnu,
il preservatore,  ha per cavalcatura una grande aquila, essa
simboleggia la capacità del Dio di scorgere nei minuti dettagli ciò
che avviene nel mondo per scendere giù a velocità stratosferica  a
punire i malvagi e sollevare le sorti dei devoti in difficoltà.
Brhama, il creatore, ha invece per “mount” un cigno bianco che
rispecchia la capacità del cigno di dividere il latte (la saggezza)
dall’acqua  nell’oceano primordiale della creazione.

Ma qui potremmo già cominciare a porci dei dubbi… infatti si può pure
immaginare una grande aquila hymalayana, con apertura alare che
raggiunge i dieci metri, trasportare un Dio nelle sue missioni del
dharma (giustizia) ma un cigno… come fa a trasportare un Dio che
-essendo creatore-  già ce lo immaginiamo un po’ pesante??  I punti
interrogativi aumentano e la necessità di un chiarimento  si fa
impellente quando infine osserviamo l’immagine di Ganesh, Dio di
pesante stazza  con la testa da elefante, che è preposto a rimuovere
gli ostacoli, sia in senso spirituale che materiale, che si
frappongono sul nostro cammino. Il Dio Ganesh è dipinto con ai piedi
la sua cavalcatura, un piccolo topo che sgranocchia beato un laddu 
(dolce di riso).



Ebbene a questo punto ci è praticamente impossibile visualizzare
l’enorme Ganesh che monta sul topolino, eppure leggiamo che il topo è
il suo veicolo, come può succedere!?  E qui è necessario fare
ulteriore chiarezza sulla simbologia del “veicolo” e soprattutto di
quel che sta a significare il topo nella tradizione orientale, e
questo non solo in India ma anche in Cina….

Allora l’immagine del topo serve a “veicolare” le qualità che vengono
riconosciute a questo animale, che è anche un archetipo primordiale.
Se pensiamo bene alle capacità miracolose del topo scopriamo che egli
è un vero genio della sopravvivenza,  un maestro in se stesso nella
rimozione di ogni ostacolo che si frappone fra lui e la vita.  Un topo
sa come arrampicarsi su una superficie verticale, purché vi sia la
minima asperità,  persino meglio di una lucertola, di un geco od altri
animali arrampicatori.  Se precipita da una grande altezza, anche
mille volte superiore alla sua, ne esce perfettamente indenne, è un
vero planatore in caduta libera.  Che dire poi della sua preveggenza
che gli fa capire quando è ora di abbandonare la nave che affonda?
Egli è un ottimo nuotatore e sa come  salvarsi meglio di qualsiasi
naufrago, ed infatti in ogni angolo del mondo prima degli umani sono
arrivati i topi.  Anche nella sua vita sociale  è ben attrezzato, chi
non conosce l’astuzia del topo nello sfuggire alle trappole? I sistemi
di anti-rattizzazione sono impotenti contro le orde di roditori
cittadini che dispongono di appositi assaggiatori,  vecchi e malandati
elementi che fungono da cavie per testare i cibi sospetti, così la
tribù si salva sempre.

Non basterebbe una biblioteca di psicologia animale per descrivere i
suoi sotterfugi e le sue furbizie che gli garantiscono la
sopravvivenza in ogni occasione, persino in caso di esplosione
nucleare i topi saprebbero cavarsela meglio di noi.  Inoltre occorre
specificare che in verità il topo è stato l’iniziatore della stessa
specie umana, il capostipite primo, non sto raccontando una balla
(stavolta), state calmi…    Accadde proprio quando ci fu il grande
cataclisma che distrusse tutti i grandi rettili, che a quel tempo
dominavano il pianeta,  e già era nato un piccolo roditore, il primo
mammifero, per correttezza chiamiamola “mammifera”  la quale aveva la
taglia di una pantegana (un po’ più piccola della nutria), e mentre
attorno a lei c’era solo morte e nubi nere,  la saggia topa di fogna
campò benissimo sui cadaveri e sul marciume, e di lì a pochi millenni
diede vita a tutte le specie di mammiferi sulla terra, ivi compreso
l’uomo.  Che grande miracolo… in mezzo alla carneficina,  quella santa
 pantegana  trasformò gli ostacoli della distruzione  del mondo in
vittoria…  la supremazia della sua  capacità di adattamento. Mi sa che
saprebbe ancora farlo questo gioco, se l’uomo andrà avanti a sfidare
la vita sul pianeta… sappiamo già chi è in grado di resistere
all’olocausto.   Ed allora perché meravigliarsi se il topo è stato
scelto come veicolo di Ganesh?

Paolo D’Arpini




Ed a conferma di quanto sopra affermato riporto qui un articolo
scientifico sul  primo mammifero con la placenta apparso sul Pianeta
Terra

Pesava 200 grammi, era piccolo, con la pelliccia e insettivoro.
Comparve dopo l’estinzione dei dinosauri, circa 66 milioni di anni fa.
Ecco il nostro antenato


Piccolo, ricoperto da pelliccia, con una lunga coda e zampe corte. Non
è un topo ma il progenitore dei mammiferi placentati, un animaletto
dal peso poco superiore ai 200 grammi e ghiotto di insetti che, circa
66 milioni di anni fa, ha occupato le nicchie ecologiche lasciate
vacanti dai dinosauri e dagli altri animali spazzati via da uno dei
più grandi eventi di estinzione della storia della Terra. L’identikit
di questa creatura è stato ricostruito da un gruppo di ricerca
coordinato da Maureen O'Learydella Stony Brook University, in Usa,
grazie all’analisi di tratti anatomici e dati genetici ricavati da 86
specie di mammiferi placentati, viventi e fossili. Tutti i dettagli
dello studio sono nell’articolo pubblicato su Science.

Quando ha avuto inizio il processo di diversificazione che ha portato
alla comparsa delle oltre 5mila specie di mammiferi placentati oggi
esistenti? I ricercatori se lo chiedono da anni, e non sempre sono
arrivati alle stesse conclusioni. Basandosi esclusivamente sui
fossili, alcuni hanno collocato l’origine del primo mammifero dotato
di placenta (l’organo che regola gli scambi metabolici tra madre e
figlio) subito dopo l’estinzione del Cretaceo-Paleocene (K-Pg)
avvenuta all’incirca 66 milioni di anni fa. Fu un evento che eliminò
il 75% delle specie allora presenti sulla Terra, dinosauri non aviani
compresi. È naturale che con la scomparsa di tutti questi animali si
liberarono spazi e risorse, e di questa improvvisa abbondanza
approfittarono i mammiferi placentati che iniziarono a diversificarsi
così da evitare unacompetizione interna.

A partire dagli anni ’90, però, la crescente disponibilità di dati
genetici ha rivoluzionato questo scenario spostando l’origine e la
diversificazione della linea evolutiva dei mammiferi placentati al
tardo Cretaceo, prima dell’estinzione K-Pg a cui, secondo questa
ipotesi, sopravvissero. Qual è la storia più convincente? Per
scoprirlo, l’équipe di O’Leary ha deciso di combinare l’analisi dei
fossili con quella deldna. In questa operazione, di grande aiuto è
stato il progetto fondato dalla National Science Foundationconosciuto
come MorphoBank, un immenso database di immagini e dati anatomici di
animali estinti e viventi. Da questa banca dati, i ricercatori hanno
scelto 86 specie di mammiferi placentati (di cui 40 fossili) da cui
hanno selezionato oltre 4.500 tratti fenotipici come la presenza o
assenza di denti, ossa particolari, pelliccia.

Mappando questi tratti fenotipici sull’albero genealogico dei
mammiferi placentati, e combinando quest’approccio a quello
dell’analisi genetica, i ricercatori hanno ricostruito l’aspetto dell’
antenato di tutti i mammiferi dotati di placenta e, soprattutto, gli
hanno dato un’età. Precisamente, questo animaletto comparve circa
200-400 mila anni dopo l’estinzione K-Pg, molto più tardi rispetto a
quanto ipotizzato sulla base dei soli dati genetici. “Immaginiamo di
essere sulla scena del crimine: il dna è un indizio importante, ma lo
è anche il corpo. Per la scienza è la stessa cosa, e solo combinando i
dati genetici con quelli fossili siamo riusciti a ricostruire la
storia passata con una precisione mai raggiunta prima”, ha spiegato
O’Leary.


 Martina Saporiti - http://daily.wired.it/