Spiritualità concreta e coerenza fra il dire ed il fare




"Tutto ciò che emana dal Cuore è "pura idea" e quando è messa in pratica  diventa Dharma" (Sathya Sai  Baba)


Sul Sentiero Spirituale, la Coerenza può essere definita come la tensione ad allineare i tre corpi (fisico, emotivo, mentale).
In tale prospettiva, aspireremo, nel nostro vivere quotidiano, anche in quello apparentemente routinario e "banale":

- all'integrazione della personalità;
- al collegamento con il Sé superiore.

 La Sostanza dell'Anima è Amore, in senso attivo e, appunto, "c o e r e n t e" con le azioni: se è l'anima a dominare l'io, il "dire" diventa fare e il fare diventa "Opera d'Amore".

Il sentimentalismo emotivo, con il quale spesso l'amore è confuso, è fiacco e soggetto a variazioni umorali, poiché legato alla precarietà dell'io;

L'Amore è la "Forza e la Legge" del nostro Universo: attuandolo a tutti i livelli, evolviamo e favoriamo l'evoluzione:


 **Ti dico: che il tuo cuore s'accenda del fuoco della Compassione. In essa è sepolta la grande perla della conoscenza segreta**
("Foglie del giardino di Morya", I)


 Chi intende percorrere il Sentiero Spirituale, sa che il suo "dire" dovrà aderire al suo "fare", pena:

- la mancanza di credibilità del suo percorso spirituale;
- la ricaduta nel mondo brancolante dei profani.

 Egli svilupperà, con quotidiana vigilanza, una dote poco diffusa: la Coerenza.


La Coerenza rende riconoscibile una personalità matura e integrata; dà all'agire una sicura validità morale poiché: il "fuori" e il "dentro" coincidono armoniosamente; l'individuo "pensa e quindi fa" con modalità sintetiche e inscindibili, aderendo ai propri più Alti Valori.

In sostanza, poiché ogni Legge si rispecchia in tutto l'Universo, sembra che quanto più gli elementi di una sostanza sono coordinati, tanto più aumentano la potenza e i campi possibili di applicazione delle energie.

La Coerenza non va confusa con la rigidità o con l'inflessibilità, che ne costituiscono la degenerazione, gli aspetti "caricaturali", poiché non illuminati dalla sapienza dell'Amore.

Per l'uomo sul Sentiero essa è la rispondenza costante e gioiosa alla Voce dell'Anima, riconosciuta come la Sola Vera Guida.

Egli sa che la coerenza richiede l'educazione di una Volontà salda, sorretta dall'Etica e perennemente direzionata al Fine.

Per intraprendere realmente la Via che porta alla resa della personalità all'Anima è necessario "focalizzarsi" sulla Meta.

Essa appare all'aspirante ormai "pronto" come l'unico obiettivo degno di essere perseguito, al quale subordinare tutti gli altri.

Così lavoro, piaceri, successi mondani perdono attrattiva e vengono riconosciuti nel loro aspetto illusorio, o valutati solo per la loro funzione di esperienze-strumenti di evoluzione.

La Spiritualità perde i caratteri del sognante "abbandono alle energie dell'universo", e diventa strenua lotta: "dentro", nel mondo del "pensare" e del "sentire", per trasmutare i propri pensieri disarmonici e le proprie manchevolezze emotive; "fuori", nel mondo del "fare", per "portare il regno di Dio sulla Terra".

Al noto adagio "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare", che rileva l'apatia e l'indolenza del comune agire umano, si sostituisce il Fuoco della "Prassi" insonne, che dimostra che "dire È fare".

Al "dire" ora si coniuga l'operatività disinteressata ed amorevole in favore dell'umanità.

I pensieri si fanno coerenti e mirati, i sentimenti puri ed elevati, la mente pronta a rispecchiare l'ideale, i rapporti diventano fraterni.

Per raggiungere questi obiettivi, preliminari all'iniziazione, la Volontà deve farsi così potente da mutare "il carattere", cioè la somma delle abitudini con cui abbiamo convissuto per lungo tempo.

La Coerenza sul Sentiero, saldamente perseguita, può portare allora alla "con-versione" (etimologicamente: "cambiamento di direzione").

Ciò avverrà solo se il nostro Cuore si sarà espanso, attraverso l'esperienza, il dolore e l'aspirazione, tanto da abbracciare tutta l'umanità.


Venerabile Maestro MORYA

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